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	<title>Il Blog di Gioia Locati</title>
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		<title>Angelina Jolie, la sua paura e la nostra</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 10:09:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia Locati</dc:creator>
				<category><![CDATA[mastectomia preventiva]]></category>
		<category><![CDATA[Tumore al seno]]></category>
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		<description><![CDATA[La notizia del giorno è che l&#8217;attrice Angelina Jolie ha deciso di farsi togliere il seno per prevenire il cancro. Ha ereditato dalla sua mamma il gene alterato BRCA 1 che, nell&#8217;87 per cento dei casi, predispone al tumore. &#8220;Quando i miei figli ( tre adottati e tre naturali ) mi chiedevano della nonna, morta a 56 anni e della malattia che l&#8217;ha portata via, mi domandavano se la stessa cosa potesse accadere a me &#8211; rivela la star al New York Times &#8211; ho deciso che loro non dovevano temere di perdere la loro mamma per un cancro al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia del giorno è che l&#8217;attrice <strong>Angelina Jolie</strong> ha deciso di farsi togliere il seno per prevenire il cancro. Ha ereditato dalla sua mamma il gene alterato BRCA 1 che, nell&#8217;87 per cento dei casi, predispone al tumore.</p>
<p>&#8220;Quando i miei figli ( tre adottati e tre naturali ) mi chiedevano della nonna, morta a 56 anni e della malattia che l&#8217;ha portata via, mi domandavano se la stessa cosa potesse accadere  a me &#8211; rivela  la star al <em>New York Times</em> &#8211; ho deciso che loro non dovevano temere di perdere la loro mamma per un cancro al seno&#8221;. Il passo successivo è stata la decisione di sottoporsi all&#8217;intervento di doppia mastectomia preventiva, lo scorso febbraio.</p>
<p>L&#8217;attrice ha deciso di raccontare la sua storia &#8220;perchè spera che altre donne possano trarre aiuto dalla sua esperienza. Oggi con un esame del sangue si può sapere se si ha un rischio alto e prendere una decisione. Nel mio caso il rischio è sceso a meno del 5%.</p>
<p>La vita è piena di sfide &#8211; ha concluso  l&#8217;attrice &#8211; , le sfide che non ci devono spaventare sono quelle su cui possiamo intervenire e di cui possiamo assumere il controllo&#8221;.</p>
<p>Abbiamo già discusso sul blog dell&#8217;intervento di mastectomia preventiva. <em>È vero che la predisposizione genetica al cancro non è una certezza di malattia, come è vero il contrario: puoi non avere i geni alterati e neppure familiarità e ammalarti lo stesso, come è successo a me.<br />
</em><br />
<em>&#8220;Stia tranquilla, il suo non è tumore, il cancro è genetico e lei non ha neppure familiarità&#8221;, ci devo fare i conti ancora con i pezzi della mia storia, ogni tanto qualche lembo mi sfugge, mio malgrado. Si fa largo, vorrebbe diventare importante, respirare con me. Come un mostro. Piano piano ho imparato a riconoscerlo e a riacciuffarlo, senza rabbia. L&#8217;ho messo nell&#8217;angolo con una prevenzione costruita su misura, esattamente come la grintosa star di Hollywood ha fatto scegliendo l&#8217;intervento</em>.</p>
<p>Anch&#8217;io, come Angelina e come tutte le mamme davanti al cancro, ho cercato risposte a domande scomode e preso fra le braccia le paure di chi si sta affacciando alla vita.</p>
<p><em>Per questo apprezzo la scelta di Angelina Jolie, ma ne apprezzerei anche quella opposta.<br />
Il  messaggio che trapela e che andrebbe amplificato è: &#8220;Care donne che vi scoprite a rischio o malate, non subite nulla. Prendete in mano la vostra vita, siate voi a decidere.</em></p>
<p><em>Informatevi e cercate, il labirinto perderà le sue involuzioni. Non sentitevi perse, la volontà può tutto e la luce vi illuminerà. Indignatevi davanti al cancro come fareste davanti a un&#8217;ingiustizia, approfondite questo male come un esame da studiare, prendetevi cura della vostra cura, cominciando dai dettagli.</p>
<p>Non  accontentatevi, fate domande, cercate risposte.</em>&#8221;</p>
<p><a href="http://blog.ilgiornale.it/locati/files/2013/05/20130514-120923.jpg"><img src="http://blog.ilgiornale.it/locati/files/2013/05/20130514-120923.jpg" alt="20130514-120923.jpg" class="alignnone size-full" /></a></p>
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		<title>Libertà di cura, il sogno si avvicina</title>
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		<pubDate>Sun, 12 May 2013 06:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia Locati</dc:creator>
				<category><![CDATA[libertà di cura]]></category>
		<category><![CDATA["Il poeta della scienza"]]></category>
		<category><![CDATA[Adolfo Di Bella]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Maria Tracanna]]></category>
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		<category><![CDATA[sperimentazione 1998]]></category>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è da emozionarsi a leggere la sentenza pronunciata da Anna Maria Tracanna, giudice del Lavoro dell&#8217;Aquila a favore di una malata. Il provvedimento d&#8217;urgenza, depositato il 3 maggio scorso, riconosce a una donna, con recidiva di cancro al seno, il diritto a curarsi con Metodo Di Bella. Sarà l&#8217;Asl di Avezzano Sulmona a rimborsare interamente il costo della terapia poichè la paziente, già operata nel 2008 e alle prese con metastasi dal 2011, è anche cardiopatica. E dunque non può tollerare nè chemioterapia, nè radioterapia. Ma non è solo per via della cardiopatia che il giudice ha condannato la Asl [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è da emozionarsi a leggere la sentenza pronunciata da <strong>Anna Maria Tracanna</strong>, giudice del Lavoro dell&#8217;Aquila a favore di una malata. Il provvedimento d&#8217;urgenza, depositato il 3 maggio scorso, riconosce a una donna,  con recidiva di cancro al seno, il diritto a curarsi con Metodo Di Bella. </p>
