Perchè il cuore non si ammala di cancro?
“Perché il cuore non si ammala di tumore?” Si chiede Sergio Stagnaro, 81 anni, medico specializzato in malattie dell’apparato digerente, del sangue, del metabolismo e esperto di Semeiotica biofisica quantistica. Abbiamo parlato di lui un anno fa nel blog con l’intervista “Io, Stagnaro curo il cancro senza veleni”.
Partiamo dai dati, Stagnaro ricorda che “per i vari Registri dei tumori il prolungamento della vita è il primo responsabile della maggiore incidenza del cancro. Nelle donne i tumori diagnosticati ogni anno colpiscono nel 30% dei casi la mammella; attualmente anche il tumore del polmone compare tra i primi 5 tumori femminili più frequenti. Negli uomini il tumore della prostata è il più frequentemente diagnosticato a partire dai 45 anni. Ed è un cancro che ormai ha superato il tumore del polmone. Al contrario, i tumori maligni del cuore e del muscolo scheletrico sono rari”
Stagnaro riflette che questi dati, condivisi da epidemiologi e da studiosi di statistica, suscitano la domanda: “Perché, in condizioni ambientali identiche, alcuni sistemi biologici sono colpiti molto frequentemente dal cancro e altri no?” Secondo Stagnaro una risposta esauriente può indicare la strada per affrontare il cancro…
“Infatti, il fenotipo è la risultante delle influenze dell’ambiente sul genotipo, come dimostra l’oncogenesi alla luce della Semeiotica biofisica quantistica”. Secondo Stagnaro “la spiegazione della diversa incidenza del cancro nei vari tessuti deve necessariamente risiedere all’interno della cellula degli organi più frequentemente colpiti dal tumore maligno, cioè nella struttura e funzione del DNA (per la semeiotica non esiste un unico DNA, ma uno nucleare e uno mitocondriale, hanno dimensione frattalica), che oggi si riescono ad analizzare in modo rapido e affidabile con un fonendoscopio”.
Stagnaro spiega che la vitalità di un organismo (e quindi la sua salute o la sua malattia) è correlata con la vitalità delle sue cellule, che ne sono i mattoni.
“Fondamentale è la programmazione-struttura delle componenti cellulari e della membrana, rivestita dal glicocalice (sorta di guaina protettiva), attraverso cui avvengono gli scambi col mondo esterno. Con la Semeiotica riusciamo a indagare il modo di essere e il funzionamento di qualsiasi cellula del nostro corpo”.
Il fonendoscopio rivela le mutazioni genetiche responsabili di alterazioni funzionali.
La domanda è ancora aperta: perché il cuore non si ammala?
P.S Stagnaro non ha voluto rispondermi, non per dispetto ma per provocare il dibattito…

Grazie a voi per la pazienza – rinnovo l’invito a non demordere e a contiunare nel solco della verità scientifica e dell’amore del prossimo.
Ringraziamo Marco L. e tutti i lettori di questo spazio. Per chi volesse continuare a seguirci può farlo contattandoci al sito http://www.sisbq.org
Grazie per l’attenzione!
Cosa significa che la SBQ corrobora il PRGF di Pellionisz? In sostanza vuol dire che genoma e strutture a valle (proteine, cellule, tessuti parenchimali, inclusi i microvasi, ecc.) non soltanto sono in relazione biunivoca tra di loro a livello comportamentale, non soltanto le dinamiche e le strutture degli uni danno informazioni diagnostiche sugli altri, e viceversa.
Esiste, in parole povere, pure la possibilità di retroagire, positivamente e negativamente, su struttura-funzione a monte, ossia sul genoma, sfruttando il feedback bidirezionale schema (es. DNA mitocondriale) – strutture a valle (es. proteine, cellule, microvasi, glicalici, ..)
secondo il PRGF di Andras Pellionisz, corroborato dalla Manuel’s Story, agendo direttamente sulle stesse strutture a valle (es. cellule, tessuti), generando dei feedback virtuosi tali da sanare, ad esempio, alterazioni genetiche mitocondriali, ove presenti. Ciò che era teoricamente possibile già in virtù degli studi di Pellionisz e Gariaev, e pure sperimentalmente osservato su piante ed animali da Gariaev, è stato clinicamente osservato nei sistemi biologici degli esseri umani in seguito alle sperimentazioni SBQ (ancora in corso). Ecco dunque ora la risposta ufficiale del dott. Stagnaro al quesito iniziale di questo blog: “Perchè il cuore e il muscolo scheletrico si ammalano raramente di cancro?”
“Nel soggetto positivo al TO, il Genoma, la cui struttura è frattalica, sia nucleare sia mitocondriale, esclusivamente nel cuore e nel muscolo scheletrico, mostra una dimensionalità entro valori normali!”
Per dimensionalità si intende la dimensione frattale, misurata osservando struttura
e funzione dei microvasi coronarici (o dei muscoli scheletrici). Analaghe e coerenti informazioni si ottengono con la valutazione SBQ dei glicocalici correlati ai muscoli di cui sopra.
Quest’enunciato ‘Entro valori normali’ meriterebbe un ulteriore approfondimento, che non viene qui fatto, perché troppo lungo e complesso.
Tenuto conto di … TUTTO quanto … la conclusione non può che essere UNA, condensata in un logoro aforisma che tuttavia appare assai appropriato: ” Resistere, resistere, resistere ! ” .
Le torri d’avorio hanno i giorni contati.
Con stima
Marco
Domani finalmente posterò la concisa risposta del dott. Stagnaro al quesito di questo blog, che sarebbe stata di più difficile comprensione senza questo lungo preambolo.
Nel frattempo, per chi fosse interessato ad approfondire alcuni spunti offerti dal post precedente: http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/qbtherapy.pdf
La genetica classica poggia su due assiomi – dogmi ben chiari: il Dogma Centrale della genetica (secondo il quale esistono relazioni tra DNA ed RNA, e tra RNA e proteine, ma non si prende neppure in considerazione la possibilità
di relazioni dirette tra DNA e proteine e viceversa) e l’idea di Junk DNA, ossia DNA non codificante (una notevole quantità di informazione genetica misconosciuta che non avrebbe alcun significato ed utilità; di qui l’appellativo
di Junk, spazzatura).
Come nella fisica quantistica non tutti la pensano come Niels Bohr e la Scuola di Copenaghen (benché i loro seguaci abbiamo costituito una sorta di monopolio dittatoriale nel loro campo denigrando qualsiasi interpretazione differente come
quella di David Bohm), così pure nella genetica esiste un’ortodossia che denigra qualsiasi altra scuola di pensiero od interpretazione differente, praticamente oscurandola e mettendola a tacere come eresia. Tra le voci fuori dal coro
ci sono quelle di Peter Gariaev, scienziato russo, ed Andras Pellionisz, genetista statunitense.
