“Si muore per un sì e per un no”
Vi riporto per intero un commento di Claudio Rampini, liutaio. Non è la prima volta che ci scrive, le sue riflessioni assomigliano ai suoi violini, toccano tutte le corde…
Cara Gioia,
la seguo sempre con interesse, anche se in questi ultimi tempi mi è
parsa un pò più latitante sulle colonne de Il Giornale online. Ho
letto anch’io dell’effetto “boost” che una certa chemio avrebbe sui
tumori e ciò non mi meraviglia affatto. Il tumore come si sa, è una
malattia ambigua, mentre tu lo chiami “corpo estraneo” oppure
“alieno”, ben si sa che purtroppo questo mostro lo hai prodotto tu. Un
pò come i brutti sogni, solo che i tumori non spariscono all’alba. Un
nostro amico che aveva la mia età (52), se ne è andato qualche mese
fa, il male al pancreas non lo ha perdonato, ha fatto prestissimo, ci
è voluto meno di un anno per porre fine alle sofferenze. Ma ho notato
che la chemio, usata in questo caso con l’intenzione di ridurre la
massa tumorale per poi intervenire chirurgicamente, sembra abbia avuto
il ruolo di accelerare il tumore e di renderlo più aggressivo. Dico
questo perchè le cose sono cominciate a precipitare, guarda caso,
proprio dopo l’ultima chemio. Non sono un medico e fortunatamente
posso ancora pensare quel che voglio, ma per me non è stata una
semplice coincidenza, a prescindere dal fatto che il nostro povero
amico avesse comunque la sorte segnata. D’altra parte la chemio è
considerata un immunosoppressore, quindi se il tumore non ne è
intaccato ne consegue che ne esce sicuramente rinforzato.
Poi c’è stato il caso di R., la nostra amica, anch’essa
cinquantenne, una persona meravigliosa che ha lottato come una
leonessa contro il linfoma, è stata una cosa lunghissima durata circa
venti anni. Nel suo caso invece sembra che le chemio siano servite a
qualcosa, se non altro a contenere gli attacchi ciclici del male.
Negli ultimi tempi, di fronte al peggioramento delle condizioni di
R., ho chiesto ai suoi parenti se avessero mai provato con il MdB,
mi è stato risposto che sono andati da una dottoressa di Roma, ma che
la cura sarebbe costata più di 3000 euro al mese e che loro non
avevano soldi. Eppure quel giorno al funerale di R.c’era una
quantità impressionante di persone, forse con un pò di sforzo da parte
di ognuno si sarebbe potuto pagargliela tutti questa benedetta cura,
tenendo anche presente di un possibile rimborso futuro da parte
dell’assistenza pubblica. Ma capisco bene che in certe condizioni
ognuno compie le scelte che ritiene più opportune, tenendo anche conto
del fatto che il Mdb è ancora così controverso e non garantisce in
modo alcuno il successo terapeutico. Peccato anche per R., solo sei
mesi prima ho mangiato le sue fritture squisitissime, io con un altro
ragazzo che suonava la chitarra cantavamo le vecchie canzoni, dicevamo
scemenze e lei rideva di cuore. Non sembrava nemmeno malata.
Ho un’immagine curiosa nella mente: oggi i motori delle automobili
sono sempre più controllati dall’elettronica. Questo fatto per me che
sono un pò antidiluviano perchè rimasto al tempo dei violini fatti a
mano, mi desta sempre un pò di meraviglia: forze invisibili di cui una
volta si ignorava l’esistenza sono in grado di governare ingranaggi di
acciaio poderosi, massicci e indistruttibili. Una forza invisibile che si scatena al girare di un interruttore, un pò come scriveva Primo Levi quando diceva che si muore per un sì o per un no, quanto ci è voluto per sconfiggere il nazismo, pure esso considerato il male
assoluto? ma il tumore e il dolore infinito delle sofferenze da esso
provocate, a differenza di noi, sembra possedere una sua etica e
sicuramente una sua disperata vitalità.
Io sono per il MdB perchè tra tutte le terapie resta ancora quello che offre un margine concreto
(strano a dirsi!), perchè quelle forze invisibili agiscano per la vita
anzichè per la morte. Quello che mi preoccupa oggi è non solo la
tragicità del nostro destino legato all’inesorabilità di una malattia
crudele, ma l’atteggiamento di noi tutti di fronte al male, come di
fronte a coloro condannati dalla mafia, il malato di tumore sembra
“puzzare di morte” e viene spesso isolato, la malattia non è
socializzata perchè la gente non vuol pensare al male e non vuol fare
proprie le istanze del sofferente. La gente preferisce vivere l’incubo
di ammalarsi, piuttosto che affrontare il male e cercare di porvi
rimedio.
Le dico questo perchè penso che anche lei creda che la soluzione di
una malattia non risieda semplicemente nell’identificazione di una
proteina buona o cattiva in grado di girare l’interruttore giusto a
seconda dei casi o del bisogno.
Il nostro amico P. se ne è andato in meno di un anno e R. ha lottato più di 20 anni, certamente
hanno sofferto di malattie diverse, ma anche il loro modo di
affrontare la malattia era diverso, così pure il loro carattere era
diverso. Oggi ricordo P.con tristezza, la prima ed ultima volta
che l’ho visto nessuno, nemmeno lui, sospettava dell’esistenza della
malattia. Di R., la prima ed ultima volta che l’ho vista e l’ho
fatta ridere, tutti sapevamo cosa covava nel corpo ed il suo sorriso
ce l’ho stampato indelebile nel cuore.
Un caro saluto e non si stanchi mai. Di seguito le mando il brano di
Primo Levi, che di fronte a certe cose acquista grandezza ed
importanza.
Claudio
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi


Marco grazie per la tua attenzione. Credo che l’argomento sia stato sufficentemente rappresentato pur non coincedendo i punti di vista. Ad maiora.
Cikagiuro, se uso delle macroscopiche esagerazioni per rendere chiaro un concetto non è che mi ci devi impiccare ad ogni costo. Se vuoi che ti trovo delinquenti che sono diventati famosi,(Montecitorio e Palazzo Madama è un bell’harem) dei completi depravati che sono ancora considerati dei geni, degli artisti che hanno dipinto opere immortali e avevano guai con la giustizia …. era una maniera rafforzativa per dire dell’importanza della scoperta di Montagnier – se non riesci ad immaginarne la ricaduta (non solo terapeutica, anche in chimica ad esempio, la possibilità di riprodurre specie chimiche in maniera più diretta e senza sprechi di energia o con accumuli di sostanze tossiche intermedie di lavorazione …) ti invito a ripensare a quanto è ricaduto sulla “terra” per essere andati a sprecare denaro sulla luna (…citiamo solo il computer ?). Un fenomeno potendo essere riprodotto è alla base di un suo futuro impiego a prescindere dal campo in cui lo si vorrà applicare e non ti sfuggirà certo che uno dei motivi per cui l’MDB stenta ad essere “accettato” è l’estrema variabilità della prescrizione. Ricordiamoci anche che non è che possiamo rimanere “incollati ” a “ciò che disse Di Bella”: se Di Bella fosse contemporaneo non si rifiuterebbe certo di considerare ciò che di nuovo la fisica porta e porterà ANCHE in medicina.
Caro Marco, le affermazioni di principio, in linea di principio, mi stanno bene, ma indicami persone passate alla storia per importanti scoperte che fossero proprio il signor nessuno, non avessero la benché minima nozione scientifica o fossero finanche delinquenti. Qualche eccezione potrà anche esserci stata, ma sarebbe pur sempre l’eccezione che conferma la regola. Il caso aiuta, la fortuna pure, ma senza appropriarsi della conoscenza accumulata lungo i secoli fino ai giorni nostri, la scienza, si andrebbe poco lontano.
Quanto alla “ripetibilità” come misura della “verità scientifica ”: rimanendo in ambito medico, una verità scientifica ripetibile non significa che abbia di per se anche validità terapeutica. E non lo dico io, che sono ignorante, ma l’asseriva il prof. Luigi Di Bella che proprio alla omeopatia, ad esempio, non riconosceva alcuna proprietà curativa. E se un fenomeno che pur riproducendosi non serve allo scopo finale per cui viene sperimentato a che serve la verità scientifica se non come pura acquisizione dottrinaria? Tutta la ricerca scientifica del Professore è sempre stata finalizzata ad una provata proprietà terapeutica di cui la ripetibilità ne era la conferma ultima. Chissà quanti fenomeni chimico-fisici (verità scientifiche) ripetibili avrà sperimentato nel suo laboratorio che non portavano a benefici clinici? Si può constatare attraverso la ripetibilità di un fenomeno la misura della sua scientificità, ma non necessariamente della sua utilità terapeutica. Quindi non è in discussione la scoperta di Montagnier secondo il quale “alcune sequenze di Dna possono indurre segnali elettromagnetici di bassa frequenza in soluzioni acquose altamente diluite”(verità scientifica) che, come tu dici, è stato anche ripetuto da diversi gruppi, ma se “possibili sviluppi di tale scoperta potrebbero anche riguardare la cura”. E questo, invece, è ancora tutto da dimostrare.
