Boom di nuovi farmaci più cari dell’oro
Vi invito a leggere questo lancio Ansa di oggi. Si parla di una “rinascita” dell’industria farmaceutica prevista nei prossimi anni. Si dice che i guadagni di queste aziende saranno maggiori delle perdite provocate dalla fine dei brevetti, si calcola che fra il 2013 e il 2015 saranno in vendita (a peso d’oro) diversi nuovi farmaci per malattie importanti, dal cancro al diabete alla sclerosi.
C’è il Bg-12 contro la sclerosi multipla, che ha mostrato di ridurre del 30% le ricadute, c’è il canagliflozin per il diabete di tipo 2, c’è il primo trattamento orale per l’epatite C. Dopo un anno di brevetti scaduti e di sperimentazioni cliniche fallite, il 2013 potrebbe segnare una vera ’rinascita’ per le aziende farmaceutiche grazie a decine di molecole che dovrebbero ricevere l’autorizzazione sostituendo quelle insidiate dai generici.
La previsione degli analisti del sito Reuters Health è che i farmaci in arrivo potrebbero generare guadagni per decine di miliardi di euro, superiori a quelli persi per i brevetti scaduti.
Secondo stime della Deutsche Bank le vendite delle nuove medicine porterebbero 64 miliardi di euro tra il 2013 e il 2015, mentre le quote perse a favore dei generici dovrebbero essere di 12 miliardi.
Uno dei settori più importanti sarà quello degli antitumorali, la categoria farmaceutica su cui si concentra la maggior parte degli investimenti in ricerca e sviluppo nel mondo. Tra le molecole
più promettenti ci sono il ramucirumab, un anticorpo monoclonale contro i tumori gastrici sviluppato da Lilly, e il T-Dm1, attivo contro quelli al seno, di Roche.
GlaxoSmithKline ha ben sei farmaci in attesa di approvazione per malattie polmonari, Hiv, diabete e diversi tipi di tumori: «È ancora presto però per dire che il settore è fuori dalla crisi – spiega Simon Friend, analista di PricewaterhouseCoopers – soprattutto in un periodo in cui governi e assicurazioni stanno molto attenti a pagare per nuovi farmaci».
Tra le malattie con un potenziale mercato molto ampio ci sono il diabete, con Johnson and Johnson che dovrebbe ricevere disco verde per un farmaco da 7 miliardi di dollari l’anno ma anche con una nuova forma di insulina messa a punto da Novo Nordisk, e l’epatite C, per cui si attendono le prime terapie orali da Gilead e Abbvie: «Anche se è presto per dire se c’è un’inversione
di tendenza – sottolinea Richard Parkes di Deutsche Bank – le industrie hanno fatto molto per migliorare la produttività e per non ripetere gli errori del passato».
È normale parlare di crisi di aziende farmaceutiche?
È normale accettare che nuove molecole abbiano prezzi stellari?
È normale che un’azienda farmaceutica sia quotata in borsa e si preoccupi soprattutto delle sue quote?
È normale considerare normale tutto questo?


Ciao Gioia, anche se la notizia mi fa rabbrividire, grazie per questo post. Se l’industria farmaceutica sale vuol dire che la nostra salute peggiora e allora no! Non é normale perché lo stato di salute é la normalitá. Giusto ieri ho intervistato una donna di 70 anni. A 50 anni le diagnosticarono un cancro al seno e le diedero un anno di vita. Questa signora incontró l’igienismo e attraverso l’alcalinizzazione del corpo e seguendo il bio-ritmo naturale, SENZA COSTI AGGIUNTIVI se non quelli di alimenti che la natura offre, “ha sconfitto” il cancro. Giá dopo 3 mesi non c’erano piú segni maligni e dopo un anno si riprese completamente. Ora é dottoressa in igienismo e maestra di depurazioni. E gli stessi dottori che le diedero l’anno di vita, increduli, le chiesero di insegnarli il metodo e decisero di non consigliare piú la chemioterapia come risoluzione. Vorrei solo suggerire che ci sono altri metodi, ben piú economici, naturali e meno invasivi con il quale trattare cancri e tumori. L’industria farmaceutica invece vive delle nostre malattie e non sará mai nel loro interesse la nostra completa guarigione.
Ciao Ivano… il progetto Wikipedia, non l’ho abbandonato, sono un pò troppo impegnato in questo periodo ( il lavoro: brutto vizio ) ma appena riesco … speriamo entro febbraio, apro un blog, raccolgo tutti i documenti in merito, con le fonti etc. etc. e poi attacco WIKI. E’ vero che dalla Fondazione dicono di stare fermo che lo fanno loro… ma non lo fanno!
