Le big pharma Roche e Novartis restituiranno il maltolto: pagheranno i 180 milioni di multa allo Stato. Questa mattina, davanti al Tar del Lazio, le due aziende farmaceutiche che si sono messe d’accordo per promuovere il farmaco più caro, Lucentis e, con astuzie varie, togliere dal mercato il più economico, Avastin, hanno rinunciato a chiedere la sospensiva della multa inflitta loro dall’Antitrust.

Che significa?

Le multinazionali dibatteranno comunque le accuse in tribunale, l’udienza in appello è fissata ai primi di novembre. Però, intanto, risarciscono il sistema sanitario. Lo stesso che non era più in grado di rimborsare il costo di Lucentis agli anziani, molti dei quali, vittime dell’ ignobile dinamica di mercato, sono diventati ciechi.

Soddisfatto Matteo Piovella, Presidente della Società Oftalmologica Italiana: “Le prove che abbiamo presentato in giudizio sono ben più articolate e documentate dal punto di vista scientifico di tutte le altre. Probabile dunque che, rifiutandosi di chiedere la sospensiva della multa, le due aziende abbiano anticipato una conseguente decisione del Tar. La mia è solo una supposizione, fermo restando che se uno chiede di non pagare è perché si sente innocente”.

Potrebbe essere un’ammissione di colpa da parte delle due big pharma?

“Non posso dire questo, sicuramente Roche e Novartis hanno valutato la decisione più opportuna per loro”.

Non sarebbe stato meglio devolvere il denaro a chi è diventato cieco?

“Certo che sì. Vediamo se succederà”.

Ma ora è disponibile Avastin per le maculopatie?

“Macchè. Da un lato il Consiglio Superiore di Sanità ha valutato che si tratta di due farmaci equivalenti, dall’altro però c’è di mezzo il mare”

Ovvero?

“Aifa deve riabilitare Avastin all’interno della legge sulla rimborsabilità e il ministero deve rendere attuativo il decreto sull’off label per questo farmaco specifico”.

Ma se Avastin è stato usato per anni e senza effetti collaterali…

“Infatti è assurdo. Sembra che ci si dimentichi che questa è un’emergenza. Chi si occupa di medicina dovrebbe comprendere che per un malato contano due cose: la terapia che c’è e quella che non c’è”.

Quanto tempo passerà prima che Avastin torni disponibile?

“Non lo so, ma chi perpetua il ritardo è colpevole”.

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