Quanto all’Aids: il problema è che non è stato ancora dimostrato scientificamente che esista il retrovirus, il famigerato Hiv! (Leggi attentamente la preziosa lezione di Eleni Papadopulos-Eleopulos). Inventata la malattia occorreva però, gioco forza, trovare il serial killer affinché l’establishment potesse organizzare il business per la cura. Poi è successo che cercando di curare una patologia per quella che in realtà non era, sono stati più i danni che i benefici con migliaia di morti provocate da farmaci inefficaci quanto letali, come l’Azt. Montagnier, dopo una disputa penosa con Gallo (considerati da Mullis dei “farabutti o degli idioti”) e avutone la meglio nel rivendicare la paternità della (non) scoperta dell’Hiv, si prestò al gioco squallido di arrivare a dimostrare ciò che in realtà non sarebbe mai riuscito se non con forzature indegne per uno scienziato. Ma siccome occorreva rassicurare una opinione pubblica disorientata e sempre più sospettosa, si pensò bene di suggellare la (non) scoperta con il massimo riconoscimento possibile: il Nobel. Certi favori come si sa vanno ripagati lautamente.
http://digilander.libero.it/controinfoaids/doc/intervista_a_kary_mullis.htm
Caro Cikagiuro, in scienza io posso essere il signor nessuno, non avere la benchè minima nozione scientifica, o al limite essere pure un deliquente abituale … ma se indico un esperimento, dichiaro come lo conduco, e altri riescono a replicarlo una volta tanto al mondo non c’è pregiudizio che tenga: la ripetibilità è la misura della Verità scientifica, e l’esperimento di Montagnier è stato ripetuto ormai da diversi gruppi e con la provetta in cui fare copia – incolla dal Dna di partenza posta all’altro emisfero del pianeta.
Attenzione poi a non incolpare della CURA dell’Aids chi ne ha “scoperto” il retrovirus. L’argomento è molto dibattuto, ma ormai sappiamo che sieropositivo non significa ciò che sembrava significare all’inizio e quant’altro rispetto all’approccio terapeutico SPECULATIVO che si è avuto anche riguardo a questa “malattia” che spesso ha avutoil risultato di acuirla –
Quanto al curare con la “frequenza” di un farmaco caro Bruno è una realtà attuale. Non si tratta esattamente di curare con l’elettromagnetismo, si tratta di leggere uno squilibrio evidenziato in un grafico di frequenze (associate a patologia) e cercare di rimetterlo in assetto “salute” (anche la salute ha un suo grafico … a cui “tendere” ) con “frequenze di farmaci”.
Anche qui c’è molta “mano” ed esperienza dell’operatore che deve essere bravo e mancano dati codificati in sperimentazioni sui “grandi numeri” .
La cosa interessante è poter “leggere ” direttamente se ciò che sto somministrando (frequenza) rimette in equilibrio il paziente oppure no.
Quanto a valutare l’incidenza reale di un intervento simile su patologie d’organo non saprei cosa dire. Certo esiste una clientela affezionata per convinzione o per impossibilità di fare terapie allopatiche (allergie-intolleranze a farmaci) – Non credo che siano persone incapaci di valutare una efficacia – diversamente e sopratutto per il fatto che sono terapie a pagamento non ci sarebbe un trend in crescita.
Caro Marco, Gioia spero ci perdonerà perchè andiamo sempre più fuori tema, ma con tutta l’ammirazione e la stima che ti porto appena ho visto chi ha guidato il team francese sulla “Memoria dell’acqua, si riaccende il dibattito sull’omeopatia” mi è venuto un attacco di orticaria. Luc Montagnier: Nobel per la medicina 2008 ed emblema del degrado degli ultimi tempi della prestigiosa istituzione svedese. Un impostore artefice della più grande truffa del secolo scorso:l’AIDS, diretta conseguenza di un retrovirus,l’HIV,senza mai avere prodotto la prova regina del suo isolamento. Scusa, ma da un personaggio del genere non solo non comprerei mai una macchina usata, ma non mi farei medicare neppure per una puntura d’insetto. Chiudo con un passo dell’articolo di Kary Mullis, Nobel per la chimica 1993, quando la Karolinska Instituet di Stoccolma non era ancora totalmente asservita ai poteri malavitosi che gestiscono il business mondiale della salute:
“ Tra qualche anno, il fatto che noi abbiamo accettato la teoria secondo la quale l’AIDS sarebbe causata dall’HIV sembrerà una sciocchezza, come a noi sembrano sciocche le autorità che hanno scomunicato Galileo. La scienza, così come è praticata oggi nel mondo, ha ben poco di scientifico. E ciò che la gente chiama “scienza”, probabilmente, non e molto diverso da quello che veniva chiamato scienza nel 1634. A Galileo fu chiesto di ritrattare le sue convinzioni, altrimenti sarebbe stato scomunicato. E chi rifiuta di accettare i comandamenti imposti dall’establishment dell’AIDS si sente dire più o meno la stessa cosa: “Se non accetti il nostro punto di vista, sei fuori. “È una delusione vedere come tanti scienziati si siano rifiutati nel modo più assoluto di esaminare in modo obiettivo e spassionato i dati disponibili. Varie autorevoli riviste scientifiche hanno rifiutato di pubblicare una dichiarazione con cui il Gruppo per la Rivalutazione Scientifica dell’Ipotesi HIV/AIDS si limitava a chiedere “un’attenta verifica degli elementi disponibili a favore o contro questa ipotesi”. Affrontai pubblicamente questo tema per la prima volta a San Diego, nel corso di un convegno dell’American Association for Clinical Chemists. Sapevo che mi sarei trovato tra amici, e dedicai all’AIDS una piccola parte di un lungo intervento, non più di un quarto d’ora. Dissi come la mia incapacità di trovare una qualsiasi prova avesse stuzzicato la mia curiosità. Più ne sapevo, più diventavo esplicito. Non potevo rimanere in silenzio: ero uno scienziato responsabile, ed ero convinto che ci fossero persone che venivano uccise da farmaci inutili. Le risposte che ricevevo dai miei colleghi variavano da una blanda accettazione a un esplicito astio.”
http://digilander.libero.it/controinfoaids/doc/papadopulos_johnson.htm
http://www.reiki.info/Energie/Aids/aids-Mullis.htm
http://www.ilvirusinventato.it/
Caro Marco, conosco l’MCS, nel Veneto c’e’ stata una mozione per il riconoscimento
MOZIONE N. 146
SENSIBILITÀ CHIMICA MULTIPLA. MALATI SENZA CITTADINANZA E SENZA CURE.
presentata il 5 giugno 2012 dai Consiglieri …
MOZIONE N. 146
SENSIBILITÀ CHIMICA MULTIPLA. MALATI SENZA CITTADINANZA E SENZA CURE.
presentata il 5 giugno 2012 dai Consiglieri.. (17)
Quello che volevo dirti non riguarda le diagnosi od i danni che possono fare le onde elettromagnetiche, riguarda le cure.
Sono propenso a credere a certi sistemi diagnostici, ho dei forti dubbi che onde elettromagnetiche possano ripristinare equilibri a lungo termine e senza effetti collaterali, anche se so per esempio che ci sono applicazioni di luce laser che risolvono certi problemi (che non ricordo tuttavia).
Gli aspetti di queste cure sono tutti da esplorare…
Abbiamo difficoltà a far riconoscere il MDB e anche l’MCS, se ci mettiamo anche le onde elettromagnetiche rischiamo di non venire a capo di nulla.