<p>Sarà l&#8217;Asl di Avezzano Sulmona a rimborsare interamente il costo della terapia poichè la paziente, già operata nel 2008 e alle prese con metastasi dal 2011, è anche cardiopatica. E dunque non può tollerare nè chemioterapia, nè radioterapia.</p>
<p>Ma non è solo per via della cardiopatia che il giudice ha condannato la Asl a rimborsare i farmaci. Sentite:</p>
<p> <em>&#8220;A ben vedere infatti, l&#8217;art. 32 della Costituzione non può essere considerato come una monade ma va riletto e interpretato anche alla luce degli altri diritti e doveri scolpiti nella carta costituzionale quali l&#8217;obbligo di <strong>adempiere ai doveri di solidarietà</strong>, <strong>l&#8217;obbligo di rispettare la dignità della persona, l&#8217;obbligo di assicurare il pari trattamento a tutti gli individui e, soprattutto, il fondamentale obbligo di rispettare la libertà individuale e che si esplica anche nell&#8217;inviolabile diritto di scelta della cura da intraprendere&#8230;&#8221;</em><br />
<em></strong><br />
&#8220;In particolare, quando la medicina ufficiale non proponga delle valide soluzioni o quando le stesse non sono ulteriormente percorribili, la Costituzione, cristallizzando la tutela del diritto alla salute in senso lato, assicura a ogni individuo la possibilità di intraprendere cure e terapie che, pur nell&#8217;incertezza del risultato, possano, anche temporaneamente, assicurare un&#8217;esistenza decorosa e libera &#8211; per quanto possibile &#8211; dalle sofferenze.<br />
</em><br />
<em>A tutela del preminente bene della salute, dunque, anche il <strong>medico, nella sua scienza e coscienza, dovrà sentirsi libero di prescrivere al paziente quelle cure che egli ritenga maggiormente idonee a raggiungere un beneficio</strong>, sia esso la guarigione, sia esso la stabilizzazione della malattia intesa come non peggioramento&#8230;&#8221;</em></p>
<p>Non è finita, ascoltate il verdetto sulla rimborsabilità dei farmaci. </p>
<p>Qui apriamo una parentesi. Forse non tutti sanno che l&#8217;elenco di medicine pagate dal sistema sanitario è governato da regole talmente rigide da cozzare contro il diritto alla salute. Tradotto: farmaci, testati e in commercio, non vengono rimborsati se si usano secondo altra indicazione rispetto a quella indicata dal bugiardino. Ad esempio la somatostatina è rimborsata se si ha un tumore neuroendocrino e non un altro tipo di cancro. Ma una molecola svolge sempre più funzioni ( aspirina docet )  e un medico non lo può ignorare. Infatti non lo ignora ma non è libero di prescrivere. </p>
<p>E chi decide per noi al posto del medico?</p>
<p> Le riposte sono: &#8220;autorità competenti&#8221;, &#8220;organi preposti&#8221;, &#8220;commissioni ad hoc&#8221;, una persona che ci metta il nome e la faccia, mai.</p>
<p>È etico tutto cio?</p>
<p>Certo che no, per questo i malati chiedono giustizia in tribunale.</p>
<p>Dicevamo della rimborsabilità, ecco cosa ha stabilito la giudice: &#8220;<em>A tal riguardo la giurisprudenza di legittimità è intervenuta e ha ammesso la possibilità di <strong>disapplicare</strong> l&#8217;atto amministrativo contenente gli elenchi dei medicinali ammessi a carico del sistema sanitario poichè in contrasto con la legge. La Corte di Cassazione negli anni ha affermato che il criterio dell&#8217;economicità non può spingersi fino al punto di escludere l&#8217;esenzione della spesa di un farmaco che risulti indispensabile e insostituibile per il trattamento di gravi condizioni o sindromi che esigono terapie di lunga durata.&#8221;</em></p>
<p>Ricapitoliamo: sono malato, ho diritto di scegliere come curarmi. E dunque, per poter usufruire delle cure che mi fanno stare meglio, il medico deve essere libero di prescrivermele. E perchè ci sia vera libertà ( autentico diritto alla salute )  il sistema sanitario rimborserà i costi di queste cure, esattamente come rimborsa a chi le sceglie la prima chemioterapia, la seconda chemioterapia e così via.</p>
<p>&#8220;Con questa sentenza si è stabilito che il diritto alla scelta della cura da intraprendere è inviolabile &#8221; ha commentato soddisfatta l&#8217;avvocato della paziente, <strong>Marisa Cataldo</strong>. &#8220;Se la Asl non oppone un reclamo, il provvedimento è definitivo, ma sono anche convinta che un&#8217;interpretazione così articolata dell&#8217;articolo 32 non si possa impugnare&#8221;.</p>
<p>Nelle cinque pagine di sentenza la giudice ha anche scritto di essere a conoscenza &#8220;<em>delle complesse vicende che hanno caratterizzato la sperimentazione del metodo Di Bella&#8230; Tuttavia oggetto della presente decisione non è la validità scientifica di una determinata cura bensì l&#8217;accertamento del diritto del soggetto&#8230;&#8221;</em></p>
<p>A proposito della sperimentazione Di Bella, suggerisco di leggere la sintesi sul forum <a href="http://www.dibellainsieme.org/discussione.do?idDiscussione=33768">dibellainsieme</a>, scritta da <strong>Adolfo Di Bella,</strong> secondogenito del professore Luigi e autore della biografia &#8220;Il poeta della scienza&#8221;.</p>
<p>Se fossi uno sceneggiatore ci farei un film. Troppi intrighi, troppe domande lasciate senza risposta, troppi decreti  per perseguitare medici e pazienti (per fortuna decaduti perchè giudicati incostituzionali).</p>
<p><strong>Perchè</strong> si programmò una sperimentazione di due mesi e mezzo arruolando 386 pazienti al quarto stadio di malattia quando il professore precisò che la sua cura contro il cancro è tanto più efficace in pazienti che non hanno fatto chemio e radio? </p>
<p>E che essendo biologica richiede più di due mesi e mezzo di tempo per essere valutata? </p>