Il primo ha mostrato sperimentalmente che il DNA ha struttura tridimensionale in grado di emettere, memorizzare e trasmettere informazioni sotto forma di radiazioni, interagendo e retroagendo dunque su strutture a valle, smentendo nei fatti il Dogma Centrale della genetica. Il secondo invece ha addirittura rimosso entrambi gli assiomi della genetica per così dire ufficiale, in modo tale da teorizzare la possibilità di relazioni bidirezionali tra DNA e proteine, e non
solo tra DNA ed RNA e tra RNA e proteine. L’eliminazione di questi due lucchetti – vincoli, gli ha permesso di formulare il Principio di Ricorsione del Genoma Frattale (PRGF).
Il Centro Studi e Ricerche della SBQ è in relazione con questi due scienziati, così come con altri scienziati russi e studiosi molto vicini a Montagnier, specie perché le loro teorie ed esperimenti sono in sitonia e trovano conferma nelle evidenze cliniche e sperimentali offerte dalla Semeiotica Biofisica Quantistica
con particolare riguardo alla diagnosi e al monitoraggio dei sistemi biologici investigati.
Le sperimentazioni portate avanti dal nostro Centro Studi e Ricerche confermano pienamente il PRGF di Pellionisz e concordano con la waves genomics o genomica ondulatoria promossa da Gariaev e suffragata dai suoi esperimenti su piante ed animali, nonché confermano le evidenze di Montagnier e la memoria – informazione dell’acqua (che come il DNA è in grado di ricevere, memorizzare e trasmettere informazioni sotto forma di radiazioni).
Il metodo SBQ è essenzialmente diagnostico, ma permette anche un monitoraggio terapeutico, potendo testare l’efficacia terapeutica di qualsiasi trattamento. Ed è questa peculiarità che ha permesso al dott. Stagnaro nella primavera dell’anno scorso di meravigliarsi (ci si può stupire e meravigliare pure ad ottant’anni nonostante si possa umanamente pensare che
dopo tanti anni non ci possa più essere nulla a farci emozionare): dopo decenni di teorie, congetture e sperimentazioni cliniche nelle quali mai egli aveva osservato una retroazione genetica significativa in relazione alle Costituzioni SBQ (a parte la Manuel Story, però per le generazioni future) osserva per la prima volta che alcuni trattamenti sono in grado di sanare completamente
l’alterazione genetica del DNA mitocondriale correlata all’ICAEM ed al Terreno Oncologico. Sono ormai decine i casi osservati (la sperimentazione è ancora in corso) nei quali si è assistito alla scomparsa del TO dopo un solo trattamento
terapeutico, scomparsa monitorata e confermata nel tempo. La quadratura del cerchio è compiuta.
to be continued
Caro Simone la “volgarità di un attacco” è il marker assoluto della pochezza di chi sbeffeggia.
Brian David Josephson (giovanissimo nobel per la fisica che di quantistica doveva un poco intendersene) disse che : ” Se tutti gli scienziati bocciano un’idea, questa non dev’essere necessariamente presa come una prova che suddetta ipotesi sia assurda; al contrario, occorre esaminare con cautela le presunte motivazioni di queste opinioni e giudicare come queste reggono all’attento esame “.
Se l’SBQ non viene “esaminata” chi mai può assurgere a giudice o al dileggio?
Non è il momento di cedere alla rassegnazione: sono assolutamente convinto che siamo alquanto prossimi al secondo Big Bang della storia !
Non vorrei col mio precedente post avere solo disegnato un quadro a tinte fosche: il panorama è più ampio.
C’è voglia di aria fresca anche nell’ambulatorio del medico ! è vero, c’è stanchezza e delusione determinata da anni di fanta-medicina e soprattutto di fanta-farmaco.
Manca all’orizzonte un Mosè e mancano nuove Tavole della Legge, ma ciò potrebbe solo significare che è finita l’era dei condottieri ed è cominciata l’era dei popoli.
E’ il momento della coscienza comune.
E dove sta questa Coscienza?
Montagnier ha recentemente dimostrato che l’elettromagnetismo può trasportare il segnale che rigenera un preciso DNA a partire da semplici basi azotate e un pò di enzimi sciolti in acqua … a patto che l’esperimento sia in presenza della radiazione di fondo della terra: se toglie questa l’esperimento non funziona –
Al di là del significato scientifico ancora da “concepire” io colgo un significato di carattere più generale : per “avvicinarsi” alla vita è INDISPENSABILE la cooperazione di TUTTO (o del Tutto?).
Altro che il “comitato dei Grandi Saggi” al di sopra dei popoli e della legge preposto a decidere in campo scientifico (ipotesi ventilata dal professor Umberto Veronesi).
Il futuro della medicina è fisica e bio-fisica, e se qualcuno sta pensando di far fare a Montagnier la fine di Benveniste sta sbagliando di grosso-
Caro Marco,
grazie di cuore per offrirci questi spunti di riflessione.
Semplicemente stiamo e sto cercando di essere un buon cristiano. Suo compito è quello di seminare il meglio possibile, poi i frutti verranno se l’albero è buono.
Se qualche medico avesse qualche dubbio, timore o legittimo scetticismo, naturale quando gli si propone qualcosa di nuovo, gli suggerisco di dare un’occhiata a questi video:
http://www.sisbq.org/videosiniscalchi_porretta.html
E’ comunque fuori discussione che quando si tratta di salvare un maggior numero di vite umane e c’è la concreta possibilità di farlo, tra l’altro a costo zero, non ci può essere dubbio, perplessità o burocrazia che tenga (seguite ovviamente le procedure e gli iter di rito: verifiche, sperimentazioni su larga scala, ecc.).
Tutto ciò che non ha a che vedere con l’amore per il prossimo, e che in particolare risponde ad altre logiche, esula dal nostro dominio e dai nostri interessi.
Purtroppo più di quanto stiamo facendo non è possibile fare, data la nostra pochezza (di mezzi, strutture, conoscenze, influenze, patrocini).
Il nostro tempo è ormai esaurito, data l’indifferenza imperante ad ogni livello, la chiusura mentale, l’indisponibilità al dialogo, gli attacchi immotivati, volgari e denigranti che subiamo.
Ci affidiamo ora alla Divina Provvidenza, consci che abbiamo fatto del nostro meglio.
Tra poco scenderà il silenzio: la coscienza di ciascuno di noi faccia ora la sua parte!
Caro Simone e caro Sergio, il mio augurio più sincero è che la percussione auscultata diventi la normalità in una qualsiasi visita di un qualsiasi medico, soprattuto di base. Se ciò si realizzasse diventa incalcolabile immaginare il risparmio economico che si produce evitando di inoltrare il paziente a inutili e costosi (per la comunità) esami. La “madre di tutte le domande” a mio avviso però è questa: il medico di base “ha voglia” di fare diagnosi? o avverte solamente la spada di Damocle che volteggia sopra la sua testa, pronto a decapitarlo se ne sbaglia una? Anche i volenterosi li trovo “depressi”: giornate passate a sistemare qualche casino informatico del SISS (io sto in Lombardia), ambulatori pieni di extracomunitari a cui bisogna sillabare o mimare cosa devono fare, corsi Ecm di dubbia utilità/qualità, iper-burocraticizzazione della professione, delega prescrittiva al solo “specialista”, piani terapeutici obbligatori, invasività pervicace dell’azienda farmaceutica ….
