Le organizzazioni non governative hanno subito cavalcato la tragedia. Hanno detto che per evitare altre stragi di migranti bisogna mettere più navi in mare e che c’è bisogno di una presenza più massiccia di mezzi che vadano incontro ai barconi guidati dagli scafisti e traghettino i disperati fino alle coste italiane. La realtà è un’altra. E i dati che abbiamo in mano lo confermano. Tutte le persone che questa notte, a sei miglia dalla costa di Lampedusa, sono state inghiottite dalle onde agitate sono la diretta conseguenza delle politiche buoniste dei giallorossi.

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Era già tutto scritto, sia la ripresa degli sbarchi sia i morti in mare. Era solo questione di tempo. Chiunque avrebbe potuto prevederlo già quando la sinistra imponeva al premier incaricato Giuseppe Conte la riapertura dei porti e la revisione (se non l’abolizione) dei decreti Sicurezza voluti da Matteo Salvini. Fatto il governo e ricominciata la corsa all’accoglienza, le partenze e gli arrivi hanno subito preso a crescere in modo vorticoso. Tanto che nel giro di un mesetto sono triplicati: si è passati dai 947 migranti arrivati nel settembre del 2018 ai 2.500 di quest’anno. E solo gli ultrà dell’immigrazione, accecati dall’ideologia dell’accoglienza a tutti i costi, non avevano messo in conto che, presto o tardi, il boom di partenze avrebbe portato a nuovi naufragi e, di conseguenza, a nuovi morti. Anche qui il confronto con la cura Salvini è impietoso: al 31 agosto erano stati recuperati quattro corpi senza vita e si erano contati 839 dispersi. In tutto il 2018, invece, i morti erano stati 23 mentre i dispersi 2.277. Questa notte, in un solo naufragio, si contano almeno tredici vittime.

Al momento le salme strappate al mare dai soccorritori sono tutte di donne. Alcune erano incinte. Tra i dispersi, secondo i sopravvissuti, ci sarebbero anche otto bambini e altre donne. Dei cinquanta, che si trovavano a bordo del barcone, solo 22 sono stati salvati dalla Guardia Costiera e dalla Guardia di Finanza. Nonostante le condizioni meteorologiche difficili, le autorità maltesi avrebbero vietato ai propri mezzi di prestare soccorso ordinando che l’imbarcazione venisse lasciata andare alla deriva finché non avesse raggiunto le acque territoriali italiane. Uno schema già visto in passato. Eppure, per fermare questa mattanza, i talebani dell’accoglienza chiedono più mezzi in mare per riuscire ad andare a recuperare i migranti appena salpano. E c’è persino chi incolpa i giallorossi di non aver abbastanza coraggio di cancellare i decreti Sicurezza.

È in atto un vero e proprio corto circuito. Le misure messe in atto da Salvini avevano quasi azzerato gli sbarchi e, di conseguenza, abbattuto il numero dei morti in mare. Pd e Cinque Stelle hanno voluto far ripartire il business dell’accoglienza e, riaprendo i porti, hanno anche preparato il terreno per nuove tragedie. Siamo così tornati indietro di due anni, quando al governo c’erano ancora i democratici, i clandestini arrivavano a decine di migliaia ogni anno e il Mediterraneo era un immenso cimitero.

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