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Da oggi anche Twitter si proclama apertamente censore senza appello di ciò che pubblichiamo e come nulla fosse dichiara che potrà “sospendere o risolvere il tuo account o cessare la fornitura dei Servizi in tutto o in parte, in qualsiasi momento e per qualsivoglia motivo, o senza alcun motivo, incluso, ma non limitatamente a, il caso in cui ritenessimo ragionevolmente che: (i) hai violato i presenti Termini o le Norme di Twitter, (ii) rappresenti per noi un rischio o una possibile esposizione di carattere legale.”

Così, come ormai Facebook fa da tempo, a loro totale discrezione, senza un giudizio imparziale, senza possibilità di appello, i due più importanti colossi dell’informazione mondiale ci dicono belli belli che su internet le notizie le comandano loro, le opinioni corrette le decidono loro e voi muti e rassegnati, altrimenti vi eliminano l’account.

E tutti i pecoroni in coro “ma sono servizi privati gratuiti, sei loro ospite, fanno quello che vogliono, è giusto così, se non ti sta bene vai su un altro social network, è il mercato”. Eh no, è la stampa, bellezza.

Perché questo sono diventati ormai: i due più importanti media al mondo, le piattaforme pubbliche, gestite da privati, dove miliardi di utenti world wide web danno sfogo al proprio diritto umano fondamentale di comunicare tutto quel che gli passa per la testa, piaccia o non piaccia a chi lo legge.

Perché è questa l’essenza del diritto fondamentale dell’uomo di esprimere liberamente il proprio pensiero, sancito dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo (art. 19: Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.), ribadito dalla Carta dei diritti fondamentali UE (art. 11: Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.) e riportato anche nella nostra Costituzione (art. 21: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione).

Non bisogna essere fini giuristi per capire che in nessuna di queste cartuzze di poco conto è previsto che un privato qualsiasi possa liberamente zittirti, cancellare tutto quello che hai scritto, impedirti l’accesso all’informazione ed alla comunicazione con tutti i tuoi contatti, bloccare la trasmissione dei tuoi memi e castrare così il tuo egoismo esteriore psicologico, violare il tuo diritto fondamentale alla partecipazione democratica al dibattito pubblico ed alla critica politica, imboccando la via principale per la dittatura.

Giusto la nostra Costituzione si occupa del solo sequestro della stampa, per limitarlo in modo molto definito, ma di certo non permette di impedire ai liberi (ancora poco) cittadini di esprimere il proprio pensiero nel modo che preferiscono, come vorrebbero fare Orlando e Boldrini, anche detti i censori furiosi.

E no, non è vero che solo perché sono gratis Facebook e Twitter possono fare quel che vogliono e cacciarti o bloccarti l’account se scrivi qualcosa che non gradiscono. Primo, perché non sono gratis per niente, visto che il contratto prevede proprio che noi cediamo il diritto di utilizzare tutto ciò che pubblichiamo e loro se lo rivendono a caro prezzo, sotto forma di pubblicità e tracciabilità dei nostri gusti, facendo non a caso i miliardi con tutto quel che pubblichiamo.

Secondo, sono soprattutto a tutti gli effetti mezzi di comunicazione di massa, anzi sono i più importanti media al mondo, la principale fonte di informazione, dove miliardi di persone leggono, si informano, scrivono e condividono notizie e opinioni.

Il fatto che un qualsiasi giornale privato sia gratis o che gli autori non vengano pagati, lo rende forse immune dalle leggi sulla stampa, lo trasforma in qualcosa di diverso ed esente dal rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo?

Ora, checché ne pensi quel fenomeno della Kyenge, la Risoluzione ONU del 30.6.2016 non dice affatto che dobbiamo dare la connessione wi-fi gratis a tutti gli immigrati, ma afferma qualcosa di molto più importante che lei, peraltro, è una delle prime a violare: i diritti fondamentali dell’uomo si applicano sia offline che online, soprattutto il diritto alla libera espressione del pensiero senza censure, senza limitazioni di accesso a internet, senza discriminazioni basate sulle opinioni.

Tutte le opinioni, miei cari censori furiosi, anche se non vi piacciono, anche se le considerate eretiche per il vostro dogma politicamente corretto.

E se si applicano i diritti fondamentali dell’uomo, si applicano nella loro interezza, non come piace a voi a seconda delle vostre necessità.

Per cui, a partire dall’UE che ha fatto quell’abominevole codice di condotta per gli operatori informatici sull’illecito incitamento all’odio online, non potete, ribadisco, non potete affatto cancellare i contenuti come vi pare e piace, solo perché non vi aggradano.

Non potete, ribadisco, non potete nascondervi dietro il razzismo per cancellare tutto ciò che contraddice il sacro dogma di quanto è buona e quanto è bella l’immigrazione selvaggia.

Non potete, ribadisco, non potete affatto disabilitare o sospendere gli account per punizione.

Non potete, ribadisco, non potete affatto decidere cosa è censurabile a vostro insindacabile giudizio.

Non potete, ribadisco, non potete affatto impedire agli autori censurati di appellarsi a un giudice imparziale  per valutare se i contenuti costituiscano reato o meno.

Perché, ribadisco, state violando palesemente il fondamentale diritto umano di esprimere il proprio pensiero, state censurando un mezzo di comunicazione essenziale, state violando un diritto fondamentale e lo decidete a vostra totale discrezione, senza possibilità di appello.

Perché in tutte quelle cartuzze di poco conto c’è un altro diritto fondamentale che state bellamente calpestando, con l’appoggio connivente di UE e Stati, quello ad esigere ed avere giustizia in caso di violazione dei diritti umani e ad essere giudicati solo ed esclusivamente da giudici imparziali.

E se in Italia i censori furiosi non fossero proprio tra le più alte cariche dello Stato, avremmo pure una bellissima quanto inutile ed inattuata Dichiarazione dei diritti in Internet da applicare, anziché lasciarla marcire nel dimenticatoio delle dichiarazioni d’intenti.

Dategli un’occhiata e venite ancora a dirmi che Facebook e Twitter possono fare quel che vogliono.

 

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