Prima l’amianto, poi…
Un farmaco anti-tumorale sperimentale, l’ “NGR-hTNF”, secondo i primi studi, sarebbe capace di contrastare alcuni tumori polmonari. Questa molecola è stata sperimentata anche contro il mesotelioma pleurico, il cancro indotto dall’esposizione all’amianto.
Si è ancora molto lontani da certezze, si è solo alla fase II della sperimentazione per il tumore al polmone (prima che il prodotto sia venduto ce ne vogliono quattro).
Il farmaco è sviluppato da Molmed Spa, la compagnia biotecnologica che nel 2002 è stata acquisita e incorporata in Genera Spa, di proprietà del San Raffaele di Milano.
I dati, parziali, sono stati esposti al congresso americano di oncologia medica Asco. Ha detto Claudio Bordignon presidente e amministratore delegato di MolMed “che la Ngr-Htnf è una molecola selettivamente attiva sui vasi tumorali. L’analisi dei risultati a lungo termine degli studi di fase II indica l’estensione della sopravvivenza come il beneficio clinico più significativo e comune in questi studi”.
Se questa molecola sperimentale supererà tutte le fasi della sperimentazione clinica, potrebbe diventare il primo farmaco per trattare i tumori dovuti all’esposizione all’amianto.
Nel dettaglio, avverte l’azienda, la sperimentazione per il mesotelioma pleurico maligno ha in corso anche uno studio registrativo di fase III, ma in seconda linea (significa che nello studio il farmaco non è considerato come prima opzione terapeutica).
Secondo Molmed, al momento non c’è «nessuna terapia sul mercato o insperimentazione di fase III» per questa patologia.
Si tratta di uno studio internazionale in doppio-cieco e placebo-controllato: la particolare tipologia di studio non permette però analisi intermedie, quindi per avere dei dati bisognerà aspettarne la conclusione.
Verranno arruolati 390 pazienti, al momento ce ne sono più di 200; la sperimentazione coinvolge 35 centri in Europa, Usa, Canada ed Egitto. Gli scienziati hanno cercato i malati nelle aree ad alto rischio: il Piemonte, regione nota per il caso Eternit, la Lombardia dove ancora oggi si celebra il processo Fibronit e il Veneto.
«In generale il Nord Italia, ricco di zone industriali dove si registra una massiccia presenza di amianto, è stato il bacino a cui ci siamo riferiti», continua Bordignon.
«Oggi abbiamo 35 centri coinvolti – spiega Bordignon – contiamo di arrivare a 50 prima della fine dello studio», coinvolgendo anche l’area dell’ex Unione Sovietica, storicamente uno dei massimi produttori di amianto. I risultati finali della sperimentazione sono attesi nella seconda metà del 2013».

Quote Rosa: “perchè non facciamo qualcosa per migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici? Non so cosa,ma vogliamo svegliare le coscienze?” -
abbia pazienza Rosa, ma quando Lei scrive “facciamo qualcosa per migliorare la vita dei pazienti oncologici” come si può prescindere dall’attuare un ATTO terapeutico teso a MODIFICARE MIGLIORANDO il decorso del paziente?
Io così lo intendo! posso raccontare barzellette e migliorare momentaneamente l’umore di un neoplastico, ma se questa persona la convinco a supplementarsi REGOLARMENTE con presidi vitaminici, a fare dentro al suo organismo terapia sostitutiva delle molecole endogene di cui il neoplastico è carente (melatonina) ottengo un risultato A LIVELO FISICO certamente migliore non trova?
Non pensa che se fidandosi un pochino di me o di noi dibelliani, provando ad aggiungere al suo quotidiano ciò che è stato scritto e riscritto da mesi in questo blog e VERIFICANDO che la Sua salute ottiene un miglioramento AVREBBE FATTO UN ENORME PASSO AVANTI?
io posso offrire collaborazione virtuale, solidarietà virtuale , enormi pacche sulle spalle virtuali, ma la sua astenia (fatigue neoplastica) non sparisce per le mie parole !!
Credo che siamo davvero su piani di diverso tipo: noi a cercare di far capire quali i vantaggi di un diverso approccio MEDICO e MEDICALE alla neoplasia, e per vantaggi intendo: qualità di vita, benessere oggettivo, resistenza ad ulteriosi malattie, miglioramento della sintomatologia connessa a danni iatrogeni delle chemio-radioterapie –
Lei invece mi sembra che è orientata verso “aiuti” di diversa etimologia.
Noi vogliamo “svegliare le coscienze” dicendo : fatevi prescrivere da un MEDICO queste sostanze perchè a noi queste sostanze ci FANNO STARE BENE e CERTAMENTE MEGLIO di quando non le prendevamo.
Lei Rosa mi sembra invece in “tutt’altre faccende affaccendata”: cosa antepone di più importante dello “stare meglio”? non riesco a comprenderLa appieno.
Cara Gioia, le ho inviato una e-mail con oggetto “voce di Rosa”. Le ho scritto su un indirizzo di redazione P.L.. E le ho trascritto anche il mio indirizzo di posta elettronica, nonchè il mio cellulare. La ringrazio di cuore. Un saluto, carissimo. Rosa Mannetta
Cara Rosa,
Ho provato più di una volta a scriverle all’indirizzo mail collegato ai suoi commenti, ci deve essere qualcosa che non va…la mia mail è sempre questa gioia.locati@ilgiornale.it
I lettori però non vedono il suo indirizzo di posta ma solo il nome che lei ha scelto di rendere pubblico..
Pensavo, visto che trova pesante il suo lavoro di insegnante, perchê non chiede di essere assegnata a un progetto meno faticoso? Biblioteche o corsi di approfondimento..
Un caro saluto
Buon giorno, cari amici. Vi chiedo di ascoltarmi. Le discussioni sui farmaci, sulla medicina, sul metodo Di Bella….E’ tutto ok? Non giudico. Vi parlo che sono 4 anni di sopravvivenza desolante..e come al solito, risulto una che racconta fandonie. Perdonatemi e scusatemi,ma perchè non facciamo qualcosa per migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici? Non so cosa,ma vogliamo svegliare le coscienze? Ci sono altri come me che non hanno il coraggio di parlare. Io da sola…non posso fare niente. Le mie parole sono sparute segnalazioni che si perdono in un mare di afflizione. N. Abbagnano scriveva che” l’esistenza è una fugacità del tempo” ed io ne sono consapevole. Rosa Mannetta
Bene Alfredo, anche se, a proposito di mare, subisci ancora un po’ lo scarroccio della medicina (pseudo) ufficiale. Ma sono molto contento che tu abbia trovato la rotta giusta. Il mare da solcare è ancora tanto, ma, lo dico con sincerità, certo di interpretare un sentimento corale, vorrei sapere un giorno il tuo nome aggiunto a quei medici, ancora pochi, purtroppo, cui sempre più pazienti oncologici si potranno affidare. Che tu sia a Londra o in altro luogo, non importa. Il MDB non conosce frontiere e non fa distinzione di razza, di età, ne di sesso, così come il suo acerrimo nemico, per la sconfitta del quale un Genio gli è stato letale. Sii fedele al Metodo e non ti pentirai, perché avrai soddisfazioni umane e professionali che non avresti immaginato mai.
che sia chiaro: io non butto tutto a mare enjon credo sia tutto negativo nella medicina di oggi e nll’oncologia di oggi. Detto questo, se sono qui, se sono nel gruppo di FB, se mando email tutti i giorni a Di Bella, Lissoni, Todisco non ‘ certo perche’ non ho nulla d’altro da fare….spero che la risposta sia chiara Ivano.
Gentile Alfredo, leggo adesso che lei è un oncologo e quindi, essendo un addetto ai lavori, ha l’opportunità di vedere tutti i giorni moltissimi malati, le pongo una domanda che si lega allo studio e alle conclusioni di Morgan, al quale vorrei che mi rispondesse senza mezzi termini…Ma non è stanco di vedere tutti i giorni tanti poveri malati che, vittime sia della malattia che delle attuali terapie tanto sbandierate, vengono demoliti e umiliati sia nel corpo che nell’anima, penso che capisce a cosa mi riferisco, e quando ritorna a casa la sera, guardandosi allo specchio, non pensa mai veramente che sia giunto finalmente il momento di prendere coscienza che con l’attuale approccio terapeutico fatto di interventi invalidanti e terapie farmacologiche che hanno probabilità di successo più vicine allo 0 che al 100% (Vedi Morgan), di cambiare, almeno lei, sin da subito, strada per virare drasticamente verso quelle terapie biologiche come il MDB che prima di tutto rispetta la qualità di vita del malato, ridando così loro quella dignità persa proprio grazie all’attuale approccio terapeutico che, ancora oggi, si cerca in tutti i modi di difendere solo ed unicamente per fini economici?
Da quanto tempo sei in trincea Alfredo?
Marco, non volevo sfuggire alla domanda, sorry. la mia esperienza a volte coincide con i dati, altre no (pazienti che vanno meglio di quanto credevi o viceversa). Anche qui non e’ facile non generalizzare. La sensazione di tarocco completo che tu affermi, io cosi’ forte non la avverto. Avverto che i dati vengono abbelliti o che le analisi vengano fatte ad Hoc. Per me e’ il controllore da cambiare e non il percorso del trial. E qui torna il concetto di non buttare tutto alle ortiche.
X quanto riguarda la copertura, essendo uno studio europeo, la copertura e’ varia e se in Italia la copertur non e’ alta, in svezia e Uk la copertura e’ del 100%. Semplicemente perche’ sono piu’ organizzati.
ps: ho dimenticato di dire che vivo in una zona ASSOLUTAMENTE COPERTA dal registro tumori – immagino che registrino nei loro database solo i decessi che avvengono in “ambiente controllato” (Ospedali)
… e non hai risposto un altra volta alla mia domanda ! fammi una sintesi di cosa dice Eurocare: i diagrammi sono sovrapponibili al dichiarato dai produttori dei farmaci anti-cancro? coincidono con la tua esperienza personale? sai in Italia da dove affluiscono i dati per Eurocare o per chiunque altro voglia fare una analisi? Dai registri tumori – sai a quanto ammonta in termini percentuali la copertura del territorio di questi registri tumori?
- Mia madre che non si è più presentata ai follow up nè ai day hospital di trattamento non l’ha mai cercata nessun registro tumori per verificare che fine aveva fatto.
Sul certificato di morte il medico ha scritto “arresto cardiaco” – dubito fortemente che tutti i neoplastici che muoiono a domicilio finiscano in uno qualsiasi dei registri tumori -(e Dio solo sa quanto è incoraggiato che il malato terminale “rimanga nell’atmosfera del proprio rassicurante domicilio” )
PS: la ricerca impostata in google così (primo link che appare)
http://www.google.it/search?q=copertura++registro+tumori&rls=com.microsoft:it:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&rlz=1I7GGLL_it&redir_esc=&ei=-dgDULWeDMLd4QTsrLmYCA
restituisce una copertura dei registri pari al 36,1 della popolazione italiana
quando invece accediamo alla pagina
http://www.registri-tumori.it/cms/?q=copertura
la copertura è diventata del 40% !
prendiamo per buona quest’ultima: che accade nel rimanente 60% dello stivale?
io penso che le statistiche siano tutte taroccate: quelle delle spa del farmaco perchè hanno scelto con cura il paziente da arruolare (salvo proprio correggere col bianchetto in qualche caso), quelle degli studi osservazionali clinici perchè la base dati è carente e lacunosa.
Chi può dirimere la questione in maniera OGGETTIVA: l’esperienza personale del cittadino e del medico.
D I T E C E L A, cari cittadini e cari medici, sentiamoci tra di noi invece che effervorarci per pezzi di carta con sopra autorevoli timbri.
I numeri. comunque, sono sempre numeri, e nulla dicono del livello di sofferenza e della carenza cronico-endemica di qualità di vita dei fruitori delle terapie convenzionali del cancro.
Marco, la mia risposta e’ che nessuno degli adetti ai lavori si fida ciecamente delle statistiche e dei dati dei trial. Dovrebbero essere usati come indicazione di massima. Infatti si fanno stui osservazionali, non pagati da nessuna casa farmaceutica, in cui si osserva come vanno i pazineti. In europa i sta facendo e si chiama Eurocare. Ora e’ disponibile eurocare 4 che puo’ dare una idea dei dati di sopravvivenza dei pazienti trattati e dovrebbe rispondere alla tua domanda. E’ un dato reale, su popolazione reale e non racchiude solo i pazienti dei trial, ma tutti quelli diagnosticati e trattati x tumore. E’ una fotografia della situazione reale, o almeno prova ad esserlo. Come vedi, non e’ tutto da buttare…
intendiamoci Alfredo: esser convinti di avere ragione non significa affermare che l’MDB è risolutivo sempre di qualsiasi cancro a partire da una qualsiasi stadiazione. Significa in BASE ALLE PROPRIE esperienze avera raggiunto la convinzione che “è cosa buona, giusta e CONSIGLIABILE SEMPRE” partire da terapie rispettose di un organismo e che vadano nella direzione di sostenerlo nelle sue attività piuttosto che deprimerle, e questo approccio se mi consenti è valido per TUTTE le malattie, non certo solo per il cancro. Ti faccio una domanda diretta, ma mi devi rispondere questa volta: se la tua esperienza clinica di oncologo (per quanto breve o limitata possa essere) ti restituisce un “quadro della situazione” che non coincide minimamente con le statistiche e gli abstract che certamente hai letto cosa pensi? che sbagli tu, che è una coincidenza sfigata e fortuita? Non ti viene il dubbio che nelle statistiche possa esistere un DIFETTO di base , di censimento, di MODUS OPERANDI che non ci restituisce un quadro probante della situazione?
Perchè ad esempio non si spingono oltre quella blasfema consuetudine di andare a vedere solo dopo i cinque anni dalla diagnosi cosa è successo ai pazienti? Siamo tutti convinti che la diagnosi precoce ha allungato la vita del paziente …. e le statistiche continuano imperterrite a guardare ad un lustro !! ma spingiamole più avanti accidenti! diamo uno sguardo più obiettivo che consenta di crearci una opinione più obiettiva !
Certe statistiche ci danno l’impressione che va tutto bene e le percentuali di viventi sono altissime. Ma il seminoma ha una incidenza numerica sulla popolazione simile a quella del microcitoma? a casa mia questi si chiamano giochi di prestigio ! non so, io mi guardo intorno, ho 50 anni, e i lungo sopravviventi al cancro nell’ambito delle mie conoscenze li conto sulle dita di UNA SOLA MANO – se conto chi non c’è più riempio pagine di quaderno – e dovrei convincermi che le statistiche di sopravvivenza al cancro siano genuine?
il dialogo, Marco ed il confronto si hanno quando ci si mette in gioco e si mette in gioco quello in cui si crede. Se uno pensa di aver ragione al 100% senza un briciolo di dubbio, allora che ci si parla a fare? Dicci quale è la verità, lo hai già fatto ed io la seguirò. Non chiamiamolo dialogo però. Tra la’ltro tu puoi pensare e dire che le statistiche siano tutte taroccate.
Ivano, ho citato l’esempio dell’articolo di Morgan solo x far capire, forse non ci sono riuscito che, anche in un articolo fortemente critico vero la chemio , se ne citava un qualche aspetto positivo. X il resto tu hai riportato le cose in modo correttissimo.
Il contributo di Cikagio alla discussion è sempre molto forte, grazie x i continui stimoli intellettivi…..
Abulafia: innanzi tutto non c’è nessuna guerra in atto perchè per combattere una guerra bisogna disporsi ed essere disponibili al confronto, e non sono certo le “gerarchie dibelliane” che si sottraggono al confronto !!! casomai è la cosiddetta “oncologia ufficiale” che risponde sempre picche.
In secondo luogo la rappresentazione che Lei fa del paziente MDB che sconta il doversi pagare la terapia a causa di iniziative sbagliate da parte dei tutori del Metodo è una ASTRAZIONE solo Sua!
Non si vuole ” demolire l’oncologia ufficiale e gli oncologi che la praticano ” , si vuole demolire (almeno io lo voglio fortissimamente) l’attuale concetto di terapia del cancro considerata UNICA ed ineluttabile dalla maggioranza degli oncologi (concetto inculcato ma dal quale molti si destano autonomamente).
Non esiste un “più forte” e un “meno forte” in questa tenzone, esiste il malato con le sue scelte e le sue aspettative e che reclama qualità di vita . Quella che Lei chiama “oncologia ufficiale” si sta orientando verso una direzione che GIA’ prevede di escludere la chemioterapia dal menu dei futuri malati. Questo lo dice e lo sostiene OGNI oncologo di buon senso a partire dai comunicatori autorevoli ed ufficiali, Veronesi in primis. La questione è la LENTEZZA con cui le macchine da soldi delle aziende che “curano il cancro” recepiscono queste esigenze. Esigenze che partono dai pazienti sofferenti, si propagano ai loro curanti (che vedono cosa succede ….) su su fino a giungere come informative nelle stanze segrete dei bottoni della comunità scientifica, dei comitati etici e delle commissioni oncologiche. Anche il mitologico Garattini è riuscito a “tuonare” contro le aziende farmaceutiche rimproverando loro di inondare il mercato di molecole “fragili”, testate con approssimazione per giungere rapidamente al mercato, ma sopratutto di dubbia efficacia. Questo è il segno dei tempi, tempi in cui si sono passati i limiti della decenza. Il monito di Garattini (ripetuto più volte in più sedi) testimonia chiaramente che una serie di fattori concomitanti rendono impudico e intollerabile si prosegua sulla vecchia via, quella delle vacche grasse per tutti, quella del grasso che cola da farmaci e da farmaci-fotocopia di altri farmaci precedenti. Qual’è la via di uscita ONOREVOLE per chi sin ora ha proceduto a passo di lumaca nell’innovazione oncologica, tutelando i brevetti conseguiti e rilanciando solamente molecole simili alle precendenti allineate e coperte dietro lo stesso obsoleto meccanismo di azione (uccidere, uccidere e ancora uccidere) ? La via di uscita onorevole è CAMBIARE i target terapeutici, convincendo ovviamente prima l’opinione pubblica che ora finalmente si dispone della tecnologia adatta a formulare nuove molecole e produrle. Questo non è totalmente vero … (anzi!!) ma il paziente che ne sa? E si può anche accelerare questa nuova strategia, mettendo in terapia di prima linea il farmaco emergente, ESATTAMENTE come riferisce l’articolo di Gioia. L’oncologia scopre la “consecutio” !!! Mettere il “biologico” (chiamiamolo cosi’ per distinguerlo dal “tossico” ) prima del napalm della chemio pagherà ? Pagherà eccome! (in termini di risultati terapeutici e forse meno riguardo il ritorno economico: tuttavia il farmaco costerà di più perchè “fotte fette di mercato” alla chemio).
E così , alla chetichella, avremo anche stabilito un nuovo codice di comportamento, un ” dolce stil novo ” del testing clinico di terapie oncologiche, l’ingresso “soft” sull’organismo, lo “stimolo” dell’endogeno da attuarsi prima o in-vece dell’annichilimento puro di cellule deviate.
(se il risultato non sarà stabile si potrà sempre tirar fuori dal magazzino un pò di vincristina o cisplatino prima della data di scandenza)
Caro Abulafia questo è quanto verrà posto in essere perchè NON c’è alternativa! Le regole le fa il mercato e il mercato attualmente è fatto di neoplastici che rinunciano sempre più a curarsi a spese dello stato, alcuni già dal giorno della diagnosi, altri un pò più avanti, ma sempre in fuga sono -
… e la sperimentazione dell’MDB? Dica Lei in quale punto spazio temporale la collocherebbe e con quale modalità l’istanza andrebbe condotta.
