Il giudice: “Sì alla cura Di Bella. Lo dimostra lo Ieo”
È ancora un giudice a pronunciarsi sulla libertà di cura. Ed è ancora un dibattimento in tribunale a garantire a un malato di tumore il rispetto degli articoli 3 e 32 della Costituzione italiana, quelli che parlano di uguaglianza e di diritto alle cure gratuite a chi non può permettersele.
È del 16 luglio la prima pronuncia calabrese a favore di un malato di cancro in cura con la terapia Di Bella. Provvedimenti simili si sono avuti a macchia di leopardo in molte regioni italiane, Puglia e Sicilia soprattutto, ma anche Lazio, Emilia Romagna e, ora, arriva anche la Calabria.
Si tratta di una sentenza di secondo grado, immediatamente esecutiva, a favore di Andrea A., trentanovenne cosentino, colpito da carcinoma squamo cellulare rinofaringeo, un tumore che intacca naso e gola e che non si può rimuovere chirurgicamente.
La diagnosi risale all’ aprile del 2011. Il tempo di documentarsi, di consultare i vari specialisti e, nell’ ottobre dello stesso anno, Andrea comincia, a proprie spese, la cura Di Bella.
Il 6 giugno scorso, l’avvocato di Andrea presenta ricorso al tribunale di Cosenza per ottenere il rimborso della terapia ma l’istanza è subito rigettata. Come motivazione il giudice adduce ” l’esito negativo della sperimentazione del 1998″ .
Seguito dallo studio legale Coppa, esperto in responsabilità medica, Andrea non smette di reclamare il suo diritto a curarsi con la terapia prescelta: “Avevo scartato la radioterapia – che pure mi sarebbe stata pagata dal servizio sanitario – per via degli effetti collaterali decisamente pesanti. Mi sarei ritrovato senza salivazione, con difficoltà a deglutire, con infiammazioni delle mucose e soprattutto avrei avuto danni irreversibili ai muscoli della masticazione”.
Negli incartamenti presentati in appello dall’avvocato Massimiliano Coppa c’è l’esito di esami clinici fatti all’Istituto europeo di oncologia di Milano. Risonanza magnetica e tac attestano la regressione del male: dal momento della diagnosi, aprile 2011 al novembre dello stesso anno, la stadiazione del tumore è passata dal T2 iniziale
al T1. Il referto è firmato dallo specialista dell’Unità neoplastica del cavo orale dello Ieo, Roberto Bruschini.
“Un professionista per bene – lo definisce Andrea A. – Bruschini sapeva che stavo seguendo il metodo Di Bella, non mi ha mai detto nulla di sgradevole, anzi, ha espresso soddisfazione per i risultati”. Andrea ha rifiutato anche la chemioterapia “poichè non mi avrebbero prospettato una riduzione del carcinoma”.
Fra i cavalli di battaglia dell’avvocato Coppa, oltre al referto dello Ieo, l’articolo 3 della Costituzione italiana che stigmatizza la disparità di trattamento ” fra pazienti benestanti e non benestanti” poichè Andrea A. non avrebbe potuto affrontare i costi di una terapia di tasca propria.
Nella sentenza si legge: “Visto che dai documenti emerge una risposta positiva al seguente trattamento, visto che la malattia è regredita, il trattamento in questione è da ritenersi determinante per la sopravvivenza del paziente, si ritiene anche che una sua interruzione comporti effetti non rimediabili”.
Così, a colpi di giurisprudenza, continua l’eterna storia dei malati di tumore che scelgono di curarsi con il metodo dello scienziato siciliano Luigi Di Bella, nato il 17 luglio di cento anni fa. La terapia, ufficialmente bocciata dal ministero nel 1998, e ufficiosamente seguita da molti pazienti, ora riceve un implicito riconoscimento anche dallo Ieo.
A voler ricordare non è la prima volta che lo Ieo dimostra “implicita” riconoscenza al metodo Di Bella. Il farmaco cardine della terapia dibelliana, la somatostatina, che Di Bella usa per frenare la crescita e l’angiogensi dei tumori è utilizzata allo Ieo come vettore di altre molecole, nella radioterapia. E nello stesso anno che decretò il fallimento della cura Di Bella, il 1998, Giuseppe Pelicci, oncologo Ieo, meritò il premio Venosta per aver indicato “una nuova strada terapeutica” nella cura della leucemia acuta promielocitica
usando l’acido retinoico, una delle molecole dibelliane.


Purtroppo quando”non sei direttamente interessato” leggi, annuisci …e passi oltre. Poi quando “sei interessato”…è già troppo tardi per interessartene.
caro Cikagiuro,
anche io avevo provato invano a postare sull’inserto salute all’indirizzo di Prameri. Ammesso e non concesso che passi di qui avevo scritto questo:
Credo ci sia un errore nella prima riga del primo post di Prameri: “l’MDB è l’unica terapia” il cui intento è di mirare alle cause anzicchè alla manifestazione sintomatica del cancro. Mentre tutta l’attenzione delle terapie convenzionali del cancro (chirurgia, radioterapia, chemioterapia) è concentrata sulla semplice massa tumorale, l’MDB anticipa di parecchie decine di anni i moderni anticorpi monocolonali e la loro fine azione. Indiscutibilmente il prof Di Bella “ci parlava” di fattori di crescita, di lotta all’angiogenesi tumorale, di differenziazione neoplastica quando ancora questi concetti stavano come frontiera della più avanzata ricerca e non si ipotizzava ancora la loro traduzione in un’ottica terapeutica. Con l’adozione della chemioterapia metronomica si è quasi completato il saccheggio della metodologia di applicazione RAZIONALE delle sostanze di Di Bella: ognuna di esse ha trovato un accoglimento SINGOLO all’interno delle terapie convenzionali del cancro: i retinoidi nella leucemia promielocitica e attualmente in fase di test su linfomi e tumori del seno (fenretinide clone brevettato della vitamina A è già in terapia del seno), la somatostatina ancora in cerca di un analogo più potente dell’octreotide per poter essere estesa alle tipologie di tumore identificate da Schally come rispondenti all’inibizione del GH (prostatic, mammary, ovarian, endometrial, renal, pancreatic, colorectal, gastric and lung cancer (SCLC and non-SCLC), osteosarcomas, melanomas, non-Hodgkin’s lymphomas and brain tumors ) http://www.nobelprize.org/nobel_prizes/medicine/laureates/1977/schally-autobio.html –
anche la melatonina è in cerca di un analogo che consenta di incamerarne royalties dalla vendita, mentre innumerevoli le pubblicazioni sulle proprietà antimetastatiche della vitamina D3 che hanno spinto un paese come il Canada a raccomandarne la supplementazione ai propri concittadini. Lo scandalo è ormai evidente e improcrastinabile è il giorno in cui si debba finalmente accogliere l’approccio biologico al cancro di cui l’MDB è con certezza l’attuale maxima espressione già compiutamente codificata in terapia.
Cara Gioia, posto qui l’intervento che segue avendo più volte provato a inoltrarlo senza successo sul “Giornale.it salute” concernente la stessa discussione.
“Prameri
Gio, 02/08/2012 – 23:45
Né il Metodo Di Bella, né la chemio o radioterapia si prefiggono di trattare le cause del tumore.
Entrambe le pratiche trattano esclusivamente i sintomi e l’evoluzione della malattia.