Questo reputo sia il quadro disarmante che affligge il primo medico che agisce da filtro tra il malato o potenziale malato e la gerarchia delle strutture a monte – Se non ci si persuade che è la conoscenza, l’aggiornamento, la qualità del medico di base che può produrre il risparmio dell’erogazione inutile o ridondante delle prestazioni vivremo costantemente il delirio dei “tagli” delle finanziarie. Sgraviamo il medico dagli orpelli e diamogli ANCHE la SBQ. Sino a poco tempo fa era “conveniente” si lasciassero le cose immutate: in molti prosperavano sulle prestazioni e prescrizioni inutili. Oggi la scure della crisi sta rimettendo ordine forzoso anche nel malcostume diagnostico/terapeutico: ho appena sentito al telegiornale che il medico dovrà obbligatoriamente scrivere in ricetta il solo principio attivo. Vedremo come va a finire ANCHE questa storia.
Mi è stato chiesto di chiarire meglio quali sono i trigger points per diagnosticare il Terreno Oncologico. Ecco fatto: http://www.sisbq.org/totriggerpoints.html
Un altro elemento fondamentale per comprendere la concisa risposta (pochissime parole) di Sergio Stagnaro al quesito di questo blog, e che posterò nei prossimi giorni, è la costituzione semeiotico-biofisica che prende il nome di Terreno Oncologico. L’alterazione genetica del mit-DNA dà luogo all’Istangiopatia Congenita Acidosica Enzimo-Metabolica (ICAEM). L’ICAEM è come il tronco di un albero, che poi si ramifica. Ciascun ramo è una ben definita costituzione: costituzione diabetica, costituzione litiasica, costituzione osteoporotica, costituzione oncologica (o Terreno Oncologico – TO). Sulla base di quali dati, Stagnaro ha scoperto l’esistenza del TO? E’ probabile che abbia visto una forte correlazione, visitando per cinquant’anni i suoi pazienti, tra ben precisi trigger-points (anomalie, riflessi SBQ diversi rispetto a pazienti sani) e l’insorgenza del cancro. Questi trigger-points sono quelli relativi alla proiezioni cutanea della ghiandola pineale – epifisi – responsabile della secrezione di melatonina, e del Somatostatin Releasin Hormon conosciuto anche come ormone della crescita GHRH.
Per approfondimenti più precisi è utile accedere alla sua bibliografia (esistono tomi e monografie sull’argomento).
La diagnosi del TO, così come quella delle altre costituzioni SBQ, si può fare anche mediante percussione ascoltata dello stomaco, ben più facile per il medico da imparare, e che dà dei parametri assolutamente coerenti ed in sintonia con quelli osservabili con la Riflesso-Diagnostica-Percusso-Ascoltatoria degli ureteri, propria dell’indagine microangiologica clinica (es. vasomotility, vasomotion, AVA, DEB,..).
Ora, la SBQ è essenzialmente diagnostica clinica,
e fornisce un’informazione in più al medico che visita un qualsiasi paziente, è un surplus, un valore aggiunto (non ha capito niente chi pensa ad essa come medicina alternativa), che copre un buco, un vuoto nella diagnostica usuale (anamnesi classica, semeiotica medica, diagnostica per immagini e di laboratorio). Non c’è assolutamente contraddizione o competizione con quanto si fa quotidianamente in Ospedale, tanto che ci sono medici ospedalieri che già usano la diagnosi SBQ come “arma” in più, come fiore all’occhiello nascosto nel taschino, specie per risolvere casi dubbi o nei quali hanno difficoltà a formulare una diagnosi precisa e completa.
Altro punto da sottolineare è che la SBQ è diagnosi preponderatamente preventiva, prima che la patologia insorga (prima che venga l’infarto, prima che insorga il cancro), ma ovviamente può essere utilissima anche sui casi “border line” nei quali la patologia è già in corso, seppure in fase iniziale, ancorché silente ed asintomatica.
Precisato questo, per chi ha una patologia in corso già ufficialmente diagnosticata con gli esami clinici usuali, ci sono gli Ospedali e le strutture pubbliche e private, è un campo che ovviamente esula completamente dalla SBQ.
Cosa dire però di un soggetto che secondo la SBQ ha il Terreno Oncologico? Benché non ancora falsificato dalla scienza (semplicemente mai è stato preso in considerazione da chi di dovere, neppure a livello teoretico, e non solo di diagnostica clinica), dato che ormai c’è un’accesso all’informazione immediato e facile grazie ad internet per tutti, qualcuno che per un atto di fede potrebbe però chiedersi: e ora che ce l’ho, che faccio? Se andasse in Ospedale gli direbbero forse: “Tu sei sano come un pesce, lascia perdere quei pazzi che ci sono in giro che creano Terrorismo Jatrogenetico!”.
Per quelli che credono ai pazzi, ai geni e ai poeti, posso dire che il dottor Stagnaro già nel 2004 si pose il quesito per le future generazioni:
si può sanare il TO per le future generazioni? Due genitori entrambi con TO positivo potrebbero dare alla luce un figlio con TO negativo, se accettassero di sottoporsi ad una appropriata terapia preventiva, prima del suo concepimento?
Questa domanda trovò una prima risposta nel 2010 grazie alla Manuel Story.
http://www.sisbq.org/manuelstory.html
Che dire invece per le generazioni in corso? E’ proprio vero che l’alterazione genetica del mit-DNA che dà luogo all’ICAEM ed al TO rimane per sempre, riguardo alle generazioni in corso?
Una grande sorpresa è arrivata nella primavera del 2011..
to be continued
per Marco: ..Deve essere assolutamente chiaro il concetto dell’Angiobiopatia, suggerito dall’analogia della relazione tra case di un quartiere con i suoi abitanti, e il traffico nelle viuzze, nei tubi per l’acqua di scarico, nei tubi per l’acqua potabile, fili del telefono, eccetera. Sia ben noto che non sono le patologie microvasali i la base della patologia del parenchima! Le cellule tessutali, in base al loro modo attuale di essere e di funzionare, condizionano il modo di essere e di lavorare dei relativi microvasi.
Se la cellula lavora fisiologicamente anche i suoi microvasi fluttuano regolarmente. Se la cellula epatica, per esempio, è sovraccarica di lipidi come nel fegato steatosico, i relativi microvasi mostrano una caratteristica lenta diastole (= dilatazione), che permette di fare la diagnosi corretta. Il medico, anche se esperto in SBQ, non può analizzare col fonendoscopio il parenchima “direttamente”, ma indirettamente attraverso le tipiche alterazioni strutturali/funzionali microvasali, correlate con le alterazioni strutturali/funzionali delle cellule parenchimali.