Grazie, Marco per il link che hai indicato. Nel corso della lettura, mi è venuto spontaneo paragonare il tumore, ammasso di cellule, disordinato e afinalistico, con i cristalli amorfi o persino brutti dell’acqua che aveva ricevuto informazioni negative. Quando dicevo di non parlar di guerra al mio tumore…Cordialmente
caro Biz-Bruno: in italia ancora stiamo a discutere se esista oppure no la MSC (Sensibilità Chimica Multipla). Periodicamente mi incontro con una dottoressa la quale sovrapposta a una MSC ha sviluppato una intolleranza totale all’ inquinamento elettromagnetico. Se entro in studio col cellulare in tasca acceso è capace di accorgersene. DOve comincia la causa e dove comincia l’effetto? Colleghi di lavoro dormivano malissimo la notte. Hanno comperato un sezionatore che sgancia TOTALMENTE dalla rete elettrica la stanza in cui dormono e hanno ricominciato a dormire come dei bebè. Dove comincia la causa e dove comincia l’effetto? Un “virtuoso” comune limitrofo al mio ha mappato l’inquinamento da celle per telefonia mobile: è risultato che i livelli sono 10 volte superiori al massimo consentito. La gente è più “stanca” (il primo sintomo di qualcosa che non va ricade quasi sempre sull’energia) , dorme male, è di cattivo umore, ha deficit di attenzione che non in passato non aveva, perde il sonno ristoratore. Basterebbe “spegnere tutto” per una settimana e vedere cosa capita per sapere dove comincia la causa o dove comincia l’effetto. Viviamo immersi in campi elettromagnetici, ed è la prima volta nella storia umana che ciò capita con tassi di intensità crescente e che non accennano mai a dimiunire. (Andatevene dalle città almeno un giorno a settimana!) Identicamente, tornando a Stagnaro che è “uomo che mi sta a cuore” , basterebbe poco per testare oltre ogni ragionevole dubbio la sua metodica in modo rapido, veloce , per rendersi conto che essa ha la potenzialità di ridurre la spesa della sanità a livelli assolutamente tollerabili (ora sono a livelli altamente INTOLLERABILI come mi è intollerabile pensare per questi stessi motivi a Stagnaro “medico a scopo di lucro”) . Date a Stagnaro due pazienti febbricitanti per cause opposte: uno per una infezione batterica e uno sotto attacco di origine virale. Egli VE LI DISTINGUE. Sembra poco? ci passa tutta la differenza che passa tra il prescrivere un antibiotico inutile (a chi ha un virus) e uno utile (a chi ha una infezione). Abbiamo una idea di quanti antibiotici INUTILI vengono quotidianamente prescritti dal medico di base a persone che hanno un citomegalovirus o l’attivazione di un Epstein Barr? Il test della metodica di Stagnaro si fa in qualche ora con banali esami di laboratorio e incrociando i dati. Identicamente Egli potrebbe in un gruppo di cento donne indicarne un 30/40% (questa è la quota che coincide grosso modo con l’incidenza tumore del seno che si registra a livello internazionale) che sono portatrici di terreno oncologico. Pescando in un bacino di over 50enni in pochi anni si verificherebbe se il tumore si sviluppa davvero (oppure no) solo tra il gruppo censito positivo per il terreno oncologico.
Tornando invece ad acqua , cristalli e terapie del segnale (che già esistono e sono praticate) vi invito a leggere questo articolo che non è nemmeno tanto recente
http://www.corriere.it/salute/11_luglio_24/acqua-omeopatia-pappagallo_943d1c4c-b61e-11e0-b43a-390fb6586130.shtml
(non me ne voglia Gioia… è del Corriere! sorry)
Vorrei tornare un attimo sulle “defezioni”. Preciso che non sono un’assidua frequentatrice di Forum. Però, per quel poco che ho visto, in tanti casi si raggiungono livelli di inciviltà verbale, francamente fastidiosi. Quel che mi piace di questo blog, a parte i temi, è il modo, direi, sempre rispettoso di esprimere opinioni anche in forte contrasto. Non vedrei quindi la necessità di lasciare da parte di nessuno. Non vedrei neppure la necessità di moderare i termini, perchè mi sembra che tutto si svolga sempre in modo educato. Non mi resta che rinnovare a tutti i partecipanti l’invito a restare. Diversamente, la discussione rischia di isterilirsi. Cordialmente
Segue..
Questi teorizzavano il ripristino dell’equilibrio cellulare mediante la ripolarizzazione delle cellule che l’avevano perduta passando delle lastre triboelettriche nelle vicinanze della pelle (a cura del paziente)
Secondo me c’era un errore di fondo e cioè che era la malattia a creare il disordine elettromagnetico nelle cellule e che nel cercare di rimetterlo in ordine si scambiava causa ed effetto.
Gatto Marco…
Agli albori di queste tecniche ero andato a Roma dove dei pionieri facevano un test simile al Vega, ma non su materiali bensì direttamente sui punti dell’agopuntura. Con questo diagnosticavano malattie. Curavano anche con ozonizzazione del sangue ed enzimi da iniettare sottopelle.
Il fondatore di questo centro, un italoamericano cieco di più di 90 anni, è stato ammazzato da un paziente infuriato a colpi di pistola.
Alfredo : il 100% dei tumori citato da DI Bella si può interpretare come “curo la totalità delle diverse istologie neoplastiche, nessuna esclusa”
nella puntata di Porta a Porta che linko
http://www.youtube.com/watch?v=xUIK4cLoAqA
richiesto di specificare l’efficacia dell’MDB il prof. risponde facendo dei distinguo in base a precocità di terapia e di condizioni generali dei pazienti dovute a pre-trattamenti tossici .
ps: il mio bisnonno muore di vecchiaia (non di cancro….) quasi centenario con l’amato toscano in bocca : come posso non dare credito alla predisposizione individuale alle malattie di Stagnaro? sono CERTO che anche voi avete moltissimi casi del genere di vostra conoscenza. Se prescindiamo da questo credo non si possa capire nulla di SBQ
io sono solo dell’idea che siamo fuori tema rispetto al blog e all’articolo … ma comunque. Per giudicare bisgnerebbe innanzitutto sapere …. e credo di sapere a cosa si riferisce Vittorio per la storia della foto. Quello che non ha colto però è che non si guarda la foto e si fa abra cadabra …. ma si visita sè stessi. (bisognerebbe avere anche minimamente capito cosa siano le “costituzioni” di cui parla Stagnaro e di come si possano rilevare con uno stetoscopio dal paziente) Non vi so dire se questo grado di empatia è raggiungibile da qualunque medico,(concentrarsi sulla foto del paziente … e visitare se stessi) ma sono assolutamente certo che la diagnosi la si fa auscultando i segni che il proprio corpo restituisce. (riflesso gastrico aspecifico etc..etc…) – personalmente so di una diagnosi fatta telefonicamemnte al padre di una amica con questa metodica – diagnosi confermata agli esami strumentali – ma non è questo il punto per il cem tech – il punto per il cem tech che mette Stagnaro al di sopra di ogni sospetto è … che comunica questa metodica in CONGRESSI MEDICI!
Bisognerebbe anche rendersi persuasi che alla applicazione del cem tech si fa precedere una DIAGNOSI. Faccio un esempio se no si rischia di parlare in astratto. Sono figlio di madre neoplastica. Dunque secondo la teoria di Stagnaro avrei potuto ereditare il terreno oncologico (per via mitocondriale materna etc…etc…) – Visitato da Sergio NON presento il terreno oncologico ( non è matematico ereditarlo … è semmai estremamente raro o rarissimo avere un terreno oncologico se la propria madre non lo aveva anch’essa.) Ciò detto (a parte le numerose visite gratuite di Stagnaro) non ho ricevuto nessuna prescrizione! chiaro? cosa devo “correggere” se non ho un “terreno”?
Questo per quanto attiene a etica e morale dei nominati di cui penso di essere l’unico a conoscere e ad avere una minima assai poco soddisfacente infarinatura riguardo agli argomenti.
Cosa ha detto Simone in precedenza? ha detto che immagina un cem tech in ogni ambulatorio medico del medico di base. Ingenuamente forse egli si augura che il medico si accolli la spesa della macchina per poi utilizzarla a esclusivo beneficio dei suoi pazienti … –
che cosa fanno macchine del genere? non saprei descriverle compiutamente, ma un vega test non lo aveta mai visto in erboristeria? sono macchine che analizzano la “frequenza” campione di determinate sostanze mettendole in relazione all’organismo del paziente. E’ molto usato nella sua forma più banale per testare allergie e intolleranze. Il “paziente” impugna degli elettrodi e viene messo “in circuito” col sistema/sostanza, in un calamaio si mette che so, il polline di graminacea, e la macchina restituisce in che maniera la sostanza è tollerata o meno dal paziente.
Non ci vuole molto a verificare se è attendibile o meno: si fa un rust tradizionale e poi si fa un vega test- I risultati sono sovrapponibili – come dire che “non funziona”?
Per Bruno/ Rubbia: Rubbia non sa un tubo di malattie … come Vedrucchio non sa un tubo di cancro! ma Vedrucchio intuisce che cellule cancerose emettono un segnale che lui può captare con un “aggeggio” di sua invenzione. A Rubbia analogamente sarà stato chiesto di collaborare per creare sensori o tecnologia in grado di “leggere” o generare frequenze.(le malattie hanno frequenze ben codificate – la macchina viene consegnata con pre-installate tutte queste frequenze – l’analisi del paziente del suo “circuito” se vogliamo dà informazioni sulle frequenze/malattie che esprime) Non è necessario essere Leonardo Da Vinci per avere qualcosa da dire o donare all’umanità in settori diversi dal proprio specifico. Questo è quanto – si lavora con frequenze da anni in medicina alternativa – chi può attualmente dire se somministrare la sola FREQUENZA di un farmaco non sia del tutto equivalente al farmaco intero col suo complesso chimico? Sono dette “terapie del segnale” si propongono di riallineare in vario modo le frequenze “errate” del patologico verso frequenze di “salute” .
