“Credo che non sia cambiato nulla in relazione alla capacità di negoziare in materia di questioni internazionali”. A chi ipotizza un ridimensionamento sul piano internazionale, Angela Merkel ha prontamente fatto sapere che, pur non ricandidandosi alla guida della Cdu e pur abbandonando la scena alla scadenza del mandato, intende continuare a concentrarsi sugli impegni di governo. E, sebbene abbia mollato (mediaticamente) la presa sull’Italia, da Berlino continuano ad arrivare pesantissime minacce all’esecutivo gialloverde. Sembra, infatti, che i tedeschi siano passati a un piano successivo per indebolire la figura di Giuseppe Conte in Europa: dopo gli attacchi verbali, hanno iniziato con le ritorsioni economiche per mettere in ginocchio il nostro sistema.

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Il downgrade delle principali agenzie di rating non c’è stato. E lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi non è volato, come si temeva inizialmente, a 400 punti base. Eppure c’è chi non ha mollato la presa. Nelle ultime ore i tedeschi stanno lavorando all’ennesima spallata usando le leve economiche. Ovviamente gli input non arrivano dal governo, ma l’obiettivo sembra il medesimo. Così, dopo che lo Spiegel ha sbattuto in copertina la moneta da un euro stritolata dal Tricolore italiano (“La prossima crisi del debito minaccia l’Europa”), gli attacchi si sono fatti via via sempre più serrati. L’ultimo è stato sferrato dalla Lufthansa che ieri ha deciso di abbandonare la partita per Alitalia addossando tutte le colpe al governo italiano. La compagnia tedesca ha, infatti, fatto sapere di non aver “alcun interesse” a partecipare ad una cordata per la ex compagnia di bandiera che includa il nostro esecutivo.

Qualche ora prima la stoccata era arrivata da uno degli economisti di punta della Bundesbank. Sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung Karsten Wendorff, responsabile per il dipartimento delle finanze pubbliche della banca centrale tedesca, è arrivato a proporre un prelievo forzoso dai conti correnti degli italiani per dimezzare il debito pubblico del Belpaese. Una sorta di fondo salva-stato finanziato solo con i risparmi dei nostri contribuenti. L’irresponsabile idea di Wendorff sarebbe di obbligarci ad acquistare bond per il 20% del nostro patrimonio netto. Un salasso senza precedenti che, come spiega Giulio Tremonti sul Sole 24Ore, è pensato soltanto “per impoverire gli italiani” spostando la ricchezza privata nelle casse dello Stato. Secondo l’ex ministro, poi, “i contenuti sostanziali e attuali” sarebbero ,”oggettivamente, assolutamente gestibili e non giustificano tutto il caos che è stato fatto in giro, anche in Europa“.

La lettera inviata ieri dalla Commissione europea al ministero dell’Economia italiano è, di fatto, il primo passo formale verso l’apertura della procedura di infrazione. Così, mentre la burocrazia europea segue il suo corso, la Germania fa (a modo suo) pressioni per puntellare il governo Conte e minare il già fragile sistema Italia, messo in difficoltà dalle intemperie dello spread e di segni meno che iniziano a spuntare davanti ai più importanti dati macroeconomici. A differenza di qualche mese fa, quando Matteo Salvini e Luigi Di Maio, ostentavano sicurezza, i due partiti di maggioranza sono ai ferri corti e i Cinque Stelle sono alla prese coi ribelli riottosi a votare il decreto Sicurezza e il condono. Ora non ci resta che vedere se (o per quanto) Conte e compagni saranno in grado di reggere tutte queste pressioni. Di sicuro la Germania farà di tutto per contrastare un esecutivo che, soprattutto in materia di immigrazione e di bilancio, ha deciso di voltare le spalle alle regole imposte dall’Unione europea.

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