Come ferite da hula hoop, provocate per diletto narcisistico intrattenitivo. Roteare il bacino per tenere impegnato il cervello. Ieri ho suonato a Bruxelles e adesso un treno mi sta portando a Parigi mentre penso a noi due. Reminiscenze di vario tipo infittiscono un teatro di posa, dove gli scenari dei nostri dialoghi si sono adagiati, come plastica bruciata e filante, a sentimenti accorciati e allungati come le ore di sole. Ho riflettuto molto sul perché certe persone non si perdono nemmeno dopo un incidente potenzialmente mortale, ma si ritrovano tra lamiere, sangue e carne bruciata. La risposta è che non […]