Gentile Abulafia, periodicamente la devo invitare a rimanere fra noi. Ma si sta poi così bene su Marte? Però, in merito al suo ultimo intervento, io non sarei così drastica. Nessuno qui rappresenta ufficialmente, per lo meno credo, nè il MDB da un lato nè l’oncologia ufficiale dall’altro.Non si arriverà certamente da questo blog allo scontro frontale che lei paventa. Semmai, e mi corregga se sbaglio, attraverso gli interventi di tanti, si riesce a far conoscere esattamente che cosa sia il Metodo e anche, ammettiamolo, i limiti di pratiche terapeutiche che non danno i risultati auspicabili ma che costano cifre stratosferiche alla collettività. La Verità non deve far paura. Qui ci si confronta civilmente. Si fanno emergere aspetti della drammatica realtà della malattia “cancro” di cui non si parla assolutamente altrove. La mancanza della sua voce si farebbe pesantemente sentire. Come in un’altra occasione le ripeto:resti fra noi. In fondo è bello stare qui. Cordialmente
Marco L. come si può non ritrovarsi nelle sue sensate argomentazioni? Non finirò mai di stupirmi come gli addetti ai lavori (che si fregiano di chiamarsi medici) continuino, dinnanzi a uno strazio planetario qual’è lo stato reale della lotta contro il cancro, ad abdicare alla loro somma missione: curare gli ammalati adoperandosi in tutti i modi possibili per ridare loro sollievo e guarigione secondo scienza e coscienza, anzichè continuare a trincerarsi dietro (per quieto vivere, per convenienza personale, per pigrizia mentale..) ad entità superiori di nomina politico-affaristica che con stereotipati protocolli imposti riducono loro in schiavitù e condannano a morte gli ammalati. Quando “ detto in tutta sincerità non riesco a capire come l’oncologo riesca di giorno a prescrivere chemio e di notte poi a dormire” com’è possibile? E’ possibile soltanto accettando la deresponsabilizzazione della nobile professione medica: le autorità competenti dicono che non si può curare che così, per cui anche se già si sa che il paziente è destinato a morire, la responsabilità non è più del singolo oncologo, ma del sistema….e così la coscienza ipocritamente s’acquieta quanto basta a che la notte si faccia mattino.
Riporto l’articolo che segue, tratto da “dibellainsieme” , scritto dal Professore oltre trenta anni fa, ma che parrebbe essere stato scritto ieri, perché, purtroppo nulla è cambiato. Sempre nella speranza che i finti ciechi e i finti sordi trovino la forza di smettere di fingere.
“Questa discussione riporta un articolo del Prof. Luigi Di Bella richiestogli nel 1980 dal periodico di un noto “Club” internazionale (Ambassador). Non crediamo siano necessari commenti né delucidazioni, tanto sono acute – quasi perforanti diremmo – alcune critiche e contestazioni alla mentalità scientifica e terapeutica prevalente. L’articolo, come annotato di pugno dallo scienziato sulla copia, fu spedito il 7 maggio 1980 per la pubblicazione. Considerata l’attualità delle argomentazioni, abbiamo mantenuto inalterata la grafica originale, limitandoci ad evidenziare alcune frasi particolarmente eloquenti ed evocative di tematiche spesso affrontate nel DiBellaInsieme.
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L’etiologia dei tumori e delle leucemie è tuttora oggetto di controversia e probabilmente una decisione finale tarderà a venire, non solo perché i reperti patologici negli animali non sempre sono applicabili all’uomo, ma anche perché un agente causale – come ad esempio il virus di Epstein Barr del linfoma di Burkitt – può essere anche solo un elemento scatenante, in un terreno già preparato e disposto.
D’altra parte anche se l’agente causale di leucemie e tumori fosse identificato in un virus, non per questo si saprebbero curare i due gruppi di malattie; la scoperta della causa non si identifica infatti con la conoscenza della terapia. Dalla scoperta ad esempio del Mycobacterium tubercolosis alla scoperta della terapia con isonicotinidrazide, con streptomicina, con p-aminosalicilato, con etambutolo, sono trascorsi circa tre quarti di secolo.
In queste condizioni, anche dal punto di vista strettamente pragmatico, un orientamento terapeutico in altre direzioni, oltre quelle solitamente battute finora, sarebbe non solo utile, ma addirittura necessario, considerata la prognosi generalmente infausta delle due malattie, pur ufficialmente smentita da statistiche opportunamente stiracchiate ed a volte anche sapientemente camuffate. La vita media dei leucemici e dei cancerosi è aumentata di poco, nonostante i sacrifici di ogni genere richiesti ai pazienti, malgrado i fondi giganteschi disposti dagli Stati, ed a dispetto delle più sofisticate tecniche della medicina moderna.
I congressi, i simposi, le tavole rotonde, le “giornate”, i convegni ecc. si moltiplicano: con quali conseguenze pratiche, tutti lo vediamo. Si ha quasi l’impressione che ci si crogioli in un elegante, programmato, comodo accademismo, rivolto più a mettere in luce le nuove leve e ricoprire con termini inediti e sigle misteriose l’intrinseco squallore scientifico. Come il letterato dal cervello computerizzato non va oltre la raccolta di brani antologici e la stesura di giudizi estetici, filologici ecc., così lo “scienziato” moderno, ricco di nozioni ma sterile di idee, cerca di supplire alla stasi terapeutica impreziosendosi e rendendo difficili le nozioni facili. E un utile mezzo per raggiungere lo scopo sta nell’inquadrare e siglare leucemie e tumori, nel dividerli arbitrariamente in gruppi e sottogruppi che, se utili ai fini di certe statistiche, nulla o quasi suggeriscono ai fini della patogenesi, della terapia e della prognosi. I guai cominciano quando, con la scusa di voler modernizzare, razionalizzare e voler spremere tutto dalle risultanze statistiche, si conculca, si opprime e si esclude aprioristicamente ogni intuizione isolata, anche e soprattutto se geniale, con la scusa di organizzare, programmare, dirigere e potenziare la ricerca. Si dimentica che il genio precorre i tempi e vive nel futuro anche lontano, che può vedere dove eserciti di provetti ricercatori, che sperimentano disponendo di miliardi di dollari, non riescono a vedere, che intuisce quello che tutte le “ricerche interdisciplinari”, tutte le “ricerche di gruppo”, con i mezzi tecnici più sofisticati, non riescono a svelare.
Nella crescente piramide burocratica che viene così via via organizzandosi, sono sempre più svisate e schiacciate le “teste” geniali a favore delle teste che brillano di luce fatua, abilissimi nel dimostrare la loro onniscienza, nell’arrampicarsi sulle idee altrui, nel raggiungere la vetta e da qui dominare e guidare secondo visuali luminose non più lunghe del dorso di un naso.
Con la scusa di devolvere ogni risorsa allo studio di tremende malattie, si esclude a priori ogni considerazione per una intuizione individuale, che non entri nei canoni della ricerca “ufficiale”. La scienza ufficiale tende invero ad organizzarsi dispoticamente; un neo-alessandrinismo sembra succedere al classicismo, e una massa di modesti ricercatori sostituirsi ai formidabili geni del primo novecento.
In queste condizioni l’unica molla che può spingere un ricercatore ad interessarsi di leucemie e tumori non può essere che l’ansia di giovare al prossimo e l’anelito di ridurre le sofferenze dell’umanità, sentimenti sempre più rari e quasi anacronistici, oggi.
L’originalità sta diventando sempre più difficile; l’uomo di genio oggi è travolto se non si fa irreggimentare, e gli viene negata ogni via di successo se non si piega e non scende a compromessi, spesso umilianti ed inconciliabili con un minimo di dignità
Tutto quanto precede può bene applicarsi all’immenso problema della cura dei tumori e delle leucemie, per i quali potrebbero invero già adottarsi sistemi comodi, sicuri ed economici per i pazienti, le famiglie, la società; sistemi che vengono spregiati e rifiutati aprioristicamente, senza neanche conoscerli; sono disdegnati senza sperimentarli; calunniati per scopi che tradiscono mene oscure. Si ha quasi l’impressione che si vogliano mantenere incurabili i due gruppi di malattie per sete di potere, per avidità di guadagno, per mire egemoniche, per mentalità non diverse da quelle degli schiavisti, dei mercanti di cannoni, degli spacciatori di droghe.
Le leucemie, i linfomi, i mielomi, le talassemie, le trombocitopenie possono in effetti esser curati molto meglio e ben più agevolmente di quanto si faccia e si sia fatto sinora, con metodi diversi, ambulatoriali, senza eccessive spese, con una sicurezza talora assoluta. Da oltre sette anni infatti numerosi leucemici vivono e lavorano, senza aver abbandonato per un solo giorno la famiglia, riducendo le cure a pochi farmaci al dì, i controlli a qualche esame ogni mese, senza lasciare né ridurre il lavoro, partecipando alla vita sociale. Buoni successi si sono avuti anche con i linfomi (Hodgkin e non). Da sette anni due pazienti, già affetti da linfomi, vivono ad esempio una vita perfettamente normale. Una, già sposata, è madre; l’altra ha compiuto gli studi superiori ed è in procinto di sposarsi. Nessuna ricaduta c’è stata e le due pazienti sono rimaste in seno alla famiglia, alla scuola, alla società, senza minimamente gravare sull’assistenza sanitaria. Altri pazienti, con diversi tipi di neoplasie, sono ritornati dallo sconforto delle sale ospedaliere alla vita di famiglia, alla attività di lavoro, alla partecipazione sociale.
Quasi tutte le emopatie possono curarsi o guarirsi: dalle trombocitopenia alle talassemie, dalle anemie aplastiche ai disordini mieloproliferativi. In alcuni casi non si tratta di guarigioni, ma di radicali miglioramenti in ogni campo.
I risultati ottenuti finora autorizzano nel complesso a ritenere:
1) Che le leucemie linfatiche possono dominarsi e guarirsi nella quasi totalità dei casi.
2) Che le leucemie mieloidi possono guarirsi o cronicizzarsi.
3) Che i linfomi, anche quelli hodgkiani, possono guarirsi o dominarsi.
Questi risultati sono stati raggiunti nel giro di oltre dieci anni di sperimentazione, previe prove di tossicità negli animali, su soggetti che si prestavano volontariamente e per i quali si è ovviamente legati al segreto professionale.
Quelli fra i malati che hanno eseguito solo le cure indicate da noi sono vissuti; molti di quelli invece che, per una ragione od un’altra, si sono fatti convincere ad entrare in ospedali e tornare alle “cure classiche” sono morti. La causa mortis dichiarata non è stata spesso leucemia, ma enterorragia, congestione polmonare, collasso cardio-circolatorio, insufficienza renale, eccetera. L’esperienza ci ha insegnato finora che non c’è UN farmaco per la cura della leucemia e dei tumori, ma che esiste UN METODO, che si fonda su determinati principi. Questi principi sono più profilattici che repressivi, nel senso che provvedono più a ristabilire le condizioni ormonali, le quali sono probabilmente le cause della malattia, che ad eliminare i blasti. Gli squilibri ormonali collegati in vario rapporto con il sistema nervoso e con la funzione circolatoria, sono infatti, secondo noi, la probabile causa immediata delle leucemie e dei tumori.
Il numero dei leucociti circolanti, la formula leucocitaria, il numero degli elementi immaturi, quello delle piastrine, le condizioni ematochimiche, vanno conseguentemente interpretate sotto una visuale diversa, ed anche le misure terapeutiche ed il giudizio prognostico vanno ridimensionati.
Ogni ammalato presenta problemi particolari che richiedono un trattamento a sé. Anche per questa ragione, l’argomentazione poggiata sulla statistica non sempre ha, né può avere, determinante valore. Più che i grandi numeri – nei quali annega il dettaglio determinante – valgono i piccoli numeri, ben analizzati ed intelligentemente interpretati.
Di notizie di pretese scoperte di nuove cure per le leucemie ed i tumori non difettano i giornali. Ma neanche le riviste scientifiche sono molto avare di proposte, di programmi, di esiti più o meno incoraggianti. Tutto questo sconvolge l’orientamento dei poveri pazienti, dei loro parenti ed anche di alcuni medici, col risultato che tanti infelici migrano da un ospedale all’altro, da una nazione all’altra, attratti da nomi, da fama, da voci, per ritornare desolati con le mani vuote.
La veridicità di un’affermazione, in questi come in altri campi, si acquisisce con la dimostrazione aperta dei risultati, in un ambiente nel quale si possano formulare e dimostrare obiettivamente le diagnosi, iniziare e praticare le cure, consigliare e seguire il paziente fino alla dimissione, per un congruo lasso di tempo.
Si potrebbe così dimostrare a tutti che la leucemia ed i tumori possono meglio curarsi e che l’umanità può vedere attenuate le sue sofferenze.
Prof. Luigi Di Bella
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Non basterebbe un libro per parlare del Professore. Ma lui aveva la magia di dire tutto in poche parole. Ringrazio Dio di avercelo fatto conoscere perchè gli dobbiamo due cose grandissime, la vita e l’averci fatto capire che cosa è il mondo. Con Ermanno ci sono venuti i goccioloni agli occhi quando abbiamo letto questa discussione perchè abbiamo risentito quello che tante volte lui ci ha detto. Siamo gente semplice ma lui guardava alla sincerità della gente non ai titoli e per questo ci ha regalato tanto del suo tempo prezioso. Questo prima che scoppiasse il caso. Abbiamo accompagnato diversi amici da lui e mi ricordo bene quando leggeva le cartelle dalla prima pagina all’ultima e poi diceva “trenta pagine per non dire niente, sigle, termini inglesi esami certe volte inutili e il malato ridotto in fin di vita dopo mesi di esami”. Questo vuol dire “la scoperta della causa non si identifica con la terapia”. Oggi ci mettono due mesi mandandoti avanti e indietro dall’ospedale, ti mettono sondini da per tutto ti fanno prelievi lastre ti infilano in tubi di ferro, ti riempiono di radiazioni per dirti alla fine che devi morire e che si può tentare di fare delle cure che ti ammazzano prima. Bel progresso! Poi è terribile quel “arrampicarsi sulle idee altrui”: trentanni prima aveva profetizzato quello che avrebbero fatto a lui. Non parliamo poi dello studio dei casi, perchè neanche a parlarne. Noi ci siamo offerti ma a momenti ci buttavano giù dalle scale. La diagnosi l’avevano fatta loro e avevano detto che non c’erano speranze. Ma come? Vedono la persona che doveva essere sotto due metri di terra e non gli interessa sapere come mai hai l’argento vivo addosso e scoppi di salute? Questi non sono medici perchè non solo non gli interessa se la gente vive ma non gliene può fregare di meno di sapere perchè. Anzi gli dà proprio fastidio e se potessero ti spedirebbero volentieri dove hanno già mandato i loro malati e dove noi portiamo i fiori ai nostri vecchi. E’ proprio vero: hanno giudicato senza nemmeno sapere come è la terapia e senza un minimo di voglia di studiarsela. L’unica cosa che gli interessa e che li fa imbufalire è che con loro i malati muoiono mentre con la cura del Professore guarivano e continuano a guarire, e questo non lo sopportano proprio per niente.
Ci considerino pure dei fanatici, ma per noi il Professore è stato un Santo, un genio e il più grande scienziato della medicina perlomeno del ventesimo secolo.
Titty
prim
postato da: Titty – San Benedetto Po (San Benedetto Po) in data: 26/03/2008 15:55
La cosa più incredibile dell’articolo è che… è senza tempo…!
Tutto ma proprio tutto l’articolo era valido nel 1980, nel 1990, …. e anche oggi!
in altre parole la triste conclusione è che in quasi trent’anni non è cambiato proprio nulla anzi si può dire che la medicina ufficiale sia andata, con precisione “scientifica”, nella direzione opposta!
Meno male che c’è stata almeno una grande eccezione.
Saluti
postato da: Gianluca P. – Cilavegna (Cilavegna) in data: 25/03/2008 17:46
Cara Felice Franca, non posso fare scelte precise. Devo stare fino a 67 anni per completare gli anni della pensione. Questa è la riforma dello stato sociale!!!. Sono obbligata perchè se mi dimetto, cosa divento? Non ho poi, nessuna fonte di reddito. Per la mia patologia ad alto rischio….io non voglio più le fatiche quotidiane. In passato, ci si poteva prepensionare. Ora, la crisi, non lo permette. Per me, vivere e sopravvivere, con una bassa qualità della vita è avvilente. Ripeto è una mia personale opinione che può essere anche sbagliata. So che altri malati di cancro non condividono la mia opinione, so che la mia è una battaglia inutile, so che nessuno mi ascolta, so che posso risultare “fuori dalle righe”. Ma il mio malcontento è profondo. J.P. Sartre affermava che”la vita è una noia profonda” e mi nutro di filosofia perchè forse, sono un’anima improponibile. Mi sento delusa da questa vita. Dopo quello che ho passato, devo vivere ancora in questo Paese che non accoglie la mia disperazione, il mio diritto di gestirmi gli anni che…..saranno, come voglio. Se avessi avuto legami con un certo tipo di “casta”, forse avrei avuto ciò che desidero. Ma ho un codice morale e una dignità. Un saluto a tutti gli amici del blog.Rosa Mannetta
La discussione si è fatta tecnica e non sono in grado di seguirla. Torno su Marte con la convinzione che purtroppo non ci si limiti a chiere l’erogazione gratuita del MDB ma si voglia contestualmente attaccare e demolire l’oncologia ufficiale e gli oncologi che la praticano. Si vuole combattere senza esclusione di colpi una “guerra santa” che avrà come vincente il più forte: l’oncologia ufficiale.
Dispiace per quei pazienti che non sono interessati alle guerre di religione ma ad ottenere gratuitamente una cura in cui credono.
Certo che penso di avere ragione al 100% ! diversamente non mi impegnerei tanto in ciò che credo. Mi impegnerei in una cosa di cui sono convinto al 50%? o al 80% salvo …. “recidiva”?
Quando ho cominciato a informarmi di temi oncologici ero infarcito di statistiche. Siccome ero lungimirante ho chiamato il direttore generale delle 3 USL della mia zona chiedendo quale fosse il dipartimento di oncologia medica che si sentiva di consigliarmi nel caso mia madre peggiorasse (come era facilmente preventivabile). Il reparto di oncologia medica nel raggio di 50 km intorno a me semplicemente NON ESISTEVA! (profondo NORD!) Durante la telefonata ho “osato” nominare Di Bella e … apriti cielo ! mi son sentito dare del plagiato credulone e sono stato invitato ad andare a Lourdes piuttosto che fare MDB, non ho più avuto un solo secondo per poter replicare anche solo un timido “…si, ma …)! Alla faccia “dell’ascolto” del paziente. Il pulpito da cui veniva la predica è persona “irreprensibile” che vedevo tutte le domeniche in chiesa (siamo compaesani) andare all’altare a mangiare ostie (ho la presunzione di immaginare che “fare la comunione” sia cosa differente). Una recidiva del cancro che avviene facendo una terapia che NON MIRA a sanare le cause dell’oncogenesi è la cosa più naturale che una persona possa aspettarsi. Mi rendo conto che sia “faticoso” giungere a questa conclusione CERTA, ma se Alfredo sei qui è perchè o cominci a pensarlo anche tu oppure hai un bellissimo scrupolo di coscienza (che coltivato a dovere ti porterà alle stesse mie medesime considerazioni). Una recidiva dal cancro dopo-chemio significa SOLO che la terapia non mi tutela dalla recidiva – Vaffanculo a chiunque mi venga a dire che si sta “arginando” o tentando di “cronicizzare il cancro”, queste sono BALLE SPAZIALI, neologismi di un marketing di bassa lega che vogliono stendere quantità industriali di fondotinta su una terapia del cancro che è SINTOMATICA, che insegue il sintomo del cancro e non la sua CAUSA – Perchè nelle leucemia promielocitica si va invece a SANARE la causa dei “blasti-guasti” con l’acido retinoico? Per puro CULO e sindrome da plagio ecco perchè! Dunque s’è plagiatata una indicazione terapeutica CHIARA , DICHIARATA (mi riferisco a Di Bella e alle facoltà degli analoghi della vitamina A) che mira alla ridifferenziazione della cellula anomala.
Ora, tutto è rimasto confinato lì, alla promielocitica. L’unico indirizzo che SANA una causa è lì, timidamente poi “allargato” a linfomi , ma solo il mantellare mi raccomando (mica che qualcuno si accorga che TUTTI i linfomi rispondono in maniera eclatante ai retinoidi) e a qualche tumore del seno (quel guastafeste di Veronesi tanto ha già combinato un casino con la Fenretinide, tanto vale che gli andiamo dietro anche noi (NOI= Aviano + Mario Negri) ) .
Ci sentiamo dire da anni : LA CHEMIO è MORTA – e subito dopo : W la CHEMIO!
B
A
S
T
A
i lungo sopravviventi alla chemio sono persone OPERATE per tumori sovrastimati nella loro aggressività – più si opera persone “sane” più l astatistica di sopravvivenza al cancro è alta – meno male che ora almeno per la prostata c’è una inversione di tendenza – saranno grati interi stuoli di anziani che vivranno libero da pannonoli ed altre problematiche annesse, andando a terminare i loro giorni terreni morendo di broncopolmonite o investiti sulle strisce pedonali con il loro bel tumore alla prostata silente e bene incapsulato.