Così la chirurgia rimuove un blocco di ‘carne crescente’ interna, causa di un danno già attivo o prossimo a esplodere. Ma non può prevenire o curare, da sola, una malattia che interessa tutto
il corpo, come la chirurgia su un polmone non può curare la tubercolosi.
Tenendo conto esclusivamente di queste premesse, cioè trascurando le cause dei tumori,
quello che dovrebbe maggiormente preoccupare è lo stato della difesa del proprio organismo: la difesa immunitaria.
La cura Di Bella esalta e rafforza la difesa. La chemio e radioterapia la demoliscono.
Le persone devono poter scegliere come curarsi.”
*********
Prameri, premesso che alle vere ed intime cause del tumore forse l’uomo non arriverà mai, essendo la patologia così tanto complessa da coincidere con lo stesso segreto della vita, mettere il MDB, quanto a causalità, sullo stesso piano della chemio e della radioterapia, o indicarlo come un semplice rafforzamento delle difese immunitarie, è alquanto riduttivo e non rispondente a verità. Il MDB si differenzia dalle cure convenzionali proprio perchè prescinde dai sintomi e dagli effetti visivi del tumore(la massa). Giova pertanto ricordarne il razionale così magistralmente sintetizzato dallo stesso geniale prof. Di Bella:
“Il principio sul quale io mi sono fondato è semplicemente questo: tuttora i tumori si considerano malattie inguaribili, perché noi non abbiamo mezzi per portarli a guarigione. L’unico mezzo che noi abbiamo è quello della chirurgia, cioè eliminare la parte colpita dal tumore; ma la guarigione clinica del tumore è al di là dal venire. Quindi si adoperano i principi della chemioterapia che si fondano sui vecchi concetti dell’immunoterapia: `colpire presto, colpire forte, con delle sostanze che siano quindi capaci di uccidere questi che noi consideriamo elementi abnormi, cioè elementi neoplastici. Questa è la ragione per cui sorge la chemioterapia. Quindi sarebbe necessario adoperare sostanze capaci di uccidere le cellule neoplastiche per liberare l’organismo da questa degenerazione. E’ più un sogno che una realtà in quanto premette, la chemioterapia razionale, una cosiddetta tossicità differenziata, ciò è a dire una sostanza che sia tossica per le cellule neoplastiche e non lo sia per le cellule normali. Che io mi sappia, una sostanza che si adatti a queste caratteristiche, per adesso non c’è. In considerazione di questi fatti, siccome la chemioterapia vedevo le distruzioni che apportava e le morti che provocava (ne ho visti morire tanti), l’ho respinta. Allora mi sono rivolto verso un altro principio, cioè quello di creare le condizioni biologiche tali da impedire l’ulteriore proliferazione delle cellule neoplastiche senza distruggere quelle preesistenti, cioè creare un ambiente biologico ostile, ma non un ambiente farmacologico tossico. Questo il principio. Allora ho preso di tutta quanta la letteratura esistente a quel momento, le sostanze che ad una minima tossicità, accoppiassero la dimostrata capacità di incidere su uno o più processi che si svolgevano o nel corso di un processo di guarigione ovvero di un processo di evoluzione dei tumori. Per questo sono arrivato ad una conclusione: non c’è e non ci sarà mai una sostanza capace di guarire un tumore. Si tratta invece di un complesso di sostanze che agiranno centripetamente sopra la cellula neoplastica e che incideranno, di volta in volta, contemporaneamente o successivamente, su una delle miriadi di azioni biologiche che sono responsabili della vita di queste cellule. Da qui non è venuta una sostanza, ma un Me-to-do: e c’è una differenza sostanziale! Questo Metodo non l’ho creato io come singole sostanze. Il mio merito, se c’è, sta nell’avere scelto, nell’avere accoppiato, nell’avere adoperato sostanze che non avevano alcuna tossicità (potevano avere eventualmente un effetto trofico, perché gli individui trattati così stanno meglio) e potevano un po’ alla volta impedire la crescita del tumore, addirittura provocare anche la fine della cellula neoplastica” (Prof. Luigi Di Bella, 1996).
Concordo pienamente,invece, sull’ultima riga del suo intervento.
Per il Sig.Alfredo (Post n.20). Nel 2005 portai mia moglie, affetta da tumore cerebrale all’IEO per una visita. Un professore parlando delle ipotesi di cura disponibili, citò la somatostatina usata in una di queste. Ingenuamente io dissi : “Ah, quella di Di Bella !”. All’istante, la figura fino a quel momento ultrarassicurante del medico si trasformò in irosa, pur se di un’ira contenuta e repressa, tanto che io e mia moglie non vedemmo altra soluzione che salutare al più presto ed andarcene.
Luca: “Sarei l’uomo più felice del mondo se la cura Di Bella si rivelasse funzionante.”
Perchè non se ne va ad accertare personalmente se “funzionante” con tutte quelle persone che sia qui (Gioa Locati ne ha pubblicate diverse) che sul Giornale, che su FB, hanno dato testimonianza incontrovertibile di remissione totale o guarigione dal tumore con il MDB? Ma cosa bisogna fare di più? Ben si guarda di entrare nello specifico del Metodo che fonda la sua razionalità su inconfutabili basi scientifiche oggi riconosciute, per ogni suo componente utilizzato, unanimemente da decine di migliaia di studi condotti in tutto il mondo. E lei continua a parlare di sperimentazione. Ma certo, perché non si fa un’altra bella sperimentazione condotta da detrattori del Metodo estero-vestiti e sponsorizzata, magari, da big-pharma? Basta non se ne può più. Ma in quale mondo vive? Le sue non sono argomentazioni, ma luoghi comuni ormai stra-spuntati, triti e ritriti, di chi, proprio, non vuole vedere, non vuole sentire e, soprattutto, non vuole capire. Se ne faccia, comunque, una ragione perché il MDB si affermerà ugualmente senza alcun bisogno di un’altra sperimentazione se non quella testimoniata sul campo direttamente da migliaia e migliaia di ammalati che continueranno, purtroppo ancora a loro spese, a testimoniarne l’efficacia. Caso mai, come suggerisce la Locati nella discussione “Via il cancro senza tossicità”, sarebbe il caso di aprire un’inchiesta giornalistica dalla quale, inevitabilmente, ne deriverebbe una giudiziaria con ipotesi di reato quale la somministrazione di sostanze tossiche, cancerogene, mutagene e teratogene. Altro che sperimentazione! E, allora, per tutti i produttori e somministratori di farmaci mortali, finalmente, si profilerebbero all’orizzonte le porte della galera! Dio mio, ma a quando un po’ di giustizia?
Io sarei l’uomo più felice del mondo se le persone anzicchè fare affermazioni generiche pourparler avessero ALMENO cercato di capire cosa fu chiesto alla sperimentazione dell’MDB , argomento peraltro ampiamente trattato nel blog degli articoli di Gioia Locati.