Comunque, il discorso mio, è più profondo, più umano, più drammatico! Vorrei poter pubblicare un libro, non un articolo che va perso dopo qualche giorno, ma un opuscolo da tenere nascosto in un cassetto, invisibile, impercettibile. Qualcosa che, il giorno che l’oncologo ti descrive il tuo problema, sai già, che avrai la vista offuscata, che i pensieri saranno labili e sfuggenti, e le idee si fermeranno nella tua testa come l’acqua nel cola pasta. In quel momento avrai bisogno di una guida, di un muro su cui appoggiarti, una mano che ti accompagni. Qualcuno ha un proprio caro che lo fa, qualcuno no, e segue il pifferaio già nominato. Tutto qui, un “vedi, noi ci siamo già passati, speriamo di no, ma se ti succede ti consiglio di fare questo”
Un bignami sul cancro!
Caro Andrea, ho letto i tuoi ultimi commenti e come dici bene tu, la gente non sa, non conosce, in poche parole, ignora che oltre alla chemio c’è ben altro…E per far sì che finisca tutta questa ignoranza, l’unica arma che abbiamo è quella della divulgazione di tutto ciò che non ha niente a che fare con le terapie ufficiali”. Tempo fa, proposi la raccolta di tutti gli studi riguardanti i componenti del MDB che, nel mio piccolo, sto portando avanti, attraverso la raccolta di tutti gli studi sulla somatostatina. Se vuoi o se puoi, la mia vecchia proposta è sempre valida…
No Bruno, siamo tutti eroi coraggiosi, noi che il cancro lo viviamo più o meno direttamente!
Bisognerebbe scrivere un libro sui primi giorni con le testimonianze de “I primi giorni”, perchè la gente normale non sa o non vuol sapere cosa vuol dire ricevere una diagnosi funesta!
In quei giorni, non esiste la logica, non c’è la ragione, si vaga come pecore no, meglio, si vaga come hamster dietro al “Pifferaio di Hamelin”
le persone che ti sono intorno, non sono informate, non sanno nulla, il cancro miete vittime come la peste di Milano manzoniana, ma nessuno, eccetto i “Monatti”, sa cosa fare.
Poi, qualcuno, incontra Peter Pan e trova “l’Isola che non c’è”, un isola dove puoi stare un pò più tranquillo, dove i dottori sono esterni e ti curano, come una volta, ti visitano, non ti stanno intorno con i loro aghi e le loro flebo, in attesa di vedere un ,marker salire o una massa crescere, per sperimentare una nuova soluzione, peggiore della prima!
Questo è il senso del mio discorso, Bruno, far sapere a chi non sa, cosa vuol dire trovarsi in una situazione del genere e non sapere in che muro dare le testate.
Caro Andrea, mi hai commosso un po’…
La forza emotiva coinvolge più di qualunque ragionamento. Capisco il tuo stato d’animo e ti assicuro che ti ammiro veramente. Stefania è fortunata ad averti accanto come tu sei fortunato ad avere Stefania, che ha la forza di una leonessa e un animo buono. Lottiamo tutti noi contro forze soverchianti e a volte mi pare che siamo dei Don Chisciotte, però facciamo la nostra parte come possiamo… forza… sei in compagnia…
Caro Marco, la tua eloquenza e cultura medica è sicuramente superiore alla mia perenne foga di inca..ato cronico con la vita e con le malattie. Leggo nella tua dialettica una positività ad una cura che ha provocato molti decessi a persone a me vicine, nonchè a mio papà. Ora mia moglie ne sta uscendo, con qualche ritardo e qualche intoppo, ma abbiamo una speranza che prima non vedevo.
Continuo a pensare, anche per colpa degli oncologi che ho conosciuto, che c’è troppo marcio dietro all’oncologia. Troppo interesse, troppo denaro. Poi vedi oncologi che vogliono far fare una cura ( a mia moglie ) che DOPO scopri che se avesse fatto chemio, non avrebbe avuto scampo. E questo dirigente sanitario ne ha già diversi sulla coscienza. Quando rifiuti categoricamente la chemio, se ne va inca..ata, non dice nulla, non offre alternative ne dialogo. Ho ancora davanti mio papà, con la maschera ad ossigeno … posso dirti un pensiero?
