Parole in libertà

parole in libertà

“Parole in libertà” non è solo un libro in uscita domani, ma la quintessenza del pensiero libero, il frutto di una raccolta unica e imperdibile di aforismi che hanno cambiato il mondo e che continueranno a farlo finché esisteranno menti libere. Il libro è stato pensato e curato nei minimi dettagli dai paladini della libertà dell’associazione Il dito nell’occhio, che mi hanno onorata della possibilità di scrivere la prefazione ad uno dei capitoli, di cui vi riporto qui uno stralcio. Dissenso e satira Non sono solo parole. Sono memi, idee, unità culturali che come i geni tentano in ogni modo […]

  

Elezioni a data da destinarsi

Ogni scusa è buona per non farci votare, per rimandare, per aspettare, perché tanto per la democrazia c’è sempre tempo e ci sono ben altre priorità nel paese (maiuscola ormai persa da tempo) del benaltrismo e della dabbenaggine. Una volta c’è il semestre europeo, un’altra la legge finanziaria (chiamarla di stabilità è un ossimoro), un’altra gli aruspici che aspettano di capire il momento opportuno dalle viscere di qualche capra. Oggi se ne escono che mica possiamo votare durante il Giubileo, meglio aspettare più di un anno per farci eleggere il sindaco di Roma. Certo, sia mai che il pellegrino paraguaiano […]

  

Cassa continua per terroristi

Madama Boschi, mi permetto di chiamarLa così perché Lei (è) Domina incontrastata sulle sorti del Suo governo e mi permetto rispettosamente di scriverLe dopo le ultime video-notizie emerse su Al Jazeera sul pagamento del riscatto di 11 milioni di euri cash per le famigerate e sconsiderate cooperanti, a noi e a Lei ben note. Lei, giusto un paio di giorni fa, ha dichiarato al Parlamento, nell’esercizio delle Sue funzioni di governo, che si trattasse di “una guerra mediatica con notizie prive di fondamento” e che “occorre molta prudenza e evitare la ‘cassa di risonanza’ perché ci sono altri connazionali sequestrati, […]

  

Danni collaterali insperati

Ci sono rimasti male. Poverini. Erano tutti lì pronti con il fucile mediatico puntato sulla Siria ad aspettare i primi morti civili causati da quel cattivone di Putin, alleato di quel cattivissimo di Assad. Schiere di giornalisti e di fotografi pronti ad inondare i media di tutta la loro indignazione, aspettavano solo lo scatto giusto, una bambola di pezza tra le macerie, meglio ancora una famiglia distrutta, non osavano quasi sperare in un altro bambino sulla spiaggia. Frotte di indignati speciali sui social network erano pronti con il like in canna a condividere il loro sdegno, a cambiare l’immagine del […]

  

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