BASTA con i trucchi di prestigio dell’oncologia – se di statistica c’è bisogno ci venga data quella vera dell’anagrafe: nato il … morto il … a causa di …. senza camuffare da insufficenza renale o arresto cardiaco tutte le procurate insufficienze renali e cardiopatie da chemio -
Cara Rosa, la vita è un rischio e non c’è assicurazione che ci metta al riparo. Non sta scritto da nessuna parte che nessuno di noi debba ammalarsi, che debba persino guarire, che abbia figli sani belli intelligenti e, se desiderato, con occhi azzurri e capelli biondi. Siamo esseri appunto viventi e come tali dotati in egual misura di caratteri positivi, diciamo così, e di caratteri che ci rendono deboli, attaccabili dalle avversità più diverse. Ma se il desiderio di vivere è quantitativamente e soprattutto, io penso, qualitativamente superiore, ecco che riusciamo a cavarcela e, alla fine magari, siamo anche più belli di prima. Io capisco che la malattia ti abbia segnata anche profondamente ma allora scelte radicali si impongono. Proprio per non ridare fiato a ciò che ti ha tolto, secondo te,tutto. Io non posso suggerirti nulla. Non conosco la tua realtà e poi, sono convinta che certe scelte, perchè diano benefici, devono essere maturate da ciascuno di noi. La convivenza con i farmaci, almeno certi farmaci, credi è una benedizione, ma tu non riesci a viverla come tale. Rifletti però solo su un fatto: in tanti casi, la non convivenza vuol dire semplicemente morte. Buona domenica, mia cara. Ti auguro di riuscire a rimettere ordine nei tuoi pensieri e trovare una via di uscita. Cordialmente
Gentili amici e care amiche buona domenica. Seneca affermava che “bisogna avere lo spirito per vivere” ed io aggiungo che non considero “vita” la convivenza con un farmaco. Prima di scoprire il cancro, non conoscevo il ricovero in ospedale e non conoscevo i medici perchè ero in ottima salute. Il MDB o altri farmaci, saranno eccellenti…ok, ma la qualità della vita, per me, è bassa. E’ una mia opinione, come anche è mia opinione, il fatto che non voglio più lavorare. Voglio impiegare il mio tempo in modo diverso, con i miei interessi. La crisi me lo impedisce,il provvedimento di andare in pensione a 67 anni, mi ha imprigionato. Ecco la cattiva sorte….quello che mi resta da vivere, tanti o pochi anni, voglio viverli come desidero!!!!. Non voglio più avere a che fare con un dirigente scolastico, con colleghi assurdi, con alunni maleducati…. La vita è stupenda e chi dice che devo sprecare i miei giorni? Amo scrivere ed è faticoso occuparmi della famiglia, del lavoro…non posso e non voglio. Questa è la verità. Un caro saluto, Rosa.
Gentile Alfredo, si mi riferisco allo studio condotto da Morgan nel 2004 del quale posto l’abstract in lingua italiana qui sotto
http://www.dissensomedico.it/Bib_doc/Doc_vari/contributo%20terapia%20citotossica.pdf
dove si evince chiaramente come la chemioterapia quale terapia farmacologica di prima linea nella cura del cancro è a dir poco fallimentare. Quello che dico risulta ancora più evidente se si fa un’analisi dei costi-benefici dello studio riportato: tra i costi oltre ad inserire quelli in termini economici (…“Nonostante questi risultati deludenti vi è stato un aumento dei costi di tali farmaci e d un allargamento
della loro prescrizione”. In Australia questo aumento è stato quantificato così: da 67 Milioni di dollari a 101,3 Milioni di dollari dal 2000 al 2001 (questo in un solo anno nella sola Australia, meno di 20 milioni di
abitanti!), bisogna inserire anche quei costi che riguardano la pessima qualità di vita del malato e i gravi effetti collaterali provocati dalla chemio. I “benefici” sono rappresentati unicamente da quel fallimentare 2,3% di sopravvivenza a 5 anni. Inoltre, vorrei dirle che riguardo alla sua affermazione circa l’enorme successo che le terapie chemioterapiche hanno nel Linfoma di Hodgkin ,nello stadio IIb al IV, le rispondo che nello stesso studio si fa riferimento al fatto che nelle 5 maggiori neoplasie (colon retto, mammella, prostata, melanoma e cancro polmonare) che costituiscono (in Australia nel 1998) il 56,6% dell’incidenza totale di neoplasie, il vantaggio dei trattati,
dovuto esclusivamente alla terapia citotossica era l’ 1,6%. Lo studio sopra riportato dovrebbe far sì che tutti noi ci dovremmo porre la domanda, che ogni oncologo dovrebbe porsi ogni giorno:” Ma se di fronte a questi risultati fallimentari, soprattutto rapportati con i costi che si devono sostenere, economici e non, per eleggere la chemioterapia quale terapia farmacologica di prima linea per la cura di tutte le forme tumorali, non sarebbe forse il caso di abbandonare definitivamente questo tipo di approccio terapeutico per intraprenderne uno nuovo che, in termini di costi-benefici, dia dei risultati molto migliori a quelli dati dalla chemio?”. Questa domanda se la pongono anche gli autori dello studio soprariportato che nelle conclusioni dell’abstract sopra riportato, affermano che…In considerazione del minimo impatto della chemioterapia citotossica sulla sopravvivenza a 5 anni e la mancanza di un progresso importante negli ultimi 20 anni, segue che il maggior ruolo nella terapia citotossica è palliativa.
ben venga il mollare i pregiudizi. da entrambe le parti però. Cikagiuro, stai sereno che sto studiano. Dico solo che se si citino i dati o si deve fare senza generalizzare. Marco, leggiti l’articolo e capirei il senso dello studio. Hanno raccolto dell metanalisi ed è impossibile quantificare il numero di trapiantati nello studio.(vlevano quantificare il beneficio verso il costo delle terapie) La mia risposta era rivolta a chiarire un pelo il dato. Il paziente al centro è la cosa più giusta. Pensare che voi abbiate ragione al 100% e gli altri torto al 100% perchè o stupidi o collusi non credo aiuterà. Come non aiuta il fatto che , vedi Cikagiuro, appena si cita un dato controverso (quello d me citata)ci si sente dire di essere umili e di studiare di più….
Tema centrale quello di Francafelice, che coincide col desiderio auspicato da un oncologo che frequenta il gruppo FB di appoggio all’MDB: rimettere al centro il paziente. E se lo chiedessimo al paziente quale percorso vuole seguire? Non ho mai sentito riferire da un neoplastico un discorso simile fattogli dal suo oncologo: caro paziente, sappi che le statistiche di sopravvivenza dicono che per il tuo linfoma allo stadio in cui sei hai l’80% di probabilità di essere qui vivo tra cinque anni se uso la chemio ed eventualmente col trapianto di midollo (perchè Alfredo non sappiamo ESATTAMENTE quanti col trapianto di midollo ma il dato è incorporato? son TROPPI i trapiantati? ) . Adesso caro paziente ti descrivo come si trasformerà la tua vita nel mentre in cui farai terapia, ti dico a cosa dovrai rinunciare, quali effetti collaterali subirai con maggiore probabilità (se sposiamo la statistica mi sembra giusto non ripudiarla esattamente un minuto dopo averla comunicata per quanto attiene alla sopravvivenza a 5 anni) – ti spiego anche come dovrai comportarti dal punto di vista lavorativo (così Rosa avrebbe saputo PRIMA un certo numero di cose) – ora che ti ho detto tutto questo caro paziente vediamo di preparare il PIANO B nel malaugurato ma cospicuo caso in cui tu risultassi far parte di quel 20 (VENTI) per cento di pazienti che non rispondono a queste terapie (c’è modo vero Alfredo di accorgersene strada facendo a quale dei due gruppi, quello dell’80% o quello del 20%, appartiene il paziente ?) – se ci accorgiamo di questo caro paziente, oppure nel caso tu mi manifesti la volontà di non fare chemio o di non fare trapianto o nel caso in cui i trattamenti si presentassero nel tuo caso inconcludenti sia dal punto di vista dell’arresto della propagazione tumorale, sia dal punto di vista che tu abbia recidive troppo ravvicinate ora ti spiego cosa faremo: ehm … no scusa, mi son fatto prendere la mano, il PIANO B non esiste, mi son confuso –
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Se chiedo cosa ha detto loro l’oncologo alle persone emerge invece che tutti hanno ricevuto questo tipo di informazione: ” … ma non si preoccupi per i capelli! ricresceranno più FORTI di prima ! ” (Quasi che la chemio fosse un concime solo un pò troppo concentrato)
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Io non credo che il PROBLEMA per l’oncologo sia quello dell’istologia tumorale se risponde statisticamente bene o male ad un trattamento e di conseguenza il “cosa dire” all’ammalato, credo che il problema sia quello di dirgli ESATTAMENTE cosa gli accadrà a prescindere se ha un tumore “bellino” o “sfigatino” , e soprattutto di anticipargli che livello di sacrificio in termini di qualità di vita dovrà sopportare: il paziente può SEMPLICEMNTE RIFIUTARE LE CURE Alfredo!! sai quante donne over 50 lo stanno facendo per il loro tumore al seno nell’ambito delle mie conoscenze? STANNO BENE! il loro tumore cresce, ma non cresce come avevano loro pronosticato che crescesse! in alcune è addirittura fermo. Qualcuna ha scelto di fare solo terapia ormonale, qualcuna fa qualcosa di medicale fuori protocollo (non MDB), qualcuna va solo in erboristeria. SIAMO essere umani LIBERI: ci dite cosa potrebbe capitare, ci dite se c’è un PIANO B se non rispondiamo alle terapie e NOI SCEGLIAMO, anche di non curarci se è il caso.
L’MDB non ha statistiche adeguate: è vero. Non le avranno più nemmeno le terapie genetiche mirate al singolo paziente le statistiche adeguate! è uno dei parametri di valutazione destinato a scomparire con l’avanzare delle terapie personalizzate del cancro.
Ma PARLIAMO UN ATTIMO dei dichiarati NON PIU’ SUSCETTIBILI DI TRATTAMENTO ? ! ?
Capisco che non SONO PIU’ di competenza dell’ONCOLOGO !!!! forse se ritornassero ad esserlo ….
Sono assolutamente convinto che se all’oncologo fosse dato DI ASSISTERE all’ULTIMO MIGLIO di pazienti da lui trattati in precedenza le cose cambierebbero subito “ASSAJE” (come dicono a San Paolo Belsito!)
Vorrei vedere quale oncologo POSTO lì, non comincerebbe ad usare MDB dopo averne compreso il RAZIONALE che si fonda e dichiara di volere agire ANCHE su meccanismi di trofismo cellulare. Quale oncologo preferirebbe la pura palliazione (che accorcia la vita anzicchè allungarla) piuttosto che un MDB ogni singolo componente del quale dispone di AMPIA LETTERATURA in senso antineoplastico?
RIPETO: di fronte a una malattia mortale e a un paziente che non risponde alla “migliori terapie” si DEVE AFFERMARE il concetto (per altro già sancito in costituzione) del DIRITTO alla CURA , e la cura la stabilisce il MEDICO IN SCIENZA e COSCIENZA sino a che la scienza medica è a disposizione dell’essere umano. Il giorno in cui la scienza non fosse più a disposizione dell’essere umano sofferente ma diventasse qualcosa imposto per legge spero all’oncologo rimanga comunque la possibilità di diventare obiettore di coscienza. Se non ci fosse nemmeno questa possibilità mi auguro di vederlo in piazza a manifestare assieme ai pazienti.
Questo si può fare SUBITO! a prescindere da sperimentazioni -
ps: detto in tutta sincerità non riesco a capire come l’oncologo riesca di giorno a prescrivere chemio e di notte poi a dormire. Ma che lo lasciano a fare il “primo non nuocere !” nel giuramento dell’oncologo? che lo tolgano almeno – un minimo di coerenza –
Alfredo , non ci hai detto poi al sesto anno cosa capita alle percentuali di linfomatosi che hai descritto – sarebbe anche interessante azzerare il contatore per i trapiantati e vedere nel DETTAGLIO cosa succede a questo gruppo DOPO il trapianto – (chi di statistica ferisce …. )
“Mi domando che dovrei fare se vedo un paziente cosi’? Gli consiglio MDB o continuo ad abiurare???”
Sarebbe sufficente rimettersi a studiare (come hanno fatto con estrema umiltà quei pochi e valenti medici che hanno cercato di capire e poi praticare il MDB, dott. Minuscoli in primis) cosa che evidentemente lei non ha ancora cominciato a fare, se no non farebbe una domanda tanto elementare.
E se tutti quanti deponessero tutte le pregiudiziali di cui sono infarciti? E se si rimettesse il malato con tutti i suoi dubbi,i suoi disagi, i suoi legittimi desideri di tornare a vivere, al centro dell’interesse di chi, un tempo magari neanche tanto lontano aveva deciso di dedicarsi ad alleviare le sofferenze dei suoi simili? E se chi parla di MDB e non lo conosce, umilmente, prima di buttarlo via, si dedicasse quel tanto? Io, nel frattempo, col mio cancro gentile continuo con il Metodo, visti i risultati. Buona domenica. Cordialmente
ometto di commentare la parte sugli oncologi e sul giuramento di Ippocrate, tanto non porterebbe da nessuna parte.
Commento solo il dato riportato da Ivano che dice:”la sopravvivenza a 5 anni con solo chemioterapia è del 2,3%”. Credo che citasse lo studio di Morgan del 2004. In realta’ lo studio dice che l’aggiunta della chemio alle altre terapie (chirurgia e/o radioterapia) porta ad un aumento del 2,3 % di sopravvivenza a 5 anni. Sicuramente poco in generale. Ma lo studio mette dentro tutti i tumori, quelli che rispondono niente (melanoma e pancreas) e quelli che rispondono benissimo (testicolo e linfomi di Hodgkin). Cito dall’articolo:”Nel Linfoma di Hodgkin ,nello stadio IIb al IV, la sopravvivenza con chemio ed eventuale trapianto di midollo a cinque anni e’ del 80%!!!Non male direi. Quindi dire che la chemio in generale non funziona e’ ovviamente, poiche’ affermazione generale e generalista… Mi domando se nessuno di voi sa quale sia la sopravvivenza con MDB in questo gruppo di pazienti? Perche’ io questo dato non l’ho trovato. Mi domando che dovrei fare se vedo un paziente cosi’? Gli consiglio MDB o continuo ad abiurare???
Caro Ivano, per dimostrare la veridicità che “Sostenere che Di Bella è un genio e tutti gli altri oncologi sono dei criminali che immolano i loro pazienti agli interessi di Big Farma …” basterebbero le acute domande di Marco L “L’oncologo non ha colpe? Accettare di abiurare il giuramento di Ippocrate è un peccato veniale? Non ha competenze per capire di essere un ingranaggino di un sistema che decide in sua vece quasi tutto?” Ma siccome abbiamo a che fare con persone che non sanno come gira il mondo della sanità o fanno finta di non saperlo, poco cambia, mi pare opportuno riportare anche l’articolo consigliato in calce a quello da te postato a firma di Mike Adams. Questi medici immacolati che non sanno nulla di nulla…e che vivono su Marte.
“LEGGI ANCHE QUESTO ARTICOLO (dal sito EFFEDIEFFE)
Corruzione, frode e minacce: la criminalità delle case farmaceutiche non è più
una teoria cospirazionista.
Natural News 12 Luglio 2012
Le notizie hanno vendicato quelli fra di noi che da anni descrivono l’industria del
farmaco come un «racket criminale». La Merck, produttrice di farmaci e vaccini, è
stata beccata con le mani nel sacco da due dei suoi stessi scienziati mentre
falsificava i dati sull’efficacia dei vaccini, aggiungendo degli anticorpi animali a
dei campioni di sangue. La GlaxoSmithKline è stata appena condannata ad una
multa da 3 miliardi di dollari per aver corrotto dei medici, aver mentito alla FDA,
aver occultato i risultati di test clinici ed aver agito in modo fraudolento sui
mercati. Intanto, la Pfitzer è stata denunciata dall’associazione nazionale dei
farmacisti dettaglianti per quello che è ritenuto essere uno «schema globale
monopolistico» volto a tenere fuori dal mercato i farmaci generici anticolesterolo e
far crescere di conseguenza i propri profitti.
Il quadro che sta emergendo è quello di un’industria criminale del farmaco che
manca di una qualsiasi base scientifica ed adotta tecniche di tipo mafioso per
far passare i prodotti come sicuri ed efficaci. L’emergere di queste incredibili
prove di corruzione, frode scientifica, falsità con gli enti regolatori e pratiche
monopolistiche ai danni dei consumatori sta costringendo tutti i medici e gli
«scettici» – che difendevano la grande industria del farmaco – a rimangiarsi
tutto.
Oggi, difendere Big Pharma (i colossi farmaceutici) equivale a difendere una
mafia di aziende criminali che hanno dimostrato di fare qualsiasi cosa –
assolutamente qualsiasi cosa – per guadagnare sempre di più. Non fa la minima
differenza chi debbano corrompere, quali ricerche debbano falsificare, o chi
debbano minacciare perchè non parli. Non si fermano davanti a nulla pur di
aumentare i loro guadagni, anche se questo vuol dire fare del male – od uccidere –
innumerevoli innocenti.
Ora, diamo un’occhiata ad una ad una alle recenti rivelazioni:
La GlaxoSmithKline si dichiara colpevole di corruzione, falso ed altri
crimini
In quello che è per ora il più colossale accordo per frode siglato dall’industria
farmaceutica, la GlaxoSmithKline si è dichiarata colpevole ed ha accettato di
pagare 1 miliardo di dollari in penali e 2 miliardi di dollari di rimborsi civili come
conseguenza di 9 anni di indagini federali sulle proprie attività.
Stando agli investigatori federali, la GlaxoSmithKline:
• corrompeva d’abitudine i medici offrendo loro vacanze da sogno e conferenze
pagate
• inventava i dati sulla sicurezza dei propri farmaci e mentiva alla FDA
• truffava Medicare e Medicaid per miliardi di dollari
• si basava sulle proprie pratiche mistificatorie per guadagnare miliardi di dollari
vendendo medicinali potenzialmente pericolosi ad ignari consumatori e pazienti.
E questo è solo quello che sono stati beccati a fare, tanto che la GSK non ha
negato nulla. La multinazionale ha semplicemente pagato 3 miliardi di dollari di
penali, si è scusata coi suoi clienti, e continua ad andare avanti come prima.
A proposito, oltre a corrompere i medici, la GSK è piena di soldi coi quali ha
coperto celebrità ed altri personaggi perchè magnificassero i suoi prodotti. È noto
che l’azienda ha pagato 275.000 dollari al famoso «Dr. Drew», che ha
pubblicizato il Wellbutrin, un antidepressivo che altera la mente.
Come riferito sul Wall Street Journal:
Nel giugno 1999, il popolare personaggio radio Dr. Drew Pinsky ha magnificato
via etere le virtù dell’antidepressivo della GlaxoSmithKline Wellbutrin, dicendo
agli ascoltatori che lui lo prescriveva ai pazienti depressi – insieme ad altri farmaci
– perchè «poteva aumentare, ma come minimo non ridurre, lo stimolo sessuale»
cosa che invece fa la maggior parte degli antidepressivi. Ma una cosa che gli
ascoltatori non sapevano era che, due mesi prima che il programma andasse in
onda, il Dr. Pinsky – che negli anni si era fatto un nome come «Dr. Drew» in
qualità di co-conduttore di un popolare programma radio di consulenza sessuale
intitolato «Loveline» – aveva ricevuto dalla GlaxoSmithKline la seconda rata, su
due, per un importo complessivo di 275.000 dollari, per «servizi relativi al
Wellbutrin».
Ex impiegati rivelano che la Merck falsificava i dati dei vaccini,
manipolava i campioni di sangue ed altre ancora…
Stando a Stephen Krahling e Joan Wlochowski, ex virologi alla Merck, l’azienda:
• falsificava i dati delle prove di efficacia dei vaccini in modo che si attestassero
sul 95% ed oltre
• contaminava i campioni di sangue con anticorpi animali in modo da dare
l’apparenza della presenza di anticorpi del sistema immunitario
• esercitò pressioni perchè i due virologi «prendessero parte all’imbroglio ed al
successivo occultamento»
• usò i dati falsificati delle prove per estorcere al governo USA «centinaia di
milioni di dollari per un vaccino con non dava un’immunizzazione adeguata»
•intimidì gli scienziati minacciandoli che sarebbero finiti in galera se non fossero
stati zitti.