Sintesi brevissima per Luca: gli anticorpi monoclonali rappresentano la punta più nobile ed avanzata della terapia intelligente del cancro. A prescindere dal fatto che sono rivolti a una STRETTA categoria di pazienti oncologici,(e questo non lo si sottolinea mai in nessun servizio di nessun media) aventi caratteristiche assai particolari e che rappresentano una percentuale esigua del totale dei nepolastici, Lei Luca dovrebbe interrogarsi se per giungere ad essere considerati TERAPIA ufficiale hanno dovuto dimostrare la stessa EFFICACIA che fu richiesta all’MDB nel 98 – dico questo perchè entrambi (anticorpo ed MDB) condividono la stessa strategia di fondo per la lotta al tumore e cioè andare a inibire fattori di crescita essenziali alla neoplasia. Riscriva le sue “impressioni” dopo questo minimo di informazioni basilari da cui è impossibile prescindere per poter dire qualcosa.
Sarei l’uomo più felice del mondo se la cura Di Bella si rivelasse funzionante.
A seguito di una regressione/guarigione certificata (e ce ne sono!), il SSN deve passarmi il viaggio a Lourdes, dato che c’è libertà di cura?
Da quel che leggo qui, però, un malato ha avuto una regressione. Spontanea o a causa della terapia? Quanti non l’hanno avuta? Tutte domande cui non si ha risposta, a parte quella negativa del Ministero, che in quanto negativa, non è valida. Si invoca il fatto che se la sperimantazione fosse stata fatta in Inghilterra… Ma perché i dibelliani non la propongono, in Inghilterra?
Io vorrei dei dati, con un gruppo di controllo accettabile. Perché leggo amenità che inducono a dar fondamento ad una terapia in quanto usa “un veicolo” di un farmaco usato. Beh, se il discorso fosse valido, in caso di polmonite, basta con gli antibiotici: usiamo tutti il veicolo!
Questi i dubbi. Perché l’impressione che danno i sostenitori della terapia Di Bella è quella di avere posizioni preconcette e precostituite su uno schema di ragionamento non accettabile (la terapia è valida – dunque chi lo nega è corrotto dalla mafia mondiale. Se uno ha una regressione ignoriamo quelli che muoiono e sosteniamo la validità della cura). Ripeto, questa è l’impressione. Spero che qualcuno dei Dibelliani, chieda sperimentazioni a Paesi “seri”, e spero che diano risultati positivi. Anche se temo che dopo i risultati, molti Paesi cesseranno semplicemente di essere reputati seri.
Cara Loredana, la frase del Professore, da te opportunamente riportata, mai fu così profetica e dovrebbe campeggiare in ogni luogo a ricordo della caduta di alcuni alti valori di civiltà che segnano la nostra epoca. Primo, tra questi, la totale subordinazione della tutela della salute a logiche esasperate di denaro e di potere da parte di una medicina inquinata e corrotta. Proporrei agli amici di FB di anteporre alla titolazione del sito proprio quella frase:
“L’ITALIA E’ UN PAESE AMMALATO DI DISINFORMAZIONE. E LA DISINFORMAZIONE HA UNA CAPACITA’ CRIMINALE INIMMAGINABILE.
MDB (METODO DI BELLA) DAL CANCRO SI PUO’ GUARIRE!!!”
PS: sarebbe una grave mancanza di riguardo non riconoscere lo sforzo per l’opera di controinformazione fatta dal Giornale per merito di Gioia Locati che ci ospita. E di questo dobbiamo esserle tutti infinitamente grati, ma purtroppo rappresenta l’eccezione e, come noto, l’eccezione la si rileva per constatarne la regola.
…è vicino il giorno in cui crollerà l’impero delle case farmaceutiche, internet è uno strumento troppo potente che permette a infinite persone di accedere a notizie altrimenti messe a tacere! Così per lo schifo delle chemioterapie, vero crimine perpetrato ai danni dell’umanità, così anche per altre cure meno nocive, es? Ho preso per 30 anni vagonate di antibiotici per curare una infezione ricorrente, poi, grazie a internet ho provato qualcosa di diverso e sapete com’è andata? provate a immaginarlo…! Sono mesi che non uso più gli antibiotici che per anni mi hanno lentamente distrutto!Tutto questo dopo aver “scoperto”, sempre grazie a internet, che potevo curare il mio tumore con la MDB, cosa che ho fatto e sono 13 anni…SONO QUI E STO’ BENE!Il mio consiglio è di prendere in mano le redini della propria vita e assumersi la responsabilità della scelta…troppo facile affidarsi ad altri per poter dire, poi, che non è stata colpa nostra se le cose sono andate male…ovvio, prima bisogna conoscere, e anche questo non è facile, richiede un impegno grande se non si è medici ma la vita che abbiamo non vale tutto l’impegno che richiede curarsi in maniera “dolce”? Il discorso delle cure “fruibili” gratuitamente è il neo della questione……..l’unica parte negativa! Ma siamo speranzosi che cambierà, 9000 iscritti qui: http://www.facebook.com/groups/metododibellaitalia/ perone che diffondono la conoscenza del MDB, non sono pochè! Il prof Di bella diceva «L’Italia è un Paese ammalato di disinformazione. E la disinformazione ha una capacità criminale inimmaginabile».
Caro Alfredo, se la sperimentazione del 1998 fosse stata fatta in Gran Bretagna adesso il MDB sarebbe riconosciuto e praticato in tutto il mondo, perché da quelle parti si finisce in galera per certe porcherie.
Quelli che fecero quella farsa di sperimentazione adesso sono ancora ai loro posti, come si fa a fare una nuova sperimentazione se quì in Italia voi medici vi vergognate o avete paura persino ad associare il vostro nome con quello di Di Bella?
La penso come Lei Debora, soprattutto il malato di cancro che non ha ulteriori sbocchi terapeutici (chemio-radio resistente, malato cronico che non può fare chemio radio , etc….) DEVE potere curarsi gratuitamente. Idem dicasi per tutte le malattie MORTALI in cui non esiste cura certa. La fanno tanto lunga sui costi che comporterebbe una simile iniziativa: sarebbe unicamente una operazione di CIVILTA’. Abbiamo liberi sul territorio uno stuolo di parassiti falsi invalidi che ingoiano fiumi di irpef onestamente versate e obblighiamo alla pura palliazione uno stuolo di persone massacrate da terapie di “comprovata efficacia” !!!
Questi ultimi solamente affidati alle cure di un Lissoni al San Gerardo di Monza vivrebbero A LUNGO in assenza di cachessia sottoposti a una “terapia ormonale sostitutiva” a base di sola melatonina dal costo INSIGNIFICANTE per l’erario.
“Pietra dello scandalo e stoltezza per i pagani” definisce questo status lo stesso Lissoni ad ogni suo congresso(premio National Cancer per i suoi studi sugli ormoni della pineale).
prima o poi dovranno cambiare le cose!!! non è possibile non avere neanche il diritto di poter scegliere come curarsi…
Il mio buon papà ha ripetuto fino al suo ultimo giorno di vita: “Amor omnia vincit” (l’amore vince su tutto)…..credo sia il suo più grande insegnamento….
Devo aggiungere una piccola precisazione: quando mi sento un po’ Gianburrasca, vado a seminare nella più veneranda istituzione milanese dedita alla cura del cancro, oltre che altrove. Di nuovo cordialmente
Buona domenica a tutti. Io ogni giorno do speranza a tutti i malati. La situazione è gravissima: ci sono edifici pubblici costruiti con sostanze tossiche. Non è strano che in una scuola media io e tanti colleghi, nel tempo ci siamo ammalati di cancro? E i ragazzini si ammaleranno? Spero di no. Seneca ci ha tramandato che “chi non utilizza la vita, non ne ha il senso.” Sartre affermava che “l’esistenza si fonda sulla coscienza di vivere” ed io mi auguro che si comprenda tutto ciò. E’ difficile…..
