Il nostro Paese sta tornando ad essere considerato il campo profughi d’Europa. Non è solo l’impennata di sbarchi registrata nelle ultime settimane a farcelo dire. Ci sono diversi atteggiamenti all’interno del governo e in seno all’Unione europea che stanno mettendo a nudo la pericolosa inversione di rotta impressa dal Conte bis.

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A rompere gli argini, dopo la batosta elettorale in Umbria, è stata la decisione del governo di inchinarsi a piedi di una Ong francese, la Sos Mediterranée, e di far attraccare la Ocean Viking, nave battente bandiera olandese, nel porto di Pozzallo per farvi sbarcare i 104 immigrati clandestini che ha a bordo. Una presa di posizione netta a favore delle organizzazioni non governative che incoraggia gli scafisti in un momento in cui continuano gli sbarchi non accennano a diminuire. Dall’inizio del mese, tanto per dare un’idea al lettore, si sono registrati 1.854 arrivi di immigrati contro i 1.007 di tutto ottobre 2018. E ancora: a settembre gli stranieri arrivati sulle nostre coste sono stati 2.498 contro i 947 arrivati nello stesso periodo dell’anno scorso.

Il problema è che il governo giallorosso non intende mettere un freno a questa nuova ondata di immigrati. Anzi, sembra seriamente intenzionato a riproporre quelle politiche buoniste messe in campo dai governi Letta, Renzi e Gentiloni e che hanno portato il Paese al collasso mentre gli ultrà dell’immigrazione si arricchivano con il business dell’accoglienza. Le linee guida illustrate nelle scorse ore dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, davanti alla commissione antimafia della Camera, sono di mettere mano, “nel giro di poco”, ai decreti Sicurezza voluti da Matteo Salvini quando sedeva al suo posto al Viminale. Già nei giorni scorsi, dal Partito democratico hanno fatto sapere di aver già pronti gli emendamenti necessari a smontare “pezzo per pezzo” i due decreti invisi alla sinistra. “Sui decreti sicurezza c’è stato un intervento del capo dello Stato – ha confermato la Lamorgese – quindi noi certamente in prima battuta opereremo quelle modifiche per renderli conformi alle osservazioni che erano venute dal Quirinale”. Una volta compiuto questo colpo di spugna i porti torneranno ad essere aperti a tutti gli effetti e le Ong non avranno più alcun impedimento a scaricarci tutti i disperati raccolti nel Mar Mediterraneo.

Anche a Bruxelles l’esecutivo sta tenendo la stessa linea che porterà l’Italia ad essere considerata il campo profughi d’Europa. Secondo un’indiscrezione pubblicata dal quotidiano Die Welt dopo aver sentito fonti del Bundestag, il premier Giuseppe Conte avrebbe accettato un piano che prevede il rientro nel nostro Paese dei “dublinanti” presenti in Germania. Va detto che queste espulsioni forzate vanno avanti da sempre. Anzi, nei mesi scorsi era venuto anche alla luce che le autorità tedesche sono solite stordire con medicinali gli immigrati prima di imbarcarli in volo. Quando al Viminale sedeva Salvini, la cancelliera Angela Merkel non era mai riuscita a far sottoscrivere un accordo per un rientro sistematico dei dublinanti. Adesso, invece, si parla di due voli al mese dalla Germania verso l’Italia con a bordo un massimo di 25 migranti.

Già dopo il via libera alla Ocean Viking, la Alan Kurdi e la Open Arms hanno chiesto al nostro governo di poter avere un porto sicuro. Molto probabilmente vedremo gli effetti di queste scellerate decisioni la prossima primavera quando, complice le buone condizioni meteorologiche, gli sbarchi torneranno a farsi massicci. Entro allora i giallorossi avranno preparato la strada per una nuova ondata di arrivi che rimetterà in moto la macchina da soldi gestita dagli ultrà dell’accoglienza e dalle solite cooperative rosse.

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