Ci sono giorni in cui fare il mio mestiere è facile, altri decisamente meno.

La vicenda Stamina si complica ad ogni ora, e in questa poca chiarezza a farne le spese sono i più deboli, i malati. Ai quali serve una risposta sola: cosa produce la terapia? Ci auguriamo che l’intervento della magistratura non smarrisca per strada questa risposta, l’unico vero fine.

Il guaio è che l’aria non si è riempita solo di confusione, c’è ora tanto disgusto.

“Presa diretta”, lunedì sera su Rai3 e gli articoli de la Stampa, hanno riportato una dichiarazione del papà di Nicole, 8 anni, colpita alla nascita da tetraparesi spastica ( la piccola iniziò le infusioni Stamina a pagamento) “Quando ho detto che non avevo i soldi, Andolina ( il medico di Stamina Foundation) mi ha risposto ‘faccia prostituire sua moglie'”. Ecco il testo.

Il medico, Marino Andolina, chiamato in causa ha replicato? Ha potuto dire la sua? Per niente. Il processo – con tanto di condanna – è entrato nelle case degli italiani dopo cena, share alto, verdetto conclamato.

Chiediamoci perchè si è arrivati a questo punto: perché i miei colleghi si sono prestati a questo gioco sporco, perchè hanno tradito l’etica, ingannando i lettori. Se un chirurgo pediatra – pioniere dei trapianti di midollo sui bambini – si è spinto a tanto, lo chiarisca un giudice. Non sta a noi fare giustizia sommaria.

Per questo non ci stancheremo di dubitare e domandare fino a quando non avremo risposte certe.

Per amore di verità, guardate questo video. Parla la mamma di Nicole che a Rai3 ha dichiarato che sua figlia non ha avuto alcun miglioramento dalle infusioni Stamina e che sarebbe stata invitata a prostituirsi. Qui dice l’esatto contrario. Che dopo le infusioni le crisi epilettiche di Nicole sono quasi sparite, sorregge sua figlia mentre compie i primi passi e dichiara che “la capacita di deglutizione e la funzionalità intestinale sono migliorate”.

Giudicate voi

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