Rosa Mannetta redatt.
Molto bello FeliceFranca.
Posso dire una cosa? Io non credo che manchi l’amore. Forse è scarso, ma c’è. Io mi sento circondata dall’amore, immersa nell’amore e anche piena d’amore. Mi costa un po’ questa confessione, è un po’ troppo privata per farla qui. Però sento che la devo fare. E tutto questo amore è emerso e ha preso corpo dal momento in cui ho incontrato Bobo. Da quando ho deciso che per ritrovare la salute, avrei abolito dal mio vocabolario tutto il linguaggio normalmente connesso con il cancro: parole come battaglia, guerra ecc. non fanno più parte del mio lessico, non in relazione alla malattia. Altrove ho detto che non ritenevo di avere le forze sufficienti per affrontarla in questo modo. Ho preferito un atteggiamento “francescano”. Ho sempre pensato a Bobo, e poi ai suoi fratelli, quando sono riusciti a farsi conoscere, come al lupo famoso di Francesco che, per amore e con amore, si trasforma e, da pericolo che era, diventa il beniamino della comunità. Se questo non giova alla mia guarigione, giova certamente al mio umore e al mio modo di vivere la malattia e la vita di questi mesi e anni. Io trovo amore in tutti i malati come me che scrivono sulla pagina di FB. Io sento amore verso tutti loro e partecipo, con amore, a i loro successi e alle loro sconfitte. Io trovo amore nella cura che sto facendo e di questo sono grata a chi l’ha studiata, messa a punto e praticata ridando la salute, la speranza e la capacità di affrontare , quando è accaduto, la morte in condizioni di non grave sofferenza. E’ poco, mi rendo conto. Ed è sempre piccolo il numero di persone che possono avvalersi del MDB. Però non passa giorno, senza che qualcuno si aggiunga alla schiera. Se pensiamo alla famigerata sperimentazione che intendeva sotterrare con ignominia la cura e il suo autore, beh, io credo che ci sia motivo di speranza. Nel mio piccolo, quando mi sento un po’ un Gianburrasca, mi do da fare e parlo del Metodo della mia esperienza, di come mi sento. Insomma cerco di gettare semi. E, soprattutto, sia per me che per gli altri, mantengo viva la speranza. Cordialmente
Ho avuto la mamma malata di cancro scoperto ormai in fase terminale.ricoverata nelsolito reparto oncologico i medici non mi propongono nessuna cura ,considerando le metastasi epatiche e l’ostruzione quasi totale dell’intestino.Vado dal Dt.Di Bella mi prescrive la cura ,e fin qui’ nulla di strano.Ho comprato tutto a mie spese (tranne le medicine mutuabili)compreso la somatostatina.Per l’octreotide?ci vuole un piano terapeutico.vado dagli oncologi che l’avevano in cura e chiedo molto ingenuamente un piano terapeutico per l’octreotide (il tumore e di origine neuroendocrina)mi risponde “prima chemio se abbiamo dei risultati forse possiamo fare l’octreotide”mi madre aveva 80 anni ,probabilmente sarebbe morta di chemio.vado a casa e scarico un centinaio di studi ufficiali ,sull’efficacia dell’octreotide nella cura dei tumori di origine neuroendcrina e dell’efficacia di ogni singola sostanza dell’emmedibi.Era un plico di 2 centimetri di spessore .Incalzato mi dice che forse un giorno useranno questo metodo ma ora devono seguire alla lettera le linee guida.Mi dice pure che in 50anni di carriera ha avuto un solo paziente sopravvissuto oltre10 anni con la sola chemio.Sono uscito sbattendo la porta e ho curato mia madre con melatonina e retinoidi su suggerimento del di bella (non sopportava altro)mia madre si e’ spenta 2mesi dopo soffrendo solo gli ultimi 2 giorni .Ma ci pensate ,propose chemio ad una donna di 80 anni sapendo che sarebbe probabilmente morta a causa della stessa
C’era da aspettarselo! Ma ormai la strada che porta alla verità è spianata! Complimenti al Dr. Di Bella ed auguri vivissimi.
Simone, il male teme la luce.
Diamoci da fare per far luce con fiducia.
Denunciamo le situazioni, quando incontriamo i mercanti chiediamo loro spiegazioni e se li incontriamo in ascensore…
Anche Gioia Locati aiuta a far luce con i suoi articoli e questo blog.
Su Facebook c’è un gruppo che non sta zitto.
Intrecciamo cordicelle… ma non per fare scooby doo…
Occorre essere sferzanti.
Ottimo il filmato di Marco, questa donna è dirompente nel sistema.
Caro Bruno,
oggi i templi sono vuoti, per cui i mercanti si sono spostati altrove, come in ospedale dove si fanno più affari. Nessuno li scaccia più, è questa la differenza. C’è chi se ne va, chi resta ingoiando bocconi amari, chi vive profonde contraddizioni, manca forse l’amore più grande, quello di dare la propria vita per gli altri, forse per paura, forse per lo stipendio, forse perché si pensa di essere soli ed impotenti, accettando dunque di convivere con il male, le dittature ed il malaffare.
L’altro giorno parlavo con un genio (è così raro incontrarlo che quasi non credevo ai miei occhi di averlo davanti a me), con colui che (neppure lui ancora lo sa o forse non lo vuol dire per umiltà) ha creato ciò che vincerà il male (molti mali: cancro, cardiopatie, Parkinson, Alzheimer, SLA, diabete, ecc.). Non accetta però inviti a conferenze dove l’uditorio è di soli medici. Chissà perché..
Mi riallaccio ai post di Simone e di Bruno, perchè sono entrambi risaliti sino al “problema” principale, che fondamentalmente E’ la mancanza di amore.
E’ smarrito ovunque – manca in ricerca quanto in medicina , ed è latitante in qualsiasi altro aspetto del vivere umano.
Posto volentieri in considerazione anche del fatto che si è parlato dell’ ateo dichiarato che ha generato l’IEO e che tanto si prodiga a supporto del testamento biologico.
Quando si arriva a prestare più attenzione al non-vivere che al vivere un qualche interrogativo è giusto porselo.
E’ da un anno che denuncio una situazione pericolosa e dannosa. Io lavoro in un edificio scolastico costruito secondo norme antisismiche, dopo il terremoto del 1980, in Irpinia. Ieri ho saputo che una collega andata in pensione nel 2011, era in cura per un cancro al seno. Il preside che ha lavorato in passato, ha un linfoma aggressivo…Altri colleghi sono in cura per vari tipi di cancro…Oltre al problema rifiuti,cosa può esistere nei materiali usati nella ricostruzione post-terremoto? I ragazzi che frequentano la scuola…saranno i futuri malati tra qualche anno? La mia città è Avellino. Cosa succede? Perchè tanti tipi di cancro? Sono troppe le persone che si ammalano!!! Che sostanze ci sono in quell’edificio scolastico? Esiste un’omertà indefinibile. Seneca scriveva che ” chi non sa utilizzare il tempo, non comprende la vita “. Non si può continuare a negare questa terrificante realtà. Rosa Mannetta
cari Tutti,
mi pare che continuiamo a ripetere le stesse cose ed allora io voglio chiarire alcuni punti e spero di farlo in modo appropriato:
1)Il malatto ha diritto di scegliersi come curarsi? Assolutamente si’! Non sarebbe male pero’ se prima sapesse veramente quello che ha e che cosa aspettarsi. La liberta’ di scelta inizia quando so realmente che cosa ho e che prognosi potrei avere (almeno vagamente). Questo spessisimo, almeno in Italia, non avvienee nella maggior parte dei casi sono i familiari che ostacolano questo processo (anche se a fin di bene e’ sbagliato). Aggiungo che un malato ha diritto a scegliersi come curarsi e, se la cura che sceglie e’ riconosciuta dallo stato, allora non la paga, altrimenti se la deve pagare. Se ci sono regole, giuste o sbagliate, purtroppo le dobbiamo rispettare. Se le regole sono sbaglite e’ giusto far di tutto per cambiarle.