Quanto sopra è tutto documentato nel 2010 False Claims Act, documento che
NaturalNews ha acquisito.
La Merck mette a rischio milioni di bambini
Nel documento i due virologi dichiarano di «essere stati testimoni di prima mano
di procedure improprie durante i test e di falsificazione di dati, procedure nelle
quali la Merck gonfiava in modo artificiale i dati sull’efficacia del vaccino».
Dichiarano anche che, a causa dei dati falsi relativi all’efficacia del vaccino,
«nell’ultimo decennio gli Stati Uniti hanno pagato alla Merck centinaia di milioni
di dollari per un vaccino che non fornisce un’immunizzazione adeguata… Gli Stati
Uniti sono di gran lunga la maggior vittima finanziaria della frode della Merck».
Ma gli scienziati proseguono affermando che le vere vittime sono i bambini,
infatti:
«Ma le vittime definitive sono quei milioni di bambini che ogni anno hanno
ricevuto un’iniezione per un vaccino contro gli orecchioni che non fornisce loro un
adeguato livello di protezione… L’inefficacia del vaccino della Merck ha permesso
che la malattia continuasse a manifestarsi in modo significativo».
Merck: il ceppo virale del vaccino per gli orecchioni è vecchio di 45
anni!
Stando all’accusa, negli ultimi 45 anni la Merck ha usato il medesimo ceppo,
indebolito da generazioni di «passaggi». Così recita l’accusa:
«La Merck ha avuto per oltre 30 anni dalla FDA la licenza esclusiva per produrre
e vendere in USA un vaccino per gli orecchioni. La FDA approvò il vaccino una
prima volta nel 1967. Il vaccino fu messo a punto nei laboratori di ricerca di West
Point, dal Dott. Maurice Hilleman che partì dal virus degli orecchioni che aveva
infettato la figlia di 5 anni, di nome Jeryl Linn. Ancora oggi la Merck continua ad
usare, per produrre il proprio vaccino, il ceppo proveniente dal virus di Jeryl
Linn».
Una totale farsa medica.
Questa informazione sembra mostrare che il vaccino della Merck per gli
orecchioni sia una totale farsa medica. Quelli che hanno ciecamente appoggiato i
vaccini della Merck – cioè: bloggers, scettici, medici, il CDC ed anche l’FDA –
sono risultati essere dei matti integrali che hanno distrutto la propria
reputazione prendendo le parti di un’industria ora riconosciuta essere la paladina
della truffa scientifica e della criminalità senza limiti.
In mezzo a tutto questo, c’è un aspetto comico: decenni di blaterare e ripetere con
paraocchi e da decerebrati del «95% di efficacia» da parte di medici, scienziati ed
autorità governative, sono risultati essere un totale ciarlataneggiare cretinerie
integralmente inventate. E tutti quegli Americani che si sono messi in fila per farsi
iniettare i vaccini MMR (orecchioni, varicella e morbillo), sono stati tutti
ripetutamente ed integralmente coglionati rischiando la propria salute senza il
minimo beneficio medico in cambio.
I vincitori sono i lettori intelligenti ed informati, genitori, e «risvegliati» che hanno
detto «NO» ai vaccini. Rifiutando di farsi iniettare i vaccini della Merck, hanno
rifiutato di farsi assalire da una miscela fraudolenta di adiuvanti chimici e di ceppi
di virus del tutto inutili perchè vecchi di 40 anni. Hanno salvato tempo, denaro e
salute. Ancora una volta, quelli che si sono rifiutati di farsi fare violenza dai
vaccini sono risultati i più brillanti. Non sorprende che siano anche
tendenzialmente più sani di quelli che si fanno passivamente vaccinare ogni anno.
La sentenza stabilisce che la Merck abbia manipolato i dati sull’efficacia del
proprio vaccino e contribuito alla diffusione dell’infezione.
Ma i guai per la Merck non sono relativi alla sola manipolazione dei dati. Poco
dopo la diffusione pubblica del False Claim Act di cui sopra, la Merck è stata
denunciata dalla Chatom Primary Care.
Nell’accusa la Chatom Primary Care sostiene che:
• [La Merck è coinvolta]… in un piano decennale volto a falsificare la vera
efficacia del proprio vaccino
• La Merck ha continuato ad indicare sulle proprie etichette ed altrove che il suo
vaccino per gli orecchioni ha un’efficacia del 95%
• La Merck sapeva, per lo meno a partire dal 1999, che il suo vaccino per gli
orecchioni aveva un’efficacia inferiore al 95%, ed ha manipolato consapevolmente
usando tecniche di verifica improprie e falsificando i dati delle verifiche.
• La Merck ha messo a punto una metodologia volta a valutare l’efficacia del
proprio vaccino nei confronti di un ceppo di orecchioni meno efficace, ma dopo
che i test hanno dato degli esiti inferiori alle aspettative, la Merck ha abbandonato
la metodologia e nascosto i risultati.
• La Merck ha usato pratiche nelle quali «incorporava anticorpi animali per
gonfiare artificialmente i risultati… distruggendo le prove di aver falsificato i dati e
di aver mentito ad un investigatore dell’FDA… minacciando un virologo della
divisione vaccini della Merck che sarebbe finito in galera se avesse riferito della
truffa alla FDA
• La Merck ha messo a punto una metodologia di valutazione dei vaccini contro un
ceppo di virus degli orecchioni che era meno violento. Dopo che i risultati non
diedero i valori di efficacia che la Merck voleva, tralasciò la metodologia ed
occultò i risultati. Successivamente mise a punto una metodologia scientifica
ancor più falsificata, questa volta incorporando anticorpi di origine animale allo
scopo di gonfiare artificialmente la potenza della risposta; ma neanche questa
truffaldina riuscì a far raggiungere l’efficacia desiderata. Dovendo fare i
conti con due procedure fallimentari, la Merck falsificò definitivamente i dati
delle prove in modo che dessero i valori desiderati. Ottenuti i valori voluti di
soglia di efficacia – benchè falsi – la Merck inviò questi falsi risultati tanto alla
FDA americana che alla Agenzia Medica Europea
• La Merck si adoperò per occultare le tracce di questi test falsificati distruggendo
le prove della manipolazione dei dati e mentendo all’investigatore della FDA…
Tentò anche di comperarne il silenzio e la cooperazione offrendo incentivi
finanziari affinchè seguissero le indicazioni del personale Merck che
supervisionava il meccanismo fraudolento di valutazione… La Merck ha anche
minacciato… Stephen Krahling , virologo della divisione vaccini Merck dal 1999
al 2001, di farlo sbattere in carcere se avesse riferito all’FDA della truffa
• La Merck ha continuato a tenere nascosto quanto sapeva circa la diminuita
efficacia del suo vaccino anti-orecchioni anche dopo una significativa
recrudescenza di casi di orecchioni negli anni 2006 e 2009
L’amministrazione Obama non ha nessun interesse a fare giustizia
Un’altra interessante osservazione è che, sotto il Presidente Obama, il
Dipartimento alla Giustizia USA non ha mostrato alcun interesse a condurre delle
indagini sulla Merck, neanche dopo il False Claims Act, frutto delle denunce di
due suoi ex virologi. Nonostante le prove definitive di frode, il Dipartimento alla
Giustizia (di Obama) – guidato da quel pistolero di procuratore generale di Eric
Holder, che sta passando i guai suoi per l’Operazione Fast and Furious –, ha
semplicemente deciso di ignorare le accuse contenute nel suddetto False Claims
Act.
In altre parole, quando le prove della frode criminale sono state portate davanti al
Dipartimento alla Giustizia, quest’ultimo ha girato la testa e dato una strizzatina
d’occhio di accordo ai crimini che i medici compivano sotto al loro naso.
Ma chi se ne frega se anno dopo anno iniettano a decine di milioni di bambini dei
vaccini taroccati per gli orecchioni? C’è da far soldi. Dopotutto, sfruttare il
corpo di bambini piccoli per far soldi non è un affare diverso dal solito, perlomeno
in una nazione dominata dagli interessi delle multinazionali.
La Pfizer accusata dai dettaglianti di pratiche monopolistiche
Ed eccone un’altra: la Pfitzer deve difendersi dalle denunce dei dettaglianti – i
farmacisti – che l’accusano di pratiche di mercato monopolistiche. Secondo i
farmacisti, la Pfizer ha manovrato in modo che non comparissero sul mercato le
versioni di farmaco generico del Lipitor, il suo bestseller nel controllo del
colesterolo. Per proteggere miliardi di dollari di guadagni, si è impedito ai pazienti
di poter acquistare il medesimo farmaco a prezzi molto più bassi.
Ogni anno, la Pfitzer vende confezioni di Lipitor per un controvalore di 10
miliardi di dollari.
Secondo la Reuters, la Pfitzer è stata accusata di:
• aver ottenuto un brevetto truccato
• aver intrapreso delle liti temerarie
• aver concluso accordi su prezzi fissi per ritardare l’uscita dei generici
• aver stretto accordi coi distributori per obbligare i farmacisti ad acquistare
quantità maggiori di Lipitor (principio attivo: atorvastatin calcium)
Nessun arresto né condanna per i dirigenti di Big Pharma
In tutta questa situazione e con tutte queste frodi criminali, questa corruzione,
queste manipolazioni, queste menzogne alla FDA, queste pratiche illegali sui
prezzi – ed altri reati ancora tutt’ora perpetrati dall’industria farmaceutica – (non
restatene sconcertati)… pensate mai che qualcuno sia stato arrestato per un qualche
reato ? Nossignore.
Ad oggi, non un solo amministratore di casa farmaceutica, nessuno del settore
marketing, nessuno dei laboratori è stato accusato di alcunchè collegato a queste
frodi. In America, i dipendenti delle case farmaceutiche sono al di sopra della
legge, proprio come i boss mafiosi dei tempi andati.
Ma quanto è veramente malsana questa situazione? Alcune riflessioni:
Immaginati se TU, un singolo cittadino qualunque, te ne andassi in giro per la città
a corrompere dei medici, a falsificare dei dati, a vendere al governo un prodotto
taroccato, a mentire agli enti di controllo, ti dessi da fare per manipolare il mercato
dei prezzi e minacciassi i tuoi dipendenti obbligandoli a tacere. Cosa mai ti
farebbero?
Ti sbatterebbero a marcire in prigione, saresti oggetto di un’indagine dell’FBI ed
il Dipartimento alla Giustizia ti perseguiterebbe a vita. Non è questo quello che ti
accadrebbe?
Allora, come mai se gli stessi crimini li commette una casa farmaceutica multimiliardaria
la passa liscia? Perchè i capi delle case farmaceutiche hanno la licenza
per commettere reati, crimini e truffe senza fine?
Te lo dico io, anche se la risposta non ti piacerà: perchè l’America è diventata
una nazione comandata da imbroglioni a vantaggio di imbroglioni. È solo un
grosso circolo di golf, come usava dire George Carlin e…: «TU NON NE FAI
PARTE!».
Se le case farmaceutiche manipolano i dati sui vaccini, cosa altro
combinano?
Cari amici, mi auguro riusciate a farvi il quadro generale della situazione. Se le
case farmaceutiche d’abitudine corrompono i medici, falsificano i dati, truffano il
governo e compiono senza il minimo rimorso ogni genere di crimine e reato, cosa
altro saranno disposte a fare in nome del guadagno?
Forse,
• Falsificheranno i dati di altri farmaci?
• Sfrutteranno i bambini per testare vaccini mortali?
• Inventeranno malattie che non esistono pur di vendere più medicine?
• Diffonderanno armi biologiche per produrre delle redditizie pandemie?
• Cospireranno con il CDC per diffondere paure che favoriscano le vaccinazioni?
• Metteranno a tacere tutti quegli informatori che vorrebbero rivelare la verità?
• Rifileranno tumori attraverso virus occultati nei vaccini?
• Distruggeranno le carriere di quei medici che cercheranno di criticare le case
farmaceutiche?
• Imporranno un monopolio medico sull’intera popolazione americana attraverso
un sistema di assistenza sanitaria di tipo socialista, imposta per legge?
MA CERTO CHE LO FARANNO. Infatti, l’industria farmaceutica sta già
esattamente commettendo tutte queste nefandezze. Se non ti sembra possibile,
ricordati che solo 5 anni fa nessuno credeva a quanto veniva detto (da noi) sulle
case farmaceutiche, impegnate in cospirazioni criminali per imbrogliare la
nazione… cosa che – dopo 9 anni di indagini – è ora dimostrata.
Mike Adams “
Caro Marco L.,sottoscrivo parola per parola il suo ultimo commento, quello delle 12:25 e le mando un abbraccio. MA VERAMENTE SI CREDE CHE FINCHE’ IN ITALIA TUTTI COLORO CHE FECERO LA SPERIMENTAZIONE NEL 1998 RIMARRANNO AL LORO POSTO SI POSSA PENSARE DI FARE UNA NUOVA SPERIMENTAZIONE DEL MDB…Coloro che lo pensano forse sono arrivati ora da Marte e hanno conosciuto in modo approfondito la vicenda del MDB solo attraverso il lavoro straordinario della dott.ssa Gioia Locati…In tutti questi anni ho capito che il riconoscimento del MDB in Italia, può esserci solo se si verificano una delle seguenti condizioni:
1) Venga imposto dall’estero, così come sempre è avvenuto in campo medico in Italia ;
2) Tutti coloro che siedono nei posti di potere, come d’incanto, vengono spazzati via (cosa alquanto utopistica da realizzarsi);
3)Attraverso un lungo percorso che contempli una sorta di rivoluzione culturale con il cambiamento radicale del mondo universitario dove si è istiuita la figura specialistica dell’oncologo che si forma con un piano di studi che si può sintetizzare nell’equazione cancro=massa tumorale e non cancro=malattia sistemica, facendo sì che si intraprendesse definitivamente l’attuale approccio terapeutico dove coloro che producono i farmaci chemioterapici si arricchiscono sulla pelle di tanti poveri malati, che hanno tutti una cosa in comune: durante i trattamenti hanno gravissimi effetti collaterali e una pessima qualità di vita e, nel caso in cui la massa tumorale, attraverso i bombardamenti, è sparita, passano i loro giorni a pregare che, in futuro, non si presenti una recidiva in quanto, con un sistema immunitario annientato dalle terapie ufficiali, sarà complicato per loro venirne fuori. Quindi, alla fine della fiera, oggi abbiamo un sistema così strutturato: da una parte, case farmaceutiche e tutto il suo indotto, c’è chi si arricchisce continuamente e dall’altra, i malati, che devono essere tutelati in ogni modo offrendo loro le migliore terapie che tra le altre cose rispettano soprattutto la loro qualità di vita, che nella maggior parte dei casi muoiono (la sopravvivenza a 5 anni con solo chemioterapia è del 2,3%), fidandosi, purtroppo, ciecamente di un sistema che mette al primo posto non il malato ma il profitto.
P.S.: Un abbraccio particolare a Rosa e Felicefranca….
cari Alfred ed Ambulafia: l’oncologo rivendica rispetto, ma il consegnato alla terapia del dolore che “risorge” con l’MDB pure! Assolvo in maniera totale, con convinzione e solidale vicinanza i dibelliani che GENERALIZZANO facendo di ogni erba un fascio e mettendo sullo stesso piano oncologo, azienda farmaceutica e gestione a compartimenti stagni del malato oncologico.(ci va l’oncologo nel reparto terapia del dolore a vedere cosa fa il collega anestesista?) Sono assolutamente solidale coi dibelliani che GENERALIZZANO, perchè mi sono trovato in queste condizioni e la RABBIA, l’ autentica rabbia, il livore, l’ incontenibile ira che deriva dall’accorgersi di ESSERE STATI presi in giro da … chi? chiamiamolo SISTEMA, ma nei day hospital questo “sistema” ha a turno le sembianze del radiologo, dell’oncologo e di chi comunque ti ha dempre spinto in una direzione fissa ed obbligata. Assolviamo anche l’oncologo? perchè parla male di MDB se non è al corrente del razionale e non si è dato la pena quanto meno di leggerselo? Si astenga almeno dal giudicare ciò che non conosce e la smetta soprattuto di fingere di fidarsi di studi e statistiche che VERIFICA da SUBITO in pratica clinica che sono NUMERI in libertà, senza nessun riscontro nel lavoro quotidiano. Il povero dibelliano che generalizza spesso è una persona comune, con diversi gradi di cultura, ma che comunque possiede una ragione PARTICOLARE per potere esprimere il proprio parere: ha verificato su se stesso o i propri cari gli effetti di una terapia. L’oncologo non ha colpe? Accettare di abiurare il giuramento di Ippocrate è un peccato veniale? non ha competenze per capire di essere un ingranaggino di un sistema che decide in sua vece quasi tutto? la cosa più probabile è che l’università non gli ha dato gli strumenti necessari a capir di molecole, legami covalenti, ossidoriduzioni e quanto potrebbe servire ad “interpretare” un farmaco o una terapia. L’altro giorno parlando ad una oncologa (comunque onesta) mi dice che di tumore al pancreas nella sua esperienza non se ne salva uno – al mio chiederle però se sia più tremendo il cancro alla testa o quello alla coda del pancreas NON MI SA RISPONDERE! Il dibelliano che ha tanta acredine verso oncologi e terapie convenzionali del cancro LE HA PROVATE queste terapie! bisogna che si capisca che ne parla DA CONSUMATORE e non già da lettore di abstract nel tempo libero! Ciò detto … non so più come dirvelo: il problema di una sperimentazione SERIA dell’MDB non può essere imputato ai malati in cura, ai medici prescrittori dell’MDB o alla Fondazione DI Bella! La sperimentazione bis del MDB non ha NESSUNA possibilità di avvenire SUL SUOLO ITALICO per due ragioni di cui la prima esclude l’altra: tutti gli attori della prima sperimentazione (ministro della salute, commissione oncologica) sono tutti quanti ancora in “sella” ciascuno magari in ruoli differenti ma fanno ancora parte della politica o dei vertici del panorama oncologico nazionale. Ovviamente chi sta legalmente tutelando l’MDB non accetterebbe mai che le stesse PREVENUTE persone che hanno agito nella prima sperimentazione fossero le stesse ad occuparsi della seconda – il problema attuale , preminente, pressante è che molte persone stanno accedendo all’MDB , con buoni risultati, il che preannuncia lunghi anni di trattamento che i pazienti non saranno in grado di pagarsi. Il “COSA” andrebbe fatto per avere una sperimentazione CORRETTA lo abbiamo identificato, dite il COME si arriva a questo perchè mi sembra dimenticate l’ingrediente più importante per pervenire a questo e cioè : LA VOLONTA’ di fare un trial da parte di chi ha la facoltà di poterlo indire. Tanto per dirne una , tutti gli intervistati da Gioia (Jacobelli escluso forse) rivendicano la bontà della sperimentazione attuata nel 98. Immaginare che esista un “clima” in Italia per potere risollevare la questione MDB mi sembra ben più che una utopia. Che dice Alfredo? pensa che sia invece possibile sul suolo britannico? esistono CONDIZIONI simili? che si sa di MDB? nulla suppongo -
Marco credo che Abulafabia abbia riassunto nel suo ultimo intervento molte delle mie sensazioni e, mi pare, anche degli spunti di riflessione. Lo sottoscrivo in pieno!
