Quei nazisti di CasaPound

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Caro Don Abbondio, mi sembri il più adatto per un atto di costrizione. Siamo simili nella codardia e devo confessarti una colpa che non avrei mai l’ardire di ammettere pubblicamente. Di recente scivolo spesso nel sesto comandamento, quello degli ‘atti impuri’. Vado su internet con cupa morbosità perché il vigore della stampa nazionale contro quei nazisti di CasaPound mi intriga. Voglio conoscerli, scrutare le loro gesta, interpretare le cose che dicono. Lo faccio non più di un paio di volte a settimana; quindi, non dovrei rischiare la cecità. E, però, a mia discolpa vi sono tutta una serie di elementi […]

  

Albertazzi, solo un Grande Italiano

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Sarebbe troppo confidenziale dire: ‘’ciao Giorgio’’! Eppure Albertazzi è stata l’immagine plastica di cosa sarebbe potuta diventare questa misera e codarda italietta. Ho sempre visto in lui il lato rilucente e perciò familiare di un Paese decadente e senza speranza e quindi il ‘tu’ sarebbe, in fondo, solo una sorta di illusorio desiderio di vederlo in vita; magari per riscattare con i versi di Borges o di Goethe le nostre miserie quotidiane. Albertazzi non è mai scivolato nel cattivo gusto e nella perversione narcisistica che prima o poi tocca come un mannaia grandi e piccoli abitatori di questa terra. Era […]

  

La Costituzione dei morti viventi.

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Sulla riforma costituzionale si sono espressi tutti; per interposta persona financo i morti. Eh sì, di questi tempi i cadaveri fanno tendenza. Prime e seconde fila della politica sono riuscite a decifrare prima Berlinguer, poi i partigiani, i padri costituenti, Terracini, la Iotti e chissà se si fermeranno. Io però continuo a non fidarmi degli interpreti dilettanti. Urge seduta spiritica fatta da cultori del settore per sapere cosa ne pensano dall’altra parte dell’Acheronte. E allora chi meglio di Romano Prodi? Ovunque sia, richiamatelo perché è del ramo. Se ne intende di tavolini rotondi che ballano e carte che si spostano. […]

  

Giorgio ‘il Napolitano’ e gli zoticoni della Lega

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Giorgio nacque a Napoli per sventura. Era diretto a nord, dalle parti del castello di Racconigi, dove lo attendeva una famiglia di alto lignaggio di cui mai nulla si seppe. Mentre era in volo, si sfilò dal fagotto della cicogna e cadde ai piedi del Vesuvio. E perciò all’anagrafe fu registrato come Giorgio il Napolitano. Fu allevato da una famiglia benestante che impartì ordini precisi alla governante: il pargolo doveva essere tenuto lontano dalla plebe; uniche frequentazioni possibili, salotti chic, scrittori ed intellettuali. Fino ai dieci anni non ebbe cognizione del fatto che in quella città vi fossero vicoli bui […]

  

Dal Vangelo secondo Matteo

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In quel tempo, Maria Elena vedendo le folle agitarsi contro il signore di Rignano sull’Arno, apparve in molti luoghi della penisola. In uno di essi, prese la parola, e con tono più suadente del solito, disse: <<Beati i partigiani che voteranno sì, perché vedranno l’alba della Nuova Repubblica. Beati gli operatori di sportello bancario, perseguitati e indagati, perché saranno saziati da laute ricompense. Beati i perseguitati dalla giustizia e candidati nelle liste democratiche perché di essi è il regno di Palazzo Chigi. Beati i sostenitori del referendum, perché non torneranno nelle fogne di Casa Pound. Beati coloro che citeranno Berlinguer, […]

  

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