Se non avessi visto coi miei occhi il dottor Sergio Stagnaro diagnosticare con la percussione auscultata uno sdoppiamento di uretere ad una amica (lei ne era consapevole da una ecografia) credo non l’avrei mai ritenuto possibile. Mi è comprensibile il discorso microcircolo + DEB e ritengo assolutamente plausibile poter discriminare quando l’alterazione dell’uno si ripercuote sull’altro, ma mi chiedo: in una cellula che ha un ciclo biologico alterato per ragione non strettamenmte legate al DEB o al microcircolo (ad esempio in seguito all’intossicamento farmacologico dei suoi enzimi) in questa condizione , con gli enzimi antagonizzati da tossicità, è la cellula a non “lavorare” bene e a “respingere” o meglio, a non riuscire a portare al suo interno ciò che dovrebbe. L’alterazione del microcircolo in questo caso è determinata dall’interno dell’unità minima del nostro organismo, una dinamica “interna” che si ripercuote anche sull’extra cellula i cui flussi rimangono “rallentati” – la SBQ riesce a distinguere anche questo ?
Vediamo ora perché è importante misurare le oscillazioni del microcircolo. Che le sue fluttuazioni siano caotico-deterministiche è un fatto scientificamente risaputo (si veda ad esempio: Arterial vasomotion: effect of flow and evidence of nonlinear dynamics. N. Stergiopulos, C.-A. Porret, S. De Brouwer, and J.-J. Meiste, 1998, American Journal of Phisiology, Heart
and Circulation Phisiology), ma questa consapevolezza non ha mai avuto alcuna utilità ed
applicazione clinica, specie diagnostica, prima delle applicazioni biofisiche e biocliniche
proposte ed offerte dal metodo SBQ. Di fatto, sapere che suddette oscillazioni siano non-lineari
e di natura caotico deterministica non ha alcuna utilità pratica fino al momento in cui non si è in grado di darne una misura significativa, associabile ad esempio allo stato di salute di un paziente. Ed è proprio questo che il dottor Stagnaro, grazie alla percussione ascoltata degli ureteri, riesce a fare: misura le oscillazioni microcircolatorie, dando ad esse senso e significato con la costruzione di una dettagliata casistica dove i parametri chiave sono tempo di latenza, durata ed intensità dei riflessi evocati
(in sintonia con la teoria dei sistemi dissipativi del premio Nobel Ilya Prigogine, che studiò i sistemi dinamici dissipativi non lineari lontani dall’equilibrio). In un breve arco temporale (es. 2 minuti) si annotano le informazioni suddette, dandone un significato matematico e geometrico (di geometria frattale prendendo come misura la dimensione frattale), oltreché di fisiopatogenesi.
Quanto più le oscillazioni sono imprevedibili ed “irregolari” (o meglio non-lineari), tanto più le dinamiche del sistema biologico osservato tendono alla normalità e sono fisiologiche; quanto più le oscillazioni sono prevedibili e regolari (o meglio, tendenti a periodicità e linearità), tanto più c’è una tendenza alla patologia od essa è già in corso (benché asintomatica e/o silente, ancorché in fase iniziale).
Parallelamente, ragionando in termini geometrici, quanto minore è la dimensione frattale, tanto più c’è una tendenza alla patologia (o patologia già in corso per valori della dim frattale ancora più piccoli).
Tenuto conto che funzione e struttura sono due poli di una stessa equazione, oscillazioni microvasali (es. della vasomotility) non fisiologiche trovano corrispondenza nella presenza di DEB patologici (rilevabili comunque sempre clinicamente con il metodo SBQ mediante percussione ascoltata dell’uretere mediano – uno dei due non fa differenza – a conferma della coerenza interna ed esterna dell’indagine diagnostica SBQ dove segni semeiotici e parametri osservati si confermano l’un l’altro) il cui numero aumenta con l’aggravarsi della situazione.
Compreso quanto sopra, e ricordando che secondo la teoria dell’angiobiopatia microvasi, parenchima e genoma sono intimamente correlati, diventa ora chiaro che l’osservazione di comportamenti non fisiologici in seno al microcircolo, sia dal punto di vista funzionale (vasomotility e vasomotion) che strutturale (DEB patologici), informa indirettamente sia sui rischi, o problemi già in corso, nel relativo parenchima, sia sull’alterazione genetica del DNA nucleare e mitocondriale. Le informazioni sul genoma si traggono dall’analisi deduttiva che viene autorizzata dall’unica assunzione su cui si poggia la SBQ: l’appena menzionata teoria dell’angiobiopatia. La correlazione tra microvasi, relativo parenchima e genoma è stata corroborata dall’evidenza clinica e sperimentale degli ultimi
55 anni, da parte di tutti i medici che mettono in pratica il metodo introdotto da Stagnaro.
to be continued
per Marco: forse non ho risposto completamente alla seconda e terza domanda. Riguardo alla lunga esperienza clinica e sperimentale (55 anni) del dott. Stagnaro il numero di DEB patologici può essere diminuito grazie alla green therapy, mentre a partire dalle sperimentazioni iniziate nel 2011, suddetto numero può essere azzerato, grazie alle blue therapy. http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/reverse_oncology.pdf
Riguardo ai DEB, si può pensare in effetti ad essi come a valvole. Sono strutture contrattili, alcune di esse ubiquitarie e fisiologiche, che aprendo e chiudendo regolano il flusso microcircolatorio, un po’ come la valvola a farfalla dell’auto o la diga di un bacino acquifero. I problemi nascono quando si formano DEB patologici, più ostruenti e più rigidi chiaramente rispetto a quelli fisiologici..
Caro Marco,
dato che struttura e funzione del microcircolo sono intimamente correlate, e che durante il processo degenerativo di Oncogenesi, che inizia fin dalla nascita in soggetti con Terreno Oncologico positivo, che poi sfocia (ma non sempre, dipendendo dall’azione catalitica dei vari numerosi fattori di rischio, facilitatori ma non cause dell’insorgenza della patologia) in Reale Rischio di cancro nei suoi vari stadi evolutivi, si osserva parallelamente una progressiva deficienza funzionale microcircolatoria ed un progressivo aumento del numero dei DEB patologici. Questo processo è però reversibile, secondo la prevenzione primaria e pre-primaria SBQ (spiegherò nei prossimi giorni il perché): un’appropriata prevenzione consente di migliorare la funzionalità del microcircolo, ovvero di diminuire il numero dei DEB patologici, fino a farli scomparire del tutto (in sede preventiva, ossia prima dell’insorgenza del cancro stesso, ma probabilmente anche per evitare recidive, se qualche persona di buona volontà volesse sperimentare quanto sopra per diminuire il rischio di recidive). Si veda ad esempio: http://www.lifescienceglobal.com/pms/index.php/jpans/article/view/297
in cui si parla di prevenzione osteoporotica, ma analogo discorso si può fare per la prevenzione dei tumori
Anche i DEB saranno essi stessi costituiti da cellule! Secondo l’esperienza di Stagnaro, esiste la concreta possibilità di interagire con essi modificandone positivamente l’attività ? Sino a che livello di recupero ha assistito nella sua lunga esperienza? Personalmente sono intimamente convinto che una nutraceutica avanzata , di diretta interazione con la cellula mediante substrati enzimaticamente resi affini ad essa, potrebbe essere utile anche in un “dispositivo-valvolare”(è corretto chiamarlo così?) quale è il DEB.