<p>E <strong>perchè</strong> non venne affiancato un gruppo di controllo, cioè pazienti in cura con &#8216;altro&#8217; rispetto a metodo Di Bella, per fare un confronto come scienza comanda?</p>
<p><strong>Perchè</strong> non si sono ascoltate le indicazioni dell&#8217;ideatore della terapia?</p>
<p><strong>Perchè</strong> ai malati vennero dati 4 o 5 farmaci mentre i fogli firmati dal professore ne prevedevano 10 o 12? (Prescrizioni confermate anche da i malati in cura )</p>
<p><strong>Perchè</strong> nella soluzione ai retinoidi data ai malati in sperimentazione i Nas trovarono acetone quando il professore si era raccomandato che l&#8217;acetone non inquinasse i retinoidi?</p>
<p>Fino al giallo della firma del professore sui protocolli da applicare, un falso clamoroso, come mostrano le prove raccolte dal figlio. </p>
<p><em>In un Paese normale si sarebbe rifatto tutto da capo.</em></p>
<p><a href="http://blog.ilgiornale.it/locati/files/2013/05/20130512-085322.jpg"><img src="http://blog.ilgiornale.it/locati/files/2013/05/20130512-085322.jpg" alt="20130512-085322.jpg" class="alignnone size-full" /></a></p>
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		<title>Il vaccino antipapilloma diventa low cost</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 19:09:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia Locati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torniamo a parlare del vaccino anti-papilloma. Quello che viene offerto alle adolescenti occidentali in tre dosi, che ai sistemi sanitari costa un botto (130 dollari  a somministrazione negli Usa, 200 euro da noi) , che è spacciato come vaccino anticancro. In realtà, previene solo due ceppi di virus HvP, mentre sono 15 quelli che provocano il cancro della cervice. E infatti nelle prescrizioni al vaccino si raccomanda di eseguire lo stesso il pap test ( l’esame del collo dell’utero – questo sì indispensabile &#8211; che permette di identificare il cancro sul nascere ). Leggete qui. Se consideriamo che nell’arco di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.ilgiornale.it/locati/files/2013/05/vaccin1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1567" src="http://blog.ilgiornale.it/locati/files/2013/05/vaccin1-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a>Torniamo a parlare del <strong>vaccino anti-papilloma</strong>. Quello che viene offerto alle adolescenti occidentali in tre dosi, che ai sistemi sanitari costa un botto (130 dollari  a somministrazione negli Usa, 200 euro da noi) , che è spacciato come vaccino anticancro.</p>
<p><strong>In realtà, previene solo due ceppi di virus HvP, mentre sono 15 quelli che provocano il cancro della cervice. </strong>E infatti nelle prescrizioni al vaccino si raccomanda di eseguire lo stesso il pap test ( l’esame del collo dell’utero – questo sì indispensabile &#8211; che permette di identificare il cancro sul nascere ). <a href="http://blog.ilgiornale.it/locati/2011/05/21/il-vaccino-anti-hvp-non-previene-il-cancro/" target="_blank">Leggete qui</a>.</p>
<p>Se consideriamo che nell’arco di una vita l’80 per cento delle donne e degli uomini contrae un virus Hvp e lo combatte senza accorgersene e che quando l’infezione sta per provocare il cancro un pap test lo rileva subito, <em>non comprendiamo la necessità di vaccinare le adolescenti a tappeto, non comprendiamo perché si debbano terrorizzare le mamme e non comprendiamo il battage pubblicitario attorno alle tre iniezioni</em>. O meglio, lo comprendiamo.</p>
<p>E siccome a pensar male si azzecca sempre, oggi è arrivata la prova. Pur di far fuori le scorte, le aziende produttrici- la Merck e la GlaxoSmithKline &#8211; hanno fissato un prezzo low cost per i Paesi Poveri,  meno di 5 dollari a dose.</p>
<p>(Piccola parentesi: per noi i Paesi Poveri dovrebbero avere i farmaci gratis, estinto il debito, la possibilità di lavorare in loco senza essere sfruttati, oltre a essere governati da autentiche democrazie e poter viaggiare liberamente per studiare e lavorare).</p>
<p><em>Riflettiamo sul perché aziende così attente ai quattrini hanno deciso di svendere i loro vaccini.</em></p>
<p>Quest’inverno,  a Milano, c’è stato un calo delle adesioni alla campagna vaccinale. Nella città del nord, le famiglie che hanno aderito sono state il 45%.  Tant’è che sono stati coinvolti pure i Rotary: i circoli esclusivi sono stati reclutati per fare da cassa di risonanza. Invano però. Le famiglie milanesi hanno preferito fidarsi dei loro pediatri declinando l’offerta.</p>
<p>La propaganda però è tanto insistente da risultare fastidiosa.</p>
<p><em>L’anno scorso, mia figlia, prima media, portò  a casa il volantino sulla vaccinazione, io lo buttai. Il giorno successivo mi venne riferito che avevo cestinato anche il foglio di presa visione che andava restituito alla scuola. Rimediai scrivendo sul diario di mia figlia che avevo ricevuto l’avviso. Il terzo giorno mia figlia rientrò dicendomi che quel foglio di presa visione doveva assolutamente essere portato a scuola. Il quarto giorno mi presentai alla segreteria dell’istituto e cominciai a capire. Chiamai l’Asl e mi venne detto testualmente dal responsabile della comunicazione vaccinale “che alla Asl vengono dati incentivi in cambio dei risultati”. </em></p>
<p><em>Ero cresciuta con l’idea che un vaccino servisse a contenere un’epidemia mortale, non a gonfiare i portafogli. </em></p>
<p>Poi c’è stato un <a href="http://www.ilgiornale.it/news/salute/fa-vaccino-anti-papilloma-e-si-ammala-grave-12enne.html" target="_blank">caso drammatico</a>: una ragazzina sana fino al giorno prima della vaccinazione, si ammala di colpo e finisce sulla sedia a rotella. La riabilitazione neurologica non è ancora finita. Non si è mai conosciuto il nome della malattia che l’ha colpita (continuo periodicamente a chiederlo al ministero).</p>
