Ecco le Regioni che rimborsano la parrucca
Grazie ad Annamaria ho saputo che ci sono due regioni, la Toscana e il Piemonte, che rimborsano una parte della cifra spesa per acquistare la parrucca. Il bonus è di 300 euro in Toscana, di 250 in Piemonte.
La prima delibera toscana risale al 2007, in Piemonte si partì tre anni più tardi. Lo sconto è per tutte le donne costrette a gestire gli effetti collaterali della chemioterapia. “È un provvedimento extra lea, cioè non rientra nelle voci per l’assistenza dovuta, è a discrezione delle amministrazioni – spiega Lucia Zambelli dalla Toscana – L’anno scorso abbiamo potuto aiutare 1.663 donne con 450mila euro”.
Più o meno duemila l’anno le pazienti che hanno avuto il contributo in Piemonte. “È una scelta precisa quella di destinare risorse all’acquisto della parrucca – riflette Raffaella Ferraris dell’assessorato sanità – noi abbiamo sempre collaborato con le associazioni che aiutano le donne operate”.
E le altre regioni, la Lombardia ad esempio? Si chiede Annamaria. Al momento nessun rimborso. Abbiamo girato la domanda al neo assessore, Mario Melazzini, oncologo. In attesa che ci risponda, faccio un salto a ritroso e vi parlo della mia parrucca.
Non l’ho mai amata e non vedevo l’ora di liberarmene. Eppure, associate al mio caschetto finto, oggi sommo tante cose. La prima e fondamentale riguarda il senso di quelle cure. Ricordo che cinque anni fa sarei stata disposta ad accettare perfino il doppio della chemio in vena pur di arrivare serena alla fine del tunnel. Ero convinta che sarebbe stato “il rimedio” perchè così mi era stato detto, perciò non avrei dato importanza al vomito o alla testa pelata. In quella bolla di incoscienza ho affrontato i miei quattro cicli.
Alle associazioni e agli assessorati sensibili ai disagi delle donne va tutta la mia stima. Sono convinta che vivano anche loro nella bolla. Il velo cade quando ci si ammala e la mente è disposta a cercare.
Io oggi so che se dovessi un giorno riacquistare una seconda parrucca sarà per un’alopecia non provocata dalla chemioterapia. Perchè un’eventuale ricaduta del cancro e le conseguenti metastasi le affronterei come ha fatto Michela o come Marina o Franca.
L’altra sera sfogliavo “Vita e salute”, mensile dell’omonima onlus, che ha la direzione scientifica di Franco Berrino, epidemiologo dell’istituto tumori di Milano. Ne ho apprezzato l’editoriale di Ennio Battista che invita a non fidarsi della pubblicità di uno yogurt “che previene l’osteoporosi”, esempio di messaggio “che crea una barriera culturale alla buona informazione”. Poi sono passata al servizio “Se la chemioterapia non fa paura” e, aimè, ho trovato proprio i messaggi che innalzano la barriera di cui sopra ( sono sicura che la colpa non sia della giornalista perchè chi non ha avuto nè il cancro, né la curiosità ad esso collegata, galleggia nella bolla ). Ho letto: “chemioterapia è una parola che fa ancora paura (…) Anche una terapia antibiotica è, in senso stretto, chemioterapia, ma oggi questo termine si usa per indicare i farmaci per trattare il cancro, spesso di origine naturale: molti dei principi attivi utilizzati nascono da estratti di piante anche se raffinati o addirittura riprodotti in laboratorio…”
(Eh, anche la cicuta è naturale, eppure è mortale!)
Il fatto è che a noi pazienti non importa un bel niente sapere che la vincristina derivi dalla Pervinca del Madagascar, vogliamo capire come agisce nel nostro corpo, che tipo di danno crea e in che misura questo effetto è irreversibile. Sono informazioni fondamentali per poter scegliere, chi è malato deve sapere se dopo le dosi massime consentite (da chi e quando?) di cisplatino si ritrova su una sedia a rotelle!
