La sinistra ha già trovato il suo nuovo idolo. Lo hanno ribattezzato “Robin Hood”. È l’elemosiniere di papa Francesco, il cardinale Konrad Krajewski. Da poco tornato da Lesbo, dove per conto di Bergoglio ha portato 100mila euro di aiuti ai profughi, si è fatto paladino di 500 abusivi e ha riacceso la luce staccando, con le proprie mani, i sigilli del contatore in una palazzina occupata di Roma. Una mossa che avvalla l’illegalità creando un pericoloso precedente.

Elemosiniere

“È stato un gesto disperato”. Il cardinale Krajewski dice di averlo fatto per i cento bambini che abitano nello stabile di via di Santa Croce in Gerusalemme. Quello su cui, però, il prelato sorvola è che gli occupanti hanno 300mila euro di debiti. Li hanno contratti nel tempo, non pagando mai la bolletta della corrente elettrica. Eppure, come fa notare il Messaggero, quel posto è diventato un vero e proprio business. Oltre alla falegnameria e al cinema, si contano una trattoria, una birreria e un discoteca. I soldi entrano in continuazione. Non si sa quanti, perché non vengono staccati scontrini. Né si sa che fine facciano tutti i proventi. Di sicuro non vengono usati per pagare la luce. Tanto che una settimana fa i tecnici gli hanno messo i sigilli al contatore.

C’è un terzomondismo dilagante che prende sempre più piede tra le varie sigle all’ombra di San Pietro. È il solco tracciato da Bergoglio che sta mettendo al centro del proprio papato un’instancabile opera a sostegno degli immigrati e, più in generale, degli ultimi. “Dai migranti all’emergenza abitativa – spiega l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita – il Papa applica la lezione del Concilio e fonda il proprio Magistero economico sulla scelta prioritaria per i poveri dell’episcopato latino-americano”.

In Vaticano il “gesto d’impeto” del cardinale Krajewsni non è stato stigmatizzato. Anzi, lo hanno considerato un “gesto di umanità”, senza vedere i rischi che questo comporta. “Pagherò quelle bollette”, ha assicurato. Ma la sua promessa è uno schiaffo a tutti quei cittadini che, pur non riuscendo ad arrivare a fine mese, non occupano gli appartamenti. Per la sinistra, che è sempre pronta a scaricare il Vaticano quando gli fa più comodo, è già diventato un’icona: il “Robin Hood” in tonaca, appunto. Forti del gesto dell’elemosiniere, gli occupanti, quando è arrivata la polizia per rimettere i sigilli al contatore, hanno creato una barriera umana per opporsi fisicamente. L’illegalità contro lo Stato.

Negli ultimi due anni, secondo uno dei dirigenti di Action, sono stati occupati, più o meno, una sessantina di stabili solo a Roma. In troppi casi Giunte di sinistra hanno avvallato l’illegalità, lasciando impuniti gli abusivi troppo a lungo. Se ad appoggiarli ci si mette ora anche il Vaticano, sarà presto il caos.

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