Grecia: una faticosa normalizzazione

L’intesa di lunedì 13 luglio ha, temporaneamente, relegato la vicenda greca nei fondi dei giornali. La crisi non e’ definitivamente risolta, ma c’è ottimismo su un possibile accordo a breve sul Memorandum del prossimo prestito e anche le elezioni anticipate ad Atene (forse a settembre, piu’ probabilmente ottobre) non fanno paura. E’ ormai chiaro che il primo ministro greco Alexis Tsipras controlla il partito, nonostante le defezioni, e non c’e’ in Grecia nessun avversario che possa mettergli paura in una tornata elettorale. L’unico caveat e’ legato alla percezione degli effetti dello stallo economico di questi ultimi 6 mesi, che potrebbero […]

  

La decisione sulla Grecia è una decisione nostra

Le attese per il vertice di ieri sono state in parte deluse: i greci sono arrivati a Bruxelles senza proposte concrete da sottoporre al vaglio dell’Eurogruppo, e solo stamattina hanno fatto richiesta ufficiale all’ESM (European Stability Mechanism, in italiano MES, meccanismo di stabilità europeo) per un nuovo prestito – si dice – da trenta miliardi (stima) di euro per i prossimi due anni. La notizia positiva è che stanno lavorando a un piano di riforme diverso, e la speranza è che possa essere maggiormente credibile dal punto di vista della sostenibilità a medio termine delle finanze del paese. E’ chiaro […]

  

Grecia: prove di dialogo

“Con il “no” dipenderebbe tutto dalla scelta di Tsipras: trattare ad oltranza, rovesciando la colpa sulla BCE che inevitabilmente ad un certo punto staccherà la spina, o cominciare a stampare “IOUs” – dei “pagherò” che sarebbero il prodromo del passaggio alla dracma.” (4/7/2015). I Greci hanno votato in massa per chiedere ai creditori termini che ritengono più giusti. Ora diventa fondamentale la tempistica, perché, con una liquidità bancaria agli sgoccioli e un’economia al collasso, il governo dovrà cercherà di imbastire – e chiudere – una nuova trattativa nel minor tempo possibile. Il primo ministro greco Alexis Tsipras andrà a Bruxelles […]

  

Atene, lunedì mattina

L’evoluzione in senso negativo della situazione greca negli ultimi giorni, dopo il rifiuto di firmare l’accordo per estendere il piano di salvataggio e la decisione di sottoporlo invece a referendum, ha provocato il collasso del sistema bancario e la disperazione di molti cittadini, costretti a vivere le ristrettezze di un’economia di guerra. Vale quindi la pena chiarire una serie di questioni che sono cruciali per comprendere la situazione reale di là dalle tirate ideologiche dell’una e dell’altra parte. 1. Il ricorso al referendum è stato originato da un errore di calcolo nella negoziazione. Il Primo Ministro Greco Alexis Tsipras ha […]

  

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