Giusto oggi Nicola Zingaretti ha lanciato l’ultima genialata targata piddì. Si tratta di una raccolta firme per chiedere le dimissioni di Matteo Salvini. I dem le raccatteranno durante le Feste dell’Unità che quest’estate, come ogni anno, “spopoleranno” in tutto il Paese. Qualcuno, probabilmente, si sarà anche convinto che in questo modo potrebbero riuscire a dare la spallata al leghista. Una mera illusione di chi fa di tutto pur di non prendere seriamente i sondaggi che danno il Carroccio a un passo dal 40%.

Camera dei Deputati - Voto finale su ddl Riforme

L’autolesionismo della sinistra radical chic non stupisce più. Anche in questa calda estate sta dimostrando che al limite non c’è mai peggio. Non gli è bastato, per esempio, sposare la crociata di Carola Rackete. Dopo averla seguita a bordo della Sea Watch 3, si è platealmente schierata contro i nostri finanzieri, che sono stati speronati dalla capitana, aiutandola a raccogliere i soldi per fra fronte alle spese legali. Qualcuno ha persino simpatizzato con la “giornata senza reggiseno” indetta da due attiviste per difendere la comandante dall'”umiliazione” di una certa stampa.

La campagna balneare a bordo della Sea Watch 3 non ha fruttato granché alla sinistra. Ma nemmeno dalla caccia alle streghe nelle stanze dell’hotel Metropol di Mosca è riuscita a cavar fuori molto. Gli attacchi a Salvini per l’inchiesta sul Russiagate all’italiana si sono, infatti, schiantati contro chi ricordava ai generali dem tutti i rubli dell’Unione sovietica finiti nelle casse del Pci. Di scivolata in scivolata, i radical chic hanno velocemente archiviato la terribile morte di Mario Cerciello Rega, ucciso con undici coltellate da due turisti americani strafatti, per attaccare l’Arma. In un momento di estremo dolore per tutto il Paese, c’è chi ha volutamente fomentato la polemica sollevata dalla fotografia del criminale bendato. Il peggiore di tutti, però, è stato sicuramente il piddì Ivan Scalfarotto che, a poche ore dal funerale, si è addirittura preso la briga di andare a trovare i due delinquenti in carcere “per verificare le loro condizioni”.

La spirale di cantonate in cui si è andata a invischiare la sinistra sembra non aver fine. Negli ultimi giorni, per esempio, tiene banco una sterile polemica sollevata da Repubblica che ha pizzicato Salvini (sempre lui!) mentre faceva fare al figlio un giro sulla moto d’acqua di un poliziotto. Non avrebbe dovuto farlo, per carità. Lui stesso ha ammesso: “È stato un errore da papà”. Ma da giorni i progressisti non mollano la presa. Nelle ultime ore, poi, sono anche inorriditi perché il leader leghista ha definito “zingaraccia” la rom che, intervistata dal Giornale.it, gli ha detto che si “merita una pallottola in testa”. Nessun radical chic è trasecolato dinnanzi alla minaccia di morte. Ma per il termine “razzista”, ovviamente, sì.

Tutte queste sbandate saranno probabilmente dovute al caldo disumano di queste settimane. Che Greta Thumberg ci dice essere colpa del cambiamento climatico. E, mentre la giovane ambientalista va al vertice Onu sul veliero di un principe, i dem compiono l’ultimo, definitivo sgambetto all’Italia: s’inchinano a Marcron mandando Sandro Gozi all’Eliseo. L’estate non è ancora finita. Ci aspettiamo altri colpi di calore.

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