Data la struttura frattale del genoma, c’è da chiedersi qual è l’importanza di questa scoperta? Per cercare di comprenderlo può essere d’aiuto richiamare l’impostazione autopoietica di Maturana
e Varela, ma senza andare troppo in profondità pensiamo al fatto che dietro ogni struttura (vivente e non vivente) c’è uno schema di organizzazione, un disegno sotteso alle spalle.
http://www.quantumbiosystems.org/admin/files/QBS%202(1)%20250-281.pdf
Ciò che lega schema e struttura è il processo. Schema, processo e struttura sono intimamente collegati, e talvolta arrivano a confondersi, sovrapporsi, li distinguiamo solo per semplicità di analisi.
Il genoma è esso stesso schema e struttura: struttura perché ha una certa forma, una certa configurazione spaziale, ed è frattalica; schema di organizzazione per ovvi motivi legati al mit-DNA e al n-DNA in relazione ad esempio con RNA e proteine.
Schema e struttura sono due facce della stessa medaglia: se ci fosse alterazione del DNA mitocondriale, allo stesso tempo la struttura
frattalica del genoma stesso sarebbe modificata, di ridotta complessità e frattalità rispetto a quelle riscontrabili in condizioni fisiologiche.
Se osservassimo, con il metodo SBQ, le dinamiche dei microvasi, potremmo osservare che in condizioni non fisiologiche (dovute ad alterazione
genetica del mit-DNA generalmente materno) c’è un ridotto flusso sanguigno, che induce chiaramente un rimodellamento microcircolatorio di compensazione. Quest’aspetto si lega alla funzionalità dei microvasi, che parallelamente presentano delle microstrutture, chiamati DEB
(dispositivi endoarteriolari di blocco), che se patologici, sono rigidi, con forme ostruenti il flusso sanguigno, e crescenti di numero via via che il processo degenerativo pre-clinico evolve e tende verso la patologia: Reale Rischio di cancro in evoluzione. Struttura e funzione sono due poli
della stessa equazione!
to be continued..
Caro Marco, per te e per chi è interessato a questo argomento ecco un paio di pillole stile Bignami:
- microvasi, parenchima e genoma sono intimamente correlati: se ci sono imperfezioni in struttura e funzione microvasale, allora ci sono parallelamente dei problemi nel relativo parenchima, ed entrambi riflettono un’alterazione del genoma nucleare e mitocondriale;
- le oscillazioni microvasali sono fisiologicamente di tipo caotico deterministico, dinamiche non-lineari che diminuiscono di complessità quando i sistemi biologici tendono verso comportamenti patologici e cronici
Caro Simone guarderò i video. Spero sia nei Vostri programmi una versione “Bignami” della SBQ !
..Che il genoma umano abbia una topologia frattalica non è certo un invenzione del dott. Stagnaro, bensì è stato mostrato in un recente articolo apparso su Science (Science, Vol. 326 No. 5950, October 9, 2009.). Per comprendere invece che cosa abbia a che fare la Semeiotica Biofisica Quantistica con la dimensione frattale del genoma mitocondriale è forse utile leggere il seguente lavoro: http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/joqbs_mitgenome.pdf
nel quale si esplicitano le relazioni tra SBQ, patologie degenerative, dinamiche complesse dei sistemi biologici, genetica, genomica, frattali e caos deterministico.
Per una introduzione in italiano a frattali, caos deterministico ed alle loro relazioni ed applicazioni con quanto sopra può essere utile guardare i miei video ed atti dei 3 convegni presenti nel sito della SISBQ.
to be continued
Per fugare ogni dubbio sullo stato d’animo del dott. Stagnaro rispetto al comportamento dell’ASCO (non ASCOM che significa associazione commercianti) ecco quanto è successo:
http://sergiostagnaro.wordpress.com/
Il dottor Stagnaro è fortemente dispiaciuto di aver dato involontariamente risonanza a quest’associazione, segnalando il loro link in maniera troppo affrettata!
Caro Marco, in attesa che il forum ASCO torni a funzionare (anch’io penso a un default generale temporaneo), posso dire che la risposta scientificamente esaustiva alla domanda iniziale presuppone la conoscenza dei lavori SBQ (è sufficiente leggerne e comprenderne alcuni presenti qui: http://www.sisbq.org/journal-of-quantum-biophysical-semeiotics1.html ) anzi è in essi contenuta, non c’è nulla dunque di segreto: in particolare il legame tra microvasi, parenchima e genoma ed il saper riconoscere clinicamente le alterazioni del genoma nucleare e mitocondriale, e poi tutto il processo di Oncogenesi, specie nella sua fase pre-clinica, dall’ICAEM (citopatia mitocondriale) al Terreno Oncologico fino al Reale Rischio congenito di cancro in tutte le sue fasi evolutive.
Stagnaro dice: “Importantly, from the clinical view point, we must be able, firstly, to bedside recognize (i.e., to ascertain with a stethoscope) possible alterations of both nuclear and mitochondrial genome, which differentiate normal individuals from subjects involved by Oncological Terrain, since every gene mutation parallels biological system function impairment”: è importante quest’ultima frase: ogni mutazione nei geni trova riscontro biologicamente, ossia è possibile osservarla clinicamente fin dalla nascita, al letto del paziente, grazie alla diagnosi SBQ (es. valutando i glicocalici ed il microcircolo). Questo è punto chiave: le alterazioni genetiche presenti ad esempio in Morosini si poteva osservare clinicamente fin dalla nascita, non era necessario aspettare che morisse, e altri 3 mesi dopo l’autopsia per comprenderlo.
to be continued…
Caro Simone, grazie per la spiegazione. In realtà “guardavo al clotting” chiedendomi se questo “ristagno” alla fine non si ripercuotesse sui fluidi lasciandoli sostanzialmente inalterati (una specie di elisione che sottrae poca dinamica). Mi spiace che Stagnaro vincoli la risposta al commento di un oncologo, lascia l’amaro in bocca! L’oncologo è in tutt’altre faccende affaccendato … ma “segue il mercato”, e se l’utente rifiuterà sempre più il menù dell’oncologo anche l’oncologo dovrà farsene una ragione e cominciare … “a ragionare” e a riprendere la via di un aggiornamento senza… pre-condizionamenti!