Eppure nessuno ce lo racconta, nè il giornale di Berrino, nè l’oncologo che ci cura, il quale, se sufficientemente preparato, a proposito del cisplatino – che si continua a usare da mezzo secolo (alla faccia dei miliardi spesi in ricerca) – vi dirà “che il meccanismo d’azione è ancora oscuro” ( ma quando venne approvato e su quale gruppo di pazienti? ).
Tornando all’articolo: “…fortunatamente oggi la chemioterapia non è più la sola arma (?) ma fa parte di un ampio mosaico di terapie che comprende farmaci mirati, come gli anticorpi monoclonali, le terapie ormonali e gli inibitori della crescita tumorale” . Tutti noi, che ci siamo passati, sappiamo che questi farmaci vengono dati DOPO la chemio e non AL POSTO della chemio, la spiegazione è sorprendentemente identica per tutti: “È stato dimostrato che l’avveniristico ritrovato biologico potenzia gli effetti della chemio… e via così”.
Per vedere il mondo fuori dalla bolla suggerisco di telefonare all’istituto di ricerca Ramazzini di Bologna. È il centro che studia ed esamina gli effetti delle sostanze tossiche sull’uomo. Il direttore, Morando Soffritti, non fa giri di parole : “A un malato di cancro basta togliergli la chemio per vederlo stare meglio”.
PS. La foto col parrucchino risale al marzo 2008, ero alla festina di Pietro, il figlio di amici, che ho visto nascere e che quel giorno compiva 8 anni. La parrucca l’ho gettata via a fine giugno, ricorrenza dell’onomastico di mia nonna. Da quel momento ho sfoggiato un taglio alla marines: mi sentivo leggera come una farfalla, anche se non avevo ancora cominciato a volare.


Cikagiuro, hai perfettamente ragione. Ma il giuramento di ippocrate, etica, morale, sanno cosa sono?
Secondo me no, come dice l’infermiera del nostro dottore MdB ( che stava in oncologia ) SONO CANNIBALI IN CAMICE BIANCO)
Caro Andrea quanto da te riportato è stato in più circostanze riproposto sui pochi siti amici.
Però bene hai fatto a ricordarlo,anzi, andrebbe pubblicato ogni giorno, ovunque. E ciò che mi lascia sempre sconcertato quando rileggo i Rapporti ISTISAN (Istituto Superiore di Sanità) è : ma come fa un oncologo, che non può non sapere, a non entrare in profonda crisi con la propria coscienza, di uomo ancor prima che di medico, rendendosi complice di un avvelenamento scientifico e sistematico in danno di poveri disgraziati già colpiti dalla malasorte? Ma come si fa? Come si fa?? Vedi, caro Andrea, giunti a questo punto non è più questione se essere pro o contro il MDB, ma se essere contro o pro della vita. Ribadisco: fino a che gli oncologi non cominceranno a fare i conti con la propria coscienza, continueremo ad assistere a questa abominevole ecatombe umana.