Cara Gioia, le auguro una buona domenica. Rosa Mannetta
Cari amici, noto che il dialogo tra noi, si sia instaurato in modo collaborativo. Enzo Paci scriveva che “l’esistenza è costituita dalle relazioni con altri esseri” e noi ci confrontiamo con le nostre posizioni diverse. Vi auguro una buona domenica. Grazie di cuore perchè apprezzate la mia presenza in questa “casa” colma di affetto. Rosa Mannetta
Marco…. sono sicuramente un ingenuo ma faccio parte verosimilmente di quella gran parte di italiani (magari con qualche amicizia in ambito medico ospedaliero) che sono interessati alle terapie oncologiche pur non avendo alcuna competenza specifica. Molti come me si convinsero sulla base della vecchia sperimentazione che il MDB fosse inefficace (per non dire di peggio). Grazie soprattutto agli articoli della dr.ssa Locati mi sono convinto che la sperimentazione fosse una farsa. A quel punto mi sono chiesto se il MDB fosse realmente efficace e in quella ipotesi perchè non venga riconosciuto ed erogato nelle strutture pubbliche. Da qui l’interesse per questo blog. Le mie conclusioni (per quel poco che valgono) è che i dibelliani (ma parlando per categorie spesso si sbaglia, come in alcune mie considerazioni sul suo conto)attuino una strategia totalmente sbagliata e improduttiva. Danno per assodata ed assolutamente dimostrata l’efficacia, contestano la valità e l’efficacia di tutte le terapie convenzionali, ritengono in malafede (eufemismo) chi non è d’accordo e di conseguenza finiscono col criminalizzare l’intera classe medica che dovrebbero invece convincere a collaborare. Sostenere che Di Bella è un genio e tutti gli altri oncologi sono dei criminali che immolano i loro pazienti agli interessi di Big Farma non mi sembra intelligente (e per la seconda parte sicuramente falso). Così facendo si è creato un solco che rende difficile una collaborazione produttiva nell’interesse dei pazienti. Troverei più utile lottare per coinvolgere gli oncologi in alcune iniziative che lei stesso illustra. Ottenere l’erogazione del MDB come terapia di ultima linea quando quelle ufficiali hanno fallito o anche di prima linea quando quelle ufficiali non danno speranze, senza criminalizzare nessuno e rendendo difficile allo SSN negare un’ultima speranza al paziente oncologico. Se come tutti speriamo il metodo funzionasse si vedrebbero anche con questi pazienti risultati apprezzabili e non contestabili venendo da strutture pubbliche. Sarebbe difficile a quel punto negare un riconoscimento definitivo al MDB. Continuando in questa guerra all’oncologia ufficiale temo non si faranno ne passi avanti ne l’interesse dei pazienti.
Stiamo qui a trastullarci mentre tanta gente muore di malamorte. Alla fine mi verrebbe di buttarla sul mondano: mica tutti pasteggiano a champagne. Mica tutti regalano alla moglie collier di Bulgari per ogni scappatella. Mica tutti viaggiano su jet personale. E allora, in attesa di questo benedetto riconoscimento, mica tutti si possono permettere MDB. Solo chi ha i soldi. Buona domenica.
errata corrige: nel 2005 Francesco Storace era ministro della Salute. Il 19 Novembre 2005 fece pervenire il suo saluto tramite il prof. Vincenzo Saraceni, Capo dell’Ufficio Tecnico del Ministero della Salute, al congresso sull’MDB “Somatostatina e melatonina in oncoterapia” svoltosi presso il Palazzo delle Stelline di Milano.
Nei cinque anni precedenti, da governatore del Lazio, si era adoperato affinchè i residenti in regione che volevano curare il loro cancro con l’MDB potessero ricevere un minimo di assistenza e un parziale rimborso per le spese sostenute ( L’iniziativa venne prontamente azzerata dal suo successore Marrazzo)
Tratto dal sito ufficiale del Metodo Di Bella:
L’INFORMAZIONE DIFFONDE I CONTINUI SUCCESSI DELLE CURE ONCOLOGICHE CHE GUARISCONO, ORMAI, TUTTI I TUMORI
Perché allora solo in Italia oltre 400.000 decessi l’anno per malattie neoplastiche, decine di milioni in tutto il mondo? Perché un fallimento di questa portata delle terapie mediche oncologiche?
Perché l’oncologia non è ancora in grado di guarire un solo tumore solido (solo la chirurgia in certi casi può ottenere la guarigione) malgrado continui, altisonanti annunci di clamorosi progressi e spettacolari scoperte, purtroppo solo mediatiche di un’informazione asservita?
Perché un disastro di queste dimensioni e gravità che non ha precedenti nella storia della medicina, non porta ancora ad una riflessione seria, onesta e critica sulle reali cause? A una revisione dei protocolli oncologici e dei criteri di valutazione delle terapie antitumorali, della valutazione di scelta dei farmaci e loro associazioni ?
Per motivi semplici e intuibili documentati e verificabili:
- l’evidente frattura tra evidenze scientifiche e pratica clinica, per cui molecole antitumorali di elevata efficacia e tollerabilità come quelle del MDB sono aprioristicamente e irrazionalmente rifiutate.
- la palese contraddizione e completa irrazionalità dei criteri di valutazione oncologici arroccati su paradigmi ripetitivi e superati.
Un chiaro esempio di contraddizione
(la sperimentazione ministeriale sul MDB)
La validità di uno studio clinico ( parametri considerati ufficialmente dal National Cancer Institute ) è determinata in base, e secondo una scala gerarchica di parametri:
•1) la Progettazione (che ha 3 gradi decrescenti di valore )
A) studio clinico in doppio cieco con gruppo di controllo
B) gruppo di controllo
C) raccolta di casi clinici
•2) gli Obiettivi (anche questo parametro presenta 3 sotto-parametri decrescenti nel valore)
A) sopravvivenza
B) qualità di vita
C) dimensioni della neoplasia
La sperimentazione del metodo Di Bella (a parte 10 cause di invalidazione che avrebbero destituito non solo di validità, ma di decenza qualsiasi sperimentazione (come la somministrazione di farmaci scaduti a 1048 pazienti, errata somministrazione di acetone notoriamente tossico e cancerogeno, di solo di 4 dei 7 farmaci della terapia, di criteri di arruolamento assolutamente antitetici a quelli codificati da Prof. Di Bella e verbalizzati in commissione oncologica ecc…) è stata fatta con il grado più basso di progettazione: raccolta di casi clinici senza doppio cieco e senza gruppo di controllo e con il più basso grado fra gli obiettivi: la dimensione del tumore. In queste condizioni secondo gli stessi criteri oncologici, il livello scientifico è scadente e pertanto non può dare alcuna indicazione clinica. Pertanto l’oncologia applicando i suoi stessi criteri non può riconoscere alcuna validità alla SUA sperimentazione sull’MDB e tuttavia , col pretesto della SUA stessa sperimentazione (ignorando inoltre le numerose e gravi anomalie) pretende di ritenere inefficace il MDB e vietarne l’erogazione ai pazienti .
L’aspetto eticamente e scientificamente più grave è comunque il rifiuto di un esame attento e accurato della realtà, dell’evidenza, della considerazione onesta del dato di fatto, dell’evento chiaramente documentato, verificabile. In una società ormai impermeabile alla verità, giunta all’infimo grado di degradazione morale e di perversione della sua storia, la realtà, l’osservazione diretta e attenta della realtà, da sempre alla base della ricerca scientifica, dell’evento evidente a tutti e documentato, da chiunque verificabile, è rifiutato e sostituito da una realtà artificiale e virtuale, costruita dalle multinazionali: la statistica degli studi clinici . Come se ancora esistesse qualcuno talmente ingenuo da non sapere perfettamente come e da chi e con quali finalità e con quali modalità detti studi sono progettati programmati condotti e conclusi. Di decine di casi di tumori solidi curati con MDB esiste la completa e inattaccabile documentazione (pubblicata su riviste internazionali) della completa e stabile guarigione senza intervento chirurgico, radio o chemio, con la piena disponibilità dei pazienti di dare ampia e completa collaborazione. Per i signori della chemio che non sono ancora in grado di guarire un solo tumore solido, non desta il minimo interesse, attenzione, curiosità umana o scientifica esaminare accuratamente e dettagliatamente queste realtà , l’ampia documentazione, verificare e studiare a fondo i singoli casi, i meccanismi d’azione attraverso cui si è gradualmente realizzata la guarigione. Per queste sacre, immacolate e disinteressate vestali della medicina e della ricerca, la realtà non conta, il dato di fatto non conta, la verità non conta, l’evidenza non conta, la logica non conta, la razionalità non conta, contano i loro funambolismi statistici, i loro riti e le loro procedure, i loro paradigmi grazie ai quali celebriamo in Italia quattrocentomila funerali all’anno di pazienti oncologici che hanno perso la vita per ” terapie oncologiche di provata efficacia”.
Abulafia …. a questo punto sono costernato … dall’ingenuità che manifesta! Mi spiego: ma pensa veramente che non si è tentato di arrivare in qualche maniera a una sperimentazione bis? Stefano Jacobelli fu il referente per il “braccio” del tumore del pancreas nella sperimentazione MDB del 1998, rimase stupito di un paziente che proprio nel suo trial ebbe la fatidica riduzione di massa del 50% in un mese di terapia ! e ci credo che rimase stupito, perchè non aveva MAI visto una cosa simile! Affermò nelle trasmissioni di allora (Porta a Porta ) che questo paziente DOVEVA proseguire il trattamento , assieme ad un altro che non raggiunse il 50% di riduzione ma che aveva avuto un “beneficio clinico” (ricordo a tutti che i 49%, i 48% , i 47% e all’ingiù tutte le riduzioni minori del 50% non vennero considerate EFFICACIA della terapia). Jacobelli a Chieti tentò in seguito di “replicare” il trial , voleva fare una sperimentazione con octreotide, retinoidi e melatonina sempre relativamente al tumore del pancreas – chiedete a lui come è stata recepito il trial e quali farmaci sono stati inclusi e quali no – identicamente il governatore del Lazio Storace nel 2005 tentò di riportatre l’attenzione su cosa il mondo della ricerca stava circostanziando intorno i componenti dell’MDB …. identicamente anche Storace si trovò su un binario morto – facciamola la sperimentazione – diteci “come” -
Alfred Alfred … frena! Di Bella è stato docente di fisiologia a Modena per tempo immemorabile. Quando dico che medici incompetenti dal suo corso non ne uscivano mi riferisco ESPRESSAMENTE alla sua attività didattica. Tanto per non fare nomi si narra che l’attuale prof.Tirelli Umberto superò l’esame di fisiologia a dura fatica con il suo docente Di Bella . Cosa differente sono “i Discepoli di DI Bella” intesi come “fedeli prescrittori del Metodo” e soprattutto come medici che abbiano autenticamente capito l’MDB . In vita Di Bella riconosceva solamente il dott.Minuscoli come medico che avesse intimamente capito il Metodo – Nelle ultime volontà il professore si raccomandava di “non indicare mai nomi di medici” , questo la dice lunga sul livello di stima che avesse per i così detti “prescrittori” . Per quanto riguarda il gruppo controllo (inteso come gruppo di pazienti che prendono la terapia che ci si propone di migliorare) esso SAREBBE SEMPRE E IN OGNI CASO ESSENZIALE per potere dire qualcosa di definitivo in una sperimentazione – al pari del placebo e della randomizzazione in doppio cieco (il medico non sa quale paziente prende cosa e viceversa) –
L’MDB STORICAMENTE è terapia a cui i malati hanno acceduto dopo essere rimasti orfani di terapia (vale a dire avere ricevuto dall’oncologia convenzionale la “notizia” di non essere più responsivi alle terapie.) Questo fatto unitamente alla recuperata salute di “parte” di questi malati indica chiaramente che l’MDB può ripartire da dove l’oncologia convenzionale non ha più nulla da offrire, il che, dal mio punto di vista, autorizzerebbe DI UFFICIO che -> questo tipo di malati <- potessero accedere all'MDB in regime di COMPLETA gratutità –
non so per quale ragione, stento a ricevere assensi in tal senso! eppure si tratterebbe di una cosa assolutamente NORMALE , ETICA e CIVILE per persone neoplastiche SENZA ALTRO SBOCCO TERAPEUTICO.
Abulafia: “Nel tumore al seno la terapia tradizionale ha buone possibilità di successo e sarebbe difficile sostenere che si tutela il paziente ponendolo davanti alla scelta tra una terapia validata ed una che potrebbe non dare risultati. Tenga conto che parliamo di sperimentazioni da condurre in ambito ospedaliero da oncologi e componenti dei comitati etici verosimilmente non dibelliani convinti e che qualche ostruzionismo deve essere messo in conto.”
Dunque una qualche prospettiva ostruzionistica dovrebbe essere messa in conto come accettata e che comunque non delegittimerebbe una nuova sperimentazione, mentre i risultati ottenuti dallo studio OSSERVAZIONALE ( “Dati di questo genere non esistono per il MDB perchè non esiste non dico una sperimentazione, ma nemmeno un serio studio osservazionale.” , vero Abulafia!) retrospettivo riguardante 122 CASI DI “CARCINOMA MAMMARIO” presentati al 4° Congresso Mondiale di Oncologia nel 2011 dal dott. Giuseppe Di Bella, non sono degni di riscontro scientifico da parte dei grandi capoccioni (vuoti) dell’oncologia nostrana. Ai quali, però dovremmo riaffidare la regia di una nuova sperimentazione. Un bel quadretto, non c’è che dire, Abulafia.
In ogni caso, giusto per informare un minimo chi ci legge, ecco di seguito la sintesi del lavoro presentato al Congresso dal dott. Di Bella, dove a proposito di tumore al seno tra “una terapia validata ed una che potrebbe non dare risultati.” si documentano 9 casi (oggi sono già di più) di tumore al seno trattati unicamente con terapia di prima linea MDB con 100% DI REMISSIONE E AL CUI RAFFRONTO NELLA LETTERATURA SCIENTIFICA MONDIALE NON ESISTONO CASI DI TUMORI SOLIDI RISOLTI UNICAMENTE CON TERAPIE FARMACOLOGICHE.
“ 4° CONGRESSO MONDIALE DI ONCOLOGIA – 2011
Data: 03/06/2011
Tipologia: Scientifica
Anno: 2011
Autore: Giuseppe Di Bella
Sottotitolo:
Relazione e riflessioni maturate durante il 4° Congresso Mondiale di Oncologia , “BIT’s 4th World Cancer Congress 2011 , World EXPO Center, di Dalian in Cina.
Ho voluto presentare personalmente i risultati ottenuti dallo studio osservazionale retrospettivo riguardante 122 casi di “carcinoma mammario”, 92 dei quali riguardanti pazienti giunti in cura allo studio medico della Fondazione – di cui abbiamo valutato caratteristiche istologiche, immunoistochimiche, grado nucleare, differenziazione, esami ematochimici, efficacia terapeutica (valutando Remissione/Stabilità/Progressione,) performance status, e sopravvivenza a 5 anni rapportata alla stadiazione – secondo l’American Joint Committee on Cancer Staging 7 th) – e di 30 cartelle cliniche che hanno ottenuto da tribunali l’erogazione gratuita del MDB per perizie giurate di CTU che avevano certificato risultati superiori, con MDB, rispetto alle terapie tradizionali, nelle stesse patologie e stadi.
I nostri dati rappresentano significativi miglioramenti sia della sopravvivenza per ogni stadio, sia della risposta obiettiva e della qualità di vita, rispetto ai parametri riscontrabili in letteratura per gli stessi stadi, istotipi e gradi, trattati con chemio-radioterapia-anticorpi monoclonali.
I risultati sono sintetizzati nella schede pubblicate sul sito della Fondazione :
“Presentazione al “BIT’s 4th World Cancer Congress 2011, World EXPO Center, Dalian (Cina).
Un dato significativo:
la “5 years Survival Rate” (sopravvivenza osservata a 5 anni dalla diagnosi) per tumori al IV stadio (metastatici), risulta del 50% con MDB rispetto al 19,9% diffuso dal National Cancer Institute attraverso il progetto SEER relativo al periodo 1999-2006.
Particolarmente rilevante il dato nei casi clinici (9) allo Stadio I e II (stadio iniziale) che in precedenza non avevano subito alcun trattamento, né terapeutico, né chirurgico.
UNICAMENTE trattati con MDB (terapia di prima linea) il 100 % ha registrato una risposta positiva (remissione).
(nella letteratura scientifica non esistono casi di tumori solidi risolti unicamente con terapie farmacologiche ).
Oltre all’importanza del risultato in sè, unico nel suo genere, un’ulteriore valenza potrebbe essere acquisita dalla considerazione che tale trattamento, se adottato come terapia di prima linea nella prassi clinica, consentirebbe praticamente di “azzerare” i rischi di disseminazione neoplastica, potenzialmente insiti nella pratica chirurgica, ed evitare infine alle pazienti un’intervento di asportazione che viene vissuto, nella stragrande maggioranza dei casi, come una vera e propria amputazione.
Analogamente, il gruppo di pazienti (39) allo stadio iniziale che ha utilizzato il MDB come terapia adiuvante (quindi dopo l’intervento operatorio, e a scopo preventivo di recidive) ha registrato il 94% di remissioni (38 casi su 39). L’unico caso di progressione si è verificato in una paziente che, dopo due anni di cura, ha interrotto bruscamente, e di propria iniziativa, il trattamento terapeutico, vanificando i risultati fino a quel momento ottenuti ed esponendosi così alla ripresa della malattia.
I dati ottenuti rivelano risultati indiscutibilmente positivi e statisticamente superiori alle medie documentate dai diversi archivi statistici nazionali e sovranazionali.
Anche considerando il fatto che gli indicatori e gli indici statistici, in quanto tali, sono affetti da una loro variabilità ed imprecisione ( tanto più quanto ristretto risulta il numero delle singole rilevazioni su cui sono basati), risultano comunque rilevanti gli scostamenti rispetto alle diverse medie statistiche “ufficiali” per tutti i parametri analizzati e, in maniera ancora più evidente e rilevante, per i risultati terapeutici ottenuti.
RIFLESSIONI
Scorrendo e analizzando il “Programma” del congresso è possibile rendersi conto che la generalità dei lavori presentati non è caratterizzato dalla presentazione di nuove molecole di pronto impiego ma solo diverse combinazioni di chemioterapici, oppure di anticorpi monoclonali variamente associati a chemioterapici, o l’uso contemporaneo di due diversi anticorpi monoclonali, senza alcun reale e significativo incremento delle mediane di sopravvivenza .
La classe medica oncologica sembra “impantanata” in una ricerca affannosa di soluzioni “mirate” ad intervenire su singoli e marginali meccanismi di genetica cellulare, e quindi estremamente limitati, piuttosto che acquisire definitivamente i concetti basilari, e quindi le modalità terapeutiche da contrapporvi, che stanno alla base della genesi (mutazioni) e dello sviluppo successivo (proliferazione) delle popolazioni neoplastiche.
D’altronde è perfettamente comprensibile, poiché sostanzialmente tutta la ricerca è portata avanti e finanziata dalle multinazionali farmaceutiche che hanno il solo scopo di sviluppare brevetti.
Da decenni ormai vengono solamente quindi presentati “lavori” scientifici su nuovi farmaci (pochi) o diverse loro associazioni nei trattamenti, che suggeriscono potenziali miglioramenti terapeutici che si traducono sostanzialmente in un prolungamento della sopravvivenza solo di qualche mese.
Sembra addirittura che nell’inconscio collettivo del clinico, o del ricercatore, sia stata abbandonata per sempre l’idea di guarigione.
Mi sono reso pienamente conto di ciò allorquando ho presentato i nostri dati, e ho potuto verificare oltre al notevole interesse nella platea, anche lo sbalordimento di alcuni, quasi annichiliti.
Abbiamo fatto emergere l’assoluta rilevanza clinica e scientifica , il dato innovativo in oncologia, dei primi casi di tumori solidi scientificamente documentati, di guarigione completa e stabile ottenuta unicamente con il metodo Di Bella, senza alcun intervento chirurgico, chemioterapia o radioterapia.
Un’occasione di reciproci scambi positivi, anche extracongressuali, e della quale posso ritenermi personalmente soddisfatto, se non altro per la curiosità scientifica che le nostre relazioni hanno destato e la disponibilità ottenuta ad allacciare ulteriori rapporti collaborativi.
Spero che il nostro impegno contribuisca a risvegliare la coscienza a questa umanità addormentata dall’ipnosi indotta dai perversi meccanismi commerciali.
Una buona “semina” , in questa occasione, penso sia stata fatta.
NOVITA’ DELL’ULTIMA ORA !!
Appena tornato a Bologna ho cercato, attraverso i miei consueti canali informativi, di portare all’attenzione della stampa nazionale il risultato ottenuto. Ho potuto constatare però un’immediato e inaspettato “blocco”, attuato sicuramente attraverso intimidazioni o censure, nei confronti di quei pochi giornalisti che generalmente erano disponibili a concedermi qualche spazio all’interno delle loro testate. Il messaggio ora è chiaro.
Non è più il caso quindi di parlare di Metodo Di Bella, almeno in Italia.
Sempre vostro
Giuseppe Di Bella ”
Per Felicefranca.