I pazienti che non rispondono ai farmaci cosa ci stanno ad indicare se non che anche il “principio attivo” chimico a volte non riesce a cedere la sua “informazione” benefica? c’è dell’altro che ci sfugge e sembra che abbiamo anche poco voglia di capire esattamente cosa sia: un 30% di non rispondenti alle terapie viene considerato “normale” ed accettabile ( ! tra l’altro io sono sempre dentro quel 30% !! accidenti !)
Stiamo tutti leggendo dei bit che sono stati digitati, trasformati in 0-1, trasmessi via ponte radio , ricaptati via etere, riscompattati in un altro pc in 0-1 e ricodificati in italiano da uno schermo ! trovo più sconvolgente questo che non pensare a un futuro prossimo in cui ci si possa “curare con frequenze”.
Caro Cikaguro, l’invio della sonda Curiosity può essere paragonata ad una gita fuori porta; la NASA continuerà ad aver bisogno delle mie nozioni sulla fisica quantistica se è interessata all’esplorazione di altre galassie. Divagazioni a parte, quello che l’ha infastidita, se ho ben capito, è l’aver considerato quell’aggeggio superiore all’MDB e su questo c’è poco da dire. Quello che ha infastidito me invece è l’esser venuto a conoscenza della diagnosi a distanza tramite una foto. Vede Cikagiuro, ognuno è libero di riporre la propria fiducia in quello che meglio crede, converrà con me che anch’io sono libero di avere le mie opinioni, una (e la più granitica) di queste è che non si gioca con la fragilità di chi vive un momento di grande difficoltà psicofisica. Come ho già scritto sono dell’idea che alcune teorie siano deleterie per il lavoro di Di Bella e forse, sottolineo forse, la prima frase del signor Rampini è riconducibile a quanto sopra. La mia apertura mentale la stupirebbe ma anche essa ha un limite. Mi stia bene.
Vittorio, la prego rimanga tra noi. Non c’è più bisogno di lei su Marte dopo che la Nasa ha inviato Curiosity. Guardi che scherzi alle volte riserva il destino: ho rischiato quasi quasi di essere d’accordo persino con lei. Simone Caramel, s’è chiamato subito fuori appena chiestogli di spiegare certe contraddizioni e addirittura ha deciso di andarsene appena qualcuno (lei) s’è permesso di esprimere un parere ironico. Caramel, forse non se ne è accorto, ma dichiarando di “..fare finalmente chiarezza su quest’argomento..” è come se avesse implicitamente ammesso che la questione altrove deve essere stata molto controversa, evidentemente. Certo non qui nel sito di Gioa dove prima non se ne è mai nemmeno lontanamente accennato. Pure affermando di non amare di doversi “occupare di questioni extra-scientifiche, tanto meno sterili, non ufficiali, commerciali e speculative” egli stesso ci aveva informati che un certa apparecchiatura (il Cem-Tech) era stata presa in considerazione, per sperimentarne eventuali suoi benefici, niente meno che dal dott. Sergio Stagnaro, di cui ho la massima stima. Poi, però, non esplicitava con chiarezza se tale dispositivo avesse dimostrato o meno di averli dati tali benefici, anche se in un precedente intervento si era spinto ad un annuncio epocale che pareva confermarli dichiarando che “La luce blu si è accesa a partire dalla primavera del 2011 quando fin dalle prime sperimentazioni, poi largamente confermate, si è visto che certe terapie erano e sono in grado di sanare le alterazioni genetiche dei DNA…” In sostanza l’annuncio di una rivoluzione scientifica (“..sanare le alterazione genetiche del DNA!!..) e al cui confronto il MDB veniva raffigurato con un semaforo “(se applicato nella fase iniziale della patologia, fa spegnere il rosso, e se magari viene continuato anche dopo essere “guariti” fa spegnere pure il giallo, accendendo il verde)” e incluso nella cosiddetta “green therapy”, mentre sull’Olimpo andava ad insediarsi, invece, la “blue therapy”. A Caramel avevo segnalato il sito di arrepici.org dove l’argomento è stato trattato in una discussione molto concitata sulla quale ha preferito non commentare. Ad esempio, proprio sul primo intervento di Alberto Mondini, risalente al 6 Luglio 2011, sarebbe gradito conoscere il parere di Caramel, considerate le affermazioni perentorie in esso contenute:
“Ho comprato questo apparecchio e sono rimasto completamente stupefatto per la sua efficacia fulminante. Inoltre, da test fatti dal dott. Stagnaro (semeiotica biofisica), è un potente preventivo dei tumori e altre malattie come diabete II, infarto, arteriosclerosi, ecc.; forse più potente della melatonina stessa.
Ha illimitate applicazioni, sull’acuto e sul cronico. Con questo strumento possiamo definitivamente buttare nella spazzatura gli antibiotici; sostanze che, in certi casi estremi, perfino noi ortomolecolari potevamo a malincuore accettare.
La velocità con cui risolve dolori, infiammazioni e infezioni è stupefacente.
Dal costo molto limitato, meno di 1.000 euro comprese le spese doganali, può tenere testa ad apparecchi professionali del costo nell’ordine di 30 o 50.000 euro!
Fa miracoli in mani esperte, ma anche la persona completamente digiuna di medicina non convenzionale, ottiene risultati incredibili con questo piccolo strumento elettronico.”
Ora, caro Marco, io non sono prevenuto per principio verso nulla (fatta eccezione verso l’imbecillità umana), per cui non ho difficoltà a impegnarmi per cercare di comprendere che ciò che anche tu ritieni possa rappresentare il futuro nella cura delle tante patologie che ancora affliggono l’umanità, possano essere terapie serie ed efficaci. Soltanto chiedo semplicemente che siano dimostrate. Sull’efficacia del MDB non ci sono più dubbi e sarebbe superfluo tornare sull’argomento. Ma sulla “blue therapy”?
Allora, considerato che è passato più di un anno e quindi c’è stato tutto il tempo per sperimentare il Cem-Tech i casi sono due: o è tutto vero e le guarigioni di svariate malattie sono numerose e documentabili, oppure, non lo è.
Oltre tutto, se è vero che il Cem-Tech esiste in Russia da moltissimi anni ed utilizzato diffusamente, buona parte di quella popolazione dovrebbe avere debellato le più importanti patologie rappresentando già un formidabile test di conferma.
E’ chiedere troppo a Simone Caramel di ritornare tra noi per darci qualche risposta il più possibile documentata su questo preciso aspetto dell’argomento? Grazie.
Correggo:Rubia non sa un bel niente “DI MEDICINA”
Caro Marco, mi hai sorpreso col tuo ultimo intervento.
La fisica non esiste più come tale. C’è la fisico-chimica poi c’è la chimica biologica, tutto è interconnesso, non ci sono più isole. Le frequenze? Tutto vibra. Per ora fanno saltare i calcoli con ultrasuoni di potenza. Ma sono forze intelligenti? Selettive? E cosa debbono fare lo sanno i medici che possono orientare anche Rubia nelle sue ricerche specializzate ma che non sa un bel niente. Io non mi farei curare nemmeno un callo da Rubia e tantomeno da Fo.
Se per cortesia ci volessi spiegare meglio cosa sono queste macchine…
Vittorio, anche io non sono sicuro che la blue therapy sia efficace. Mi sembra stimolante e la approfondiro’. Non mi sento di dire che e’ una fesseria e neanche che e’ una scoperta da nobel.Ben vengano le novita’ purche’ si abbia l’umilta’ di confrontarsi senza tirare sempre in ballo il fatto i poteri oscuri ad osteggiarci. I proclami possono essere mal interpretati anche se in buona fede. Lo stesso Prof Di Bella, commise l’imprudenza di dire che lui curava il 100% dei tumori. Questa affermazione, cosi’ come riportata, e’ veramente forte e non veritiera. Non e’ stata smentita dai poteri oscuri, ma dagli stessi lavori scientifici pubblicati da chi la Di Bella la pratica (Studio Norsa sul polmone: Ottimi dati, ma mica i pazienti guarivano al 100%). A volte si tende, in buona fede e convinti delle prorpie idee, a espirmere concetti in modo assoluto e si rischia il fraintendimento. Credo che, nel caso del Porfessore, lui intendesse dire che la sua terapia funziona sempre meglio della chemio (mia liberissima interpretazione). Tornando a Simone, io resto affascinato dalla sua teoria e, pur non capendola completamente, da’ lo stimolo x imparare ed approfondire l’argomento. Ben vengano nuovi stimoli e nuove idee se a fin di bene.
