Parliamoci chiaro: se qualcuno ti entra in casa, non stai troppo ad andare per il sottile. Se hai la possibilità, ti difendi. Poi pensi alle conseguenze. Se poi in casa ci sono tua moglie e i tuoi figli, l’obiettivo è uno solo: proteggerli, anche a costo della tua stessa vita. Tutto questo mi sembra sacrosanto e anche di elementare comprensione. Eppure c’è chi lucra su questo istinto di sopravvivenza: c’è una certa sinistra che pone dei distinguo, c’è una certa magistratura che nel dubbio indaga le vittime, c’è pure qualche giurista che arriva a teorizzare che la difesa non è sempre legittima.

MARTELLI

Ebbene, io penso l’esatto contrario. La difesa è sempre legittima. Basta guardare cosa è successo in quella villa di Lanciano. In una notte di inferno due poveri anziani sono stati barbaramente massacrati da un branco di belve romene. Gliele hanno date senza pietà. Alla signora hanno pure mozzato un orecchio. Eh sì che i due coniugi non si erano nemmeno opposti alla rapina, i ladri li hanno comunque umiliati con pugni e calci. I primi soccorsi che hanno visto quanto accaduto in quella casa non hanno faticato a parlare di “Arancia meccanica”.

Dal momento che in questi giorni si è ripreso a parlare di riforma della legittima difesa, ho sperato che il massacro di Lanciano avesse fatto ravvedere i soliti buonisti. Macché. Quella barbarie non ha insegnato nulla. E così succede che qualche pm di Perugia ha pensato di iscrivere nel registro degli indagati i due carabinieri e il vigilante che hanno sparato ai ladri che, dopo aver rapinato una tabaccheria a Ponte Felcino, sono fuggiti con un’Audi. Nella sparatoria c’è scappato il morto e adesso i tre dovranno rispondere dell’accusa di omicidio colposo. Nelle stesse ore succede anche che in parlamento stanno aumentando le resistenze alla riforma della legittima difesa che dovrebbe approdare in Aula il 23 ottobre.

“Chi si difende in casa con le armi non si deve poi trovare sotto accusa in tribunale”, spiega il presidente della commissione Giustizia del Senato, il leghista Andrea Ostellari che è anche il relatore del provvedimento. “Un ladro ti entra in casa, in azienda o in negozio e tu ti difendi? – gli dà man forte Matteo Salvini – sarà tuo diritto farlo, senza finire sotto processo per anni e pagando di tasca tua”. La sinistra già parla di “far west” ferendo e mortificando ulteriormente le vittime che hanno subito rapine nel cuore della notte. Quest’estate mi è capitato di imbattermi nei racconti di due persone che hanno vissuto questo incubo. Una delle due, in modo particolare, ha subito violenze inaudite e, per miracolo, è riuscita a uscire dal pestaggio ancora in vita perché, nonostante avesse consegnato ai malviventi tutti i soldi che aveva in casa, queste belve sono andate avanti a infierire su di lei con estrema ferocia. A distanza di anni le sue parole era ancora intrise di paura e rabbia. Facevano venire la pelle d’oca solo a stare ad ascoltarle.

Non potendo proteggere tutti i suoi cittadini ventiquattr’ore su ventiquattro, lo Stato deve almeno permetter loro di potersi difendere, in caso di minaccia, con qualsiasi mezzo possibile. Non si tratta di “far west”, ma di un diritto inalienabile. Qualsiasi sfumatura legislativa rischia, infatti, di essere un danno per le vittime.

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