Mi sono arrivate le risposte dal commissario straordinario degli Spedali Civili di Brescia, Ezio Belleri. Vi riporto la mail per intero.

Abbiamo visto che i 13 scienziati hanno giudicato Stamina indegna di sperimentazione, in sostanza, per due motivi: “Non è chiara la metodica” e “è pericolosa per la salute”.

Pericolosa per “mancanza di un piano di identificazione, screening e test dei donatori, con conseguente esclusione della verifica del rischio di malattie da agenti trasmissibili (HIV1, HIV2, HBC, HCV ecc.)”

Sono accuse pesantissime per un ospedale considerato eccellente nella manipolazione di cellule emopoietiche e nei trapianti di midollo. Se denunce di questo tipo non fanno scattare immediatamente i sigilli ai laboratori, sono solo fango. Et tertium non datur

Ma il direttore smentisce alla grande ed elenca tutti i controlli cui sono obbligati i donatori.

Abbiamo chiesto anche se è vero che i medici ignorano il contenuto delle infusioni e la risposta è “che la metodica di produzione è sempre stata tenuta riservata” ma “si conoscono esattamente tipologia e quantità delle cellule da iniettare”.

Ecco la mail:

Com’e’ noto il così detto metodo Stamina è oggetto di somministrazione da parte dell’A.O. Spedali Civili di Brescia nei limiti disposti dal decreto legge n.24 del 2013 e delle pronunce dei Giudici che anche successivamente hanno continuato a disporne la somministrazione.

Si ritiene ancora una volta di precisare che la produzione del materiale da infondere è stata curata sempre solo da operatori Stamina, che sono i depositari della c.d. “metodica” di produzione, sempre tenuta dai medesimi del tutto riservata

Gli Spedali Civili si fanno carico delle attività cliniche nel rispetto delle regole ad esse relative.
In particolare:
a) sul Documento di Consegna delle cellule sono riportate tipologia, quantità, numero di cellule, data, ovviamente nome e cognome del ricevente e del donatore e firme di chi consegna e di chi riceve per l’infusione;
b) il laboratorio dove operano i biologi di Stamina effettua i controlli sulle cellule del preparato;

I dati relativi al trattamento Stamina sono comunicati alle Autorità Sanitarie competenti cosi come previsto dall’art. 2 comma 4 del D.L. 25 marzo 2013 n. 24 modificato dalla legge di conversione 23 maggio 2013 n. 57.

Per quanto già noto, si precisa che l’Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia è struttura di rilievo nazionale, convenzionata con l’Università degli Studi di Brescia, riconosciuta in possesso di diverse eccellenze, che opera con professionisti e strutture di alto livello, nel rispetto delle più aggiornate linee guida.

Il laboratorio interessato alla produzione delle cellule secondo il metodo Stamina, opera, con autorizzazione da anni, ad un (riconosciuto) livello di eccellenza nella manipolazione di cellule emopoietiche finalizzate ai trapianti, come riconosciuto anche da recente sopralluogo richiesto da Regione Lombardia ed effettuato dalla ASL di Brescia.

Il laboratorio nell’ambito del quale vengono prodotte le cellule da infondere è certificato ISO 9001, JCI, e, per la specifica attività trapiantologica è in possesso di positiva valutazione e certificazione JACIE, seguendo perciò parametri e disposizioni internazionali per la gestione dei donatori. In particolare e quanto ai trapianti di midollo, tutti i donatori identificati per trapianti di midollo sono sottoposti ad indagini di valutazione per infettività come previsto dalle linee guida del IBMDR (International Bone Marrow Donor Registry): HIV, HBV, HCV, NAT.

Ultima domanda: avete dichiarato che dalle cartelle dei 36 pazienti non si evidenziano miglioramenti?

Belleri scrive: “La risposta dell’Azienda non può che essere la seguente:

I dati relativi al trattamento Stamina sono comunicati alle Autorità Sanitarie competenti cosi come previsto dall’art. 2 comma 4 del D.L. 25 marzo 2013 n. 24 modificato dalla legge di conversione 23 maggio 2013 n. 57″

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