<p>Dicevamo: i vaccini ora vengono svenduti ai Paesi Poveri (non sarebbe meglio insegnare ai medici in loco come si fa il pap test?) l’accordo fra le case farmaceutiche  è stato negoziato dalla “Gavi Alliance”, l’associazione creata con fondi donati dalla Fondazione di Melissa e Bill Gates.</p>
<p>Le vaccinazioni a basso costo debutteranno con progetti pilota in Kenya, Gahan, Laos, Madagascar.</p>
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		<title>Ovaio nel freezer, così dopo chemio e radio si protegge la fertilità</title>
		<link>http://blog.ilgiornale.it/locati/2013/05/06/ovaio-nel-freezer-cosi-dopo-chemio-e-radio-si-protegge-la-fertilita/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 17:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia Locati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chemioterapia e trapianto di midollo. Questa volta non entriamo nel merito della loro utilità. Ci soffermiamo sugli effetti collaterali più evidenti, quando a passarci in mezzo è una donna in età fertile, o peggio, una bambina. Chemioterapici pesanti, radioterapia total body e immunosoppressione portano a sterilità, menopausa precoce e possono impedire alle bambine di svilupparsi. Esiste, per le donne adulte, la tecnica di congelamento degli ovuli, “che però permette di avere un solo figlio, non restituisce l’età della pre-menopausa, ossia il periodo della piena femminilità” ci spiega Raffaella Fabbri, biologa e ricercatrice dell’unità di Ginecologia e Fisiopatologia della riproduzione umana, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chemioterapia e trapianto di midollo. Questa volta non entriamo nel merito della loro utilità. Ci soffermiamo sugli effetti collaterali più evidenti, quando a passarci in mezzo è una donna in età fertile, o peggio, una bambina. Chemioterapici pesanti, radioterapia total body e immunosoppressione portano a sterilità, menopausa precoce e possono impedire alle bambine di svilupparsi.</p>
<p>Esiste, per le donne adulte, la tecnica di congelamento degli ovuli, “che però permette di avere un solo figlio, non restituisce l’età della pre-menopausa, ossia il periodo della piena femminilità” ci spiega <strong>Raffaella Fabbri</strong>, biologa e ricercatrice dell’unità di Ginecologia e Fisiopatologia della riproduzione umana,  ospedale Sant’Orsola-Malpighi di Bologna.</p>
<p>Fabbri è responsabile del programma di crioconservazione del tessuto ovarico (tecnica da lei brevettata nel Duemila).</p>
<p>“Prima di iniziare le terapie si preleva il tessuto, con laparoscopia, in anestesia totale. Lo si congela in azoto liquido a -196 gradi per tutto il tempo delle cure. In genere, dai cinque ai sette anni. Poi, quando l’oncologo o l’ematologo valutano che c’è stata la remissione del cancro e che la ripresa del ciclo ormonale non rappresenta un rischio per la paziente, si reinnesta il tessuto ovarico congelato. Sempre con un intervento di laparoscopia&#8221;.</p>
<p>Fabbri spiega che il vantaggio, rispetto al congelamento degli ovuli, è che l’attività ovarica riprende a tutti gli effetti, e la donna &#8211; che magari aveva 30 anni al momento della diagnosi del tumore &#8211; non è costretta a fare i conti con una menopausa anticipata e con i disturbi che porta con sè la mancanza di ormoni in giovani età.</p>
<p>Finora, nel mondo, è stata congelata la fertilità di centinaia di donne e bambine, 350 di queste al Sant’Orsola. E sono nati 25 bambini. Il primo, nel 2004.</p>
<p>In Italia il congelamento di tessuto ovarico si esegue a Bologna e a Torino, grazie al sistema sanitario nazionale. Tuttavia, per permettere nuove borse di studio, Raffaella Fabbri, ha fondato la &#8220;Astro onlus&#8221;. Trovate informazioni su <a href="http://www.cryotissue.com/">cryotissue.com</a></p>
<p>L&#8217; innovativa tecnica verrà illustrata al XXXI° congresso <strong>Andos</strong> (associazione nazionale donne operate al seno ) che si svolgerà a Fidenza nei giorni 9-10-11 maggio, &#8220;<em>Sessualità</em> <em>e fertilità: un nuovo equilibrio dopo l&#8217;intervento al seno&#8221;.</em></p>
<p>Al congresso si parlerà anche di ricostruzione mammaria non protesica, intervento studiato per le donne che non possono tollerare le protesi. Spesso la radioterapia ( che brucia irreparabilmente i tessuti irradiati, ossia è responsabile di danni permanenti ) causa il rigetto delle protesi. Altre volte sono le infezioni a costringere le pazienti a rinunciarvi.</p>
<p>&#8220;Così eseguiamo la ricostruzione della mammella con muscoli e pelle dell&#8217;addome della paziente &#8211; spiega <strong>Marzio Montanari</strong>, senologo e chirurgo, primario della casa di cura Città di Parma &#8211; il termine appropriato è &#8216;lembo muscolocutaneo&#8217;, non è un trapianto, ma uno spostamento di tessuti da una parte all&#8217;altra del corpo, tessuti che manteniamo vitali grazie a una rete di peduncoli e arterie che facciamo scorrere sotto la cute&#8221;.</p>
<p>Muscoli e grasso sono prelevati dall&#8217;addome, dove resta un cicatrice bassa, simile a quella dell&#8217;addominoplastica o del parto cesareo. Complicazioni? &#8220;Può succedere che ci sia un deficit vascolare, cioè che non si riesca a irrorare bene la nuova mammella con i vasi sanguigni &#8211; aggiunge Montanari &#8211; in questo caso, l&#8217;intervento è da ripetere&#8221;.</p>
<p>Quanti seni sono stati ricostruiti in questo modo, senza protesi?</p>
<p>&#8220;L&#8217;intervento si pratica da una ventina d&#8217;anni con il sistema sanitario, nella nostra clinica è stato fatto su duecento donne. È più complicato che inserire le protesi di silicone, per questo non è richiesto da tutte le pazienti. L&#8217;importante però è che le donne che non possono tollerare le protesi sappiano che possono avere di nuovo un seno naturale&#8221;.</p>
<p><a href="http://blog.ilgiornale.it/locati/files/2013/05/20130506-190006.jpg"><img class="alignnone size-full" src="http://blog.ilgiornale.it/locati/files/2013/05/20130506-190006.jpg" alt="20130506-190006.jpg" /></a></p>