Carissima, ho letto le tue considerazioni. Per prima cosa sono contenta che riesci a contrastare il cancro. Ti do il tu perché così siamo più in confidenza. Non mi sono iscritta al gruppo sul metodo Di Bella perché non sono registrata su Facebook. Io curo una rubrica in un blog e sono attenta a propinare informazioni. Chiarisco alcuni punti che hai dichiarato difficili e poco comprensibili. E’ da tempo che esprimo il disagio quotidiano di chi convive con la malattia. Nella mia città ciò succede spesso: altri nostri compagni di avventura sono oggetto di scherno e di indifferenza. Inoltre, in tutta Italia, ho riscontrato storie di diritti negati, di una legge 104/1992 applicata in modo erroneo. Di recente sono andata su un sito di blog-terapia e ho contattato alcuni malati di cancro. Questi ultimi hanno costituito un gruppo e, quando ho raccontato le mie esperienze, hanno negato ciò che io ho espresso. In pratica questo gruppo di blogger mi ha contestato il fatto che il cancro sia una malattia grave e terribile. Loro fanno passare un messaggio rischioso e sbagliato: il cancro per loro è qualcosa di risolvibile. E qua che bisogna essere cauti. Il tumore è una malattia cronica e subdola che può recidivare quando lo desidera. Mi sono esposta e mi espongo perché voglio migliorare la qualità della vita del malato oncologico e di chi è in follow-up. Un abbraccio. Rosa Mannetta
Un caro saluto a Felice Franca. Le spiego, ma tenga conto che non sono un vero esperto in materia. Le sperimentazioni devono essere autorizzate dai comitati etici che valutano la serietà dei protocolli e verificano che non esistano rischi per il paziente. In genere un farmaco può essere sperimentato sull’uomo dopo che si sono concluse tutte le sperimentazioni di fase antecedente che ne attestino la presumibile efficacia e la non tossicità. Nel caso di una sperimentazione del MDB mancano “ufficialmente” alcuni di questi presupposti e la terapia andrebbe sperimentata in prima linea. Si deve quindi chiedere al paziente di rinunciare ad una cura validata per iniziare una terapia sperimentale di cui non conosciamo l’efficacia. Nel caso del tumore al pancreas la terapia ufficiale non lascia speranze e quindi sciegliendo il MDB non si fanno correre al paziente rischi veri anche nel caso il MDB risultasse inefficace. Nel tumore al seno la terapia tradizionale ha buone possibilità di successo e sarebbe difficile sostenere che si tutela il paziente ponendolo davanti alla scelta tra una terapia validata ed una che potrebbe non dare risultati. Tenga conto che parliamo di sperimentazioni da condurre in ambito ospedaliero da oncologi e componenti dei comitati etici verosimilmente non dibelliani convinti e che qualche ostruzionismo deve essere messo in conto. Inoltre in queste sperimentazioni conta solo l’”ufficialità” mentre nella scelta del singolo paziente al di fuori di una sperimentazione sono più importanti altre considerazioni, le esperienze fatte da altri, il rapporto con medici di cui si ha piena fiducia, che rendono logiche e magari facili scelte che in un normale contesto ospedaliero sarebbero difficili.
Marco, giusto x chiarirci. Tu hai scritto:
“ai medici INCOMPETENTI chi gliel’ha data la patente Abulafia? Incompetenti dai corsi di Di Bella non ne uscivano! dunque?”
Ne deduco che gli allievi di Di Bella sono tutti e bravi. Mi pare tu abbia chiarito che non e’ cosi’. Ti dico anche pero’ che se la fondazione e’ in grado di controllare e di sbattere furoi gli incopetenti il tutto e’ un po’ piu’ difficile se i numeri sono grandi e se si parla di tuitti i medici italiani, quindi paino con la storia della scienza e coscienza. Senza il controllo si corrono bei rischi. Sono sicuro che sei d’accordo.
X lo studio, ma sfondi una porta aperta. Che si faccia lo studio. Non per dimostrare solo che la MDB e’ miglire o no, ma anche per capire in chi funziona meglio, in chi meno bene e cercare, come sono sicuro staranno gia’ facendo.Dire che e’ sempre meglio del convenzionale e’ ovviamente un pelo generalista ed impossibile da dimostrare.
X Abulafia post delle ore 14:11. Gentile Abulafia, potrebbe spiegare meglio la sua affermazione:”Anche i comitati etici non dovrebbero porre ostacoli (che credo si porrebbero per il tumore al seno). Mi interessa molto la parte fra parentesi. Grazie. Cordialmente
Per Marco
Mi scuso con lei per la mia errata affermazione. Ho confuso con cose dette da altri. Ho postato inoltre senza aver letto soprattutto un ultimo suo intervento dove lei ipotizza una sperimentazione di confronto tra MDB e terapie convenzionali nei tumori al pancreas. Non posso che essere d’accordo con lei. Si tratta di casi dove la terapia convenzionale non è efficace e non lascia speranze e non dovrebbe essere quindi difficile arruolare pazienti disposti a testare il MDB come terapia di prima linea. Anche i comitati etici non dovrebbero porre ostacoli (che credo si porrebbero per il tumore al seno). E’ una sperimentazione fattibile cui credo l’oncologia tradizionale farebbe fatica ad opporsi. Queste sono le battaglie che andrebbero combattute perchè in caso di successo il riconoscimento del MDB sarebbe automatico.
quote Abulafia:
Oggi è possibile sapere per ogni tipo di tumore quali sono le probabilità di guarigione (o purtroppo solo la speranza di vita residua)affidandosi alle terapie convenzionali.
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BALLE SPAZIALI ! contenti voi che ci credete ancora a queste autentiche non mi faccia dire cosa – la matematica con la medicina non va daccordo, soprattutto quando si fa parte della percentuale dei non responsivi – mi dica cosa si fa con questi: camera a gas?
quote Abulafia
Dati di questo genere non esistono per il MDB perchè non esiste non dico una sperimentazione ma nemmeno un serio studio osservazionale. Purtroppo frequentando queste discussioni ci si confronta con persone come lei che partono dal presupposto che l’efficacia del MDB sia certa, assoluta e chi non lo vede è o incompetente o in malafede. Quindi una sperimentazione è inutile perchè tutto è già dimostrato
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è in MALAFEDE! mi copi e incolli DOVE io avrei affermato questo ! ho descritto DUE VOLTE in questa conversazione che tipo di trial RIVENDICO per l’MDB -
Vittorio, dobbiamo intenderci santi numi!
il problema è che NON AVETE CHIARE CERTE DINAMICHE.
il cardiopatico NON PUO’ FARE CHEMIO! ! ! è un orfano di terapia se si ammala di tumore! è chiaro? io ho segnalato l’incongruenza di testare terapie che poi non abbracciano TUTTI i malati di quella malattia. BEne, vogliamo fare dei trial su chemioterapici da somministrare a pazienti non cardiopatici, non cirrotici, non insufficienti renali, non epilettici etc…etc…. CHE LA GENTE LO SAPPIA! la gente deve sapere che quando arriverà in clinica potrebbe NON ricevere il MIGLIORE protocollo per la sua patologia perchè un suo stato fisico non lo consente. Punto. Questa persona ha COMUNQUE DIRITTO ad essere curata! dove sono i trial di sperimentazione di cure alternative adatte ai cardiopatici, cirrotici etc…etc… ??? non ci sono ! Big Pharma non li fa. COsa viene dispensato a queste categorie di persone? ce lo dica Alfredo – fanno cose “diverse” non protocollate (e nessuno si scandalizza del fatto che non esiste un protocollo! salvo richiederlo per dare delle vitamine a un neoplastico !!!! è assurdo !!!!!)
Queste persone appena descritte però potrebbero TRANQUILLAMENTE FARE MDB (prima enorme incongruenza della “ricerca” che non ha un piano B per persone che non reggono la chemio) – Questo io segnalo.
Il protocollo del MIGLIORE trattamento per una determinata neoplasia può essere rispettato in trattemnto clinico su pazienti che affluiscono in ospedale in un numero limitato di casi – in tutti gli altri DEVE essere riadattato, senza che nessuno gridi allo scandalo – questo deve sapere l’uomo comune – invece l’uomo comune è convinto (dalla propaganda oncologica) che tutto è perfettamente codificato in medicina, compreso il suo caso. La mano del medico ESISTE SEMPRE (per fortuna) e deve SEMPRE adattare qualsiasi protocollo al paziente – i protocolli (come vengono confezionati intendo) in ambito neoplastico sono invece ASSAI CRITICABILI: è criticabile il tipo di pazienti scelto, è criticabile il monitoraggio del paziente (se guarda solo al numero/massa delle lesioni che il trattamento “corregge”), è criticabile cosa è ritenuto accettabile e cosa no a livello di effetti collaterali (vanno misurati nel LUNGO PERIODO a non solo relativamente al periodo di trattamento) ma su questo vedo convergenza dall’oncologo Alfredo, e me ne compiaccio -
x Alfredo: scusa, ma chi sostiene che i medici MDB sono tutti belli e bravi? sono di più quelli che sono stati ghigliottinati dalla FOndazione perchè irrispettosi del Metodo di quelli rimasti in seno ad essa! le associazioni col confronto quotidiano coi pazienti hanno fatto emergere prescrizioni INTOLLERABILI prescritte da medici approssimativi o che tutelavano se stessi anzicchè il paziente! in casa MDB la selezione della classe medica s’è fatta senza guardare in faccia a nessuno!
Il discorso che faccio riguardo al NGR-hTNF mi sembra chiaro , netto e bene argomentato: come fai a sbagliare interpretazione?
L’MDB è stato testato al contrario di come si sta facendo per NGR-hTNF –
non voglio testare l’MDB versus il NGR-hTNF, reclamo lo stesso tipo di pazienti però, cioè malati NON TRATTATI precedentemente, MDB come prima linea di trattamento.
Il controllo lo si faccia con ciò che si ritiene più opportuno. Vogliamo partire da un big killer? tumore del pancreas ? va bene – facciamo anche un tumore del seno trattato con MDB (senza intervento) verso tumore del seno trattato con bisturi e successiva chemio – end point: la prima recidiva di uno qualsiasi dei due gruppi -
“Dati di questo genere non esistono per il MDB perchè non esiste non dico una sperimentazione ma nemmeno un serio studio osservazionale.”
Incredibile: ma questi pensano proprio che abbiamo ancora le anella al naso. Con la sola chemioterapia si sopravvive per un 2% a cinque anni, e per un 1% a dieci, e dinnanzi ad una debacle di queste proporzioni, l’oncologia ufficiale, LA FALLITA, si arroga ancora il diritto di giudicare sull’attendibilità o meno del MDB!? C’è di bello che oggi, per fortuna, grazie alla web, molte persone colpite dal cancro s’informano (si continua a sottovalutare questa fondamentale differenza di propagazione esponenziale rispetto alla fine degli anni ‘90) e più di tutti i trial e di tutti gli strombazzamenti di nuovi farmaci miracolosi messi in commercio da big pharma, valgono le concrete testimonianze umane riportate da chi, scampato alla chemio, ha trovato nel MDB l’unica via di salvezza e guarigione. Migliaia di casi di guarigione in tutti i tipi di tumori, solidi e liquidi, comunicati in importanti assise mondiali (vedasi metododibella.org) non valgono nulla raffrontati al quasi ZERO ASSOLUTO della giudicante oncologia FALLITA? Ma si faccia il piacere..!
Si è vero, perfettamente d’accordo, parliamo lingue diverse, compreso quella di chi auspica sbrigativi compromessi. Ma non sarà facile questa volta farla franca, perché col fondo schiena nudo in vetrina questa volta ci andranno proprio tutti, e per primi proprio i baroni oncologi e il loro principale sponsor.
Gentile Abulafia, non credo che il problema siano i dibelliani o i contro dibelliani, il problema è un pò più complicato: tutti i principi attivi (dalla somatostatina ai retinoidi) sono stati bocciati quando sperimentati nel 1998 ed elogiati quando studiati da esimi oncologi…e questo quasi in contemporanea. Il sospetto è che il problema sia solo questione di soldi. Alcuni non vogliono sentir parlare di compromessi, secondo me farebbero meglio a sbrigarsi invece.
Per Rosa:mi creda, tutti leggiamo con interesse i suoi post, non ci lasci.
Per Marco: ho definito sterile il confronto perchè parliamo lingue diverse ed una sintesi credo sia impossibile. Personalmente avevo seguito l’”affare” Di Bella all’epoca della sperimentazione. Lo avevo archiviato come inefficace. Leggendo il Giornale mi sono imbattuto negli articoli della dr.ssa Locati che mi hanno colpito ed ho iniziato a documentarmi. Ho constatato che la sperimentazione fu fatta male e con risultati che devono essere messi in discussione, che il metodo utilizza farmaci che hanno un sicuro effetto antitumorale e che ha basi scientificamente valide. Ho riflettuto su come mi comporterei se a me o a un mio famigliare capitasse un tumore. Ho delle conoscenze in campo medico e sarei probabilmente in grado di operare una scelta ragionata ma non tutti sono in questa situazione. Per questo credo sarebbe importante anzi indispensabile arrivare a conclusioni certe e condivise. Oggi è possibile sapere per ogni tipo di tumore quali sono le probabilità di guarigione (o purtroppo solo la speranza di vita residua)affidandosi alle terapie convenzionali. Dati di questo genere non esistono per il MDB perchè non esiste non dico una sperimentazione ma nemmeno un serio studio osservazionale. Purtroppo frequentando queste discussioni ci si confronta con persone come lei che partono dal presupposto che l’efficacia del MDB sia certa, assoluta e chi non lo vede è o incompetente o in malafede. Quindi una sperimentazione è inutile perchè tutto è già dimostrato. Peccato che così facendo non si arriverà mai ad un riconoscimento ufficiale e si lasceranno i pazienti soli in scelte difficile e qualora optino per il MDB ad affrontare costi che alcuni nemmeno potrebbero permettersi. Speravo di poter dare un piccolo contributo a fare chiarezza sulla situazione attuale ma parliamo lingue diverse e capisco che il tentativo è fallito.
Rosa, tutto quello che ha scritto sui rifiuti è conosciuto e confermato a tutti i livelli e non riguarda solo la Campania. Ad Ancona ogni tanto sequestrano navi cargo piene di materiale strano, dopo Cernobyl addirittura fosforescente. A Napoli capita di vedere barattoli di passata di pomodoro che camminano da soli, sull’A14, poco dopo il confine tra Marche e Emilia Romagna (direzione nord) occorre chiudere le bocchette d’areazione perchè non è dato sapere cos’è quella puzza orrenda, a Milano m’è capitato di vedere alimenti preconfezionati di colore non meglio identificato e via discorrendo.
Marco, Se ricorda bene nella sperimentazione dell’MDB (solo per fare un esempio) vennero curati molti pazienti allo stadio terminale…a voler essere maligni si potrebbe pensare che lo si sia fatto apposta per bollare l’MDB come inefficace, ora lei sta giustificando il loro operato lamentandosi della mancanza di pazienti con patologie particolari nei trial? Secondo me non ha tutti i torti ma nemmeno tutta la ragione: una sperimentazione deve testare un farmaco su un campione esteso ma non è pensabile farlo con tutte le combinazioni di patologie conosciute. Posso fare il discorso inverso: se un cardiopatico non reggesse un chemioterapico perchè dimostrato nel trial, chi glielo prescriverebbe poi? Un cardiopatico non avrebbe diritto di essere curato per un cancro?
Il post e’ ricco di spunti e di riflessioni. Io credo che il dibattito sia alla base della crescita. Cerchero’ di andare per punti:
1)I trial sono importanti? la risposta e’ per me si’. E’ innegabile che si selezionino i pazienti ed e’ ovvio che se un paziente ha la cirrosi nel trial non ci va. Tutti sanno che i trial non rispecchiamo mai il dato reale una volta sul merctao. Come si fa allora? Si fa un trial co almeno due bracci, dove in uno metto il controllo (terapia standard). In questo modo, anche se ho selezionato i pazineti, ho comunque un confronto di efficacia. Il problema non e’ il trail, ma le regole che sono intorno ad esso. Il fatto che ne disegna uno bello la casa farmaceutica, dimotra qualcosia in piu’ costa un botto, lo si approva e via si iniza. POi dopo qualche anno, ne esce un altro di stuido che smentisce e si toglie l’indicazione per quel farmaco. Ecco, questa e’ la follia. Non e’ il trial in se’, e’ il meccanismo di regiustrazione, di controllo. Perche’ non si stabilisce che un famaco o dei farmaci epr essere approvati, parlo di oncologia, non debbano avere almeno due grossi phasi III con esito fortemente positivo? Questo e’ dove agiscono le case farmacuetiche. I sistemi di contollo:FDA, AIFA permettono registrazioni relativamente semplici. Trial non e’ una parolaccia o una bestemmia e il corollario che fa acqua da tutte le parti. Vi immaginate che succederebbe senza questi trial??? Le case farmacuetiche comprerebbero pagine di giornali, farebbero un sacco di pubblicita’, ti bombarderebbero con dati, informazioni, non validate da studi e li’ ti voglio vedere…..
2)Concordo quando si dice che se esiste una legge, va rispettata e se non piace si cerca di cambiarla. Gli off label non sono mica solo il MDB. Off label e’ anche un chemioterapico usato fuoi indicazione. E’ qualunque cosa. Off label vuol anche dire che lo stao, noi quindi, paga qualcosa per la quale non vi e’ prova scientifica certa. Io non e’ che sarei felicissimo se passasse questo sistema.
3)Medici incompetenti: e’ ovvio, per piacere non scherziamo, che in ogni ambito ci sono i bravi ed i meno bravi. Se voleto chiamarli incompetenti, fate voi. Ora come si fa a dire che tutti quelli che hanno fatto il corso MDB sono bravi e nenache uno e’ “meno bravo”??Dai, un minimo di obiettivita’! E’ ovvio che anche li’ ci sara’ chi e’ veramente bravo e chi non lo e’. Chi ha capito bene e chi pratica sensa senno. Chi e’ in grado di instaurare un rapporto intimo con il paziente e chi no. Su questo cerchiamo di non prenderci in giro.
4)studio NGR-hTNF vs MDB? e perche’? NGR-hTNF mica e’ lo standard.
5)Il paziente e’ libero di curarsi? cero che lo e’? Ma quale e’ il ruolo del medico, del SSN? Io direi di proporgli la miglior terapoia ad oggi scientificamente testata. So gia’ che questa mia affermazione non trovera’ tutti concordi. Se il paziente non vuole e’ libero di fare altro, ma il SSn, con le regole attuali (vedi sopra), non glielo paga. Pur non avendo le stesse basi scintifiche, ma che si fa se il apziente vuole le staminali di suino, la urcumina o il seme di albicocca e potrei continuare?Come ci districhiamo? Non e’ cosi’ semplice.
6)Possono cambiare le cose? Si’ se pero’ prendiamo il buono di quanto gia’ fatto e ci aggiungiamo altro o modifichiamo il sistema. Non credo che sia tutto da buttare a mare, per nulla.
Buon pomeriggio a tutti e ben tornato Abulafia. mi sembrava strano che non facesse la sua ricomparsa. Sono felice. Non entro nel merito nè dell’articolo nè degli interventi in quanto argomento troppo tecnico e oggi non sono in vena di parlare di cose che non conosco. Se vi fa piacere invece, vi racconto un’altra puntata della mia storia. Sono stata ieri a ritirare l’esito di una TC Pet. Ebbene, alla prima lettura, grande delusione: Bobo è ancora lì, grande com’era alla prima TC Pet, assorbe un po’ meno farmaco ma è ancora lì. Mi precipito allora dal radiologo ( come se Bobo l’avesse messo lui) e chiedo conto. Il poverino che il giorno dell’esame mi aveva anticipato tutto contento che le due Pet erano sovrapponibili, intendendo che non si era aggiunto nulla di nuovo, mi conferma quel che ha scritto, un po’ trasecolando. Non contenta, vado a mostrare il risultato al radiologo addetto alle ecografie al quale faccio presenti le mie perplessità. Guarda il tutto e mi conferma che un risultato così, cioè l’aver fermato la malattia (in effetti non c’è traccia di altro oltre a Bobo)è di per sè un risultato strabiliante. I due radiologi non sono MDB ma il secondo soprattutto è molto interessato, a suo dire, al mio caso e mi seguirà per quanto di sua competenza per tutto il tempo necessario. Insomma adesso mi sento un’ingrata. D’altra parte ci si vizia un po’ poichè MDB dà luogo, molto spesso a risultati assolutamente straordinari. Le cose che vorrei dire a Rosa sarebbero innumerevoli. Il cancro è una malattia gravissima, curato, in molti casi in assoluta buona fede con strumenti terribili. Le conseguenze delle cure sono a loro volta spesso insopportabili. Tuttavia si dice finchè c’è vita, c’è speranza. Non riesco a capire tante, troppe cose che Rosa dice. Personalmente, l’unico neo che trovo nella cura, è il suo costo, soprattutto perchè me lo pago di tasca mia. Le avevo proposto di iscriversi alla pagina FB del metodo. Non mi pare l’abbia ancora fatto. Certamente non è la soluzione di tutti i suoi problemi ma, sicuramente uno spazio dove esprimersi e confrontarsi e, magari, partire da lì, per una riflessione su se stessa, sulla malattia e anche sul modo di rispondere a questa avversità di tante persone diverse. Rosa, l’aspetto. E se ancora ha dei desideri da soddisfsre, parta da lì per risalire. Grazie se siete arrivati fin qui. Cordialmente
Cara Rosa, mi associo a quanto scrittole da marco l e, personalmente, non vorrei proprio che lei sparisse da questo blog ….. “Perchè forse ho osato dire verità che non si devono dire?” Faccia una cosa: si procuri la biografia, recentemente uscita, sul prof. Luigi Di Bella “Il Poeta della Scienza” scritta dal figlio Adolfo. La sua lettura le gioverà sia per la mente che per l’anima. Con la sua sensibilità ci si ritroverà totalmente e vedrà che alle tante sue legittime domande troverà inaspettate risposte. Cordialità.