Nel blog successivo, la Locati parla della realtà, parla del dramma, del tumore che t entra in casa, senza invito, senza permesso! Non ha bussato, ha sfondato la porta, te lo sei trovato addosso, ti lascia poco tempo, poche speranze. Ma questo, se non lo hai vissuto, non lo puoi sapere, non puoi capire cosa vuol dire vedere il corridoio di casa più piccolo, le stanze diventare anguste. I pensieri vagano, non focalizzi più, non sai cosa stà succedendo, è già successo, ti puoi appellare a chi vuoi, ma io so che i dottori non ti danno scampo! Stefania aveva già affrontato il tumore, lo aveva già curato e vinto con MdB, OK, l’IST non da speranze! Ma chi non ha già provato tutto questo, chi non ha i nervi saldi come un Iceman, non sa di cosa stiamo parlando! E’ una bomba atomica… che entra, attraversa porte e muri, esplode!!!! Non sai mai cosa fare. E’ per questo che sto cercando di portare come posso, una parola a chi viene aggredito di sorpresa, non fatevi distruggere, fate uno sforzo, impossibile, pensate! Si pensate! se non volete farlo prima, cercate di capire che spesso, sotto un camice bianco, si nasconde un cannibale prezzolato. Capisco che l ASL o SSn o chi per loro, da ai dottori un protocollo, ma voi, pazienti, malati, non fatevi protocollare come un pacchetto postale, non fatevi mettere il n° di cartella clinica su una scheda vuota, cercate di pensare e di capire quale sarà il vostro futuro.
Chiedo ancora scusa, sono un pò stanco e i sto facendo trascinare da tanti fatti e problemi che quotidianamente affrontiamo.
Io Andrea NON penso che esista una congiura globale: esistono persone e gruppi assai bene centrati sulle modalità per lucrare sopra ogni “bisogno” dell’uomo, sia esso vero lecito o indotto ad arte.(corruzione e collusione esistono ovunque dunque anche in medicina …. il “nobile” Watson di cui abbiamo parlato settimana scorsa ha preso il nobel facendo un “ruttino” mentre tutta la “digestione” del DNa l’aveva fatta una sua collega …)
La chemioterapia FUNZIONA: produce una visibile riduzione della massa o delle popolazioni di cellule immature del sangue nelle varie leucemie o linfomi.
E’ su questa EVIDENZA che si è imperniata la cura convenzionale del cancro e i servizi sanitari rimborsano in base a questa riduzione di massa (efficacia è diventato sinonimo di distruzione di cellule)
Questo tipo di “pensiero unico” s’è retto sino a poco tempo fa per una serie di ragioni legate in parte a comunicazioni infedeli della verità clinica dei sopravviventi al cancro, parte all’ignoranza dell’ opinione pubblica che ha propagato la sensazione che la scienza stia dominando il cancro desumendo l’efficacia delle cure dai grandi numeri di tumori del seno trattati con successo –
Diciamo che ci si rincuora a pensare che solo un 15-20% di persone possa soccombere al cancro e senza approfondire si ritiene che sia una regola costante per tutti i tipi di cancro -
E’ assolutamente cristallizzato nella percezione dell’uomo comune che “se si arriva in tempo” ci si può salvare dal cancro – viene accettato il fatto che “se non si è arrivati in tempo” significhi appartenere al quel 20% sfigato magari per propria colpa di non essersi sottoposti agli screening (e questo ci è stato inculcato da una informazione mass-mediatica deviata)
L’oncologo che ha qualche capello grigio in testa è in crisi di coscienza (se una coscienza ce l’ha) – i non responsivi ai trattamenti (chemioradioresisenti da subito) coi loro numeri non proprio insignificanti hanno aggiunto un altro cruccio all’oncologo “pensante”.
Manca solo l’evidenza di un numero cospicuo di persone che abbiano rifiutato le terapie tossiche del cancro per riuscire finalmente a scrivere in letteratura medica che fare chemio o non fare addirittura assolutamente nulla , per certi tipi di tumori, significa vivere lo stesso identico numero di anni.
E siamo all’oggi: la ricerca è dichiaratamente impegnata su fronti diversi dalla chemio ANCHE per un’accentuato rifiuto di sottoporsi ad essa: accade sempre più sovente un rifiuto immediato da parte del paziente o successivo ai primi trattamenti –
Di chi è il compito di ridefinire se “efficacia” è solo riduzione di massa? se si dimostra che questo non è vero i governi dovranno accettare le nuove terapie a prescindere da chi le abbia approntate – ma bisogna dimostrare che sopravvivenza a distanza e qualità di vita siano almeno equivalenti – ci potrebbe anche essere una dichiarata minore “efficacia” in termini di sopravvivenza a distanza bilanciata però da una qualità di vita assolutamente migliore delle attuali terapie: anche questo tipo di terapie dovranno essere accolte , soprattutto nel momento in cui la ragioneria certifica il minor costo di approcci simili.