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		<title>Quando un &#8220;cervello&#8221; rientra in Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 17:15:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia Locati</dc:creator>
				<category><![CDATA[ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[BRCA1 e 2]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Trovare un rimedio al cancro è come affrontare un problema filosofico: le cellule cancerose vivono più a lungo di quelle sane, riescono a riparare il loro Dna, noi dobbiamo arrivare a comprendere questo, a stringere nella mano pochi elementi semplici&#8221;. Ascoltiamo Vincenzo Costanzo, 40 anni, ricercatore di Biologia e Patologia cellulare e molecolare. Ha lavorato per 17 anni all&#8217;estero e sta per rientrare in Italia grazie al sostegno della Fondazione Armenise-Harvard (che si occupa proprio di riportare in patria i cervelli espatriati). Fra poco meno di tre settimane avvierà a Milano, all&#8217;Ifom &#8211; che è l&#8217;istituto di oncologia molecolare della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Trovare un rimedio al cancro è come affrontare un problema filosofico: le cellule cancerose vivono  più a lungo di quelle sane, riescono a riparare il loro Dna, noi dobbiamo arrivare a comprendere questo, a stringere nella mano pochi elementi semplici&#8221;.  </p>
<p>Ascoltiamo <strong>Vincenzo Costanzo</strong>, 40 anni, ricercatore di Biologia e Patologia cellulare e molecolare. Ha lavorato per 17 anni all&#8217;estero e sta per rientrare in Italia grazie al sostegno della Fondazione Armenise-Harvard (che si occupa proprio di riportare in patria i cervelli espatriati). Fra poco meno di tre settimane avvierà a Milano, all&#8217;Ifom &#8211; che è l&#8217;istituto di oncologia molecolare della Firc ( Fondazione ricerca sul cancro) &#8211; lo studio &#8221; <a href="http://www.ifom.eu/it/ricerca-cancro/ricerche/metabolismo-dna/">Metabolismo del Dna&#8221;</a>.</p>
<p>&#8220;Oggi conosciamo tutti i geni del Dna, in 4 ore siamo in grado di sequenziare un tumore, ossia di individuare le mutazioni responsabili &#8211; spiega Costanzo &#8211; Ma il fatto di riconoscere i geni non significa sapere come funzionano. Ecco l&#8217;ostacolo conoscitivo&#8221;.</p>
<p>&#8220;In genere i ricercatori &#8216;inattivano&#8217; il gene responsabile della mutazione, lo silenziano. Ma è un&#8217;operazione che non si può fare con tutti i geni, sicuramente non si può fare con il 30% di questi, perché svolgono una funzione cellulare indispensabile. Abbiamo provato a eliminare i geni BRCA1 e 2 e abbiamo visto, che senza di essi, la cellula muore. La presenza di BRCA1 e 2 &#8211; che quando alterati predispongono a tumori della mammella e dell&#8217;ovaio &#8211; è  importante  per prevenire i buchi nel Dna&#8221;.</p>
<p>Costanzo ha lavorato dapprima alla Columbia University e poi al Cancer  Research di Londra, qui ha diretto per otto anni un laboratorio dedicato alla stabilità del genoma nei vertebrati.  È diventato famoso nella comunità scientifica per aver scoperto un tipo di risposta al danno del Dna.  &#8220;Ho messo a punto un sistema a- cellulare, grazie all&#8217;estratto di ovociti di rana frullati, nel quale abbiamo inserito frammenti di Dna di rana Xenopus. In provetta abbiamo riprodotto una completa risposta cellulare al danno&#8221; .</p>
<p>In tutti i tumori si trovano alterazioni del Dna, quando un gene muta si formano alcuni buchi, compatibili con la vita cellulare, che si tramandano e predispongono a generare nuovi tumori. &#8220;Le cellule riescono anche ad autoriparare i danni del Dna &#8211; spiega Vincenzo Costanzo &#8211; nelle cellule tumorali questo sistema di autoriparazione è più attivo. Per questo stiamo studiando come inattivarlo selettivamente&#8221;.</p>
<p><strong>Anche la chemioterapia danneggia il Dna.</strong></p>
<p>&#8220;Esattamente, ma non si conosce con precisione quale tipo di danno provochi, sicuramente ha un impatto elevato sulla replicazione del Dna&#8221;.</p>
<p><strong>Cosa indagherà col nuovo progetto di ricerca dedicato al metabolismo del Dna?</strong></p>
<p>&#8220;Conosciamo i geni ma non la loro azione biochimica. Osserveremo le proteine che entrano in gioco quando si crea un danno al Dna&#8221;.</p>
<p><strong>Dai geni siamo passati alle proteine, arriveremo mai a una cura?</strong></p>
<p>&#8220;Negli ultimi anni abbiamo fatto passi da gigante, la conoscenza dei tumori  è cresciuta in modo esponenziale&#8221; .</p>
<p><strong>E la conoscenza delle terapie?</strong></p>
<p>&#8220;C&#8217; è un farmaco che ha superato la fase II di efficacia, un inibitore di parp, l&#8217; olaparib, in vitro pare che elimini in maniera selettiva i buchi del Dna&#8221;.</p>
<p><strong>La comunità scientifica ha riconosciuto che gli inibitori di parp sono serviti a poco&#8230;</strong></p>
<p>&#8220;Perché erano poco specifici, questo è molto specifico&#8221;.</p>
<p><strong>Vuol dire che non andrà bene per tutti?</strong></p>
<p>&#8220;No. È adatto a chi ha i geni BRCA1 e 2 mutati&#8221;.</p>
<p><a href="http://blog.ilgiornale.it/locati/files/2013/04/20130429-191505.jpg"><img src="http://blog.ilgiornale.it/locati/files/2013/04/20130429-191505.jpg" alt="20130429-191505.jpg" class="alignnone size-full" /></a></p>
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		<title>Le vitamine prevengono il cancro, c&#8217;è la prova</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 18:09:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia Locati</dc:creator>
				<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Brigham & Women’s Hospital di Boston.]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[Fiere di Parma]]></category>
		<category><![CDATA[Harvard Medical School of Public Health]]></category>