Sento spesso dire che in Italia e’ una vergogna. Faccio presente che in moltissime nazioni europee, tra cui la Gran Bretagna, lo stato col cavolo che ti rimborsa una terapia non approvata. Io x dare 20 mg di melatonina devo diventare scemo qui…
2)L’Italia e’ pero’ il paese delle contraddizioni: ha senso non riconoscere un trattamento e poi rimborsarlo se intervengono i giudici? ma non sarebbe meglio approfondire nuovamente un po’ megliodi come si feve nel 1998, e’ sarcastico, se il trattamento e’ valido ?Ovviamente si’, ma l’oncologia ufficale fa orecchie da mercante anche perche’, da entrambe le parti (MBD e oncologi) non vi e’ alcuna interazione reale
3)IEO non ha riconosciuto e mai riconoscera’ nulla. fanno la metronomica e dicono che sono belli e bravi, usano la somatostatina e dicono che sono dei geni, etc…..se Chiedi a Veronesi ti risponde (gia’ fatto) che tutti i singoli componenti della MDB hanno dimostrato attivita’, ma che i dati sulla MDB (cioe’ ‘lassociazione dei farmaci) non ci sono (sue parole). IEO non dira’ mai che la MDB funziona. almeno non se le cose proseguono cosi’.
4)L’ho detto a Dr Norsa, l’ho scritto al Dr Di Bella: se volete continuare a somministrare la terapia cosi’ allora va bene (occhio pero’ alla situazione economica…sono sicuro che ci saranno sorprese). Se invece l’obiettivo e’ quelo di ottenere un riconoscimento (presumo di si’) da parte del SSN allora bisogna battere il “nemico” con le sue armi e sul suo campo. Non basteranno 1000 cause di rimborso o 100 perizie a cambiare questa situazione cosi’ come non bastera’ la spinta popolare (non basto’ nel 1998). L’Italia e’ una nazione nella quale una legge firmata da 350000 cittadini giace negli scantinati del Senato senza mai essere stata discussa…..
5)Io credo fortemente che ci siano i presupposti per fare qualcosa di significato e che porti ad una svolta molto forte….mi auguro di non essere l’unico a pensarla cosi’
Gioia scrive alla fine del suo post che “…A voler ricordare non è la prima volta che lo Ieo dimostra “implicita” riconoscenza al metodo Di Bella. Il farmaco cardine della terapia dibelliana, la somatostatina, che Di Bella usa per frenare la crescita e l’angiogensi dei tumori è utilizzata allo Ieo come vettore di altre molecole, nella radioterapia. E nello stesso anno che decretò il fallimento della cura Di Bella, il 1998, Giuseppe Pelicci, oncologo Ieo, meritò il premio Venosta per aver indicato “una nuova strada terapeutica” nella cura della leucemia acuta promielocitica usando l’acido retinoico, una delle molecole dibelliane.”
Io aggiungerei che, sempre tra il 1998 e il 1999, ci fù anche questo documento che attestò, senza mezzi termini, la validità del MDB ma che nessun mezzo di informazione divulgò e comunicò all’opinione pubblica….
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Esame e considerazioni su casi di neoplasie curate col Metodo Di Bella (MDB) esaminati dai tre Consulenti Tecnici di Ufficio (CTU), nominati dalla Pretura Circondariale di Lecce (Sezione distaccata di Maglie).
Data: 17/07/2003
Tipologia: MDB – Documentazione
Lingua: Italiano
Anno: 1999
Descrizione:
Il documento concerne l’esame e le considerazioni su casi di neoplasie curate col Metodo Di Bella (MDB) esaminati dai tre Consulenti Tecnici di Ufficio (CTU), nominati dalla Pretura Circondariale di Lecce (Sezione distaccata di Maglie). Segue una sintesi del documento originale della relazione di consulenza tecnica di ufficio nella causa civile tra i pazienti e la AUSL LECCE-2 di Maglie e il Ministero della Sanità. Infine sono riportati dettagliatamente 225 casi clinici pervenuti in Pretura e da essa valutati alla data del 7.02.99.
Il documento concerne l’esame e le considerazioni su casi di neoplasie curate col Metodo Di Bella (MDB) esaminati dai tre Consulenti Tecnici di Ufficio (CTU), nominati dalla Pretura Circondariale di Lecce (Sezione distaccata di Maglie). Segue una sintesi del documento originale della relazione di consulenza tecnica di ufficio nella causa civile tra i pazienti e la AUSL LECCE-2 di Maglie e il Ministero della Sanità. Infine sono riportati dettagliatamente 225 casi clinici pervenuti in Pretura e da essa valutati alla data del 7.02.99.
http://www.metododibella.org/cms-web/upl/doc/2003717124726.pdf
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Sono d’accordo con te Simone.
Un dubbio su quanto hai detto sulla chemio però ce l’ho anche se mi hai messo una pulce…
L’amore però può manifestarsi anche in altre forme che nel porgere l’altra guancia:
“Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!”
E’ male a radice della parola malattia. E’ di uso comune dire ad esempio di una persona affetta da cancro che ha un brutto male od un male incurabile. Il male è il frutto dell’odio,
è il frutto delle forze del male. Il cancro è forse il male del secolo, ed è estremamente
organizzato, intelligente, duro da vincere nella sua perversità.
Come si affronta il male? Gesù stesso ci insegna ad amare i nostri nemici, a porgere l’altra guancia.
San Paolo pronunciò ispirato la celebre frase: “Non lasciatevi vincere dal male, ma vinci con il bene il male!”.
L’amore vince l’odio, l’odio si vince solo con l’amore: questa è l’essenza del messaggio evangelico.
E sia ben chiaro che non è un messaggio solo spirituale, ma coinvolge ogni sfera della nostra vita.
Se prendiamo ad esempio gli approcci terapeutici nella medicina attuale, come la chemioterapia,
questo è un chiaro esempio di mancanza d’amore: si combatte il male con altro male, dove può
portare, dove ha portato e dove porterà un simile malcostume? La chemioterapia è contro
il Vangelo, non ha niente a che vedere con l’amore, è anti-cristiana.