Devo ammettere che la delusione è tanta. Un conto è parlare di veri o presunti (più veri che presunti) complotti contro l’MDB (notare che non ne sto mettendo in dubbio l’efficacia) un altro è accettare che chi ha gravi problemi di salute possa essere terreno fertile per fantomatiche cure astrali. Sorvolando sugli apparecchi a pile, forse non vi è chiaro il concetto di diagnosi psicocinetica, sarebbe interessante leggere qualche spiegazione in merito. Cara Felicefranca, le auguro di “sterminare” una volta per tutte Bobo, si concentri sulla cura che sta seguenso, le consiglio solo di non andare oltre. Caro Marco, se ben ricorda l’anno scorso, in questo periodo, ho troncato una nostra discussione perchè avevo trovato qualcosa che mi aveva turbato, per correttezza ho evitato di parlarne, credo sia arrivato il momento: diagnosticare una malattia a pazienti lontani centinaia o migliaia di chilometri grazie ad un fotografia o un’immagine televisiva? No grazie, non fa per me. La cosa tragica è che questi post vengono letti anche da chi non partecipa, è sicuro che non stiate danneggiando Di Bella? Con questo vi saluto e ringrazio la dottoressa Locati per l’ospitalità.
Come spesso accade, il blog prende percorsi diversi dagli spunti forniti dall’articolo. Io però vorrei tornare alla primissima considerazione di Claudio sulla latitanza della nostra carissima Gioia Locati dalle colonne de Il Giornale on line. C’è una risposta? Mi piacerebbe anche invitare Simone Caramel a restare fra noi. Incomprensioni e fraintendimenti possono sempre succedere ma, personalmente, reputo la sua presenza nel blog, di grande interesse e sarebe una perdita se non partecipasse più alle discussioni. Ringrazio Marco che pazientemente e sempre con grande intelligenza, riesce a dipanare impervie questioni. A Vittorio, pur con o proprio per la simpatia sviluppatasi per la lunga frequentazione, tirerei,lievemente, le orecchie. Cordialmente
Caro Vittorio, da molti anni la cosidetta medicina alternativa (ma alternativa a cosa? al pensiero unico della dose ponderale e del principio attivo forse … e cosa sarebbe ESATTAMENTE il principio attivo?) fa uso di apparecchiature elettro-medicali con risultati sostanzialmente sovrapponibili alla medicina “convenzionale”. Sicuramente anche Lei conosce la Tecar, o avrà sentito parlare di EAV (elettroagopuntura secondo Voll) o di Mora. Alla creazione di una di queste macchine ha collaborato il nostro Rubbia. Siamo un insieme di frequenze Vittorio, forse ci piacerebbe un materialismo di diverso tipo ma vibriamo e risuoniamo senza dover andare a scomodare la teoria delle stringhe. Effetti di risonanza fanno crollare ponti costruiti con calcoli e materiali giudicati indistruttibili …. Solo pochi decenni fa ci faceva sorridere lo smaterializzatore di Star Trek o apparecchietti visti nei film di fantascienza che messi a contatto col paziente ne restituivano la diagnosi. Oggi chiunque fa jogging indossa un cardiofrequenzimetro, entriamo e usciamo da tubi tac o di risonanza magnetica, disponiamo di tecnologia olografica …. Abbiamo ancora qualche difficoltà ad accogliere il Trimprob di Vedruccio, ma questo ha a che vedere davvero col business del cancro …. mentre sulla assoluta e intonsa moralità del dott. Stagnaro sono pronto a mettere la mano sul fuoco perchè … “lo conosco”. La fisica, quando irromperà davvero e con convinzione nel panorama medicale, ci consentirà salti di qualità terapeutica inimmaginabili. E’ più che altro una questione che ” viene volutamente tenuta lontana ” dal malato e dalle malattie, un fenomeno diciamo così di “resistenza” e di logica di un mercato che salvaguarda se stesso.
Denigranti? Superficiali? E che dire di chi pubblicizza un apparecchio che, grazie ad un cristallo magico messo a contatto con sostanze medicamentose, previene le più svariate malattie? Al modico prezzo di 1000 euro (molto meno se acquistato in comitiva) abbiamo risolto tutti i mali del mondo. Non si preoccupi caro Simone, se il forum prenderà questa piega sarò io a salutare, lei resti pure.
Questo è il mio ultimo messaggio in questo blog. Ringrazio Gioia Locati per avermi invitato e tutti coloro che mi hanno scritto e contattato. A quelli che vorranno farlo in futuro risponderò più che volentieri.
E’ superfluo dire che non rispondo e non risponderò a commenti ironici, denigranti, superficiali, offensivi e/o poco educati.
Grazie a tutti per l’attenzione e per la gradevole accoglienza ricevuta!
Quindi, se ho ben capito, con l’acqua termale e un apparecchio a pile riusciamo a prevenire il cancro…ed io che pensavo che con una diagnosi tramite una fotografia avevamo raggiunto il massimo.
Rispondo volentieri, per fare finalmente chiarezza su quest’argomento, benché non ami occuparmi di questioni extra-scientifiche, tanto meno sterili, non ufficiali, commerciali e speculative. Il Cem-Tech era sconosciuto in Italia fino alla primavera dell’anno scorso, quando s’è iniziato a farlo conoscere a qualche medico, tra cui il dottor Stagnaro, per sperimentarne eventuali suoi benefici. Data questa premessa, se uno scrivesse su google “cem tech cancro” non troverebbe di conseguenza molte informazioni in lingua italiana. Riguardo al forum appena citato, per i motivi di cui sopra, preferisco non commentare nulla.
Se qualcuno cercasse informazioni ufficiali e pubbliche sull’efficacia di quest’apparecchio è sufficiente che dia un’occhiata qui (mi spiace che sia in inglese, ma mi rendo disponibile a tradurre alcune parti in italiano): http://www.schungit-mineralien.de/CEM-TECH/docs/Ergebnisse-klinik-eng.pdf
Riguardo al “costo zero”, è ovvio che qualsiasi cosa, anche un pacchetto di caramelle, ha un suo prezzo: probabilmente metteranno a pagamento anche l’acqua di Porretta Terme (due mesi fa ci impedivano addirittura di imbottigliarla).
Non è però da confondere il prezzo di un apparecchio, con il costo scaricabile sull’utente finale, ossia per il paziente.
Una risonanza magnetica ha un certo costo per un paziente, perché ci sono investimenti di milioni di euro alle spalle da ammortizzare.
Un apparecchio invece di cui qualsiasi medico di famiglia potrebbe dotarsi, gravando in maniera minima sul suo stipendio mensile, potrebbe (a mio parere, dovrebbe) essere dallo stesso messo perciò a disposizione gratuitamente a tutti i suoi assistiti (nessuna manutenzione, solo due pile stilo da 1.5 volt da cambiare di tanto in tanto non sarebbero un grande sacrificio).
Se poi al mondo esistono medici che vedono la loro professione come “a scopo di lucro”, liberi loro, anche qui non voglio entrare nel merito.
Simone Caramel: “…Non sarà mai più così, dal momento in cui si comincerà a prendere coscienza della blue therapy (che è a costo zero). Sarà senz’altro osteggiata, perché non crea profitto, ma inevitabilmente farà breccia perché non costa nulla, non produce effetti collaterali, ed ognuno potrà farsela da solo, senza dipendere da ospedali, asl, medici privati che guardano in maniera preponderante al guadagno e quant’altro.”
Gentile Simone Caramel, senza volere entrare nel merito della blue therapy, di cui ammetto la mia totale ignoranza che cercherò di colmare, le chiederei gentilmente di spiegarmi la contraddizione evidente con le sue affermazioni sopra riportate (in particolare quelle “ che è a costo zero” e che “ Sarà senz’altro osteggiata, perché non crea profitto”) e il fiorente commercio che ne sarebbe nato dall’importazione di questo rivoluzionario apparecchio (Cem-Tech) leggendo le discussioni che riporto dal seguente link per tutti coloro fossero incuriositi o interessati all’argomento:
http://www.aerrepici.org/forum/topic.asp?TOPIC_ID=3037&whichpage=1
Grazie e cordiali saluti.
Cari Franca e Simone … chissà che l’Assunta in Cielo, stanca di appropriazioni indebite, non decida di rimandarci sulla terra frate Guglielmo di Occam a ricordare ai tanti chi ha inventato il Metodo Scientifico (e già che c’è a rimetterlo pure in carreggiata )
La festa dell’Assunta è stata “innestata”, come tantissime feste cattoliche, nella festività pagana che celebrava Augusto imperatore e che cadeva proprio il 15 agosto, donde il nome Ferragosto. Comunque auguri anche a tutte le Assunta e a tutte le Maria che celebrano oggi il loro onomastico. Cordialmente.