Dal mio punto di vista si potranno imporre anche trattamenti che pur non risolvendo mai un cancro lo antagonizzano in assoluta assenza di effetti collaterali dovuti al farmaco (biologico) : anche chi volesse scegliere questa strada la dovrà poter scegliere se allineata ai costi della terapia “standard” (siamo tornati al “buono”) -
… ma in uno stato, ove il 30% della spesa farmaceutica a carico dello Stato è utilizzata per comprare chemioterapici… non pensi che l’investimento per la “ricerca” non comprenda qualche milione ( a carico dei contribuenti grazie agli investimenti pubblici ) per trovare l’ingranaggio da ungere e far si che l’antitumorale “Pinco” venga passato gratuitamente in dosi elevate per qualunque patologia.
Con i milioni fai presto a far passare un farmaco per buono e risolutivo, poco importa se provoca danni irreparabili
Il problema è certamente politico – i vecchi adagi “chi va al mulino si infarina”, “la politica è una cosa sporca” etc… contengono indubitabili verità.
Il fatto nuovo è la crisi globale.
Ieri scopro che per i “nuovi farmaci” mutuabili il governo italiano stanzia un plafond di rimborso fisso, in funzione dell’ipotesi di prescrizione che verrà realizzata.
Se il farmaco ottiene un maggior numero di prescrizioni il governo ne riduce in automatico il prezzo di vendita e rimborsa solo il plafond stabilito in accordo.
Sarà interessante vedere la reazione delle aziende.
Ad ogni modo da qualunque lato possiamo analizzare la questione è a mio giudizio PAZZESCA.
Meglio sicuramente di un controllo poliziesco diagnosi-prescrizione, ma è una roba che assomiglia davvero al redditometro o agli studi di settore …
Cikagiuro caro, da voi sulla Terra le case farmaceutiche speculano alla grande, quassù su Marte gli facciamo vendere 10.000.000 di vaccini per l’influenza maiala, li obblighiamo però a produrre farmaci costosissimi per patologie rare e a venderli ad un costo politico.
Tratto da “La democrazia” di Giorgio Gaber dall’album Gaber 96-97
Io, da quando mi ricordo, sono sempre stato democratico, non per scelta, per nascita
Però si sa che dal 1945, dopo il famoso ventennio, il popolo italiano ha acquistato finalmente il diritto al voto. È nata così la “Democraziarappresentativa” che dopo alcune geniali modifiche fa sì che tu deleghiun partito che sceglie una coalizione che sceglie un candidato che tunon sai chi è, e che tu deleghi a rappresentarti per cinque anni, e che se lo incontri ti dice giustamente: “Lei non sa chi sono io!”. Questo è il potere del popolo.
Vale la pena leggerla ( io ce l’ho in video ) tutta. Peccato che Gaber non ci sia più, oggi saprebbe come trattare questa massa di politici. Il problema è tutto lì… io Alfano non lo vorrei neppure in cartolina, ma voto Berlusconi e mi trovo Angelino… voto Pannella e mi trovo Ilona Staller che si becca la pensione da ex parlamentare, sono un operaio disgraziato, voto Rifondazione Comunista, poi scopro che Bertinotti ha TRE pensioni…. ( già 15 anni fa ), sono un pacifista, ma il Governo Tecnico Italiano compra cacciabombardieri F35, per sparare a piccioni e gabbiani … suppongo…
Non so, è veramente uno schifo. Scusate lo sfogo, ma sono amareggiato, c’è gente giovane, che muore di cancro, si potrebbe alleviare la sofferenza della chemio o guarire i malati con metodi diversi. Invece, non siamo diversi dalle mucche al pascolo, scambiata con vile denaro, e siamo assomigliamo alle cavie da laboratorio, pronte a farci imbottire di qualunque farmaco, se un canibale in camice bianco, ci consiglia la via più penosa per la nostra peggio dipartita. Tempo fa, feci un paragone tra oncologi e nazisti, oggi ribadisco il concetto, meglio un colpo in testa che una chemioterapia… soffri meno ed il braccio della morte è più breve
http://singring.virgilio.it/testi/giorgio-gaber/testo-la-democrazia.html
Se la nostra convinzione Andrea è che la metà più uno degli elettori italiani ha eletto ed eleggerà una classe dirigente simile SAPENDO e VOLENDO che si comportasse così … allora la partita è persa.