I PERICOLI NASCOSTI E NON DICHIARATI AI PAZIENTI – Il principio terapeutico della chemioterapia è semplice: si usano sostanze chimiche altamente tossiche per uccidere le cellule cancerose. Tuttavia, questa feroce azione mortale, non essendo in grado di distinguere le cellule sane da quelle tumorali, colpisce e distrugge l’intero organismo vivente. Torniamo all’articolo di Marcello Pamio. “Ci hanno sempre insegnato che l’unica cura efficace per i tumori è proprio la chemioterapia, ma si sono dimenticati di dirci che queste sostanze di sintesi sono dei veri e propri veleni. Solo chi ha provato sulla propria pelle le famose iniezioni sa cosa voglio dire”. Un rischio dal quale il ministero della Sanità mette in guardia addirittura gli stessi operatori che operano con questi farmaci chemioterapici. In un documento del Dipartimento della Prevenzione Commissione Oncologica Nazionale dal titolo “Linee guida per la sicurezza e la salute dei lavoratori esposti a chemioterapici antiblastici in ambiente sanitario”, si legge: “Uno dei rischi rilevati nel settore sanitario è quello derivante dall’esposizione ai chemioterapici antiblastici. Tale rischio è riferibile sia agli operatori sanitari, che ai pazienti”. Non solo. Molti farmaci usati in chemioterapia sono essi stessi considerati dei cancerogeni. Sempre lo stesso documento del ministero della Sanità riporta: “Nonostante numerosi chemioterapici antiblastici siano stati riconosciuti dalla IARC e da altre autorevoli Agenzie internazionali come sostanze sicuramente cancerogene o probabilmente cancerogene per l’uomo, a queste sostanze non si applicano le norme del Titolo VII del D.lgs n. 626/94 “Protezione da agenti cancerogeni”. Infatti, trattandosi di farmaci, non sono sottoposti alle disposizioni previste dalla Direttiva 67/548/CEE e quindi non è loro attribuibile la menzione di R45 “Può provocare il cancro” o la menzione R49 “Può provocare il cancro per inalazione”.
Caro Alfredo ,non penso che Andrea stia dicendo delle cazzate visto che uno studio autorevole dimostra che 11persone su cento trattate con chemioterapia muore a causa della stessa in questo caso i parenti stretti del deceduto con chi cavolo se possono prendere con l’oncologo oppure con i protocolli e linee guida dettate da una medicina ormai venduta al bussines .Suggeriscimi tu un appellativo con cui definire i responsabili.E poi possono essere perseguibili penalmente per omicidio???se cosi’ fosse il lavoro dell’ oncologo si farebbe veramente difficile.Con stima e rispetto livio
All’IST ci devi andare per la terapia ormonale e per farti confermare lo 048 che ti permette di avere molti farmaci mutuabili. E’ la dottoressa che ti prescrive la chemio per un neo dubbio… sentito con le mie orecchie.
Per quanto riguarda mazzette leggi qui
http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2013/01/22/APrMPvXE-liguria_sospette_liguria.shtml
Pensa che Marylin Fusco è appena entrata in politica ( pochi anni ) è già la seconda volta che la troviamo con le mani nella marmellata
Andrea, io non ti capisco??? Ma come vai da una dottoressa che ha provocato morti????Che vuol dire??? la tua e’ un accusa molto forte. E se vero, mi auguro di no, ci vai lo stesso????
Essere schifati dal sistema e’ leggittimo, ma essee pessimisti non lo condivido. Le cose posso e devono cambiare. Difficle? Credo molto, ma non impossibile…I poltici vecchio stampo non hanno bisogno delle mazzette, gli basta essere nella stanza dei bottoni ed aver accesso a tante agevolazioni. Non contiamo poi i favori che si fanno a vicenda…e cosi’ che si muovono…di che e’ la colpa??anche nostra. Pur non volendo parlare di politica mi pare ovvio che in paese dove Mister B pare potrebbe prendere intorno al 20% alle prossime elezioni vuol dire che 1 su 5 di quelli che votaano si e’ perso qualche pezzo per strada…..
Andrea ti stimo molto abbi fede e speranza .e tutto sommato preferisco un salto nel buio con questi che un suicidio assistito con con i soliti noti.vedo un futuro molto movimentato e stellato.UN GRANDE ABBRACCIO A TUTTI GLI UOMINI DI BUONA FEDE LIVIO.
Caro Lodi, questo non è un blog politico. Commento già abbastanza su molti quotidiani on-line.
Comunque probabilmente voterò per M5S, per disperazione, poichè li vedo come un armata Brancaleone, senza leader politici, economisti o leader giuridici. Movimentati da un comico ( molto Bravo ) e altre figure sulle quali non ho approfondito. RICORDATI nel 1985 nei viadotti autostradali a Milano c’era scritto ” Via da Roma ” , “Roma Ladrona” “W Lega Lombarda” , ora “GLI ELETTI” di quella lega sono tutti inquisiti per sperpero di denaro pubblico, con “i trota” che hanno la paghetta a carico dei contribuenti!
