Non sono uno che si può permettere una supercar. Mi piacciono, per carità. Ma per le mie tasche costano troppo. Non sono nemmeno uno, però, che per invidia va a rompere le scatole a chi, invece, decide di mettersi alla guida di un Suv o di una coupé fiammante. I grillini, invece, covano livore nei confronti di chi sfreccia su questi bolidi. E così, mascherandosi dietro ai vessilli dell’ecologismo, vogliono infilare nella manovra economica un’imposta aggiuntiva che vada a penalizzare chiunque decida di comprare un’auto di lusso. Dicono che lo fanno unicamente per favorire l’acquisto delle auto meno inquinanti. In realtà, non è altro che una caccia alle streghe ideologica che avrà come unico risultato nuovi segni negativi nell’industria automobilistica. Il ché si tradurrà, inevitabilmente, in posti di lavoro in meno.

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Le griglie definitive non sono ancora state pubblicate dal governo. Il Sole 24Ore ha, però, fatto un calcolo spannometrico per provare a spiegare quali saranno i modelli penalizzati dalla nuova tassa grillina. Ne hanno individuati una decina: l’Alfa Romeo Stelvio, la Bmw Serie 5, la Land Rover Discovery, la Range Rover Sport, la Mercedes Classe E Coupé, la Mercedes GLC, la Fiat Fullback e la Porsche Panamera. Si passa da un minimo di 300 euro di penalizzazione a un massimo di 3.000 euro. Una bella sberla, insomma. Che, come fanno notare gli industriali, “farà il solletico alle casse dello Stato”, perché non farà entrare ingenti somme, ma al tempo stesso obbligherà alle aziende a “chiudere o a licenziare il personale”. Lo stesso errore lo aveva fatto, in passato, l’allora premier Mario Monti, un altro fan sfegatato delle gabelle che azzoppano i cittadini onesti.

Questa dell’ecotassa è una boiata pazzesca, anche a livello ideologico. Basta, per esempio, dare una scorsa ai dati della Regione Lombardia per capire che a inquinare sono soprattutto i riscaldamenti. A livello economico, poi, la nuova imposta finirà per colpire unicamente quei cittadini che vogliono acquistare una nuova auto. Che sicuramente inquinerà meno di quella vecchia. Il risultato è scontato: il mercato subirà l’ennesima flessione che, come paventano le associazioni di categoria, si rifletterà inevitabilmente sull’occupazione del settore. Nuova gente a spasso, insomma. Questo, d’altra parte, è l’effetto di qualsiasi nuova imposta: ingrassa (inutilmente) lo Stato, impoverisce i cittadini e rallenta l’economia.

Che, poi… sarebbe utile che i grillini capiscano che certi macchinoni non sono “di extra lusso”. Molte famiglie se li comprano per esigenze di spazio. E magari lo fanno sottoscrivendo un leasing.

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