Se invece, come credo, questi fenomeni sono dovuti a una limitata percentuale di parassiti che non trovando di meglio da fare si sono dedicati alla politica allora il futuro è nelle nostre mani.
Ricordiamoci però che il peccato maggiormente praticato è stato quello di omissione, ed è stato commesso da gente “come noi”, sostanzialmente brava gente: abbiamo sempre visto, ci siamo lamentati … e ci siamo voltati dall’altra parte convinti che non si potesse interagire in alcun modo con simili apparati -
Questi sono i rappresentanti del popolo italiano!
Questi vengono, anche se indirettamente, eletti e pagati profumatamente per difendere gli interessi ed i diritti degli italiani. Siamo a posto, per una feccia simile, che valore ha un paziente oncologico?
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/01/18/Grandi-rischi-fece-valutazioni-inefficaci_8095501.html
Marco! cerchiamo di essere obbiettivi!
Quante possibilità avrebbe il dott. Di Bella di farsi finanziare una ricerca per la cura contro il cancro, e quante offerte avrebbe la figlia di Elsa Fornero di farsi finanziare il ripristino delle unghie dopo un trattamento chemioterapico!
In un modo o nell’altro, in Italia c’è un oligarchia che ricorda molto la Grecia di 4 mila anni fa! Ho una voglia pazzesca di cambiare paese, ma per ora mi è impossibile.
ehhh caro Andrea: se i costi puri di ricerca li pagassero i governi le aziende non potrebbero aggiungere in nota spese i “regalini” a chicchessia ….
… è come se in Italia si potessero detrarre dalle tasse le spese ordinarie di ogni genere (spese, manutenzioni, dentista …etc…etc…) : significherebbe la fine dell’evasione fiscale.
ma scusate, siate obiettivi, come fate a calcolare i costi della ricerca se non considerate il non indifferente apporto nei costi di:
tangenti, regali, assunzioni raccomandati ( la figlia di Elsa Forne.. ) e similari.
Come può un ingranaggio nato e cresciuto all’ombra della chemioterapia, non attingere linfa dal male stesso che ha generato il virus mortale che pervade l’oncologia. Il cancro è una scusa …
Rol? Si, davvero una mente prodigiosa, quasi come quella del prof. Di Bella.
Guarda Cikagiuro ,
ma speriamo davvero che una civiltà aliena sbarchi a spiegarci cosa sia la comunione di intenti – in un pianeta “NORMALE” sarebbe una consuetudine razionalizzare e finanziare a livello governativo ogni tipo di attività di beneficio per la collettività –
Queste cose le aveva già fortemente idealizzate e indicate come NECESSARIE e INDISPENSABILI un uomo eccezionale che si chiamava Gustavo Rol -
marco l: “Sto delirando?” Certo che no!
Una curiosità soltanto: da dove scrivi? Dal loft di Vittorio su Marte per caso?
Può darsi che la faccio troppo semplice: nel costo del farmaco l’azienda che lo produce afferma costantemente che deve spalmarci sopra i “tremendi” costi della ricerca.
Ma nel momento in cui il farmaco va sul mercato è difficile preventivare quanto tempo ci resterà (prima di essere sostituito magari da un farmaco più efficace) dunque come cavolo fa a fissare un prezzo l’azienda senza disporre di questa variabile essenziale?
Invece è abbastanza agevole preventivarne il consumo in base ai dati statistici epidemiologici delle malattie.
I costi della ricerca con un minimo di sforzo di volontà potrebbero essere documentati per bene.
Conoscendo poi la “dote umana” a disposizione dell’azienda diventa quasi impossibile barare sulle ore di lavoro che sono servite all’ingenerizzazione del farmaco, sui macchinari e sulla tecnologia che sono serviti alla sua realizzazione (gli step con cui si giunge alla molecola credo siano addirittura citati negli abstract o nelle metodiche usate per realizzarla)
QUESTI COSTI potrebbero essere riconosciuti e PAGATI all’azienda dai vari governi nazionali che recepiscono il farmaco e lo annettono al proprio prontuario farmaceutico.
PUNTO.
