Cosa ci faceva una delegazione piddì su una barca pirata? E perché ora gli stessi progressisti si sono messi a intasare i media per difendere la capitana della Sea Watch Carola Rackete nonostante quello che ha fatto? Ancora una volta ci troviamo a che fare con italiani mossi da uno spirito profondamente anti italiano.

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Da subito la sinistra si è schierata al fianco di una ong straniera che, infrangendo ogni tipo di legge, è arrivata addirittura a forzare il divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane, a speronare una nave della Guardia di Finanza e a obbligare il nostro Paese a far sbarcare i 53 immigrati clandestini che aveva recuperato al largo della Libia apposta per mettere in difficoltà il governo Conte.

Lo sdegno, in certi casi, dovrebbe essere unanime. Ma così non è stato. Pur di andare contro Matteo Salvini, la sinistra ha, infatti, sposato la crociata di chi vuole il male dell’Italia e degli italiani. I vari Matteo Orfini, Graziano Delrio e Davide Faraone sono saliti a bordo della nave pirata solo per scattarsi qualche selfie con la capitana. Che, poi, dopo l’attacco alla motovedetta della Guardia di Finanza, hanno anche giustificato: “In caso di stato di necessità si possono anche violare le leggi”.

Questa gente fa il male del nostro Paese. E con loro anche tutto il codazzo sinistro delle associazioni (Emergency, Acli, Anpi e così via), dei “preti di strada”, degli opinionisti e degli scrittori che per cieca ideologia sostengono una ong tedesca che si sente in diritto di calpestare le nostre leggi e insultare il nostro governo senza il timore di finire nei guai. Tanto i soldi per pagare le spese legali e le multe arrivano sempre dai portafogli di certi italiani.

È l’atteggiamento anti italiano di questa gente che indebolisce il nostro Paese. E così succede che un quotidiano tedesco arrivi a definirci “plebaglia” perché vogliamo il rispetto delle leggi e che il premier olandese Mark Rutte si spinga addirittura a minacciare ritorsioni sul fronte economico, caldeggiando la procedura di infrazione per non farci alzare la voce sul fronte immigrazione.

Quello che questi anti italiani non capiscono è che la Sea Watch 3 è stata una testa d’ariete. In queste ore il Mar Mediterraneo ha ripreso ad essere solcato dalla nave “Alan Kurdi” dell’ong tedesca Sea Eye e dalla nave “Open Arms” della ong spagnola Proactiva Open Arms. Stando ai dati del sito Marine Traffic, starebbero pattugliano il mare alla ricerca di immigrati da recuperare prima che vengano avvistati dalla Guardia costiera libica per poi portarli (ovviamente) in Sicilia. Tanto sanno di poter contare su una nutrita schiera di italiani disposti a svendere il proprio Paese in nome dell’ideologia terzomondista.

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