Manca proprio il respiro, prima che divenga tutto nero.
La glottide improvvisamente non funziona più come naturalmente dovrebbe e gli occhi contratti si chiudono violentemente mentre digrignamo i denti.
La vita ci soffoca spesso e volentieri, afferrandoci il collo da dietro, senza farsi vedere né sentire.
Ci addormenta forzatamente e al risveglio si percepiscono dolori sparsi con cui dobbiamo fare i conti: segni evidenti sulla pelle del cuore, sui muscoli delle idee, sui nervi dell’anima. Da due settimane non aggiorno questo blog per vari motivi:il terzo album, impegni più o meno piacevoli che ti riempiono le giornate e il cervello e le brutte e nafande storture della vita che ogni tanto riemergono. Riemergendo purtroppo fanno tornare a galla anche i connotati umani,civili ed etici di una popolazione tricolore che mi preoccupa ogni giorno di più attraverso la leggerezza con cui si rivela turpe, meschina e forcaiola. E di storture ultimamente ne sono comparse diverse: dalla “macelleria messicana” della scuola Diaz (citazione di Michelangelo Fournier all’epoca vicequestore aggiunto del primo reparto mobile di Roma, operante a Genova)  che solo dopo circa quindici anni e l’intervento della corte europea è stata finalmente accertata notte di tortura senza se e senza ma (scatenando un imbarazzante e raffazzonato rigurgito revisionista da parte di taluni), oppure la strage di 700 migranti disgraziati i quali tentando di scappare da un orrore conclamato si sono trovati vittime di un orrore ancora più atroce: una morte terrificante, agghiacciante e crudele nel coinvolgere donne e bambini, che però non ha fatto tacere le argute menti dei degenerati della rete (e non solo purtroppo) che con scioltezza hanno commentato il fatto con ironia, entusiasmo o un quasi palpabile piacere. Io mi ritengo politicamente ateo, ho serissime difficoltà a condividere idee, progetti e discorsi con i politici che attualmente rappresentano i partiti di questa nazione, purtroppo essendo nato negli anni ottanta ho visto un decadimento progressivo economico, culturale, umano, civile, sociale e parallelamente politico della mia Italia che ha reso il mio cinismo talmente sviluppato da creare una sorta di filtro nei confronti di qualunque Azzeccagarbugli della politica che calchi un pulpito promettendo al paese prosperità e gioia. Come un ateo non crede in Dio, io non credo nel politico. Un ispirato Nanni Moretti un tempo diceva: – Rossi e neri tutti uguali? Ma dove siamo in un film di Alberto Sordi?- , io non credo che rossi e neri siano uguali (sempre che ancora esistano), ma credo che l’ Italia abbia superato di gran lunga lo status di “film di Alberto Sordi”, ce lo dimostrano le cronache gravide di episodi meschini, pavidi e cialtroni, dove ladri di polli si muovono in trame di corruzione becera, arrivismi caricaturali o desideri spiccioli di scalare una scala sociale sempre più usurata e scricchiolante. Per una mia naturale misantropia latente, scaturita sicuramente da un mio individualismo alquanto accentuato per vari motivi che non sto a spiegare, non ho mai creduto nel “homo homini deus” e ho sempre creduto nel “homo homini lupus”, ma so ancora ancora riconoscere il  verde dal blu, il verde come scriveva il compianto Andrea Pazienza “è matematico”. E chi (per fare un esempio) davanti ad una tragedia scrive pubblicamente in un social: – 700 sono pochi-  credo che sia oggettivamente un idiota, senza scomodare psichiatri o sociologi o arguti opinionisti. Detto questo io scrivo canzoni, non credo per cambiare il mondo ma per cambiare il cuore delle persone, anche se solo per quattro minuti, in meglio. Questo so fare e questo continuerò a fare, ma il verde è matematico e anche l’idiozia.

Tag: , ,