Rosa, che dirle? la sua battaglia è la nostra: sa quante persone giungono all’MDB nelle sue condizioni? effetti collaterali devastanti, vita sociale impossibile, doversi pagare una terapia a volte solo per “stare un pò meglio” – che cosa si propone esattamente? che tipo di richiesta è la Sua? cerca solo assistenza o vuole spingersi sino all’individuazione dei “perchè le cose vanno così” e lottare contro queste sovrastrutture che ci spremono come limoni e poi ci abbandonano quando succo da spremere non ce n’è più ?
Le polemiche tra noi cittadini non sono costruttive. Secondo N.Abbagnano “l’uomo deve pensare al mondo come parte di sè” ed io vi invito a considerare il mio appello. Sono redattrice e curo una rubrica sul cancro. Nel nostro Paese, il paziente oncologico è legato agli interessi delle case farmaceutiche e degli istituti di ricerca. Ora ciò che mi distrugge è che non ci si ferma a riflettere su dopo-malattia. Il sopravvissuto è abbandonato. Le associazioni anticancro non sempre sono tali…ci sono interessi di ogni tipo. La beneficenza a volte…è protagonismo di alcune persone. La vera beneficenza è altro. Il mio è un urlo disperato e spero che venga ascoltato. Il sopravvissuto viene “rimesso” nella quotidianità e poi? E poi nulla. Ho contattto vari blogger malati di cancro e non mi hanno accolta. Già la “blog-terapia” è un interesse del gruppo di sopravvissuti. Perchè non accettano tutti? Ebbene qualcosa mi sfugge. Perchè forse ho osato dire verità che non si devono dire? Perchè sto facendo conoscere a tutti le paure interiori? Perchè esistono tanti malati che mi spronano a parlare, sia nella mia città, sia in tutta Italia? Se non volete ascoltarmi, non scriverò più commenti…sparirò da questo blog. Questo blog mi è sembrato più rispondente alla realtà che tocco ogni giorno. Un abbraccio a tutti, Rosa.
ps3: il suo punto 4) Abulafia credo sia totalmente infondato (non è una sottile intimidazione dei pazienti vero?). Il paziente in MDB forma un consenso informato -
ps2: Abulafia non capisco perchè defisca STERILE e POLEMICA questo nostro argomentare -
vuole un condensato in linea col trial del NGR-hTNF nel mesotelioma?
Vogliamo (e avremmo voluto in passato) lo stesso tipo di sperimentazione del NGR-hTNF applicata all’MDB: pazienti freschi di diagnosi, MDB come prima linea di trattamento – gruppo controllo e gruppo di pazienti con diversa terapia -
Pronti? via ! – qualche obiezione?
ps: per quanto riguarda l’off label: è riconosciuta da tonnellate di studi disponibili in Medline l’attività in senso antineoplastico dei componenti l’MDB – se poi nel bugiardino del farmaco non viene recepita l’indicazione non pensa Abulafia che questo sia ulteriore motivo di chiedersi il PERCHE’ di tanto ritardo? Hanno provato nell’agosto di un governo Prodi a vietare l’off label: sa chi è insorto? l’oncologo convenzionale ! Veronesi in testa! decreto ritirato in tutta fretta – dia una controllata a quanto off-label esiste anche in ambito convenzionale caro Abulafia !
Quote Abulafia: Se si ritengono regole sbagliate si lotti per ottenerne la modifica.
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infatti è quello che stiamo facendo, a cominciare dal segnalare le ABERRAZIONI delle REGOLE degli attuali trial dei trattamenti anti-neoplastici -
Non trovo nei suoi punti nessun accenno a questo – evidentemente Lei sposa in toto le regole attuali o non conoscendole si astiene dal criticarle.
piccola aggiunta ancora per Vittorio: ha inoltre presente in prassi clinica QUANTE volte il protocollo non può essere seguito nel COME è stato formulato?
es1: il paziente anemizza: bisogna fermarsi e attendere che l’emocromo si stabilizzi, oppure introdurre farmaci a supporto (protocollati tutti i farmaci utilizzabili? previsti dallo stesso protocollo?) –
es2 : il paziente si rompe un femore , bisogna operarlo – sospendi la chemio – siamo fuori dal protocollo
es3: interviene un’infezione o un episodio avverso (tossicità) – il protocollo deve essere interrotto per fare altri trattamenti a supporto o continuato introducendo farmaci extra-protocollo
In tutte queste “pause” rispetto al protocollo pensiamo che il cancro sta lì fermo ad attendere?
Capiamo che il protocollo applicato come è uscito dalla sperimentazione è un CHIMERA? perchè ne siete così innamorati quando la realtà e la NORMALITA’ clinica è assai diversa, multiforme e
densa di ampie deroghe al protocollo?
Per non parlare di quanto tempo intercorre tra la diagnosi di neoplasia e l’inizio di una terapia: attesa dell’istologico, profilo genetico, operiamo? richiesta di tac , risonanze, lastre per meglio definire il quadro …. e il tumore continua il suo lavorìo, si infiltra nel connettivo, avanza, si duplica …
gentile Marco,
chiudo questa sterile polemica con queste considerazioni
1) I medici incompetenti la patente la hanno avuta dalle Università italiane
2) Il medico è libero di prescrivere in scienza e coscienza le terapie che ritiene più idonee attenendosi per la parte farmacologica alle indicazioni “on-label”. Utilizzi “off-label” dei farmaci sono previsti solo in alcuni casi ma non sempre erogati a titolo gratuito dal SSN
3) Le regole cui deve sottostare il medico prescrittore vanno nella logica di una tutela del paziente e valgono per tutte le patologie. Non esistono purtroppo solo i tumori.
4) Per quanto concerne il MDB il problema è l’utilizzo di farmaci “off-label”. Di fatto tale utilizzo viene tacitamente ammesso purchè a carico del paziente. Ovviamente il medico prescrittore si assume un rischio perchè non è tutelato da ipotetiche azioni legali del paziente.
5) tutto questo prescinde dalla validità o meno del MDB perchè si tratta di regole generali che valgono per tutte le patologie e tutte le terapie.
5) si può discutere se sia meglio regolamentare l’azione del medico o lasciarlo libero di curare come vuole (anche paraddossalmente una broncopolmonite con una aspirina) ma se uno stato si da delle regole queste devono essere seguite. Se si ritengono regole sbagliate si lotti per ottenerne la modifica.
quote Abulafia
ersonalmente trovo anche discutibile che ogni medico possa agire unicamente in base alla sua scienza e coscienza. Il mondo è purtroppo pieno di incompetenti e la classe medica non ne è certo immune, come dimostrano i troppi casi di malasanità che leggiamo.
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ANDIAMO BBBBBENE! come dicono a ROma !!!
siamo alla dittatura terapeutica – ditelo che volete questo e sia finita !
Veronesi a un certo punto del suo delirio di onnipotenza ha ventilato l’ipotesi di costituire un “comitato di grandi saggi” che legiferasse in tema di scienza – un lasciapassare per non dover rendere conto a nessuno dell’operato dello SCIENZIATO ! fuori dalla legge, fuori dall’etica, assiso sull’Olimpo degli Dei!
ai medici INCOMPETENTI chi gliel’ha data la patente Abulafia ?
Incompetenti dai corsi di Di Bella non ne uscivano! dunque?
Chi ha posto le metastasi dell’anti-meritocrazia negli atenei? chi le ha propiziate? a chi fa comodo avere medici incompetenti per poi imporre il protocollo a sanatoria dell’incompetenza?
certo che se anche noi semplici futuribili pazienti applaudiamo a questo stato delle cose qualcuno si frega le mani e sogghigna: “missione compiuta fratelli, anche il popolo è dalla nostra parte!”
Vittorio: i trial di sperimentazione arruolano PERSONE. Le persone vengono scelte nell’ottica che possano sopportare le terapie, in particolar modo se il farmaco possiede una tossicità. Il cardiopatico in sperimentazione di un chemioterapico non è MAI STATO ARRUOLATO! è chiaro? è chiaro il LIMITE e L’ASSURDITA’ di certe sperimentazioni? il cirrotico non è mai stato arruolato per la sperimentazione di un chemioterapico, un portatore di aneurisma non è mai stato arruolato per la sperimentazione di un chemioterapico, un portatore di insufficienza renale non è mai stato arruolato per la sperimentazione di un chemioterapico, un epilettico non è mai stato arruolato per la sperimentazione di un chemioterapico, un asmatico non è mai stato arruolato per la sperimentazione di un chemioterapico. (chiaro?). Ghi arriva in ospedale invece con una neoplasia? il cardiopatico, il cirrotico, l’epilettico, l’insufficiente renale e via dicendo. Non solo: nei trial si definiscono i range di età per gli arruolati. Le persone ANZIANE sono RARAMENTE state fatte oggetto di sperimentazioni, quando sono state arruolate in tal senso si sono dovuti ridefinire tutti i dosaggi di farmaco da somministrare perchè il fatal event (la morte del paziente) capitava troppo spesso ! spero di essermi spiegato – le sperimentazioni INDAGANO su stretti numeri di pazienti omogenei per età e SENZA PATOLOGIE concomitanti, vengono scelti quanto più possibile aventi “solo la neoplasia”, ovvero si studiano soggetti che poi raramente si presenteranno al trattamento negli ospadali avendo simili caratteristiche – allora io potrei dire (come molti medici dicono) : che senso ha fare una sperimentazione su soggetti che poi non ritroverò mai simili in prassi clinica? che valore ha una sperimentazione che privilegia e sceglie pazienti che abbiano SOLO la neoplasia e il rimanate quadro clinico quasi perfetto? è ovvio che in clinica poi i risultati saranno diversi dalla sperimentazione, in quanto i pazienti sono diversi!!! ora mi dica Lei Vittorio, tutte le categorie di persone che ho citato (insufficienza renali, cardiopatici, cirrotici, epilettici,aneurismi , anziani, giovanissimi… etc…etcc ) che NON possono sottoporsi al PROTOCOLLO di migliore trattamento cosa facciamo? cosa facciamo? non gli diamo nulla? rinunciamo a curare e facciamo palliazione? è quello che si fa! è accettabile? io dico di no! io dico che DA SUBITO a livello giuridico queste persone hanno diritto ad essere curate che ci sia o che non ci sia una sperimentazione – non solo: queste persone sono da TUTELARE in maniera ancor maggiore perchè non dispongono di “cure certe” (nessuna cura è mai certa ma tralascio questo aspetto che ci porterebbe assai lontano). Queste persone devono poter essere curate fuori protocollo e GRATIS! perchè per loro sfortuna (o fortuna a seconda delle interpretazioni!) non possono fare terapia tossica del cancro. Il discorso MDB è diverso ancora – se non siamo tutti daccordo che le persone che ho appena descritto HANNO DIRITTO A UNA CURA è inutile che proseguo, e lo dice la costituzione che hanno diritto a una cura – di fatto le regole di Big Pharma stanno impedendo che si curino i pazienti con caratteristiche che non si prestino ai protocolli e impedendo la cura a chi non lo accetta il protocollo (posso rifiutare di sottopormi a una cura in cui non credo o che mi spaventa per gli effetti collaterali che provoca? in altri termini: quando mi ammalo SONO ANCORA UN UOMO LIBERO oppure no?- Non so come altro descrivervi meglio queste situazioni paradossali, perchè a Voi sembrano NORMALI!!! ma come è possibile questo? migliaia di pazienti si curano il cancro con metodologie “alternative” che pure fanno uso di farmacopea ufficiale (Puccio, Nacci, Pantellini, Pianezza …. ) firmano un consenso informato e si curano, pagano la chemio ai loro colleghi malati che la fanno, pagano la propria cura – spessisimo sono persone che sono andate in PROGRESSIONE costante di malattia facendo chemio e radio – cominciamo a parlare di costoro? di qualcosa di concreto che succede a PERSONE, invece che scannarci su questioni di principio legate al protocollo se esiete oppure no? siamo daccordo che le regole dei trial sono male impostate ? no a quanto pare! eppure si sta facendo una eccezione per il NGR-hTNF.
La vita non è vita con tutti questi farmaci….o quelli ufficiali o quelli dibelliani. La vita è altro: è prevenzione. In che senso? Prevenzione sui sistemi di inquinamento. In Campania ci sono discariche di rifiuti radioattivi e di amianto, mai bonificate. Sono stati atterrati tanti rifiuti di dubbia provenienza e magari vicino a campi coltivati…Mangiamo delle verdure, degli ortaggi con chissà quali componenti chimici!!!. Le falde acquifere,miste a cosa? Cari amici, in passato, i rifiuti radioattivi, industriali ed altro, di tutta Italia, venivano depositati in Campania e gestiti dal crimine organizzato. Di frequente, vengono scoperte discariche illecite e ….la gente continua ad ammalarsi. Prove certe non esistono, ma i vari casi di tumore, aumentano. Devo la mia malattia alla DIOSSINA dei rifiuti incendiati. Chi devo colpevolizzare? Il crimine organizzato? Il primo cittadino? Lo stato assente? Chi? Io stessa che passavo vicino ai cassonetti in fiamme? Queste sono domande senza risposte. Rosa Mannetta
Gentile Rosa, qui nessuno, seppur con vedute diverse, pensa di mettere il cancro su di un piedistallo. Se qualcuno parla di “migliorare la qualità di vita” lo fa ovviamente tenendo in considerazione proprio il fatto che il cancro colpisce sia fisicamente che psicologicamente.
Gentile Marco, non ci provi
. Il succo del suo discorso è: se viene prescritto un farmaco senza sperimentazione, perchè non prescrivere l’MDB per curare il cancro anche se i principi attivi non sono riconosciuti (ufficialmente) validi allo scopo? Mi faccia capire una cosa: è davvero convinto che a un cardiopatico possa venire prescritto un farmaco se dietro non c’è stata una sperimentazione? Che significa che le classi omogenee si possono trovare nelle sperimentazioni di farmaci nuovi? Crede che per quelli vecchi non sia stata fatta? E’ ovvio che un medico calibri la cura nel modo più personalizzato possibile, scegliendo però sempre tra farmaci precedentemente sperimentati (anche perchè, altrimenti, non potrebbero essere messi in commercio). Mi scusi eh…ma che c’entrano i farmaci già registrati con le cure alternative? Crede forse che i farmaci più vecchi non abbiano fruttato guadagni alle case farmaceutiche?
Caro Marco L., noi dibelliani, siamo proprio incorreggibili. Abbiamo una visione di come va il mondo non allineata agli stereotipi dominanti. C’è una grossa analogia tra la crisi che attanaglia le economie dei Paesi più sviluppati e il cancro. Come questi è deviazione dalla vita normale così è la finanza da quando da fisiologico supporto dell’economia reale si è trasformata in una enorme metastasi che replicandosi in modo incontrollato se la sta lentamente divorando. Se non si troverà un rimedio, anche qui fisiologico, periremo lentamente per un incontrollato processo di finanziarizzazione.
Allora, caro Marco L, penso che un po’ di sana contro-informazione, con buona pace di tutti i Vittorio e gli Abulafia, non guasti affatto.
Da una intervista del dott. Giuseppe Di Bella rilasciata a “Lucidamente.com” nel Gennaio 2010:
…«La terapia del professor Luigi Di Bella ha i nemici peggiori e in assoluto i più pericolosi nei circoli che gestiscono il potere globale e centralizzato. Tutta l’opera di mistificazione, disinformazione e falsificazione è interamente orchestrata da chi ha molto da perdere, in termini di potere. Questo potere si articola su alcuni punti strategici: l’economia, la politica e l’informazione».
Per quale motivo?
«Perché la perdita di credibilità e di fatturato indotto dal Metodo Di Bella è ampiamente superiore a quanto l’uomo comune possa ipotizzare. L’affermazione del MDB verrebbe a minare le strutture portanti del potere mondiale».
Il danno sarebbe solo economico?
«No, c’è un danno molto peggiore, che ha creato le reazioni più esasperate: la delegittimazione di questo potere, che è basato sul falso e sullo sfruttamento della gente. L’arma più pericolosa contro di loro è la verità. La falsificazione e l’inquinamento della coscienze sono totali, e le più gravi nell’intera storia dell’umanità. Il loro ideale è avere un mondo di plagiati, acefali o microcefali, possibilmente drogati, alcolizzati, degenerati, incerti, impauriti, ignoranti, incolti e rassegnati. Ecco, questa è la società in cui possono prosperare».
Qual è il motore di tutto?
«La logica esasperata del denaro e del potere, che ha sovvertito la nostra società, ha inquinato in modo intollerabile anche la medicina. Per cui la cura non viene impostata in base ai valori del rispetto della vita e della qualità della vita, ma in base al profitto. Il programma è realizzato attraverso la politicizzazione della medicina che ha ridotto il medico ad un trascrittore di terapie vincolate a linee guida ministeriali. Per cui il medico, se vuole vivere e lavorare, non può prescrivere quello che in scienza e coscienza ritiene utile al paziente, altrimenti si troverebbe in serie difficoltà. Deve, invece, prescrivere ciò che gli viene imposto da commissioni di nomina politica. Ritengo utile informare che il governo Prodi nella finanziaria 2007 (al comma 796, lettera Z) ha abrogato la disposizione di legge introdotta nel 1998 sotto pressione dell’opinione pubblica, la cosiddetta “legge Di Bella” (articolo 3, comma 2 D.L. numero 17 del 23 febbraio 1998, convertito con modificazioni dalla legge 8 aprile 1998, numero 94), che consentiva al medico di prescrivere al di fuori dei vincoli burocratici ministeriali secondo scienza e coscienza, in base alle evidenze scientifiche, al momento in gran parte disattese dal prontuario del ministero della Salute. Questa legge per anni aveva consentito ai medici ed ai pazienti di utilizzare farmaci di cui esisteva un razionale d’impiego scientificamente testato e ampiamente documentato, ma in gran parte ignorato dalle commissioni ministeriali. Con la finanziaria 2007 la disposizione 94/98 non è più applicabile.
La frattura tra medicina speculativo-commerciale e clinico-scientifica è sempre più profonda, grave e progressiva, come molti incominciano a intuire. Un tipico esempio è la Somatostatina del cui impiego clinico antitumorale il professor Luigi Di Bella ha l’indiscussa e assoluta priorità. Una ricerca sulla massima banca dati medico-scientifica, http://www.pubmed.gov, evidenzia e documenta con 26.000 pubblicazioni, tra cui quella del Nobel Schally, la funzione basilare antitumorale della Somatostatina, ma questo fondamentale e atossico prodotto biologico antitumorale viene ignorato da quasi tutti i protocolli antitumorali. Abbiamo già raccolto oltre 50.000 firme per ottenere dal ministero l’erogazione in fascia A di questa determinante molecola anticancro».
Ma la gente ne è consapevole?
«Chi ha un congiunto o un conoscente ammalato di tumore, se la chirurgia non è stata risolutiva, si trova quotidianamente di fronte al fallimento drammatico della terapia medica dei tumori. È sotto gli occhi di tutti. Questa verità viene continuamente mascherata attraverso una propaganda ossessiva che esalta progressi spettacolari, “cure di provata efficacia”, percentuali di guarigione, che esistono solo a livello mediatico, non scientifico. Per accertarlo basta consultare il massimo portale clinico sulle attuali possibilità della cura medica dei tumori, quello del National Cancer Institute: http://www.cancer.gov/cancertopics».
