A leggere le dichiarazione terrorizzate della solita sinistra facinorosa il germe nazifascista si sarebbe impossessato di Lodi, cittadina lombarda dove il sindaco (della Lega), Sara Casanova, si è messa in testa – guarda un po’ – di far rispettare le leggi e di non favorire, come succede nella stragrande maggioranza dei casi, gli immigrati. Apriti cielo. Le sono piombati addosso insulti, improperi e minacce. La stanno accusando di razzismo e discriminazione, ma la vera discriminazione si sta consumando, nelle stesse ore, contro quelle persone della società civile che si sono schierate al fianco di Matteo Salvini. Contro di loro la sinistra sta infierendo mettendole al bando e ostracizzandole.

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Nonostante i problemi di questo sgangherato Paese siano ben altri, sembra che la sinistra non abbia di meglio da fare che concentrarsi su Lodi. L’accusa rivolta al sindaco Casanova è di aver chiuso la mensa scolastica ai figli degli immigrati. In realtà il primo cittadino ha cambiato il regolamento comunale per fare in modo che le agevolazioni finiscano solo a chi ne ha realmente diritto. Per ottenerle gli stranieri dovranno – giustamente – fornire la documentazione del paese d’origine dove potrebbe anche avere altre disponibilità economiche. Per la sinistra, però, se non vengono messi prima i diritti degli immigrati, la giustizia sociale diventa razzismo. E così contro la Casanova è piombata una valanga di insulti e minacce. C’è chi addirittura chi è arrivato ad augurarle di perdere il figlio di chi ha in grembo. Il tutto senza spiegare perché le regole devono valere solo per alcuni: perché i redditi delle famiglie italiane devono essere (giustamente) sottoposti a controlli serrati, mentre quelli degli immigrati possono essere tralasciati?

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Il caso è finito in Parlamento. Dal Pd a LeU si chiede a gran voce l’intervento del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti. Il provvedimento della Casanova viene bollato come l’anticamera della “nuove leggi razziali”. E probabilmente questo spinge una firma di Repubblica, Maurizio Crosetti, a dare la caccia ai fascisti: “Dobbiamo reagire, indignarci, batterci, denunciarli, resistere fino alle estreme conseguenze, e se sarà il caso appenderli per i piedi”. Contro di lui le anime pure della sinistra non hanno detto nulla. Come hanno taciuto per il caso di Titty Astarita, il capitano della squadra femminile AfroNapoli che dopo essersi candidata con la Lega è stata messa fuori rosa, o per il caso di Eleonora Ferri, volontaria della Croce Rossa estromessa dall’associazione perché milita nel Carroccio. Questa sì che è discriminazione. Peccato che faccia meno rumore di Lodi. A parte i diretti interessati, non si vede alcun personaggio della società civile stracciarsi le vesti e scendere in piazza. Per Titty e Eleonora, infatti, nessuno griderà al razzismo. Niente di nuovo, per carità. Chi sta a destra, da sempre subisce vessazioni. E continuerà a subirle finché ci sarà qualcuno che crede che per resistere ai fascisti bisognerà “resistere fino alle estreme conseguenze, e se sarà il caso appenderli per i piedi”.

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