Caro Bruno hai ragione, la magistratura potrebbe essere una via di uscita – ma può agire di sua sponte o serve una denuncia ? il rovescio della medaglia è che quando la politica è in difficoltà(perchè il problema è politico: è la politica che difende e agevola gli interessi) alla fine si “ingoia” il magistrato con la lusinga di poter cambiare le cose dall’interno (i due casi che mi vengono in mente sono Di Pietro e Madaro che fu un alfiere veramente tosto della libertà di cura)
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Cikagiuro: facciamo un pò di gossip-scientifico? Secondo me Veronesi arrivato alla sua veneranda età è stato messo in minoranza all’interno del suo stesso gruppo – nell’industria così capita: a un certo punto se sei vecchio e scomodo ti fanno presidente e a quel punto non conti davvero più nulla.
Di più: ma vi ricordate la figura terrificante che fece Veronesi annunciando la Magic Box? la macchina che avrebbe visto i tumori con due anni di anticipo?
La sparò in tutti i telegiornali come cosa “fatta” mentre non esiste nemmeno un progetto di “minima” per realizzarla !
Ma chi gli ha passato una “velina” simile? Io sono autenticamente convinto che lo vogliono “fare fuori” (in senso metaforico/scientifico si intende!)
Se notate i passaggi in Tv si sono diradati, su Sportello le “rogne” le passa … a chi? Agli allineati e coperti dell’ortodossia oncologica.
Veronesi ha tentato la sterzata storica verso il biologico con la Fenretinide: ne avete più sentito parlare?
Da allora Veronesi è in parabola discendente –
Puoi essere anziano, famoso, stimato, ma non puoi permetterti di uscire “troppo dal seminato”.
Al timone dell’IEO Veronesi non ci sta da un pò.
Dico la mia, non so se mi sto ripetendo in questo blog.
Il sistema attuale non prevede libertà di cura (cioè a spese del SSN) neanche quando l’ammalato non risponde più alle cure previste dai protocolli ufficiali e viene abbandonato a se stesso.
E’ un’aberrazione macroscopica.
Il sistema attuale non prevede libertà di cura (cioè a spese del SSN) neanche se costa meno dei protocolli ufficiali, parecchio di meno.
A questo punto direi che è ora che intervenga il giudice penale, non civile!
Stamattina, prelievo per emocromo presso importante Istituto milanese. Valori buoni. Fatta pubblicità al MDB con i pazienti in cura convenzionale. Un po’ mi diverto! Ma mi scandalizza e mi rattrista profondamente vedere soprattutto i bambini “curati” con la chemioterapia. Cordialmente
A proposito di Veronesi, ecco due interventi freschi freschi da Sportello Cancro.
1° caso: paziente consapevole e orfana d’informazioni alternative vs/ Veronesi negatore e depistatore;
2° caso: lettore informato vs/ Veronesi deviatore.
E questo sarebbe il luminare di fama mondiale!
Barbara
Giovedì, 02 Agosto 2012
Direzioni
Gentile professore, essendo una paziente metastatica in giovane età mi chiedo spesso se gli effetti collaterali delle terapie cui sono sottoposta siano accettabili in considerazione del fatto che la medicina non mi riconosce oggi alcuna possibilità di guarigione, ma solo un aumento della sopravvivenza che, in termini statistici, viene spesso valutata più in termini di mesi che di anni. So che negli ultimi anni ci sono stati progressi nelle cure e che ancora ce ne saranno, ma ho l’impressione che gli sforzi sian tesi soprattutto a garantire la possibilità di applicare chemioterapie sempre più potenti limitando i danni alle cellule sane e anche l’applicazione delle nanotecnologie, di cui tanto si parla in questi giorni, mi pare vadano in questo senso. A me sembra però evidente che qualsiasi chemioterapia, per quanto mirata, può solo tamponare la situazione, ma non guarire una persona che ha cellule metastatiche ormai sparse per l’organismo e che nessuna possibilità di guarigione ci sarà mai finchè non si capirà come indurre l’organismo a combattere da solo il male. Tuttavia, ho l’impressione che questo tipo di ricerca stenti molto di più a decollare e anzi spesso venga ostacolato come si trattasse dell’opera di stregoni. Sbaglio però a ritenere che questa sia l’unica vera via possibile per dare una speranza almeno alla generazione di mio figlio? Ci sarà secondo Lei qualche novità in questo senso a breve? Grazie
Risposta Veronesi
Giovedì, 02 Agosto 2012
Cara Barbara, non concordo sul fatto che la chemioterapia serva solamente a tamponare la situazione, visto che ci sono numerosi studi clinici che confermano la sua efficacia nel guarire alcuni tumori, come certe leucemie o linfomi. Ovviamente dipende dal tipo di malattia, ed è vero che in caso di metastasi estese la chemioterapia può fare poco. Detto questo, vorrei precisare che gli studi recenti non tendono ad applicare chemioterapie più potenti, ma si basano su un principio completamente diverso: trovare molecole che, invece di distruggere in modo indiscriminato le cellule, mirino a riparare il danno genetico esclusivamente nelle cellule malate. Quanto all’ipotesi di cui lei parla di indurre l’organismo a combattere da solo la malattia, le garantisco che non è per nulla ostacolata. Ci sono molti studi che hanno l’obiettivo di potenziare il sistema immunitario per indurlo ad attivarsi in modo molto più efficace di quanto naturalmente non faccia. In effetti tutto il mondo scientifico è concorde nel ritenere che l’immunologia sia uno dei settori su cui si collocano le maggiori aspettative.
La grande speranza per la prossima generazione risiede, a parere di molti, nelle cellule staminali del cancro, ossia le cellule madri che danno origine alle metastasi. Tutti i laboratori del mondo sono impegnati a identificare queste cellule per ogni tipo di tumore per poi bloccarle prima che iniziano la proliferazione (e dunque metastasi).
Antonio Giovedì, 02 Agosto 2012
Abraxane
Gentile prof. Veronesi,
Ho letto qualcosa sull’abraxane e vorrei un chiarimento. Da quel che leggo la sperimentazione si è risolta con ottimi risultati e il farmaco è regolarmente disponibile ma come seconda linea sulle pazienti metastatiche. Ma se si tratta del vecchio tavolo, che solo in quanto legato all’albumina anzichè sciolto nei solventi, crea infinitamente meno danni collaterali, perchè non prescriverlo in prima linea evitando alle pazienti di essere devastate dal taxolo tradizionale? Non vedo altre ragioni plausibili per prescriverlo in seconda linea che non siano quelle dell’interesse delle causa farmaceutiche a fare più danni possibile per garantirsi che prima o poi le malate tornino a curarsi anche in seconda linea! Lei mi sa fornire altre spiegazioni scientifiche? Grazie
Risposta Veronesi
Giovedì, 02 Agosto 2012
Caro Antonio, per una risposta esauriente la invito a rivolgersi al forum di Oncologia Medica (a questo link http://forum.corriere.it/sportello_cancro_oncologia_medica/), che sicuramente le saprà fornire la risposta più esauriente.