Sono molto rassegnato, ti garantisco che se trovo il modo di andare via dall’Italia, me ne vado, mi bastano 200 Km per arrivare in Francia.
Per quanto riguarda la spesa farmacologica, continua ad essere pessimista. Ti ricordo Alfredo, che la spesa pubblica non è diminuita, gli F35 che esplodono in volo, sono in arrivo, i megadirigenti nel Lazio, sono appena stati nominati, figurati se ( dietro mazzetta ) un farmaco non viene approvato.
Per Rosa, si moriva di cancro anche prima, forse un po meno, ma non si sapeva … Napoleone non è morto avvelenato, ma per un tumore allo stomaco… ne cito uno per esempio.
Non so, sono ottimista per gli effetti della cura, sono pessimista per la burocrazia ed il SSN. Se penso che il 20 febbraio dobbiamo andare da una dottoressa che ha provocato decine di moti, consigliando chemio anche per un neo, mentre abbiamo scoperto che all’IST di Genova c’è una dottoressa che si cura con MdB… sono schifato
Caro Andrea permettimi di sognare ho abbracciato il movimento (5stelle)perche’ voglio un cambiamento di rotta .Gesu’ prese a calci e probabilmente uso’ violenza per cacciare i mercanti dal tempio.Dai un occhiata al programma poi fammi sapere.Motecitorio deve essere un tempio laico e profondamente etico.Solo incensurati ,per due legislature,2500€mensili 0 privilegi e portavoce del cittadino ,pensioni a 4000€ massimo ,in pensione a60 anni(vengono pagate pensioni che vanno da 10000 a 90000€ti sembra etico)etc.etc.etcstiamo riempiendo le piazze senza senza scorta e senza rimborsi a costo 0.caro andrea sono stufo ma veramente stufo
Vi leggo e l’inquinamento è causa di ogni male. La chemioterapia, la ciclofosfamide, è il gas iprite, un gas venefico che in alcuni paesi è usato nelle guerre….Si sospetta di Assad in Siria….Sto diffondendo queste informazioni. Ci uccidono con il silenzio. Rosa Mannetta
scusa Andrea….intendevo caro e non cara….
Cara Andrea,
il problema del politico non e’ il denaro che gli viene dato, ma i nemici che deve crearsi x fare la cosa giusta e, magari, molti di quei nemici lo hanno sostenuto nella campagna elettorale….
che stiano arrivando altri farmaci al posto della chemio (in alcuni campi, non tutti)e’ vero, ma anche in questo caso arrivano in modo alquanto sospetto e sempre e solo spinti da case farmacuetiche. Io personalmente non sono al 100% contro le case farmaceutiche, sono contro la ricerca spinta solo ed esclusivamente dalle case farmaceutiche…..ora non voglio stare qui a smenarla troppo a lungo con questo concetto, voglio invece rinforzare la mia idea che qualcosa sta cambiando e che questo monopolio sia destinato per forza a non durare e se non sara’ per un colpo di coscienza dei nostri politici, avverra’ a causa della crisi economica che non ci permettera’ piu’, x fortuna, di spendere e spandere in farmaci inutili…..
le malattie di cui parlate sono terribili .ho conosciuto una ragazza di 25 anni , carina , sorridente completamente calva . faceva caldo, a lei non interessava essere senza capelli . credo che la parrucca non faccia la felicità , ma solo il sapere che anche senza capelli posso fare felice un altro essere come me. io in questo momento sto facendo da cavia con una medicina che , forse , servirà a donne ed uomini . sapete chi ha crolli vertebrali , sono dolorosi , inizi a 30 anni , e non muori subito . ho accettato perchè le mie sofferenze servano a qualcosa , anche se sono per cure più drastiche ed umane . siete coraggiosi
Caro Lodi, eviterei in questo blog proclami politici. Per esperienza, indiretta, ho notato che quando una persona casta e pura entra in politica, stranamente viene influenzata da tempeste cosmiche e magnetiche per le quali, nonostante programmi elettorali in pompa magna, i parlamentari non vengono tagliati, le province non vengono abolite, gli stipendi non vengono tagliati… Prodi reclamizzò il ritiro delle truppe dal Golfo Persico…. Prodi è salito al Governo, se ne è andato, ma i nostri soldati sono ancora lì.