Il puro costo di PRODUZIONE della medicina invece addizionato di tutte le variabili che lo determinano (costo produzione, confezionamento, trasporto, smaltimento farmaci scaduti … spero lo paghi l’azienda come per qualunque azienda che deve smaltire il toner della fotocopiatrice …., ed ovviamente percentuale di guadagno … )
QUESTO e SOLO questo deve andare a determinare il costo del farmaco –
Il brevetto in questo contesto non ha più ragione di esistere: chi ha inventato il farmaco se lo produce mentre se lo vuole dismettere o annuncia che lo dismette chiunque può subentrare nella produzione – identicamente se l’azienda non è in grado di garantire cadenze di produzione può “delegare” a terzi la produzione (identico prezzo di vendita ovviamente) -
Gli stati quindi si fanno garanti dei costi puri per realizzare nuovi farmaci mentre per quelli abortiti o inefficaci va istituito un meccanismo analogo con dei tetti di spesa o partecipazioni a rimborso a seconda della rilevanza del tipo di ricerca (con un occhio di riguardo a tutto ciò che andrebbe ad occuparsi di patologie rare o letteralmente orfane di terapia.)
Gli organismi sanitari competenti dei paesi sono incaricati del controllo della progressione di lavori e sperimentazioni – non entrano direttamente in contatto con la chimica del prodotto ma con tutto ciò che ne determina il percorso di studio ,affinamento e clinica, a garanzia del rispetto di regole sanitarie e di rendicontazione.
Organismi paralleli sono incaricati di monitorare l’evoluzione clinica del farmaco e di aggiornarne indicazioni e controindicazioni derivanti dall’uso ospedaliero.
La pubblicità MEDIATICA del medicinale è VIETATA, come è VIETATA la continua estenuante fuga di notizie (spesso direttamente propagata ad arte) relativa a molecole che sembrano presentare risultati terapeutici interessanti. Il medico diventa l’unico esecutore di “prescrizione” rispetto al malato. Il farmacista identicamente per le specialità da banco.
Sto delirando?
il problema e’ ahime’ serissimo x tantissimi motivi….La regolamentazione fa acqua da tutte le parti…in Europa, alcune nazioni, tra le quali UK, stanno cercando di bloccare in qualche modo lo stradominio delle case farmaceutiche attraverso la revisione degli studi registrativi e la valutazione costo/beneficio…(il NICE fu instituito x questo negli UK), certo che non basta e non bastera’. L’Italia, a mio giudizio, gestisce o non gestisce il problema affatto e si tagliano servizi utili, ma l’ultima molecola che costa un casino e non serve ad un tubo non la si nega a nessuno. Su questo gioca contro anche l’attitudine di molti giornali che pompano alla grande il farmaco facendo credere al paziente che il “salvavita” e’ disponibile e se il medico non lo prescrive e’ perche’ o e’ ignorante o perche’ la ASL vuole risparmiare….come si fa a cambiare allora??
Io credo con un seria regolamentazione del farmaco, della sua prezzazione (il prezzo suil mercato) che deve essere basato su regole diverse da quelle di un deodorante (quanto funziona x capirci). Questo dovrebbe riguardare le varie nazioni prima e l’Europa intera poi, soprattutto in un momento di crisi come questo.Credo anche che una nazione seria, l’Italia lo e’ (la domanda e’ retorica)??, dovrebbe anche esplorare vie x offrire trattamenti efficaci a costi piu’ bassi istituendo delle commisioni che esplorino queste vie e qui vedrei benissimo una seria e dico seria presa in considerazione del MDB, ma non solo. Ovvio che tutto cio’ non sta avvenendo, ma questo non deve fermare chi, crede, dal lottare perche’ qualcosa cambi.
X Andrea, giuro che per un attimo ho pensato che avessero arrestato Bossi (qualcuno se la ricorda la sua storia???)…..ma di che ci stupiamo??!!!!!
questo è l’ultimo successo con MDB, sul gruppone si vivono emozioni incredibili…ogni volta mi assale un misto di felicità ed esaltazione e di rabbia impotente!!! Ma vi siete mai chiesti: se non funzionasse, e qualche volta non funziona, ma si avrebbero risultati così? la situazione di Lisa Scot non è delle più semplici, ma questo è il suo risultato, leggete:eccomi qua, ritirata tac pet, ebbene dopo tre mesi di cura………dimezzate le metastasi!!!!!!!!!! ho pianto, di gioia ovviamente.ora vado a dormire sto stanchissima
E di questo cosa ne pensate?
Ecco a chi ci siamo affidati!
http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2013/01/16/APh6wvUE-milione_medico_condannato.shtml
Giusto per rimanere in tema:
“Caro Di Bella Insieme, sono convinto che anche Dumas figlio oggi sarebbe costretto a prendere atto che non solo gli imbecilli non si riposano mai, ma, complice un’ informazione miserabile, pure i malvagi.