		<category><![CDATA[integratore multivitaminico]]></category>
		<category><![CDATA[National Institute of Health]]></category>
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		<category><![CDATA[vitamine]]></category>

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		<description><![CDATA[ Le vitamine da assumere in più, oltre a quelle che si trovano nei cibi, fanno bene, fanno male o non servono?  A tutte e tre le domande ci è sempre arrivata una risposta affermativa. Un’incertezza moltiplicata per tre, insomma. Oggi arriva il primo grande studio sugli integratori multivitaminici. Un vero trial clinico durato 11 anni e con gruppo di controllo. Rivela che tutte le vitamine, prese tutti i giorni, per un periodo di tempo prolungato, preverrebbero il cancro (oltre alle malattie cardiovascolari e degenerative). Il Physicians’Health Study II (PHS II), promosso dall’Istituto Nazionale di Sanità americano mostra che dopo 11 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.ilgiornale.it/locati/files/2013/04/tabella.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1552" src="http://blog.ilgiornale.it/locati/files/2013/04/tabella-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a> Le vitamine da assumere in più, oltre a quelle che si trovano nei cibi, <em>fanno bene, fanno male o non servono</em>?  A tutte e tre le domande ci è sempre arrivata una risposta affermativa.</p>
<p>Un’incertezza moltiplicata per tre, insomma.</p>
<p>Oggi arriva il primo grande studio sugli integratori multivitaminici. Un vero trial clinico durato 11 anni e con gruppo di controllo. Rivela che <em>tutte</em> le vitamine, prese tutti i giorni, per un periodo di tempo prolungato, preverrebbero il cancro (oltre alle malattie cardiovascolari e degenerative).</p>
<p>Il Physicians’Health Study II (PHS II), promosso dall’Istituto Nazionale di Sanità americano mostra che dopo 11 anni di uso continuativo di vitamine “di buona qualità” l’incidenza del cancro diminuisce dell’8 per cento.</p>
<p>Il lavoro verrà presentato durante «Pianeta Nutrizione &amp; Integrazione», in programma alle Fiere di Parma dal 16 al 18 maggio</p>
<p>Lo studio è partito nel 1997 e si è concluso nel 2011: coinvolti 14.641 medici volontari, maschi, con stili di vita sani e di età superiore ai 50 anni, che hanno assunto quotidianamente un multivitaminico completo e di qualità o il placebo per  la durata del trial.</p>
<p>È uno studio clinico gold standard, perchè randomizzato, condotto in doppio cieco controllato verso placebo, ideato, scritto, condotto e pubblicato da enti di ricerca indipendenti e autorevoli come il National Institute of Health statunitense, l’Harvard Medical School of Public Health e il Brigham &amp; Women’s Hospital di Boston.</p>
<p>Si sono valutati la qualità, la sicurezza e l’efficacia di multivitaminici nella prevenzione primaria di malattie croniche, come il cancro, le malattie cardiovascolari, oftalmiche e neurogenerative cognitive.</p>
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		<title>La ricerca si mette in gioco (d&#8217;azzardo)</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 15:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia Locati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tumore al seno]]></category>
		<category><![CDATA[500 morti di cancro al giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Aiom 2012]]></category>
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		<category><![CDATA[trapianti d'organo]]></category>
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		<description><![CDATA[La Fondazione Veronesi sta promuovendo una raccolta fondi per sostenere la ricerca di nuovi strumenti di indagine precoce del tumore al seno Fino all’11 maggio, in collaborazione con Sisal, chi giocherà le schede Superenalotto potrà donare da 1 a 5 euro alla ricerca. La campagna di raccolta fondi tramite gioco d’azzardo funziona in tutte le 46mila ricevitorie italiane. Il denaro raccolto finanzierà un progetto destinato a scoprire il cancro precocemente nelle donne portatrici di mutazione genetica BRCA1 e 2. Vorrei riflettere con voi sul senso di progettare raccolte fondi che approfittano di una debolezza umana: la propensione – molto pericolosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em></em><a href="http://blog.ilgiornale.it/locati/files/2013/04/gratta_e_vinci.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1546" src="http://blog.ilgiornale.it/locati/files/2013/04/gratta_e_vinci-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>La<strong> Fondazione Veronesi</strong> sta promuovendo una raccolta fondi per sostenere la ricerca di nuovi strumenti di indagine precoce del tumore al seno</p>
<p>Fino all’11 maggio, in collaborazione con Sisal, chi giocherà le schede Superenalotto potrà donare da 1 a 5 euro alla ricerca.</p>
<p>La campagna di raccolta fondi <strong>tramite gioco d’azzardo</strong> funziona in tutte le 46mila ricevitorie italiane. Il denaro raccolto finanzierà un progetto destinato a scoprire il cancro precocemente nelle donne portatrici di mutazione genetica BRCA1 e 2.</p>
<p><em>Vorrei riflettere con voi sul senso di progettare raccolte fondi che approfittano di una debolezza umana: la propensione – molto pericolosa &#8211; a buttare via il denaro per gioco</em>.</p>
<p>Qualche anno fa mi occupai delle ragioni del calo dei <strong>trapianti di organi</strong> in alcune regioni. Ricordo l’opinione di un chirurgo della rianimazione dell’ospedale Niguarda di Milano. Mi disse che “i familiari di un morto accettano sempre di donare gli organi del loro congiunto a condizione che abbiano avuto la sensazione che per il loro caro sia stato fatto tutto il possibile”. Mi aveva colpito la verità di questa frase. Chi si sente trascurato, non-curato, soffoca ogni slancio di generosità.</p>