Se il miglior benpensante, diventa Mnistro della medicina, e parte per ufficializzare MdB, sono sicuro che si trova un assegno che gli fa cambiare idea. Purtroppo tutto ha un prezzo, ho visto (io non centro ) passare tralicci sopra i binari dei treni e tubi del metano sotto i binari… basta pagare, e la commissione di controllo, involontariamente, ha guardato il brutto colore delle ringhiere…. poichè i tubi del metano sono sotto i binari di un ponte ferroviario!… spero li abbiano spostati
I malati truffati ed avvelenati da farmaci commercializzati da queste “persone”mi riferisco a della valle dovrebbero unirsi in comitati o class action (nel progrqmma 5 stelle abbiamo pure questo)e fare causa alle multinazionali e pretendere risarcimenti milionari i malati neoplastici che credono di aver subito danni dalle cure si uniscano e pure i famigliari dei decessi per “cura”facciano causa a questi assassini e votate 5 stelle che magari qualcosa cambia per davvero.
ps2: per ROsa Mannetta se ci legge: al minuto 1:10:00 si parla di arsenico nell’acqua nell’acquedotto di Viterbo. Potrebbe contattare la redazione e sottoporre la sua istanza Rosa -
ps: minuto 41:00 la parte sul DNA -
In tema di paradossi inquietanti caro Cikagiuro invito te e gli amici a vedere in podcast la puntata di ieri sera 19/1 di “E Se Domani” andata in onda su Rai tre
http://www.esedomani.rai.it/dl/portali/site/page/Page-a578936d-187e-4851-a9c1-f127147e6f5d.html
Si è affrontato il tema della genetica che potrebbe consentire di sapere in anticipo le malattie a cui si andrà incontro – fortunatamente attualmente ne esistono pochissime di queste “certezze” , lasciando ben sperare che “l’ambiente” in cui le nostre cellule vivono sia di pari importanza ai geni che ereditiamo dai nostri genitori.
E’ comunque inquietante immaginare un futuro in cui un datore di lavoro potrebbe avere la facoltà di richiedere la tua “fedina genetica” e in base ai tuoi fattori di rischio decidere se assumerti oppure no (magari a stipendio ridotto in base alla propensione personale alle malattie) –
Analoghe ripercussioni si avrebbero sui premi assicurativi.
Io dico che bisogna FERMARSI dal procedere in questa direzione e che una “scoperta” vada “coperta” (scusate il gioco di parole) dal veto dell’etica sino al giorno in cui sia disponibile anche una cura certa.
Trucco, parrucco e spettacoluccio: tutto per spargere fumo sui devastanti effetti psicologici, oltre che fisici, della chemioterapia. Qualche giorno fa zampettando da un canale tv all’altro, mi sono imbattuto in un servizio girato in un patrio lager oncologico dove riprendevano alcuni pazienti seduti su quelle inquietanti poltrone per l’infusione del veleno, alias chemioterapico, intrattenuti e allietati dalle esibizioni di personaggi più o meno noti dello spettacolo: cantanti, attori, comici …e con l’autrice del servizio che intervistava il responsabile del lager, novello Mengele, tutto soddisfatto per la sua brillante iniziativa. Si profila una nuova generazione di oncologi illusionisti che mentre intossicano irreversibilmente gli ammalati allestiscono loro spettacolucci ad hoc affinché possano meglio sopportare il velenifero ciclo. Uno strazio indicibile che mi ha riportato alla mente quei filmati di repertorio nazisti dove i disgraziati condannati venivano avviati al patibolo preceduti da un’orchestrina improvvisata.