Caro Marco, per blue therapy si intende quella classe di terapie in grado di stabilire una virtuosa comunicazione con i DNA e rispettivi genomi. Perché blue? Immaginiamo un semaforo coi suoi tre colori: il rosso rappresenta la patologia in atto, il giallo il pericolo ossia il rischio di patologia, il verde invece il “buon stato di salute” (tra virgolette, perché è uno stato relativo, non assoluto: un giorno potrebbe capitarci l’infarto, un cancro, il diabete, l’Alzheimer, la SLA, o qualsiasi altra patologia degenerativa riconducibile a cause genetiche).
Tutte le terapie conosciute e sperimentate fino alla primavera del 2011 era di tipo “green therapy”, ossia atte a far accendere il semaforo verde (quindi, a livello preventivo, atte a spegnere il giallo di pericolo, rendendo residuale il rischio). Il MdB si può inserire nella classe “green therapy” (se applicato nella fase iniziale della patologia, fa spegnere il rosso, e se magari viene continuato anche dopo essere “guariti” fa spegnere pure il giallo, accendendo il verde).
Ciò che la melatonina non fa, però, è di retroagire geneticamente sulle cause del male (con eccezione della Manuel Story), benché sia messo esso nelle condizioni di non riapparire. Immaginiamo di conservare del cibo in frigorifero a certe temperature: se ci fossero dei batteri, non morirebbero, ma sarebbero resi inoffensivi.
Se riportassimo lo stesso cibo a temperatura ambiente, il rischio di contaminazione da batteri ritornerebbe. Come a dire: la “green therapy”, oltre ad essere costosa, dev’essere continuativa, altrimenti torna il rischio.
La luce blu si è accesa a partire dalla primavera del 2011 quando fin dalle prime sperimentazioni, poi largamente confermate, si è visto che certe terapie erano e sono in grado di sanare le alterazioni genetiche dei DNA, e per quanto finora visto non c’è bisogno che sia continuativa.
Al momento a questa classe di “blue therapy” appartengono 2 tipi di terapia (non è escluso che se ne possano trovare altre): il Cem-Tech (applicato però nei modi e nei tempi suggeriti da Stagnaro) e la cura idroponica con acqua termale sulfidrilica (con certezza è efficace quella di una sorgente presente a Porretta Terme).
Caro Alfredo, per contattarmi basta semplicemente scrivere a info.sisbq@gmail.com risponderò con piacere.
Buona festa dell’Assunta a tutti (è per questo che è festa oggi, almeno in Italia, benché non so come mai, sia di uso dire, a quasi tutti i livelli, ‘buon ferragosto’!).
Simone, mi farebbe molto piacere poterti contattare. Posso chiedere alla Dr Locati la tua mail?
grazie e godetevi ferragosto. Qui negli Uk non e’ neanche festa
caro Vittorio/ottobrerosso: la possibilità di “donare” è attiva da tempo , chiunque frequenti i siti istituzionali dell’MDB lo dovrebbe ben sapere http://www.dibellainsieme.org/sezione.do?nome=contributi
La finalità del versamento è però “la ricerca”. Io credo che investire Giuseppe/Adolfo Di Bella della responsabilità di gestire anche i problemi economici dei pazienti sia UNA PURA FOLLIA, a meno che vogliamo distogliere dalle occupazione più nobili e necessarie la coppia motrice dell’MDB. Per quanto riguarda il fondo avvocati io lo intendo come un fondo dedicato allo sviluppo di atti giuridici ADATTI ai diversi casi a cui il paziente può andare incontro. Non sono moltissimi i differenti casi ma certo ci sono. Si tratterebbe di codificare perefettamemnte ciò che è più redditizio da citare poi nella istanza di ogni paziente che appartiene a “quel caso” in modo da presentare sempre identiche istanze e qualora una venisse rifiutata impugnarla con la forza di dimostrare che casi analoghi sono già stati accolti in altri tribunali. Putroppo la “giustizia” non è uguale per tutti … i giudici (!) e ricorsi che sembrano simili sono accolti in puglia e regolarmente respinti in umbria – se il ricorso risultasse DAVVERO identico allora il cavillo a cui il giudice possa appellarsi cade e si potrà di conseguenza sollevare la questione nelle più alte sfere.
Non si tratta quindi di ingaggiare avvocati a tempo indeterminato, si tratta di creare una giurisprudenza comune da condividere poi tra tutti i malati, in pratica usare l’odiato “protocollo” virtuosamente per protocollare identici ricorsi che devono dare identiche sentenze a favore e poter dunque affermare di vivere in un paese civile e DEMOCRATICO e giusto. Per costituire Il fondo basterebbe che so … tesserare gli aderenti al gruppo facebook? ( 10 euro cadauno x 9000 iscritti fanno 90.000 euro: cè da pagare “qualche” ora di avvocato spero !) . Non escludo esistano anche gli estremi per fare procedimenti penali, alle ASL inadempienti, ai giudici che eventualmente ricusano casi già sentenziati favorevolmente … non lo so , non sono avvocato, serve un parere di chi mastica queste cose. Il discorso octreotide, somatostatina o temporizzata va gestito dalle associazioni. Ho diretta conoscenza del fatto che diverse persone hanno fatto giungere scatole di medicinali (comperandole direttamente) all’Aian Modena o ad altre associazioni. E’ una maniera ancora più efficace (che non comporta oneri mministrativi di nessuno genere anche per l’associazione) di aiutare malati. Un buon Ferragosto a tutti.
ps: Simone, dovresti chiarire con terminologia inequivocabilmente da non addetti ai lavori in cosa consiste la blue therapy, cosa serve per praticarla, che tipo di macchina/tecnologia la veicola e chi ne può stabilire lo schema di prescrizione. Buon ferragosto anche a te
Caro Marco, stavolta devo tirarle le orecchie. Ha scritto un’enciclica che in parte condivido, si è dimenticato però di scrivere che c’è la possibilità di fare un bonifico che sarebbe poi quello che m’interessava sapere. Lei pone il problema che, dividendo i fondi tra tutti i richiedenti, si corre il rischio di non aiutare in modo efficace nessuno, io le rispondo che il professor Di Bella saprà come gestire al meglio le donazioni. Vede Marco, io volo rasoterra e mi piace pensare che il mio piccolo contributo, insieme ad un’altra decina, potrebbe servire per regalare una siringa temporizzata o una scatola di Octreotide o quello che preferisce a chi non può permetterselo ma ne ha bisogno. Dice che è poca cosa? Intanto cominciamo. Buon feragosto a tutti.
Ho sempre pensato che sia una profonda ingiustizia il fatto che la tutela della salute dell’uomo dipenda dalle capacità finanziarie individuali.
Non sarà mai più così, dal momento in cui si comincerà a prendere coscienza della blue therapy (che è a costo zero). Sarà senz’altro osteggiata, perché non crea profitto, ma inevitabilmente farà breccia perché non costa nulla, non produce effetti collaterali, ed ognuno potrà farsela da solo, senza dipendere da ospedali, asl, medici privati che guardano in maniera preponderante al guadagno e quant’altro.
Sembrerebbe che siamo in un vicolo cieco. Non è opportuno un fondo a sostegno di malati in difficoltà finanziarie, per i motivi che Marco ha diffusamente illustrato. E’ rischioso pensare ad un fondo per gli avvocati per i dubbi che potrebbe sollevare sull’estraneità di alcuni soggetti. Non so, la butto lì: fondiamo un’associazione di malati in cura col MDB con l’unico scopo di tutelare il diritto di curarsi in base agli articoli della Costituzione e, con i fondi raccolti paghiamo gli avvocati. Potrebbe funzionare? Diversamente, lasciamo tutto com’è e chi avrà la disponibilità, potrà curarsi col Metodo. Tutti gli altri, no. Cordialmente
Marco L.,complimenti per le sue considerazioni sempre puntuali e bene argomentate.
Opss, ottobrerosso sono io, accidenti ai dati memorizzati.
Marco, anche a me l’idea di un fondo per la rappresentanza legale sembra ottima, le faccio notare però che un tale fondo darebbe adito agli stessi dubbi (se non peggiori) di un fondo dedicato ai pazienti.
Cara felicefranca, ho capito. Con quel “qualcosa m’inventerò” intendevo un modo per fare una donazione tramite bonifico ad esempio. Riguardo i dubbi posti da Marco avevo già qualche sospetto (prima della frase che ha citato ve n’è un’altra…”immagino già le complicazioni”). Un fondo per pagare gli avvocati per ottenere un rimborso? Non male.
Caro Vittorio, vorrei solo aggiungere agli interventi di Bruno e Marco, che non ho mai pensato che lei potesse o dovesse sostenere oneri di alcun tipo. Mi ero solo soffermata sulla sua affermazione: “Qualcosa inventerò”, e lì mi si è accesa la speranza. Concordo con Marco sulla ricerca di Avvocati e sulla necessaria creazione di un fondo per pagarli. Se poi lei segue le nostre vicende su FB, in caso dovesse verificarsi una necessità e si decidesse di mettere a disposizione di chi ha bisogno, quel che ciascuno può dare, non solo è libero di contribuire ma noi saremo lietissimi di accetare la sua donazione. Cordialmente
Caro Marco, bel intervento. Sono d’accordo per un fondo ad uso legale, mi pare un’ottima idea.