Ottima idea Marco L…. Dato che l’esimio oncologo risponderà, come al solito, in burocratese del tipo la sperimentazione del 1988 ha detto ecc. ecc. vorrei suggerire alla cara Gioia di stamparsi quello che adesso le posto, coicché, quando l’esimio oncologo atttaccherà a recitare il solito copione della sperimentazione del 1998 ha detto ecc. ecc., potrà interromperlo e chiedergli di leggere attentamente quello che adesso posto in modo che, se proprio vuole continuare a dire che il MDB è inefficacie, trovi una favola più credibile: quella della sperimentazione, ormai, non regge più…
PS: Vorrei far notare che tra i vari personaggi che dapprima bocciarono ufficialmente la sperimentazione ma che poi zitti zitti sperimentarono nei loro istiuti i diversi componenti del MDB arrivando tutti alle medesime conclusioni, c’era anche l’esimio oncologo…
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Nel rapporto sui risultati della sperimentazione del 1998 bocciarono il MDB utilizzando questi termini “…il trattamento MDB non ha mostrato attività antitumorale……In nessun paziente si è osservata una risposta obiettiva completa o parziale…..Il risultato osservato in questo protocollo è non solo largamente inferiore al numero minimo di risposte necessarie per giustificare una prosecuzione della sperimentazione ma soprattutto, è inferiore ai livelli di risposte oggi ottenibili utilizzando i trattamenti chemioterapici disponibili anche in pazienti in fase avanzata di malattia”.
Mentre nel 2012 gli stessi personaggi che parteciparono direttamente o indirettamente alla sperimentazione affermano o scoprono questo:
Tirelli:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21358216
Onkologie. 2011;34(3):117-20. Epub 2011 Feb 18.
Small cell lung cancer in an elderly patient: efficacy of somatostatin analog treatment, a case report.Bearz A, Lleshi A, Perin T, Fratino L, Venturini S, Giacalone A, Sartor I, Berretta M, Sulfaro S, Tirelli U.Medical Oncology Department, Scientific Directorate, National Cancer Institute-IRCCS, Via Franco Gallini 2, Aviano (PN), Italy. abearz@cro.it
Veronesi.
La somatostatina è un ormone prodotto da diverse cellule: dai neuroni dei nuclei ipotalamici che controllano l’asse della crescita, dalle cellule D del pancreas, dello stomaco e del duodeno, dalle cellule immunitarie. Questa sostanza e i suoi analoghi di sintesi, come l’octreotide, vengono usati da molto tempo, con buoni risultati, per il controllo dei sintomi di numerosi tumori dell’ipofisi, del pancreas endocrino e in altri tumori gastrointestinali cosiddetti neuroendocrini. Da una quindicina d’anni, in seguito alla scoperta della presenza di recettori (molecole che si trovano sulla membrana della cellula neoplastica di alcuni tumori e che funzionano come calamite naturali) per la somatostatina in vari tumori solidi, presso alcuni centri oncologici, tra cui l’Istituto Europeo di Oncologia, questi recettori vengono utilizzati nella radioterapia recettoriale, una tecnica che consiste nel convogliare una carica radioattiva esattamente sul bersaglio, la lesione tumorale, sfruttando appunto i recettori. Il radionuclide, accoppiato con l’octreotide, viene quindi guidato all’interno della cellula tumorale, dove libera radioattività. Questa tecnica dà ottimi risultati soprattutto nella cura dei nei tumori neuroendocrini, che tipicamente contengono i recettori per l’octreotide, ma anche nei linfomi, in alcuni tumori cerebrali, alcuni microcitomi polmonari e in rari casi di tumore del seno”.
Garattini padre
I retinoidi?
“Ci stiamo lavorando da diversi anni. Sono molto efficaci nella leucemia promielocitica acuta.”
Veronesi dice che la fenretinide (un retinoide di sintesi) blocca le ricadute del tumore al seno.
“Siamo ancora a livello di studi, prima che il farmaco sia sul mercato occorrono altri passaggi”.
Che proprietà hanno i retinoidi?
“Sulle cellule che esprimono i recettori per l’acido retinoico hanno effetto di inibizione della crescita e, ad alte dosi, aumentano l’apoptosi (la morte delle cellule). In più tendono a far tornare le cellule maligne verso la normalità…”
Garattini figlio
Leukemia. 2012 Feb 22. doi: 10.1038/leu.2012.50. [Epub ahead of print]
p38αMAPK interacts with and inhibits RARα: suppression of the kinase enhances the therapeutic activity of retinoids in acute myeloid leukemia cells.
Gianni M, Peviani M, Bruck N, Rambaldi A, Borleri G, Terao M, Kurosaki M, Paroni G, Rochette-Egly C, Garattini E.
Source
Laboratory of Molecular Biology, Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’, Milano, Italy.
Abstract
All-trans retinoic acid (ATRA) is the only clinically useful differentiating agent, being used in the treatment of acute promyelocytic leukemia (APL). The use of ATRA in other types of acute myelogenous leukemia (AML) calls for the identification of novel strategies aimed at increasing its therapeutic activity. Here, we provide evidence that pharmacological inhibition of the mitogen-activated protein kinase, p38α, or silencing of the corresponding gene sensitizes APL and AML cell lines, as well as primary cultures of AML blasts to the anti-proliferative and cyto-differentiating activity of ATRA and synthetic retinoids. P38α inhibits ligand-dependent transactivation of the nuclear retinoic acid receptor, RARα, and the derived chimeric protein expressed in the majority of APL cases, PML-RARα. Inhibition is the consequence of ligand-independent binding of p38α, which results in stabilization of RARα and PML-RARα via blockade of their constitutive degradation by the proteasome. The inhibitory effect requires a catalytically active p38α and direct physical interaction with RARα and PML-RARα. Ser-369 in the E-region of RARα is essential for the binding of p38α and the ensuing functional effects on the activity of the receptor.Leukemia advance online publication, 9 March 2012; doi:10.1038/leu.2012.50.
Leucemia. 2012 Feb 22. doi: 10.1038/leu.2012.50. [Epub ahead of print]
p38αMAPK interagisce con e inibisce RARa: soppressione della chinasi migliora l’attività terapeutica dei retinoidi in cellule di leucemia mieloide.
Gianni M , Peviani M , N Bruck , Rambaldi A , Borleri G , M Terao , Kurosaki M , Paroni G , Rochette-Egly C , E Garattini .
Fonte
Laboratorio di Biologia Molecolare, Istituto di Ricerche farmacologiche ‘Mario Negri’, Milano, Italia.
Astratto
All-trans retinoico (ATRA) è l’unico agente clinicamente utile differenziare, utilizzato nel trattamento della leucemia promielocitica acuta (APL). L’uso di ATRA in altri tipi di leucemia mieloide acuta (AML) prevede l’individuazione di nuove strategie volte ad aumentare la sua attività terapeutica. Qui, si dimostrano che l’inibizione farmacologica del mitogeno-activated protein chinasi, p38α, o silenziamento del gene corrispondente sensibilizza linee cellulari APL e AML, così come colture primarie di blasti AML per l’attività anti-proliferativa e cito-differenziante ATRA e retinoidi sintetici. P38α inibisce ligando-dipendente transattivazione del recettore nucleare acido retinoico, RARa, e la proteina chimerica derivata espressa nella maggior parte dei casi LPA, PML-RARa. L’inibizione è la conseguenza del legame ligando-indipendente di p38α, che si traduce in stabilizzazione di RARa e PML-RARa tramite blocco della loro degradazione costitutiva da parte del proteasoma. L’effetto inibitorio richiede un cataliticamente attiva interazione p38α e fisico diretto con RARa e PML-RARa. Ser-369 nella regione di E-RARa è essenziale per il legame di p38α ed i conseguenti effetti funzionali sull’attività della pubblicazione anticipata receptor.Leukemia linea 9 marzo 2012; doi: 10.1038/leu.2012.50.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=GARATTINI%20E.%20retinoid
Mandelli:
Grazie all’acido retinoico, oggi, si arriva a una guarigione nel 70% dei casi di leucemie promielocitiche, un tempo tra le più gravi.