Confermo l’angolazione che ha voluto dare Franca: la “terapia del dolore” per mia madre (in MDB quando ormai metastatica fegato e ossa) è consistita in una (1) scatola di Aulin nella sua ultima settimana di vita.
E questo secondo voi, è normale?
Per non dimenticare… Rita Levi Montalcini e la vicenda Cronossial
di Redazione
Nel 1975 Francesco Della Valle, gestore della Fidia, piccola azienda farmaceutica di Abano (Padova) ottiene da Duilio Poggiolini, il corrotto dirigente del ministero della Sanità (sarà in seguito condannato, insieme alla moglie complice), la registrazione di un farmaco spacciato come miracoloso, il Cronassial. Non supererà mai i test scientifici imposti dalla normativa e si rivelerà, nelle miglior delle ipotesi, un placebo e, nelle peggiori, addirittura dannoso. Della Valle, che ha bisogno di referenti scientifici per far pubblicità al suo Cronassial, versa 50 milioni (del 1975, badate bene) a Rita Levi Montalcini, che perora contributi per la Fondazione Levi. Da questo momento i rapporti tra Levi Montalcini e Fidia si fanno sempre più stretti. «La scienziata -dichiararono a Espansione i ricercatori della Fidia- segue le indagini di laboratorio e ne esamina i risultati», mentre il materiale promozionale dell’azienda rimarca il madrinaggio dell’illustre scienziata, che assurge, nei fatti se non nelle intenzioni, a capofila dei garanti scientifici della Fidia. Nel 1986 la Levi Montalcini riceve, insieme a Stanley Cohen, il Nobel per la scoperta del fattore di accrescimento delle fibre nervose. Nel suo discorso di ringraziamento dinanzi alla stampa mondiale, la donna si rivolge riconoscente agli amici della Fidia che l’hanno aiutata nelle ricerche. Per Fidia e il suo Cronassial è un trionfo. Il Cronassial, che nei momenti di massima incidenza sul fatturato arriva all’82%, diventa il farmaco più venduto in Italia. Il marketing aggressivo di Della Valle induce i medici a prescriverlo come cura di tutti i mali. La Fidia, che nel 1968, all’arrivo di Della Valle, fatturava 600milioni, balza a 420 miliardi e si colloca al quarto posto nella classifica delle industrie farmaceutiche. Nel 1989 le autorità della Germania mettono in relazione il Cronassial con una malattia che paralizza gli arti e uccide un paziente su dieci: la sindrome di Guillain-Barré. Il Cronassial è bandito dal mercato tedesco. L’anno dopo, in Gran Bretagna, gli inglesi vietano la vendita del Cronassial, che è ricavato dal cervello di bue. In seguito il farmaco sarà bandito anche dalla Spagna (per la Guillain-Barré) e in altri mercati, mentre negli Stati Uniti non otterrà mai la registrazione. Inizia il tramonto di Della Valle, che i padroni della Fidia (misteriosi individui di una società anonima basata a Mendrisio,in Svizzera) cacciano. Della Valle si mette in proprio e fonda una microazienda, la Lifegroup. Levi Montalcini, che in tutto questo tempo non ha mai preso le distanze dai nefasti del Cronassial, dichiara:«L’uscita di Della Valle dalla Fidia minaccia la sopravvivenza della ricerca scientifica». Che invece sopravviverebbe alla Lifegroup, dove l’anziano premio Nobel dirotta la propria collaborazione. Espansione chiese invano a Levi Montalcini un commento sulle disgrazie del Cronassial, nel frattempo fustigato anche dal British Medical Journal, una delle più autorevoli riviste scientifiche internazionali del settore. Le vendite del Cronassial crollarono del 95% finché persino l’Italia, nonostante le resistenze di Poggiolini, fu costretta a metterlo fuori legge. Stampa e comunità scientifica internazionale spararono a zero contro «un farmaco in cerca di patologia», come lo battezzò Daniele Coen, ricercatore dell’Istituto Negri di Milano (presieduto da Silvio Garattini). Furono stigmatizzate le astuzie di Della Valle, la complicità dei medici prescrittori e le corruttele al ministero della Sanità.