Il problema poi è quello di un noto politico fiorentino del passato che eletto presidente del consiglio ha portato la famiglia a fare un sorvolo di Firenze. Decide per festeggiare di buttare una banconota da 100 mila lire per fare contenta la persona che la trovasse. Un figli gli dice che potrebbe buttrne di sotto 2 da 50 mila così ne farebbe contenti due. L’altro figlio gli dice che con 10 da 10 mila ne farebbe contenti 10.
Interpellato il pilota per fare da giudice questi risponde che se si buttasse lui farebbe conteti tutti.
La lista del “to do” riguardo l’MDB è smisurata. Una maniera di creare conflitti interni ai pazienti (cosa di cui certamente non c’è bisogno) sarebbe un fondo integrativo gestito dalla Fondazione per chi non riesce economicamente a curarsi . Si creerebbe inoltre la condizione per aggiungere un’ ennesima leggenda metropolitana a quelle che già circolano riguardo la Fondazione. Una delle più diffuse descrive il tasso di fanatismo dei dibelliani. Sono tratteggiati come acefali estimatori del nulla , dimenticando che la quasi totalità di essi proviene da percorsi terapeutici convenzionali e dunque quando parlano di differenze tra chemio ed MDB parlano di ciò che hanno direttamente sperimentato. Subito dopo ci sono le illazioni su fantomatici guadagni della Fondazione, una vera associazione a delinquere tra medici, farmacisti, case farmaceutiche che si “spartiscono il bottino”. Secondo alcuni la Fondazione introiterebbe direttamente dai guadagni dei farmaci venduti. Alcuni sono convinti che i ricavi della somatostatina finiscono in tasca ai dibelliani e alla Fondazione. Altri sprovveduti appena hanno saputo che è possibile versare il 5×1000 alla Aian Modena o alla Fondazione Di Bella si sono domandati che fine facciano quei denari (… ma che te frega? li hai versati tu?). Nell’esercizio dell’hobby preferito di molti (fare i conti in tasca agli altri) alcuni (anche alcuni “ricercatori”) hanno tuonato contro la opulenta Fondazione invitandola a dar fondo al ricavato del 5×1000 per fare una sperimentazione della terapia. Il fatto che ciò non si realizzi non è correlato alla impossibilità di organizzare una cosa simile senza disporre almeno di strutture, ma è imputato alla malafede di chi NON vuole assolutamente testare in modo SERIO la terapia. Se si chiede a questi “organizzatori” se si sono dati la pena di andare a verificare se almeno il gettito del 5×1000 sarebbe a loro dire sufficiente per imbastire una cosa simile rispondono di sì ( ! sperimentazioni low cost ? ! ? ). Rimane il fatto che sempre questi “esperti” sono gli stessi che in altre occasioni criticano che le pubblicazioni sull’MDB le hanno fatte “solo” i medici dibelliani,(ragionamento incredibile ma radicato!) e si chiedono come mai medici NON dibelliani non usino la terapia. L’equazione è che “funziona solo se prescritta da medici dibelliani”. Insomma il panorama è variegato ma il grado di diffidenza è elevato e abituati ad essere truffati in tutto ipotizzano anche qui la truffa.
Il fondo a beneficio degli ammalati indigenti è a mio giudizio ingestibile: chi raccoglie? chi si prenderebbe la responsabiltà di fare liste e graduatorie di necessità sui diversi nominativi? e che queste liste vadano fatte è fuor di dubbio, perchè il rischio dividendo il fondo per il totale del numero di chi ha chiesto di aderirvi è di non arrivare a supportare in maniera tangibile nessuno. Dico questo con un grado minimo di certezza derivandolo dallo scarso gettito che deriva da contributi volontari effettuati alla Fondazione durante l’anno (extra 5×1000) e dall’insuccesso sostanziale dell’attivazione fatta a suo tempo di un numero verde telefonico a cui donare via SMS. Concludendo sono assai scettico sull’iniziativa “fondo comune” per tutta una serie di ragioni organizzative per costituirlo e amministrative per poi gestirlo a reale beneficio dei destinatari, mentre sono assai convinto che si possano concretizzare azioni legali da protocollare e rendere maggiormente incisive delle attuali che consentono ad alcuni di vedersi riconosciuti e rimborsati i costi della terapia dal giudice. Una ipotesi è già all’attenzione di Gioia Locati e degli amministratori del gruppo facebook. Un’altra potrebbe essere una class-action globale che raduna malati in remissione che rivendicano i costi sostenuti. Un’altra potrebbe essere una semplice richiesta di rimborso della propria irpef versata in sanità dietro dichiarazione resa di non volere/potere usufruire della terapia tossico-convenzionale per il cancro (iniziativa questa che non preclude la successiva class action, perchè il malato neoplastico che “campa” avrà bisogno e DIRITTO alla cura per TUTTO il tempo che campa) – in buona sostanza credo che sia assai più remunerativo per tutti (e in primo luogo per gli ammalati in cura) trovare professionisti avvocati ( e magari pagarli questi sì con un fondo comune di cui tutti i malati indistintamente , passati presenti e futuri vanno a beneficiare) che si occupino di codificare perfettamente i vari casi a cui un malato in MDB può andare incontro gestendoli allo scopo di ottenere ELEVATISSIMO accoglimento delle loro istanze. Creata questo tipo di giurisprudenza in cui si riesca SISTEMATICAMENTE a far accogliere istanze di diverso tipo ( a seconda del caso, ma la mia irpef versata in sanità di cui rinuncio ad usufruire (no chemio-no radio per scelta) prescinde dal caso: è mia e la rivoglio! ) il legislatore potrà ancora far finta di nulla e “tollerare” oppure finalmente aprire ad una “libertà di cura” ben strutturata. Non voglio arrivare a dire (ma è quello che penso) che il fondo comune per malati indigenti “ghettizza” e non incute nessun timore a nessuno, mentre il fondo comune che paga avvocati che ottengono risultati è una spina nel fianco di una legge iniqua e ci dà ulteriore visibilità, anzicchè togliercela – e che a qualcuno fa piacere se non abbiamo visibilità questo è fuor di dubbio.
Scusate, l’ultima riga del mio intervento non c’entra.
Caro Vittorio, la sua idea non è nuova. E’ già stata lanciata un mese fa circa nel gruppo di Facebook dell MDB in occasione di una raccolta di fondi per aiutare una singola persona.
Non mi pare abbia avuto accoglienza…
Il problemi per la gestione di un fondo sono innumerevoli, chi si accolla questo onere si trova esposto a sospetti, malignità e quanto altro la gente malevola è vogliosa di distribuire, i fondi non bastano mai, a chi darli? Con che criteri distribuirli? Sono fondi che proverrebbero per la maggior parte da altri ammalati, roba da non far dormire la notte.
Accollare questo onere alla Fondazione? Non ne hanno abbastanza? E allora a chi? Ai primi volontari che si presentano?
Farla – La fondazione?
Gentile Felicefranca, io sono pronto a fare una donazione, non ad accollarmi un simile impegno. C’è una fondazione, c’è un nutrito gruppo su Facebook e ci sono migliaia di persone che si curano con l’MDB, non crede che dovreste parlarne tra di voi? E’ fuor di dubbio che il professor Di Bella sia oberato di impegni, questa cosa però dovrebbe far parte di quegli impegni, almeno per come la vedo io.
Caro Vittorio, proprio ieri sera leggevo sul Jerusalem Post di una signora operata di tumore al seno che ha costituito un fondo per finanziare certe cure che comunque il servizio sanitario israeliano non copre, a favore di persone colpite da questo male e in condizioni o di indigenza o di precarietà sia finanziaria che familiare. Ora, pensare ad un possibilità di questo tipo, sarebbe possibile, senza chiamare in causa il Dott. Di Bella che già è oberato di impegni. Se lei, gentilmente volesse adoperarsi, anche dal punto di vista organizzativo, legale o quant’altro, credo che sarebbe il benvenuto. Io non ho assolutamente idea di come si potrebbe procedere per costituire un’entità in grado di ricevere e gestire fondi. I suoi suggerimenti saranno apprezzati. Naturalmente parlo a titolo personale. Grazie. Cordialmente
Cara Gentilefranca, ho parlato di una donazione, non di accollarsi la spesa della cura. Quando verrà istituito un fondo me lo faccia sapere. Leggendo lo scritto del signor Rampini e ricordando un articolo della dottoressa Locati, vorrei invitarvi a parlarne con il professor Di Bella, immagino però già le complicazioni…qualcosa m’inventerò.