Da http://affaritaliani.libero.it/cronache/tumori-incurabili-13-nuovi-farmaci150113.html
Cronache
Tumori incurabili, 13 nuovi farmaci allungano la vita
Martedì, 15 gennaio 2013 – 12:59:00
Entro il 2014 saranno disponibili 13 nuovi farmaci per aiutare chi soffre per un tumore. Quando la malattia è ormai incurabile e le metastasi sono estese si potrà ricorrere terapie anti cancro che contrastano 15 forme di tumore ma non lo curano.
Repubblica Salute spiega che entro il 2013 saranno in commercio in Italia 9 medicinali e altri 4 saranno disponibili entro il 2014. I farmaci in arrivo hanno mosso i primi passi una decina di anni fa grazie a collaborazioni tra cliniche, centri di ricerca universitari come Harvard e industrie farmaceutiche come Novartis.
Nessuno guarisce il cancro ma ne contrastano la proliferazione incontrollata. Il trattamento serve a prolungare la sopravvivenza dei pazienti che hanno scoperto troppo tardi di essere malati, e potrebbe allungare di parecchi anni la vita di chi è condannato a pochi mesi di sopravvivenza.
Ma la speranza, per questi farmaci intelligenti, ha un costo: un trattamento può costare anche 60mila euro al mese.
Ecco i nuovi farmaci anti-cancro elencati dall’inserto Salute di Repubblica:
TUMORE AL POLMONE
XALCORI – Il principio attivo è il crizotinib. Si prescrive per il cancro del tipo non a piccole cellule e positivo al test Alk.
ALIMTA – Il principio attivo è il permetrexed. Si prescrive per il tumore del tipo “non a piccole cellule non squamoso”.
SENZA NOME – Il principio attivo è l’afatinib e si prescrive per tumore del tipo non a piccole cellule.
TUMORE CERVELLO
SIGNIFOR – Il principio attivo è il pasireotide e si prescrive se il tumore dell’ipofisi causa Sindrome di Cushing, un grave squilibrio ormonale, e nel caso di acromeglia, cioè deformazione progessiva di volti e mani.
TUMORE AL SENO
ALFINITOR – Il principio attivo è l’everolimus. Si prescrive per donne in post-menopausa con tumore di tipo Her2/neu negativo, dopo recidive o fallimento di terapie con ormoni inibitori dell’aromatasi non steroidei. Il farmaco è inoltre in fase di sperimentazione per il trattamento del tumore al seno metastatico di tipo Her2+ ed Her2-.
TUMORE ALLO STOMACO
SENZA NOME – Il principio attivo è il ramucirumab. Si prescrive nel caso di carcinoma gastrico metastatico.
TUMORE AL RENE
SENZA NOME – Il principio attivo è il dovitinib. Si prescrive in fase metastatica.
INLYTA – Il principio attivo è l’axitinib. Si prescrive in casi inoperabili negli adulti, dopo il fallimento con sunitinib o citochina.
TUMORE DEL COLON-RETTO
ZALTRAP – Il principio attivo è l’aflibercept e si prescrive per tumore metastatico che non risponde più alle cure.
LEUCEMIA
BOSULIF – Il principio attivo è il bosutinib e si prescrive nei casi di leucemia mieloide cronica.
MIELOMA MULTIPLO
SENZA NOME – Il principio attivo è panobinostat e si prescrive per il trattamento del mieloma multiplo.
MIELOFIBROSI E POLICITEMIA
JAKAVI – Il principio attivo è il ruxolitinib e si prescrive nel caso di mielofibrosi e policitemia.
MELANOMA
YERVOY – Il principio attivo è l’ipilimumab e si prescrive nel caso di melanoma
SENZA NOME – Il principio attivo è l’elotuzumab e si prescrive in casi inoperabili o metastatici già trattati.
CARCINOMA PANCREATICO
ALFINITOR – Il principio attivo è l’everolimus e si prescrive per tumori neuroendocrini di origine pancreatica in fase avanzata.”
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I mirabolanti rimedi prospettati non costituiscono una novità scientifico-terapeutica, ma capitolo del business plan approntato dagli associati Big Pharma.
Non guariscono (cosa che costituirebbe jattura suprema: paziente guarito=cliente cessato), attirano il paziente al quale viene detto impropriamente che si tratta di “farmaci biologici” (e dàlla con questo biologico!), mettono qualche toppa al cosmico fallimento della chemioterapia, guardata oggi con troppa ostilità anche dai meno informati.
