A 15 anni trova un test che scopre il cancro
Si chiama Jack Andraka, ha 15 anni e vive nel Maryland dove frequenta il liceo. A giugno, Jack , ha ricevuto il primo premio Intel ISEF 2012, importante riconoscimento scientifico, per aver scoperto un sensore capace di individuare il cancro al pancreas agli stadi iniziali. Applaudito e acclamato dai compagni ( 400 i concorrenti e 17 i premiati ), Jack ha meritato un assegno di 75mila dollari. Alla John Hopkins University ha creato uno stick ( simile alle strisce reattive che individuano la glicemia ) per testare il livello di mesotelina, un biomarcatore di cancro del pancreas, presente nel sangue o nelle urine.
Lo studio ha mostrato che l’efficacia del test di Jack è del 90 per cento. Che il sensore è 28 volte più veloce, 28 volte meno costoso e più di 100 volte più sensibile dei test attualmente in uso.
È uno strumento di carta, utile anche per individuare i tumori dell’ovaio e del polmone in cinque minuti e costa solo 3 centesimi.
Chissà se si diffonderà questo test.
Chissà se , per scoprire il tumore al polmone agli inizi, sostituirà la tac spirale ( ainoi, quella raccomandata ogni sei mesi…). Chi lo sa?
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Chissà perchè, da quando mi curo col MDB, ho maturato idee autarchiche. Penso sempre più spesso alla possibilità che noi pazienti ci possiamo produrre in proprio, ciò che ci serve, dal mio punto di vista, riducendo drasticamente i costi della terapia. La stessa cosa potrebbe avvenire con le striscette predittive. Perchè aspettare l’industria farmaceutica che potrebbe non aver interesse alcuno a produrle. Ce le facciamo noi, con la collaborazione del fantastico ragazzino e le mettiamo in commercio. Hai visto mai che riusciamo a battere Golia? Cordialmente
…presto finirà del dimenticatoio questa come altre scoperte importantissime…e noi continueremo a farci bombardare da radiazioni senza poter fare nulla per impedirlo. Accetteremo supinamente che bambini, giovani…aumentino il rischio cancro per queste radiazioni mentre una striscetta di carta basterebbe? Ma si…è una storia già sentita…niente di nuovo sotto il sole…che tristezza…
Della difficoltà di imporre una nuova metodologia provenendo da ambienti estranei alla ricerca ne sanno qualcosa Vedrucchio e Crosetto.
Non è un bel biglietto da visita quello che si è auto-stampato il ragazzino: immagino l’imbarazzo di certi ambienti – come ho appena scritto ad un amico spero però vivamente che il mondo e i suoi abitanti depongano i motivi di orgoglio ai piedi dell’altare del bene comune.
So per certo ( perchè ho la possibilità di vivere dei dietro le quinte) che il futuro si avvia ad essere denso di novità “epocali” come quella introdotta da Jack: quando “occhi nuovi” indagano senza pregiudizio ciò che si ritiene ormai noto possono capitare cose estremamente interessanti.
La novità “moderna” è che queste novità poi possono correre veloci sul web scavalcando chi come giustamente segnala Lodi vorrebbe scaffalarle e sigillarle per ragioni opportunistiche.
Mi viene in mente un sito in cui è esposto il metodo per autocostruirsi un pannello solare con materiale di costo risibile quali bottiglie di plastica vuote della coca cola e tetrapack del latte aperti e rovesciati dalla parte dell’alluminio. 8000 … messicani (se ben ricordo) hanno già piazzato sul tetto di casa l’ impianto autocostruendoselo e portando così a costo zero il riscaldamento dell’acqua.
Ma funziona solo nel 90% dei casi, come fanno ad approvarlo, ci vuole serietà
Pet-Tac, Tac, operazioni, chemio, radio… così siamo sicuri
Difficile che innovazioni poco costose e utili abbiano successo in questo mondo di …ladri…… La stupidità dell’uomo è superata soltanto dall’avidità….o forse viaggiano a braccetto….
O se vera questa e’ una scoperta molto importante .Ha solo un difetto molto grave e’ semplice non e’ invasivo e costa pochissimo in netta controtendenza con l’attuale realta’ diagnostica.E purtroppo mi sa che verra scaffallata insieme agli studi che funzionano ma non creano ricchezza per i soliti noti(case farmaceutiche ed affini)