Il sito dell’Asco potrebbe aver avuto un default di altra natura, non necessariamente doloso –
Convinca “Sergio il Giovane” a dirci come stanno le cose secondo la Semeiotica Biofisica.
Caro Marco, ti rispondo io perchè Stagnaro, con cui sono quotidianamente in contatto, in questo periodo, nonostate l’età e le condizioni di salute, è particolarmente impegnato. La RISPOSTA arriverà a patto che almeno un oncologo – magari nel sito dell’ASCO – la solleciti, riconoscendone il valore scientifico.
Per quanto concerne la tua domanda, che esula dal tema in discussione, i fenomeni relativi alla coagulazione nei singolari microvasi del cancro, così come l’impilamento eritrocitario, altro non fanno che aumentare l’acidosi istangica locale, che – come ho scritto in precedenza- è alla base della eccessiva, sregolata, incontrollata proliferazione di cellule, i cui mit-DNA e n-DNA sono strutturati in modo singolare.
NB La risposta che il dott. Stagnaro ha finalmente inviato oggi, insieme a tutti i suoi messaggi, sono stati inspiegabilmente cancellati dal sito dell’ASCO. Purtroppo non la leggerà mai più nessuno, agli oncologi non interessa..
È arrivata la risposta del dottor Stagnaro, vi incollo il link che mi ha mandato e che rimanda a un forum dell’ASCO,eccolo:
http://connection.asco.org/Forums/forumid/8/threadid/648/scope/posts.aspx
È sicuramente una risposta per addetti ai lavori, confidiamo in una semplificazione da parte del suo collaboratore, Simone Caramel
Bene, aspettiamo la risposta di Stagnaro allora. Se magari ha tempo gli chiederei che ruolo recita il fenomeno del clotting, caratteristico dei vasi che alimentano il tumore, nella dinamica dei flussi dei fluidi. Nonostante tutta una serie di fattori che sembrerebbero sfavorire la cellula neoplastica essa invece prospera: sembra una cellula assai evoluta considerato l’adattamento che esprime e i vantaggi che trae da situazioni non propriamente fisiologiche.
Caro Marco L., le cellule dei microvasi, da Stagnaro suddivisi in Vasa Vasorum, che nutrono i 2/3 esterni della parete arteriosa e venosa, e in Microvasi Parenchimali, che portano materia-energia-informzione ai parenchimi, si nutrono direttamente col sangue circolante all’interno di queste microstrutture.
Il tessuto tumorale, a partire dal Reale Rischio Congenito di cancro, produce abbondantemente vasi e microvasi, i secondi strutturati in modo tipico. Infatti, i loro DEB (dispositivi di blocco endoarteriolari, di norma regolatori del flusso) neoformati-patologici sono di tipi I, MA sottotipo a) oncologici (secondo la Classificazione di Stagnaro), cioè molto ostruenti la flow-motion. Ne consegue l’apertura permanente delle Anastomosi Artero-Venose con danni notevoli, causati dalla “centralizzazione del flusso” (leggere: sottrazione di sangue ai capillari nutrizionali!): A) nonostante l’abbondanza, densità, di vasi sanguigni, il cancro è in debito di O2 – il tumore ha paura dell’ossigeno – ed è presente pertanto acidosi; B) l’acidosi stimola la produzione di poliamine (per es., dall’ornitina si genera cadaverina e putrescina) che attivano la disordinata proliferazione cellulare con complessi meccanismi; D) questo ambiente provoca ulteriori danni ai mit-DNA e n-DNA, già geneticamente alterati, mediante un complesso processo, di segno NEGATIVO, del Principio della Funzione Ricorsiva del Genoma Frattalico, secondo Andras Pellionisz, corrobotato clinicamente dalla Manuel’s Story.
Aspettiamo la RISPOSTA di Stagnaro alla domanda: nel sito della ASCO si legge un commento, in rete su invito degli oncologi americani, su questo aromento: Why heart and skeletrich muscle are less frequently involved by Cancer, http://connection.asco.org/forums/forumid/8/postid/646/scope/posts.aspx#646
X Marco: io non rifiuto nulla. Mi rifacevo al titolo del post. Non parliamo di cuore ma di muscolo. Che se ne studino pure le ragioni, assolutamente!
Caro Simone, ho riletto con piacere la Microangiologia di Stagnaro. Come non rimanere affascinati dal “precondizionamento”? provocare artificialmente una micro ischemia e valutarne gli effetti a valle sull’organo coinvolto per stabilirne il grado di “salute” ! dosare la RFM … Riserva Funzionale Microcircolatoria ! Fino a questi concetti che hanno a che vedere coi dispositivi compensatori dell’organismo “ci arrivo” .
Credo di avere inteso che si possa avere informazione del livello radicalico da questo passaggio : -> “La brevissima durata della sistole, 1 sec. appena, indica l’elevata funzionalità dei mitocondri,
perfettamente strutturati: come sopra riferito, funzione e struttura sono i due poli della stessa
equazione. In altre parole, è sufficiente una sistole brevissima per permettere una elevata
produzione di ATP mitocondriale, senza aumentata produzioni di radicali liberi di ossigeno” .
Resto nel dubbio riguardo a “come si nutre il microvaso?”
Per quanto riguarda un meccanismo di angiogenesi “naturale” in soccorso ad alterazioni del microcircolo deduco che solo il cancro ha trovato la maniera di sottomettere parecchia fisiologia e anabolismo ai suoi voleri.
Caro Marco, la questione è un po’ complessa ed articolata per essere spiegata in poche righe, tuttavia c’è un recente scritto che dovrebbe soddisfare ampiamente tutti gli interrogativi: http://www.sisbq.org/uploads/5/6/8/7/5687930/mc_intro.pdf
In caso qualcosa di esso non fosse chiaro o di semplice comprensione, sono qui..
x Alfredo: è un banale discorso di incidenza il fatto che il muscolo si ammali meno di cancro? cioè rifiuti l’idea che possa esistere una ragione fisiologica/protettiva alla base di questa evidenza?
Dall’intervento di Simone Caramel deduco che si stanno concretizzando gli sforzi del dott. Sergio Stagnaro per far crescere una “scuola” di Semeiotica Biofisica Quantistica e ne sono felice. Io sono una delle due uniche persone che il dott. Sergio durante la sua lunga carriera ha trovato prive di ICAEM alfa all’analisi del suo stetoscopio. La motivazione di questa mia “anomalia virtuosa” è stata poi chiarita oltre ogni ragionevole dubbio, ma non è di questo che intendo parlare. Probabilmente le mie domande risulteranno banali, ma è meglio farsi rispiegare una cosa magari ovvia che non si è capita. Dunque, se i microvasi edificano il microcircolo e per questo tramite diventano i responsabili del buon funzionamento dei vari organi (ammesso e non concesso che trasportino sempre “nobile” nutrimento) la mia domanda è: e il vaso e il microvaso, chi lo alimenta? tuniche ed endoteli traggono direttamente dal torrente sanguigno ciò che serve al loro “benessere” e “manutenzione”? attingono anche direttamente all’extra-vaso – extra cellula?