Caro Vittorio, io spendo volentieri il mio tempo per far conoscere il MDB e mi preoccupo e mi rattristo al pensiero di quanti, volendolo fare, non possono permetterselo. Ecco perchè vorrei tanto trovare il modo perchè il Metodo ottenesse il riconoscimento. Francamente però, mi sembrerebbe eccessivo, se ho ben capito il suo pensiero, che i malati in cura col Metodo, debbano farsi carico anche di chi il Metodo non si può permettere. Preciso anche, che quando si è data la necessità, si è anche provveduto con sostegno finanziario. Sarebbe bello che anche chi malato non è, sentisse il desiderio di aiutare chi ha la necessità. Non voglio però dedicarmi qui a nessuna opera di fund raising. Intendevo solo seguire il suo ragionamento. Mi scuso se ho magari frainteso. Cordialmente
Gentile Felicefranca, no che non mi stupisco. Nel sito di Di Bella insieme ho letto di persone che offrono siringhe temporizzate o dosi di somatostatina avanzate. Considerando però che il leit motiv ricorrente è il costo della cura, non credo serva molto tempo per fare una donazione, ovviamente per chi può permetterselo. Credo che, oltre al promuovere l’MDB, sia altrettanto importante dare la possibilità a chi non ne ha di accedere alla cura. Lei forse non sta spendendo il suo tempo per far conoscere l’MDB? Quando lei ed altri consigliate questa cura, non vi preoccupate forse della percezione della vita altrui? Se così non è gli sforzi della dottoressa Locati sono inutili.
Caro Vittorio, per quanto riguarda la questione della creazione di un fondo per sostenere gli ammalati in cura, è stata almeno sollevata, anche se non si è trovata per il momento una soluzione. Per quanto riguarda la percezione della vita, non le sembra di chiedere un po’ troppo a chi in questo momento è occupato a curarsi? Per la percezione della vita degli altri, forse abbiamo poco tempo. Comunque, nel gruppo FB, ci sono persone malate di grande generosità, e non necessariamente fra le più facoltose. Lei si stupirebbe. Sono grata a Claudio per la sua analisi e per la scelta dei versi di Primo Levi. Spunti di riflessione porti dall’uno con mano da liutaio, dall’altro con la forza e l’andamento di un testo biblico. Per quanto attiene il mio modo di vivere la malattia, direi che la gioia è il sentimento prevalente che pervade la mia esistenza. E nessun pensiero mi è estraneo quanto quello della morte. Normalmente, ad una diagnosi di tumore, scatta la consapevolezza, interiore, profonda della nostra fragilità. Le cure convenzionali, con il loro carico di devastazione non aiutano certamente a guardare con fiducia al proprio futuro. Il Metodo Di Bella, proponendosi invece la riparazione di meccanismi impazziti, dà la forza per attraversare una stagione sicuramente non facile dell’esistenza e spesso conseguire la guarigione. Cordialmente
Racconto con osservazioni condivisibili quello di Claudio: trama ed ordito della vita.
Il coraggio di annusare gli atteggiamenti umani e dare loro aggettivi appropriati.
Mi riecheggia un “gong” impressionante alla affermazione :” Non sono un medico e fortunatamente posso ancora pensare quel che voglio “.
Dice bene Claudio, e in perfetta sintonia di pensieri, parole ed opera con chi l’MDB l’ha creato: il medico non è da tempo più libero di pensare in autonomia.
E le conseguenze si vedono, non solo su ammalati neoplastici.
Sarei curioso di sapere una cosa: nella biografia di Di Bella si “non citano” personaggi di un certo status sociale: questi signori hanno aperto i cordoni della borsa? Il signor Rampini ha scritto una cosa che dovrebbe far riflettere, al funerale della sua amica c’era un numero impressionante di persone…avrebbero potuto, con pochi euro, salvare o almeno allungare la vita a quella signora? Al momento le mie possibilità sono alquanto limitate, sono costretto a dividere il mio piccolo contributo tra MSF e una onlus della mia zona che si occupa dell’assistenza a domicilio dei malati di tumore, il prossimo anno probabilmente MSF dovrà aspettare. Il 5×1000 (o quello che è) però è pochino, vorrei sapere: i pazienti di Di Bella con possibilità economiche decenti stanno facendo qualcosa? Ad esempio un fondo per chi non ha possibilità economiche gestito direttamente dalla fondazione…leggo spesso che il cancro cambia la percezione della vita, dovrebbe cambiare anche la percezione della vita degli altri, o no?
Ringraziando Claudio.
Se questo non era un uomo (e un medico)……
“Il cancro è una malattia, una deviazione della norma, uno stato di proliferazione afinalistico, contro il finalismo vitale; una delle tante espressioni delle malattie dell’uomo. Mi sono trovato quasi per caso ad affrontare il problema del cancro. Ho iniziato la mia carriera con lo studio dell’alimentazione, della respirazione: poi mi sono trovato per caso di fronte ad un malato di leucemia a metà degli anni sessanta.
La stessa povertà mi ha portato a perfezionarmi ed anche le difficoltà della vita, il solo fatto di non avere nessuna protezione, di essere scoperto, di poter essere preda di tutti quelli che erano più potenti di me, mi ha costretto ad una vita pesante con tante umiliazioni e tante rinunce ed anche tanti pensieri che venivano dal confronto della mia vita con quella degli altri, più dotati socialmente di me. Questo mi ha fatto imparare tanto, soprattutto attraverso il dolore e le difficoltà, vivere e conoscere gli uomini, rientrare nelle passioni umane, nelle conseguenze delle passioni umane. Non provo desiderio per il lusso, mi ripugna perchè amo la povertà e l’essenzialità, perchè è più vicina alla realtà di tutto. Il lusso è una sovrapposizione all’essenziale, il mezzo migliore per deviare dalla retta via. Mi ripugna il denaro, non posso accettare di guadagnare attraverso la sofferenza ed i bisogni dei malati che vengono a curarsi da me. Provo molta sofferenza nell’ascoltare la sofferenza degli altri, ad essere incapace di toglierla subito. Il mio rimprovero è quello di non fare di più di quello che faccio, studiare di più, visitare più ammalati; è un rimprovero che faccio a me stesso, un’umiliazione che provo della mia persona. Quello che conta è la coscienza di avere fatto tutto quello che era possibile fare.
Non posso accettare l’ignoranza. La verità è l’unico mezzo per eliminare una deviazione dall’orientamento scientifico.
Quando parlo con un malato, cerco di dare a lui un incoraggiamento, provo un sentimento intimo di non vederlo soffrire più.
La finestra che mi permette di affacciarmi sul mondo è la mia attività di ricerca scientifica attraverso l’attrezzatura di elettrofisiologia che mi consente di penetrare nella funzione della vita, nella funzione della cellula, di spiegarmi tanti fenomeni che spesso vedo nell’evoluzione dei tumori. L’espressione elettrofisiologica della cellula neoplastica.
L’uomo vive inconsciamente nell’amore, nella passione: il dovere, la razionalità per il futuro, per la persona, passano in secondo piano nei confronti dell’amore che copre e giustifica tutto, perfino la morte. L’amore non ha mezzi termini, è infinito, spesso confina e si realizza con la morte, il tutto e la fine. L’uomo ama senza sapere perchè, è unico, esige l’anima di quella persona sola”.
Gli interessi prevalgono e schiacciano la verità e, spesso, nella loro scoperta, il loro disinteresse, la loro genialità: Hertz e Marconi, Galileo, Ferraris, Meucci, Pacinotti, Galvani…..non li ricorda quasi più nessuno, anche se tutti vivono nel mondo delle loro scoperte. L`uomo è sempre uguale, come insegna la storia. Valga almeno il ricordo e la venerazione postumi ad innalzare, quale stele altissima e imperitura, l’opera immensa ed irripetibile di questi geni”.
(1998, prof. Luigi Di Bella: intervista di don Giovanni d’Ercole)
Bravo Claudio e brava Gioia.
Il male è il vero problema.
Anche i suoi complici fanno problema.
Vedere queste sofferenze ed essere impotenti ad eliminarle od alleviarle pone tanti interrogativi.
Noi discutiamo se la chemio sia efficace o dannosa o del perché il Metodo Di Bella sia così ferocemente ostacolato e questo ci distoglie dal problema del male, della libertà, della permissione di questo male che rimane comunque un grande mistero. Il cancro fa paura… paura della sofferenza (perché esiste la sofferenza?), paura di una morte anticipata che comunque prima o poi avviene lo stesso. La nostra vita che senso ha se è solo un lampo tra due tenebre? Da dove vengo? Dove andrò? Sarò veramente immortale dopo? E sarò nella gioia? Perché sono così passibile del male che gli altri mi vogliono fare?
Io sono guarito con il MDB ma leggendo qui di questa signora che non aveva il denaro per potersi curare mi si contorcono le budella.
Grazie ancora Claudio.
Grazie ancora Gioia.