Melatonina
Istituto Nazionale dei Tumori ‘Regina Elena’, Roma, Italia. (Cognetti)
Oncogene. 2011 Oct 17. doi: 10.1038/onc.2011.469. [Epub ahead of print]
Melatonin triggers p53(Ser) phosphorylation and prevents DNA damage accumulation.
Santoro R, Marani M, Blandino G, Muti P, Strano S.
Source
Molecular Chemoprevention Group, Molecular Medicine Department, Italian National Cancer Institute ‘Regina Elena’, Rome, Italy.
Abstract
Several epidemiological studies have shown that high levels of melatonin, an indolic hormone secreted mainly by the pineal gland, reduce the risks of developing cancer, thus suggesting that melatonin triggers the activation of tumor-suppressor pathways that lead to the prevention of malignant transformation. This paper illustrates that melatonin induces phosphorylation of p53 at Ser-15 inhibiting cell proliferation and preventing DNA damage accumulation of both normal and transformed cells. This activity requires p53 and promyelocytic leukemia (PML) expression and efficient phosphorylation of p53 at Ser-15 residue. Melatonin-induced p53 phosphorylation at Ser-15 residue does not require ataxia telangiectasia-mutated activity, whereas it is severely impaired upon chemical inhibition of p38 mitogen-activated protein kinase activity. By and large, these findings imply that the activation of the p53 tumor-suppressor pathway is a critical mediator of melatonin and its anticancer effects. Therefore, it provides molecular insights into increasing observational evidence for the role that melatonin has in cancer prevention.
TRADUZIONE
Oncogene. 2011 Ott 17. doi: 10.1038/onc.2011.469. [Epub ahead of print]
La melatonina attiva p53 (Ser) fosforilazione e previene
i danni accumulo di DNA.
Santoro R , M Marani , Blandino G , P Muti , Strano S .
La chemioprevenzione del Gruppo Molecolare, Dipartimento di Medicina Molecolare, l’italiano
Istituto Nazionale dei Tumori ‘Regina Elena’, Roma, Italia.
Diversi studi epidemiologici hanno dimostrato che alti livelli di melatonina, un ormone secreto indolico principalmente dalla ghiandola pineale, riduce i rischi di sviluppare il cancro, suggerendo così che la melatonina provoca l’attivazione dei percorsi tumoresoppressori che portano alla prevenzione della trasformazione maligna. Questo lavoro dimostra che la melatonina induce la fosforilazione di p53 al Ser-15 proliferazione delle cellule inibendo l’accumulo e la prevenzione dei danni del DNA delle cellule sia normali che trasformate. Questa attività richiede p53 e leucemia promielocitica (PML) espressione e fosforilazione efficiente di p53 al Ser-15 residui. La melatonina indotta da p53 a fosforilazione Ser-15 residui non richiede attività di atassia telangiectasia-mutato, mentre è gravemente compromessa al momento dell’inibizione chimica di p38 mitogeno-attivata l’attività della proteina chinasi. Nel complesso, questi risultati implicano che l’attivazione della via soppressore del tumore p53 è un mediatore fondamentale della melatonina e dei suoi effetti antitumorali. Pertanto, fornisce intuizioni molecolari in crescente evidenza osservativa per il ruolo che la melatonina ha nella prevenzione del cancro.
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Cara Gioia, che dirle, sarò ripetitivo, ma ancora una volta GRAZIE DI CUORE…..
Bella notizia, a settembre iniziamo la nostra crociata.
P.S: L’oncologo sopra citato sa benissimo gli effetti delle cura tradizionali sui pazienti
Sua moglie si è curata in maniera differente come il 75% degli oncologi americani colpiti da tumore.
La differenza è che da oltre oceano le statistiche arrivano, dall’Europa vengono insabbiate.
P.S. Sig.ra Locati, ci dia la possibilità di condividere il suo blog su facebook e G+
Faremo una pubblicità mica da ridere
Non siamo liberi per niente,cara rosa, se per curarmi devo affidarmi ad un avvocato.pensavo ci volesse un medico che ben preparato mi somministrasse la terapia migliore in assoluto.penso che non esista piu’ nessun settore toccato dal bussines ancora eticamente onesto tt i giorni vengo a conoscenza di nuovi corroti.bisogna rifondare partendo dall’etica!!!
Marco L.: ottima idea. Gioia potrebbe contattare l’esimio oncologo per sapere se ha in programma un qualche party a breve, considerato il periodo estivo e vacanziero. E nel clima amicale della festa, tra i rituali convenevoli e apprezzamenti, piazzargli la domandina semplice semplice da te suggerita:” professore, mi dica la verità, quanti casi positivi di MDB ha visto su suoi pazienti o ex pazienti?”. Mica pretende che si metta a spiegarle come si curano i tumori! Vuoi dire che l’illustre luminare, noto per essere un vero gentleman, non inviterebbe una giornalista così giovane, brava e carina?
Da il “Il Poeta della Scienza”:
“Giunge anche uno strano biglietto d’invito, questa volta non in inglese e scritto a penna: è stato vergato da un celebre oncologo milanese, da sempre assai bene introdotto negli ambienti che contano, e sicuramente al corrente della candidatura al Nobel. Il biglietto recita: “Egregio professor Di Bella, sono lieto di invitarla al party che si terrà a Milano, presso….il giorno….ore…. Così lei mi spiegherà come si curano i tumori”. Da una parte c’è l’interesse a conoscere l’ideatore della terapia prescritta a non pochi pazienti passati per indagini e controlli presso un celebre istituto milanese e le cui remissioni lasciano tutti a bocca aperta (ma ben chiusa quando si tratta di riferire in ambiti medici); dall’altra la sarcastica degnazione di un personaggio – azzimato, sorridente, ricco e potente – nei confronti dell’anonimo straccione, insieme alla stizza di dover manifestare interesse per la sua terapia. La risposta di Luigi dimostra che ha compreso bene i contrastanti sentimenti dell’augusto personaggio e colto il suo sarcasmo: “Egr. Prof. …… , la ringrazio per l’invito, ma impegni pregressi non mi consentono di partecipare. Non ho invece difficoltà a rispondere alla sua domanda su come si curino i tumori: i tumori si curano stando chini sul microscopio e non partecipando ai party. Ossequi Luigi di Bella”. Una scudisciata che il celebre oncologo, peraltro dotato di britannico self control, è costretto ad incassare.”
Giusto, Marco, lo farò…vis-à-vis..
Gioia cara,
ha mai pensato di intervistare Umberto Veronesi e chiedergli con fermezza di dirLe quanti casi positivi di MDB ha visto su suoi pazienti o ex pazienti? Non gli mandi un questionario però: glielo chieda “de visu” e ci riporti le Sue sensazioni alla risposta.
Seneca scriveva:”Rivendica il tuo diritto su te stesso…” e noi siamo liberi di decidere quale cura seguire. Quando ho deciso di curarmi, nessuno mi aveva prospettato alternative a quelle di protocollo. Perchè nel nostro Paese nulla è chiaro? Perchè i fatti si sanno sempre dopo tempo?
Rosa red. Pensare L.