<p>Torniamo al cancro. I parenti dei morti di tumore sono un’infinità. Ringrazio la cara Loredana per avermi segnalato la ricerca <a href="http://www.registri-tumori.it/PDF/AIOM2012/I_numeri_del_cancro_2012.pdf" target="_blank"><strong>Aiom del 2012</strong>:</a> in Italia tutti i giorni muoiono di tumore 500 persone, in cinque mesi se ne vanno in 75mila, praticamente uno stadio di San Siro affollato. In un anno il numero sfiora le 182.500 unità, <em>una strage dolorosa e silenziosa.</em></p>
<p>Se la Fondazione Veronesi è costretta a racimolare soldi con le schedine significa due cose. Primo che le donazioni sono in calo. Secondo, che per far breccia nei portafogli di chiunque, la Fondazione non trova nessuna alternativa che affidarsi alla dipendenza dal gioco compulsivo.</p>
<p>Preferisco appoggiare la scelta di <a href="http://www.ant.it/pubb/chisiamo.php" target="_blank"><strong>Ant,</strong></a> (la Fondazione che assiste i malati terminali a domicilio, gratis), fino al primo maggio si potranno donare da 3 a 21 euro acquistando il deal su Groupon (<a href="http://www.groupon.it/deals/solidarieta/fondazione-ANT/20211648" target="_blank">cliccate qui</a>). Il ricavato andrà tutto a sostegno dei malati terminali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Medico in carcere, falsificava le ricerche</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2013 11:47:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia Locati</dc:creator>
				<category><![CDATA[tumori]]></category>
		<category><![CDATA[azienda farmaceutica Aptuit]]></category>
		<category><![CDATA[dati falsificati]]></category>
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		<category><![CDATA[sperimentazione clinica]]></category>
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		<category><![CDATA[The Independent]]></category>
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		<description><![CDATA[ Falsifica i dati di una sperimentazione clinica e finisce in carcere.   È la prima volta che scattano le manette a un ricercatore. Succede a Edimburgo, in Scozia. La notizia è riportata dal quotidiano inglese “The Independent” . Steven Eaton, 47 anni, dipendente della filiale scozzese dell’azienda farmaceutica Usa, Aptuit, è stato condannato a tre mesi di carcere, in base alle leggi sulla sicurezza scientifica (Good laboratory practice), elaborate dall’Ocse, e poi recepite dall’Ue e dal Regno Unito. Con la sua truffa Eaton ha messo a rischio malati di cancro, secondo l’accusa avrebbe infatti cambiato e alterato, per sei anni, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.ilgiornale.it/locati/files/2013/04/the_independent5b15d1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1542" src="http://blog.ilgiornale.it/locati/files/2013/04/the_independent5b15d1-300x88.jpg" alt="" width="300" height="88" /></a> Falsifica i dati di una sperimentazione clinica e finisce in carcere.   È la prima volta che scattano le manette a un ricercatore. Succede a Edimburgo, in Scozia. La notizia è riportata dal quotidiano inglese “<em>The Independent</em>” .</p>
<p>Steven Eaton, 47 anni, dipendente della filiale scozzese dell’azienda farmaceutica Usa, Aptuit, è stato condannato a tre mesi di carcere, in base alle leggi sulla sicurezza scientifica (Good laboratory practice), elaborate dall’Ocse, e poi recepite dall’Ue e dal Regno Unito.</p>
<p>Con la sua truffa Eaton ha messo a rischio malati di cancro, secondo l’accusa avrebbe infatti cambiato e alterato, per sei anni, i dati analitici necessari a determinare la concentrazione di farmaco da somministrare ai partecipanti allo studio clinico, per assicurare il successo della sperimentazione quando falliva.</p>
<p>Gli investigatori dell’Agenzia regolatoria sui farmaci e prodotti per la cura<br />
della salute (Mhra) hanno scoperto che Eaton, dal 2003, sceglieva quali<br />
dati riportare. “Con il suo comportamento &#8211; spiega Gerald Heddel, direttore degli<br />
ispettori dell’Mhra &#8211; ha influito direttamente sulla validità degli studi<br />
clinici, e ritardato l’arrivo sul mercato di diversi farmaci, tra cui uno per il<br />
trattamento della depressione. I motivi del suo gesto non sono chiari.<br />
Questa condanna è un messaggio chiaro: non esiteremo a perseguire<br />
chiunque, con le sue azioni, può danneggiare la salute pubblica”.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Toh, i geni che fanno funzionare la chemioterapia</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 18:16:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia Locati</dc:creator>
				<category><![CDATA[chemioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[accademia Sinica di Taiwan]]></category>
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		<category><![CDATA[somatostatina]]></category>
		<category><![CDATA[tumori]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricercatori dell’Accademia Sinica di Taiwan hanno individuato otto geni in grado di influenzare l’efficacia della chemioterapia. Sono geni coinvolti nella proliferazione cellulare, caratteristica delle cellule tumorali. Osservando e confrontando l’attivazione di ognuno dei geni in differenti linee cellulari in risposta a novantanove farmaci anti-cancro, gli studiosi sono arrivati  a pochi geni che potrebbero influenzare i risultati della chemioterapia. Il responsabile della ricerca pubblicata sulla rivista BMC Medicine,  Ker-Chau Li, ha spiegato che “l’attivazione di questi otto geni è correlata alla riuscita della chemioterapia, così come quella del recettore per il fattore di crescita EGF. Abbiamo inoltre scoperto che alcuni ‘geni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.ilgiornale.it/locati/files/2013/04/recettori.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1534" src="http://blog.ilgiornale.it/locati/files/2013/04/recettori-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Ricercatori dell’<strong>Accademia Sinica</strong> di Taiwan hanno individuato otto geni in grado di influenzare l’efficacia della chemioterapia. Sono geni coinvolti nella proliferazione cellulare, caratteristica delle cellule tumorali.</p>