Fonte: http://politicamolecolare.blogspot.it/
Cara Gioia, ti vorrei raccontare una mia esperienza riguardante le parrucche e tutto quello che gira intorno al mondo delle terapie ufficiali. Circa 10 anni fa una persona a me cara che soffriva già da un pò di anni di una lesione cerebrale benigna che teneva a bada con farmaci antiepilettici e con controlli semestrali, ebbe un malore. In ospedale gli dissero che doveva sottoporsi al più presto ad una risonanza magnetica perché molto probabilmente quel malore era dovuto al fatto che la lesione cerebrale si era ingrandita. Per fare questa risonanza, questa persona, decise di recarsi al San Raffaele a Milano in quanto pensò che se la lesione si era ingrandita, dovendosi sottoporre ad una nuova biopsia e a nuove “cure”, il San Raffaele rappresentava il centro più all’avanguardia per affrontare questo nuovo problema. Questa persona si recò a Milano, partendo da Latina, insieme alla madre e dovettero alloggiare nei pressi di piazzale Udine dove, una comunità religiosa, in convenzione, penso, con il San Raffaele, affittava delle stanze ai familiari dei malati che si trovavano ricoverati al San Raffaele. Anche io, alloggiai, per un pò di tempo, in quella palazzina di Piazzale Udine e posso dirti che era un via vai di persone che venivano da tutta Italia, tutti con le loro terribili storie personali che si raccontavano uno con l’altro per farsi forza. Io, che già conoscevo il MDB da circa 7 anni, ascoltando le loro storie vivevo una sorta di conflitto interno, in quanto, da una parte, non credendo minimamente alle terapie ufficiali, avevo una gran voglia di fargli cambiare strada, dall’altra parte, invece, rispettando il loro dolore e ascoltando le loro speranze, non volevo togliere loro anche quella. Quindi, parlai del MDB solo in alcune occasioni e con persone che erano ricettive alle mie argomentazioni. Durante la mia permanenza a Milano, questa persona dovette sottoporsi a radioterapia per ridurre la lesione e mi ricordo la sua sofferenza nel vedere come, giorno dopo giorno, i suoi capelli incominciarono a cadere a causa della radio. Allora, la madre, per cercare di alleviare le sue sofferenze, dovette incominciare a girare nei vari negozi che si trovavano dalle parti di Piazzale Udine per trovare una parrucca per sua figlia che alleviasse il suo dolore per la perdita dei capelli. Il fatto è che le parrucche costavano molto, e, quindi, per alleviare questo dolore si doveva pagare anche profumatamente. Questa persona, che ti assomigliava un pò, in quanto come te, cara Gioia, era una ragazza con i capelli neri, occhi scuri e magrolina, dopo queste “terapie”, si gonfiò per via delle cure cortisoniche e perse, nel giro di pochi giorni, i suoi bellissimi capelli neri, fu “costretta”, per alleviare questo suo dolore, ad acquistare una parrucca come quella che hai tu, cara Gioia, nella foto. E come fece lei, fecero tante altre pesone che alloggiavano in quella palazzina di Piazzale Udine…Quindi, quello che voglio dire con questa storia è che intorno al business in senso stretto dei farmaci che fanno parte delle terapie ufficiali, c’è tutto l’indotto di cui nessuno parla, riguardante parrucche varie vendute a caro prezzo e alloggi vari che fanno sì che un sistema così strutturato si arricchisce e si alimenta solo ed unicamente sul dolore della povera gente senza dare loro, nonostante questo enorme fatturato, una pur minima certezza di guarigione. Anche questo, cara Gioia, reputo non essere NORMALE…