Un altra domanda è se la SBQ è in grado di dosare anche il livello di radicali liberi/stress ossidativo di un determinato sistema.
Da ultimo mi chiedevo se esiste una teoria che spieghi come mai il cancro abbia la facoltà di indursi una angiogenesi che lo supporti mentre ciò non avviene per organi in sofferenza a causa di un microcircolo alterato.
Grazie anticipatamente!
La diagnosi clinica SBQ aiuta a comprendere i meccanismi di fondo che spiegano l’esistenza di sistemi biologici più predisposti al cancro, a fianco di altri meno predisposti, ma esclusivamente in presenza del Terreno Oncologico – TO. Il TO è caratterizzato dalla generale compromissione dello schema-processo-struttura
in tutti i sistemi biologici, ma in modo differenziato da tessuto a tessuto, e da parte a parte dello stesso tessuto, in relazione alla gravità della compromissione dei due genomi, nucleare e mitocondriale. Senza entrare troppo in dettagli tecnici, la suddetta differenziazione si può osservare nelle dinamiche della microcircolazione (vasomotility e vasomotion), in accordo con la Teoria dell’Angobiopatia di Stagnaro (in poche parole, il modo di essere e di funzinare di un parenchima è correlato a quello dei relativi microvasi: studiare i secondi con la SBQ offre informazione sui primi). Pur in presenza di TO, nei microvasi coronarici (e medesimo discorso vale per i microvasi dei muscoli scheletrici) si osserva una vasomozione migliore, più efficiente, seppure non fisiologica, rispetto a quella osservata in altri tessuti maggiormante predisposti al cancro, nei quali c’è, a confronto col parenchima cardiaco, anche a livello di cellule vaso-parietali, una compromissione strutturale-funzionale più accentuata, testimoniata dalla presenza di DEB patologici e glicocalici non perfettamente funzionanti.
L’alterazione genetica es. del mit-DNA, presente fin dalla nascita, che si riflette in ICAEM e Costituzioni SBQ, è osservabile clinicamente: in tali casi, ci sono fin dal primo giorno di vita delle anomalie, imperfezioni nei sistemi biologici, diagnosticabili immediatamente al letto del paziente, ad esempio mediante la valutazione dei glicocalici o misurando le locali fluttuazioni micro vasali del parenchima d’interesse.
Le diagnosi di laboratorio e gli usuali test clinici non sono attualmente in grado di far emergere queste situazioni, data la scala ancora troppo piccola di questo micro mondo, largamente inaccessibile anche alle più sofisticate tecnologie della diagnostica per immagine (la cui valutazione è comunque statica).
Il nostro organismo è così meraviglioso che negli anni compensa continuamente queste deficienze, se presenti, e le compensa direttamente nel micro mondo rappresentato dal microcircolo, per cui spesso nulla traspare nel macromondo rappresentato ad esempio da arterie, vene, battiti del cuore. Non a caso le fluttuazioni micro vasali (sistole e diastole) sono indipendenti da sistole e diastole del muscolo cardiaco: sono autonome, autoctone, caotico-deterministiche.
Questo spiega il perché delle “morti improvvise” che improvvise non sono, o dell’insorgenza “improvvisa” del cancro, che improvvisa non è: c’è un lento processo degenerativo alle spalle, che presente alla nascita in forma “potenziale”, può durare anche decenni, purtroppo però non diagnostico inizialmente con l’usuale diagnostica clinica, perché silente, asintomatico e soggetto ad una incessante compensazione. Nonostante questi meravigliosi meccanismi compensatori promossi dai centri del sistema PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunitario), la compensazione in atto col passare del tempo si fa sempre più difficoltosa, le falle da chiudere sono sempre più larghe, e si giunge al momento in cui non “ce la fa più”: ecco l’insorgenza clinica della patologia degenerativa (cancro, diabete mellito tipo 2, cardiopatia ischemica, osteoporosi, Parkinson, Alzheimer, ecc.) dopo una più o meno lunga fase pre-clinica.
Tornando al cuore, possiamo dire che madre natura ci ha dotato di microvasi coronarici speciali, migliori dei microvasi di altri tessuti, ad indicare, secondo la Teoria dell’Angiobiopatia, una analoga “robusta” struttura del genoma parenchimale relativo, sia nucleare sia mitocondriale. Le cellule muscolari sono in grado di compensare di più e meglio, nonostante sia presente il TO, le ripercussioni biologiche negative, oggi analizzabili con un fonendoscopio, come ha illustrato Stagnaro e colleghi.
Un altro motivo di consolazione, legato non solo al cuore, ma a tutti gli altri organi, è il fatto che, stando alle sperimentazioni SBQ ancora in corso, ma i cui omogenei e favorevoli risultati sono assai incoraggianti, si stanno aprendo interessanti prospettive per ristrutturare le cellule parenchimali dei sistemi più frequentemente colpiti dal cancro, in accordo con la Manuel Story. In altre parole, c’è la concreta possibilità di evitare il passaggio dalla fase pre-clinica (Reale Rischio Congenito di cancro in evoluzione) alla fase clinica del cancro (patologia vera e propria), ma di questo ne parliamo la prossima volta per non appesantire troppo la discussione.
il cuore produce peptidi che hanno effetto antitumorale.Cfr articolo da me precedentemente citato
Come detto gia’ da Crala, I tumori primitivi del cuore esistono. rari, ma esistono. Il dato dice meno del 1/1000. Perche’??? Io non sono uno scienziato e non ho la presunzione di esserlo. banalmente, spero me ne scuserete, dico che il cuore e’ per lo piu’ un Muscolo. I tumori muscolo-scheletrici (o tessuti molli) hanno una incidenza in Italia del 3/100000. Sono quindi rari, non rarissimi comunque (dipende poi dal sottotipo, ma lasciamo stare). E’ un banale discorso di incidenza! Forse, alla luce di quanto detto, si potrebbe cambiare il titolo e chiedersi:”perche’ il muscolo si ammala raramente di cancro??”
In risposta a: ”Al momento, eccetto l’intervento chirurgico tempestivo,non esiste una sola terapia in grado di GUARIRE il cancro in atto!” con certezza posso dire che il dottor Stagnaro nutre profonda stima per il MdB. Quando egli usa i caratteri maiuscoli in parole o frasi, come ad esempio in questo caso col termine “GUARIRE” per distinguerlo dal semplice ed arbitrario “guarire” c’è una sottile motivazione di fondo. E’ probabile che in questo caso egli si riferisca dunque al GUARIRE nel vero senso della parola: niente più recidive, niente più trasmissione del Terreno Oncologico ai propri figli, ecc.
una possibile spiegazione
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16598676
i tumori primari cardiaci sono molto rari, ma non e’ corretto affermare che il cuore non si ammala mai di cancro
http://www.mayoclinic.com/health/heart-cancer/AN01288/
In una sorta di zapping forsennato, torno sul blog sperando di trovare risposte all’affascinante interrogativo. Temo purtroppo, ma non voglio sottovalutare gli altri lettori, che se risposta ci sarà, verrà solo dal dott. Stagnaro. A proposito, Dottore, io sono in cura e in parziale remissione, col MDB. Quello che Lei dice a proposito della cura dei tumori, mi lascia un po’ così. Quanto poi ad eliminare oncologi e giornalisti,per risolvere il problema cancro, è opera che va al di là delle mie forze. Ci potrei sempre provare, però. In caso fossi delusa dalla cura che sto seguendo. Cordialmente
Cara Rosa … un zic ( “cicinino”, “leggermente”) fuori tema!