Anche l’informazione scientifica è controllata?
«Ancora non totalmente. Tuttavia ci sono delle infiltrazioni progressive e pesanti. Multinazionali hanno acquisito importanti testate scientifiche. La dottoressa Angell per 20 anni direttrice della prima rivista scientifica il The New England Journal of Medicine ha dato le dimissioni per denunciare l’intollerabile grado di inquinamento della logica esasperata del profitto sul dato clinico e scientifico, inviando un rapporto al senato americano, riportato sul sito ufficiale http://www.metododibella.org. Una delle massime riviste scientifiche, Lancet ha pubblicato tempo fa uno studio sui tumori broncopolmonari inoperabili dal titolo: Treatment of inoperabile carcinoma of bronchus, firmato da Laing, Berry, Newman. Un gruppo molto importante di pazienti fu trattato con chemioterapia, un altro gruppo identico di controllo è stato trattato solo con farmaci palliativi. Questi ultimi pazienti hanno avuto una mediana di sopravvivenza doppia rispetto a quelli che hanno fatto la chemio. Ma il dato non è pubblicizzato. Quando organizzano le giornate della vita e questue varie non informano la gente di questi dati, il messaggio al pubblico è molto diverso».
E la terapia Di Bella?
«Il MDB considera e cura il portatore del tumore, non il tumore come entità estrapolata da un’inscindibile unità biologica psicofisica e spirituale, secondo un pensiero scientificamente inconsistente ed eticamente aberrante, frutto di una condizione culturale obsoleta, che rallenta e ostacola l’accettazione delle chiare evidenze scientifiche del Metodo Di Bella (MDB) e il loro impiego clinico terapeutico. Se il tumore è crescita, se la crescita è regolata da ormoni e fattori di crescita che il MDB inibisce, è ozioso chiedere un protocollo a conferma. Il MDB nasce da acquisizioni saldamente scientifiche, da verità cioè definitivamente acquisite dalla Scienza Ufficiale. Questi concetti sono così stati sinteticamente enunciati dal professor Di Bella nel corso di una sua relazione congressuale: “Essere essenziale più che l’inattuabile ed immaginaria uccisione di tutti gli elementi neoplastici, la realizzazione di tutte le condizioni note, possibili e atte a ostacolarne lo sviluppo. L’essenziale sta nell’attivare tutti gli inibitori dei noti fattori di crescita alle dosi e con tempestività e tempi opportuni. Il protocollo MDB è nato in questa atmosfera, quella della vita e non dell’intossicazione e morte delle cellule, metodo che asseconda o esalta le reazioni vitali, senza ricercare con precisione statistica le dosi più opportune per uccidere. Il tumore è deviazione dalla vita normale, per cui occorre portare le reazioni deviate alla norma, attraverso l’esaltazione di tutti quei mezzi che la Fisiologia considera essenziali per la vita normale”. Questo obiettivo si realizza utilizzando vitamine come Retinoidi, Vit E, Vit D3, Vit C, ecc, e neurotrasmettitori come la Melatonina (MLT) (secondo la formulazione del professor Di Bella MLT 12%, Adenosina 51% e Glicina 37%), componenti essenziali della Matrice Extracellulare come Calcio, Galattosamina solfato.
Retinoidi e Melatonina hanno un denominatore comune: l’esaltazione della vitalità ed efficienza biologica, e al tempo stesso l’inibizione della crescita della cellula tumorale. Il denominatore comune a tutti i tumori è la crescita incontrollata e non finalizzata all’economia biologica. Questa crescita avviene per l’ormone della crescita (GH) e Prolattina (PRL), molecole ubiquitarie, responsabili sia della crescita normale, fisiologica, che di quella tumorale. La differenza consiste unicamente nella quantità molto elevata, esponenziale, di ormone della crescita (GH) e prolattina (PRL) che la cellula tumorale utilizza rispetto a quella sana. È pertanto logico attraverso l’antidoto naturale e biologico dell’ormone della crescita, la somatostatina e gli inibitori prolattinici Cabergolina e Bromocriptina, interdire alla cellula tumorale l’utilizzo degli ormoni della crescita, indispensabili per la sua proliferazione ed espansione. La stessa logica si applica anche all’inibizione degli ormoni sessuali nei tumori ormono-dipendenti come i carcinomi della mammella e prostata. Inoltre la cellula tumorale ha continue mutazioni, che le consentono di selezionare e trattenere i vantaggi massimi, per cui mutazione dopo mutazione, la cellula neoplastica diventa sempre più aggressiva, resistente, tossica, proliferativa e mobile. Retinoidi, vitamine E, C, D3, Melatonina complessata chimicamente con Aadenosina e Glicina, Calcio, Condroitinsolfato, componenti del MDB si oppongono alle mutazioni, che invece sono esasperate a livello esponenziale dalla chemioterapia».
Già…. noi incorreggibili dibelliani.
Gentile Marco, concordo sul fatto che il ns è un dialogo impossibile perchè partiamo da presupposti inconciliabili. Voglio comunque precisare che le regole delle sperimentazioni sono rigorose e fatte nello spirito di tutelare i pazienti. Poi ovviamente i disonesti o i truffatori ci possono essere ovunque e spetterebbe agli organi di vigilanza individuarli. Quanto alla selezione dei pazienti arruolabili, questa è parte integrante del protocollo delle sperimentazioni e la scelta deve essere fatta seguendo precisi criteri che garantiscano la rappresentatività statistica del campione. Tutte le sperimentazioni effettuate nelle strutture pubbliche italiane devono essere autorizzate dai comitati etici cui spetta il compito di verificare la corretteza del protocollo in tutti i suoi aspetti, compreso ad esempio il consenso informato che deve consentire al paziente arruolabile di sciegliere con piena consapevolezza.
Personalmente trovo anche discutibile che ogni medico possa agire unicamente in base alla sua scienza e coscienza. Il mondo è purtroppo pieno di incompetenti e la classe medica non ne è certo immune, come dimostrano i troppi casi di malasanità che leggiamo.
Aggiungo da ultimo che anche il MDB, se vuole essere riconoscito da SSN ed essere erogato gratuitamente deve sottostare alla regola che ne prevede una sperimentazione validata. L’unica alternativa è una legge ad hoc che ne certifichi la validità ope legis.
Si crede che curare il cancro sia semplice… Ripeto qualsiasi farmaco è devastante. Ho un’amica che dopo le cure…non ha avuto più i capelli: l’alopecia la costringe ad usare la parrucca…sempre. E’ il suo accessorio quotidiano!! E’ vita per lei? Ha 28 anni. Io ho una folta capigliatura. Con il caldo di questi giorni, la parrucca lei la usa…Ho una cicatrice orrenda…ma sono viva. Perchè la vita è bella comunque….al di là di questo mio brutto segno? Non sono superficiale, ma vogliamo rendere il cancro mitico? Allora, per me è stata una fortuna ammalarmi? Attenzione, non possiamo dare messaggi sbagliati. E’ una patologia che va curata con coscienza, con preparazione e con competenza. Si vive con coraggio e senza abbassare la guardia. Rosa Mannetta
Vittorio, Mater Dei! ci incrociamo parlando di MDB da mesi nei commenti agli articoli della Locati e Lei mi fa una considerazione simile OGGI?
i principi attivi (come li chiama Lei) dell’MDB SONO TUTTI perfettamente recepiti e riconoscuti!
SOno FARMACI a tutti gli effetti , e ogni medico del mondo in scienza e coscienza li può usare come qualsiasi altro farmaco del prontuario e a volte obbligatoriamente ABBINARE senza che esista una sperimentazione clinica precedente. Lei pensa che un diabetico, cardiopatico, e con una infezione in atto il medico per dargli un antibiotico, un betabloccante e l’insulina si debba obbligatoriamente rifare a una sperimentazione precedente? immagini quanti casi clinici di persone croniche hanno una infinità di patologie sovrapposte inestricabili: è il medico che valuta la possibile interazione delle molecole e sceglie di volta in volta l’associazione che giudica più promettente o a volte qualla che comporta gli effetti collaterali più controllabili e meno gravi. L’arte del CURARE è per l’appunto un’arte: perchè la volete ridurre all’applicazione di regole studiate a tavolino o sperimentate in precedenza? Non esiste questo in prassi clinica, il medico è costantemente a contatto di casi clinici unici da ricettare e modulare al momento – le classi omogenee di pazienti si possono trovare giusto nelle sperimentazioni di FARMACI nuovi . La realtà vera di persone che si ammalano è quella di non appartenere per loro storia ed anamnesi a NESSUNA classe omogenea precedentemente testata in qualche trial. Si scelgono pazienti con un aneurisma per testare un chemioterapico nuovo? certo che no – che si fa con un portatore di aneurisma neoplastico? niente! si inventa il protocollo, lo si modifica o si riununcia ad usarlo per timore. In quest’ultimo caso secondo le argomentazioni di Vittorio e di Ambulafia non si può procedere somministrando nulla perchè non esiste uno studio alle spalle! ma STIAMO SCHERZANDO? la medicina è ridotta a questo? forse nella vostra concezione ERRATA del CURARE –
Una cosa sono i farmaci, come giungono all’uso clinico, i vizi delle sperimentazioni a cui sono sottoposti – una cosa sono CURE che usano FARMACI già registrati ed accostati dalla mano di un medico sapiente che li utilizza seguendo un razionale. Ma avete una idea di quanti diabete e artriti sono tenuti sotto controllo con pratiche alternative da medici alternativi? il risultato di glicemie stabili e mani niente affatto deformate non sono significativi perchè non c’è un protocollo pregresso di sperimentazione?
LA sperimetazione è il lasciapassare inventato da Big Pharma perchè solo grandi gruppi (consociativismo) possa accedere ai trials.
Io non dimentico affatto le altre patologie, anzi! è soprattutto in queste che medici sapienti e coraggiosi ottengono risultati assai migliori delle linee guida studiate e imposte da chi? Io non riconosco AUTORITA’ e COMPETENZA e TRASPARENZA a chi ha generato (o meglio de-generato) questa assurda concezione della “migliore cura” (apparente) che poi debba essere seguita per forza pena inquisizioni da parte dell’ordine dei medici o scumunica da parte della così detta comunità scientifica –
CURARE è l’artigianalità più squisita, e chiunque la pensi diversamente è deviato dalla comunicazione interessata delle SPA della salute -
Bisogna uscire da questa gretta maniera di intendere la medicina – mi accorgo che il seme velenoso gettato dai gruppi di potere chimico-farmaceutico è germogliato a tal punto da avere inquinato le coscienze SOPRATTUTTO dei malati o dei potenziali malati del futuro.
Il malato di cancro che assume farmaci, soffre. Le cure, tutti i tipi di cure, fanno soffrire. Qualsiasi metodo, “preso ogni giorno”, crea fastidi. Voglio precisare che questa molecola, per il tumore dell’amianto, è somministrata come terapia chemioterapica e va fatta ogni 3 giorni. I farmaci, anche il MDB, è causa di disagio per i pazienti. Noi malati,anche io ho una bassa qualità della vita. Voglio sfatare questa immagine del sopravvissuto felice. Il cancro cambia la vita. Si può affrontare la stessa vita con più valori, con più entusiasmo, con più consapevolezza….ma il danno è stato fatto. In che senso? In tutti i sensi. Seneca affermava che “occorre badare alla qualità della vita” ed io aggiungo, che la crisi mi ha rovinato. Me ne sarei andata in pensione e avrei “fatto ciò che desideravo”. Ho dei desideri che non posso realizzare. Rosa Mannetta
Caro Marco L, se ho ben capito lei vorrebbe che un farmaco sia commercializzato senza una sperimentazione in modo tale che i principi attivi dell’MDB siano riconosciuti, mi dispiace deluderla ma non si muore solo per un cancro e mi sembra una forzatura dimenticare tutte le altre patologie. Sul fatto che le case farmaceutiche abbiano come unico scopo il guadagno credo si sia tutti d’accordo, pensare che qualcun altro possa sostenere le spese di ricerca e di sperimentazione è un altro paio di maniche. Piuttosto sarebbe il caso d’inasprire le pene in caso di commercializzazione troppo frettolosa di farmaci che si rivelassero pericolosi.
ps: i risultati ottenuti su un numero rilevante di pazienti NON SONO MAI coerenti con i risultati sui pochi pazienti arruolati nella sperimentazione. ( ! ! ! )
La FDA comincia a depennare anticorpi monoclonali perchè nell’uso clinico non si avvicinano nemmeno lontanamente al “promesso” dalle SPA – questo rigurgito di obiettività è determinato però dalla crisi attuale e dalla pressione delle lobbies delle assicurazioni americane che pagano i trattamenti! (non certo da una spiccata onestà intellettuale)
il problema è che il cancro tutto sommato è una malattia lenta , e se capire che un anticorpo m. dato ai quarto stadio non aggiunge nulla alla sopravvivenza a distanza è “facile” è più difficile discriminare sul chemio-radio dispensato a pazienti che riescono a vivere oltre i cinque anni dalla diagnosi -
comunque Ambulafia per rispondere alle Sue prime tre righe la risposta è si! vedo spesso artriti reumatoidi curate senza cortisone e senza methotrexate: è una cura cortisone e Methotrexate? ha avuto una sperimentazione? con quali risultati? si può curare solo CON una sperimentazione? ma chi l’ha detto e stabilito? BIg Pharma forse – mi dica che difficoltà può avere un MEDICO a prescrivere secondo scienza e coscienza (e non secondo protocollo) per alzheimer, sclerosi, parkinson, cancro, malattie autoimmuni, patologie degenerative ….etc…etc… – ma perchè dobbiamo pensare che il medico è UN IDIOTA? saprà usare molecole in funzione di correggere ciò che riscontra a una diagnosi?
Sappiamo quante sono le malattie SENZA CURA CERTA? sappiamo quante terapie MIRANO decisamente alla CAUSA della malattia?
Le LINEE GUIDA sono “consigli dalla regia” (e io conosco questa regia….! ) , non sono un dogma di fede o una legge dello stato! qualcuno vorrebbe che lo fosse? e tra questi anche Lei Ambulafia?
Ambulafia, io e Lei siamo su posizioni diametralmente opposte e credo inconciliabili da tempo.
Lei difende ciò che per me è da tempo INDIFENDIBILE e cioè una METODOLOGIA di indagine basata sul FALSO LEGALIZZATO -
Il sapiente di finanza “suggerisce” alla Molmed spa di trovare il marcatore biochimico che ci segnalerà i responsivi all’ NGR-hTNF e successivamente di fare un bellissimo studio di efficacia SELEZIONANDO solo questo tipo di pazienti ! lo studio così confezionato avrà risultati percentuali di remissioni ECCELLENTI! ai mass media a cui si passerà in tempi successivi la “comunicazione da dare” ovviamente non verrà segnalato che il tipo di pazienti era SELEZIONATO all’origine per PRODURRE QUEL RISULTATO – l’uomo comune riceverà il solito augusto messaggio di una nuova portentosa molecola “mirata” … peccato che sia mirata a un gruppetto di pazienti particolamente sensibili al trattamento – è ovvio ormai solo per quelli come me che si occupano da tempo di problematiche simili che in sperimentazione si può con un ottima scelta degli arruolati “far succedere ” cose interessanti alla propria molecola –
parimenti un “ottima scelta” degli arruolati può minimizzare gli effetti di molecole “nemiche” : trial MDB del 1998! molecole votate al trofismo cellulare e molecole endogene testate su malati che non rispondono più a nessun principio attivo.
Allora, seguendo il suo pensiero Ambulafia: alla SPA è lecito e non scandaloso scegliere i “migliori” pazienti che risponderanno magnificamente al proprio farmaco, allo stesso tempo è altrettanto lecito e “normale” che la stessa cosa non sia concessa all’MDB (o altre terapie che devono obbligatoriamente accontentarsi di accompagnare o seguire i trattamenti di prima o seconda linea) – un pò incoerente la Sua posizione Ambulafia, non trova? Quale è la novità , se di novità si può parlare per il NGR-hTNF ? – non è certo la molecola di cui si possono trovare già discreti numeri di studi su Pubmed, alcuni a identica firma Bordignon . La novità è semmai quella di avere preteso (e ottenuto) che la molecola rappresenti il trattamento di PRIMA linea per il mesotelioma –
E’ quello che noi dibelliani andiamo rivendicando dal 1998 , ma fin ora ci è stato sempre detto che la sperimentazione del 98 è stata “condotta secondo i parametri che tutto il mondo adotta per la valutazione di un trattamento oncologico” –
(prof.Umberto Tirelli nel suo homàge a Di Bella ancora visibile con tutte le contraddizioni del caso sul suo sito alla pagina http://www.umbertotirelli.it/mortedibella.php )
Scusi Marco ma non ho capito. Lei vorrebbe che un farmaco ed una cura si cominciasse a praticarla anche su larga scala senza verifiche preventive per poi verificare a posteriori se funziona o meno? A me parrebbe una follia. Le sperimentazioni cliniche nelle varie fasi servono appunto per garantire che vengano commercializzati solo farmaci ragionevolmente sicuri e terapie ragionevolmente efficaci. A posteriori si devono fare studi di farmacovigilanza e di verifica che i risultati ottenuti su un numero rilevante di pazienti siano coerenti con i risultati sui pochi pazienti arruolati nella sperimentazione.
Ho letto il suo link e non mi ha stupito. Le case farmaceutiche sono quotate in borsa ed i loro profitti dipendono dai brevetti che riescono ad ottenere. Logico quindi che gli analisti finanziari siano interessati alle sperimentazioni in corso ed alle probabilità di esiti positivi. FDA ed EMEA dovrebbero verificarne la validità e vigilare anche su possibili conflitti di interesse degli sperimentatori. Un problema credo tuttora irrisolto è poi l’obbligo di pubblicazione anche di quelle sperimentazioni che hanno dato esito negativo.
Le sperimentazioni indipendenti andrebbero sostenute dallo stato e non solo da associazioni private.
quote Alfredo: Ma perche’ non possiamo finanziare la ricerca indipendente??
———
…perchè la “materia prima” (il malato) sta negli ospedali pubblici ed è “proprietà privata” dei vari primari?
Nel 2002 una persona della quale ho la massima stima ipotizzò “l’associazione dei malati”, uno strumento in cui le persone “guarite” da una malattia dichiaravano che malattia avevano avuto, che terapia avevano fatto e prescritta da chi – il contrario del concetto di privacy se vogliamo. Può sembrare ingenuo ma una cosa simile di fatto potrebbe essere l’unica VERITA’ incontestabile di una efficacia terapeutica con tanto di timbro del terapeuta – ovvio che è di una difficoltà enorme implementare una cosa simile mettendola al riparo da infiltrazioni , in fondo però una cartella clinica è una cartella clinica e nel momento in cui il paziente ne diponesse in formato digitale pubblicabile dove gli pare …
sicuramente e’ un dato reale ed e’ una chiara indicazione che il sistema non funzionana come dovrebbe. Non mi stupisce pero’ piu’ di tanto considerato che solo le case farmacuetiche sono in grado di portare avanti studi e molecole al fine primo del profitto. Come invertire la rotta?Me lo sto chiedendo da tempo….Ma perche’ non possiamo finanziare la ricerca indipendente??
caro ALfredo, mi piacerebbe un commento da parte tua all’articolo che ho linkato nel primo post – cosa ne dici di questi “esperti di finanza” che sembrano assai addentro alle dinamiche delle sperimentazioni di farmaci al punto da suggerire strategie alle aziende su “come testare i prodotti”? La scienza si fa dettare le regole dalla finanza?
x la cronaca di fasi ne bastano 3 e non quattro prima della registrazione e vendita. la fase 4 e’ quella dellafarmacovigilanza, cioe’ quando il prodotto e’ gia’ in commercio.
Cara Goia, mi indica come posso contattarla? Non posso usare il programma che mi si richiede cliccando nello spazio del blog, dove si indica, “scrivi una mail a Gioia Locati”. Un abbraccio, Rosa Mannetta.
…chissà se hanno scelto per i trial solo i pazienti coi “brividi” .
http://finanzanostop.borse.it/2012/07/11/molmed-giorno-della-presentazione-cosa-si-e-detto-e-cosa-no/
l’articolo si potrebbe intitolare: come il “promotore finanziario” ti insegna a falsificare i trial e a far schizzare il titolo in borsa.
Devo proprio essere un ragazzo di campagna per riuscire ancora a scandalizzarmi.