Un po’ di tempo fa, sulla mia bacheca FB, è comparso l’invito ad una presentazione di trucco e parrucco per malate in chemioterapia presso un Ospedale di Legnano. A parte il vero e proprio orrore che suscita in me tale pratica, tesa a coprire uno stato che sicuramente non si manifesta solo esteriormente ma che ha anche effetti sull’interiorità della persona(e qui ti voglio col rossetto!!!)mi son trovata a pensare che, forse, molto semplicemente, l’industria della parrucca per povere criste malate è in crisi. Vado ogni tre settimane a fare l’emocromo all’Istituto dei Tumori di Milano e osservando gli altri pazienti, mi sono resa conto che le signore con parrucca sono un’esigua minoranza rispetto a quelle che sfoggiano, anche con grande sicurezza, i più diversi copricapi. Non so, però a me sembra una concquista, da parte di queste persone che riescono almeno ad ammettere a viso aperto che i trattamenti che ricevono fanno, tra le altre cose, cadere i capelli. Non solo. Ho appena finito di leggere una raccolta di articoli che Christopher Hitchens aveva scritto per Vanity Fair e ripubblicati col titolo “Mortalità”. Una specie di diario della sua malattia conclusasi con la morte. Hitchens soffriva di tumore all’esofago, metastatico, diagnosticato al IV stadio e trattato con chirurgia, chemio e una radioterapia d’avanguardi a base di protoni.Il New York Times definisce il libro così:”Tra le più lucide e illuminanti pagine sulla condizione umana”. Ecco, io mi domando cosa avrebbe potuto scrivere con la stessa ironia, disincanto, intelligenza, lucidità, Hitchens, se solo avesse conosciuto il Metodo Di Bella. Sì, perchè io vorrei che si parlasse del Metodo, non solo per i successi (remissioni, stabilizzazioni o altro) ma anche di come ti permette di morire. Non tutti coloro che si rivolgono al Metodo sono in condizioni di cavarsela. Esistono però testimonianze di figli, genitori, coniugi, che dicono come i loro congiunti abbiano lasciato questo mondo, in pace con se stessi e con gli altri, senza l’esperienza di sofferenze inenarrabili quali quelle che i trattamenti convenzionali, non la malattia in quanto tale, credo, ti infliggono. Ecco, oltre a chiedere al Dott. Melazzini il suo parere rispetto alle parrucche, potremmo chiedergli di esaminare con noi almeno quest’aspetto del cosiddetto fine vita? Se non sbaglio anche il Dott. Melazzini sta, con grande coraggio e determinazione, strappando la vita coi denti. Dovrebbe essere sensibile a questi argomenti. Se si riuscisse a parlare, a diffondere l’informazione, allora le persone sarebbero davvero in condizioni di scegliere. E potrebbero anche decidere in favore della parrucca! Cordialmente
eh sì, il cis-platino rende bene l’idea di due cose: 1) cosa può combinare un composto di un metallo alla nostra biochimica 2)come “una grande scoperta” sia avvenuta casualmente e non mediante ricerche raffinate.
Qui una bella sintesi di alcuni avvenimenti in “zona chemio” ->
http://www.itiscannizzaro.it/moodle/mod/wiki/view.php?id=5391&page=NASCITA+DEI+CHEMIOTERAPICI
Immagino che se la parrucca venisse riconosciuta dal SSN si creerebbe un “precedente interessante”.
Un avvocato ad elevato tasso di testosterone potrebbe intentare una causa di rimborso anche per le insufficienze renali permanenti, i danni cardiaci, le neuropatie iatrogene etc…etc…
Se problematiche del genere vengono indotte dall’uso di errate terapie (in ambito non neoplastico) il paziente si rivolge al tribunale del malato e ottiene un risarcimento per malpractice …. nell’ambito della chemioterapia neoplastica invece sono spesso di “serie” ! ! !