La sua domanda “… perchè il MDB, non viene usato per salvare i tanti che si ammalano?”
ci riporta un pò indietro nel tempo ! dovrebbe ripercorrere un pò le sezioni del blog per ritrovare le risposte a questa sua domanda, magari partendo da qui
http://blog.ilgiornale.it/locati/2012/05/27/il-professore-in-ascensore/
Per Sergio Stagnaro. Vorrei contattarla e se vuole il mio indirizzo di posta elettronica, lo può chiedere alla sig. Gioia. La ringrazio e la saluto, Rosa.
Buon pomeriggio. La situazione in Campania è una catastrofe. Stamane leggevo su un grande quotidiano che il “Pascale” ha lanciato l’allarme: in Campania i casi di cancro sono aumentati del 46% e si muore inesorabilmente. Il “Pascale” è un grande centro di ricovero e cura del sud. Io lo sto dicendo da mesi che la “diossina” mi ha fatto ammalare e non so quanti moriranno. I rifiuti vengono bruciati e la diossina….ci aggredisce. Faccio la differenziata, come tutti in città e non capisco….Quando parlo di prevenzione ambientale, mi riferisco alla emergenza-rifiuti che non si è mai risolta. In alcuni interventi, alcuni di voi e non faccio nomi, hanno avuto parole dure e pesanti verso di me e le cure che ho affrontato. Io rispondo che la situazione, in Campania è GRAVISSIMA. Ora perchè il MDB, non viene usato per salvare i tanti che si ammalano? J. P. Sartre diceva che “Il vivere deve essere seguito dal convincimento di esserci” ed io affermo che forse non ci siamo.
Sono curioso anch’io di leggere la risposta a questo stimolante quesito. Qualche indizio c’è già: i mitocondri, i glicocalici (questi sconosciuti), l’investigazione funzionale-strutturale di microvasi e microcircolazione..Poter guardare nel cuore della cellula potrebbe/dovrebbe rivelare le differenze sostanziali tra cellule di parenchima differenti, al fine di discriminare ‘perché lì di più, perché altrove meno, perché nel cuore raramente’..
Ho molta stima e considerazione per il dott. Stagnaro. Sono sorpreso soltanto della sua perentoria affermazione:”Al momento, eccetto l’intervento chirurgico tempestivo,non esiste una sola terapia in grado di GUARIRE il cancro in atto!” Ciò, se confermato, farebbe torto al prof. Luigi Di Bella e ai tanti ammalati guariti grazie al suo Metodo. Grato se vorrà rispondere cordiali saluti e sinceri auguri.
Il dito è finito nella sabbia alle ore 16,00 del 28 luglio e sono stata dimessa alle ore 19,00 per correre ad un centro di chirurgia della mano. Mi attendevano al policlinico di Bari. Avevo telefonato e mi avevano detto che nella notte mi avrebbero operato. Sono giunta alle ore 23,30, quindi erano passate 7 ore dalla amputazione del dito nella sedia. Il primario mi disse che facevano un tentativo, in quanto il dito poteva essere andato in necrosi. Al momento, quando mi ha chiesto la storia clinica, e gli ho riferito di essere una sopravvissuta, si è stupito di come avessi preso il dito staccato, nella sabbia. Io ridendo, ho detto che non potevo buttarlo!!! Mi hanno riposizionato il dito in sala operatoria e mi hanno ricoverato. Il giorno dopo, nella medicazione, ho chiesto se questo dito si sarebbe salvato…Si, si poteva avere un barlume di ottimismo. Ebbene, oggi il mio dito e’ nella mia mano….lo muovo e ne sono felice. Strano? Si…è molto difficile che dopo 7 ore…si poteva vscolarizzare. Rosa
Vi racconto un episodio che mi è capitato il 28 luglio 2011. Ero al mare e mi si è spezzato il dito anulare della mano sinistra, nella sedia a sdraio. Ho recuperato il dito nella sabbia e sono andata in ospedale. L’ortopedico che mi ha visitato ha detto che il dito andava amputato…Io gli ho detto:”Non stai buon’ co’ a’ cap’, cioè non stai bene con la testa”. Ero spaventata e non mi era facile accettare un’amputazione!! Mi ha consigliato di andare in un centro specialistico. Continua
Il dibattito è interessante. Secondo alcuni amici ricercatori, il cancro appare quando le difese immunitarie calano. Secondo un mio amico oncologo, la cellula neoplastica si forma con l’inquinamento da diossina, come nel mio caso. In tutto ciò, sono fonte di ricerca perchè altre malate con lo stesso tipo di cancro e di cure, sono morte. Clinicamente non sono guarita, ma interesso….perchè al di fuori di ogni logica, io esisto. Che dire? Per me è un’occasione. Il problema è vasto. Non comprendo perchè il MDB non sia esteso a tutti e che non sia sperimentato negli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico!!!!
[...] Mentre gli Oncologi e i Giornalsti, a cui ho fatto conoscere senso e significato della Lettera Aperta senza rivelare la mia interpretazione fisiopatologica e patogenetica, non mi hanno risposto “more solito” – taccio del comportamento dei genetisti molecolari, per motivi ovvii – la giornalista Gioia Locati acutamente ha colto l’importanza dell’argomento da me affrontato, intitolando la notizia: Perchè il cuore non si ammala di cancro? [...]
Ma perchè al “cuore non si comanda”…Buonissima giornata a tutti. Cordialmente
La domanda è molto interessante e alla quale non saprei proprio dare una risposta. Quella di Marco L. è certamente interessante. Però quando il dott. Stagnaro parla di “Pechè…alcuni sistemi biologici sono colpiti molto frequentemente dal cancro e altri no?” mi viene in mente come allo stesso modo nel regno animale vi sono specie nelle quali i tumori sono sconosciuti o rarissimi. Anche li sarebbe interessante capire il perchè.
Mitocondri, direi: numero di mitocondri x cellula, e nelle cellule del cuore fortunatamente ce ne sono un “disastro” – un saluto al caro Sergio – ” ci sono mille soli oltre le nuvole” e secondo me cominciamo a scorgere anche la luce di questi “soli” oscurati dalle nubi.