Soprattutto – in sintesi – è una carica di cavalleria (in sella a meno blasonati equini…) che si tenta contro l’inesorabile tramonto della concezione citotossica. Fallirà, questo è pacifico, ma intanto guadagneranno tempo e niagara di dollari ed euro. Alla faccia di chi soffre e muore.
Visto che tutti i vari “-ib”, “-ab”, “if”, “or” ecc. che contraddistinguono gli anticorpi monoclonali riescono, nel migliore dei casi, ad allungare la sopravvivenza di qualche settimana (seppure a costo di pesanti effetti collaterali dovuti alla loro tossicità), sarebbe forse il caso di crearne un altro: il Cretinib, anticorpo universale della razionalità scientifica.
STAFF D.B.I. – ADB
postato da: nivel (modena) in data: 2013-01-15 16:36:46.0
Caro Di Bella Insieme, ritorno sull’articolo riportato per sottolineare questo passaggio:
“..Quando la malattia è ormai incurabile e le metastasi sono estese si potrà ricorrere terapie anti cancro che contrastano 15 forme di tumore ma non lo curano.”
Si noti: non, non lo guariscono, come, considerato il fallimento delle cure convenzionali, è scontato, ma nemmeno lo curano!
E, quindi, a che pro si infliggono sofferenze con farmaci costosissimi quanto inutili se non per pura ingordigia di denaro? No, non sono solo malvagi, ma criminali.
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La malvagità non è che una forma di stupidità. D’altronde viviamo in un tempo nel quale non ci si fa alcuno scrupolo nel considerare le singole persone e le loro famiglie come gregge dal quale cavare sangue. E questo vale nel campo della medicina come in quello della politica.
C’è sempre il vampiro minor che agisce per delega dell’occulto vampiro major. Ma si tratta di succhiasoldi più che di succhiasangue: e le recenti inquità fiscali ne sono una dimostrazione.
Che poi si parli di farmaci biologici o di spread, fa poca differenza: si tratta sempre di prese per i fondelli e di…..sezioni diverse dello stesso Centro Prelievi.
Un caro saluto ADB”
postato da: nivel (modena) in data: 2013-01-15 17:37:45.0
La risposta alle tue quattro domande finali Gioia è NON è NORMALE. Non è normale che il consulente di una banca aiutandoti a investire i tuoi risparmi ti suggerisca di “diversificare in fondi etici” (aziende farmaceutiche) . Non è normale che sia ormai scritto che il “bisogno di salute” sia un mercato in costante crescita. Non è normale che l’azienda che è inserita nel “fondo etico ” sia stata pluricondannata per attività di marketing, di comparaggio con la classe medica o abbia svolto autentiche sperimentazioni a basso costo su popolazioni del terzomondo camuffandole da operazioni umanitarie regalando i farmaci e verificando con facilità gli effetti collaterali sui grandi numeri …. perchè questo è successo ad aziende presenti nei fondi etici. Quando l’azienda farmaceutica ha la preoccupazione di dover rispondere di magri fatturati ai suoi azionisti il CEO dell’azienda si inserisce ancor più pervasivamente nelle dinamiche che orientano la ricerca dell’azienda stessa . Da qui l’ideazione di scorciatorie per tagliare costi in operazioni multilivello (quanti colleghi informatori stanno temendo per la loro sorte attualmente? è una vera ecatombe quella che si sta consumando )
La deregulation più necessaria è quella che regolamenta proprio i brevetti , e il tentativo di aprire al farmaco equivalente da parte dei governi per risparmiare sui costi da sostenere per medicine spinge ancora di più le aziende a gettare sul mercato nuovi prodotti con cui garantirsi anni di proventi senza il rompimento di scatole del farmaco equivalente a fare concorrenza. Per quanto attiene a quest’ultimo poi, andando a indagare bene, si scoprirà che gli stessi gruppi detentori di brevetti più interessanti sono sovente anche azionisti di maggioranza di aziende che clonano il farmaco equivalente …. non se ne esce!
Evidentemento no, cara Gioia…ma ormai sappiamo bene come va l’andazzo!Che ne dici, siamo fortunati a stare fuori dal “giro”? Io dico di si! La speranza è che sempre più persone si rendano conto che siamo in mano a lerci sfruttatori che vogliono solo tenerci malati e se poi si muore chissenefrega… ma…anche che tristezza infinita, pensando alle giovani generazioni che lasciamo in questo mondo avido e menefreghista! ciao
Comprare, comprare, comprare! Le azioni delle aziende farmaceutiche. Con i dividendi ci si paga il MDB. Cordialmente