<p>Osservando e confrontando l’attivazione di ognuno dei geni in differenti linee cellulari in risposta a novantanove farmaci anti-cancro, gli studiosi sono arrivati  a pochi geni che potrebbero influenzare i risultati della chemioterapia.</p>
<p>Il responsabile della ricerca pubblicata sulla rivista <em>BMC Medicine</em>,  <strong>Ker-Chau Li, </strong>ha spiegato che “l’attivazione di questi otto geni è correlata alla riuscita della chemioterapia, così come quella del recettore per il fattore di crescita EGF.</p>
<p>Abbiamo inoltre scoperto che alcuni ‘geni di proliferazione’ posseggono modelli unici di espressione che riflettono le differenti risposte cellulari a ciascuno degli agenti chemioterapici considerati. Gli effetti maggiori sono stati rilevati in cinque farmaci: paclitaxel, docetaxel, erlotinib, everolimus e dasatinib” ha precisato Ker-Chau Li.</p>
<p>Su Pub Med non c’è ancora traccia del lavoro, la sintesi è stata fatta poco fa dall’Agi.</p>
<p><em>Pensate che bello poter rispondere all’oncologo: “Caro dottore, visto che non ho i recettori dell’efficacia della chemio,  rinuncio a questa costosissima cura. In cambio le chiedo un bonus da spendere per un&#8217;altra terapia&#8221;. </em></p>
<p><em>E se, grazie a questi geni, si dimostrasse la nostra chemioresistenza in prima linea, cosa ci verrebbe consigliato i<strong>n alternativa?</strong></em></p>
<p><em>E se la chemio l&#8217;abbiamo fatta ignorando la situazione dei nostri geni (a spese del sistema sanitario) non è come aver preso un farmaco off-label (fuori indicazione)?</em></p>
<p><em>E perchè la somatostatina non ci viene rimborsata perchè è off label e la chemio off label invece sì?</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Una lettrice scrive&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Apr 2013 22:13:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gioia Locati</dc:creator>
				<category><![CDATA[tumori]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[dieta vegetariana]]></category>
		<category><![CDATA[leucemia mieloide]]></category>
		<category><![CDATA[stile di vita sano]]></category>

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		<description><![CDATA[Una giovane lettrice mi scrive e si racconta&#8230; Vi lascio meditare sulle sue parole Sono una studentessa universitaria e lavoratrice: faccio la babysitter part-time. Ho 28 anni e vivo in provincia di Firenze. Da tempo, sto riflettendo sulla possibilità di cambiare la mia dieta, avvicinandomi alla scelta vegetariana, che ritengo più giusta da un punto di vista etico, ecologico e salutistico. Facendo una serie di ricerche in rete, mi sono imbattuta casualmente nel suo blog che ho trovato molto interessante perchè penso che permetta alla gente comune di &#8220;informarsi&#8220;, ovvero di prendere atto di ciò che accade realmente nel mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.ilgiornale.it/locati/files/2013/04/per-lettera.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1527" src="http://blog.ilgiornale.it/locati/files/2013/04/per-lettera.jpg" alt="" width="226" height="150" /></a>Una giovane lettrice mi scrive e si racconta&#8230;</p>
<p>Vi lascio meditare sulle sue parole</p>
<p><em>Sono una studentessa universitaria e lavoratrice: faccio la babysitter part-time. Ho 28 anni e vivo in provincia di Firenze. Da tempo, sto riflettendo sulla possibilità di cambiare la mia dieta, avvicinandomi alla <strong>scelta vegetariana,</strong> che ritengo più giusta da un punto di vista etico, ecologico e salutistico. Facendo una serie di ricerche in rete, mi sono imbattuta casualmente nel suo blog che ho trovato molto interessante perchè penso che permetta alla gente comune di &#8220;<strong>informarsi</strong>&#8220;, ovvero di prendere atto di ciò che accade realmente nel mondo medico e in quello farmaceutico, dominato dalle leggi del mercato e dal dio denaro.</em></p>
<p><em>Nel 1999 ho perso mio padre a causa di una <strong>leucemia mieloide</strong>. All&#8217;epoca ero soltanto una ragazzina di 14 anni, all&#8217;inizio del tortuoso percorso adolescenziale e non sapevo neppure cosa fosse la &#8220;leucemia&#8221;. Mia madre ha tenuto all&#8217;oscuro me e mio fratello della gravità della malattia, pensando di preservarci dal dolore, sino a quando mio padre &#8220;non è stato meglio&#8221;, ovvero ha smesso di soffrire nello stesso istante in cui ha smesso di respirare.</em></p>
<p><em>Sicuramente questo episodio ha segnato in modo inequivocabile la mia esistenza, aprendo un varco a quella forte sensibilità che ancora oggi nutro per le persone malate di cancro, malattia che ho imparato a conoscere in seguito, cercando di approfondire da sola, leggendo libri, riviste, informazioni on line, forse nella stupida speranza di colmare quel vuoto che la mancanza di mio padre mi ha lasciato; come se potessi creare una nuova speranza di guarigione per un malato, che in realtà non c&#8217;è più.</em></p>
<p><em>Altre volte, quando una persona così vicina ha incontrato la malattia, si ha paura che essa si ripresenti nuovamente nella propria famiglia, bussando alla mia porta oppure a quella dei miei cari. Lei saprà benissimo di cosa sto parlando e forse, penso che sia più facile dare libero sfogo a questi pensieri ad una persona estranea che ha lottato tenacemente per combattere &#8220;l&#8217;intruso&#8221; piuttosto che alla propria madre, con la quale si teme di far affiorare ricordi distruttivi, pertanto ognuno si trincera nei propri silenzi, lasciando che la vita scorra come un fiume inesorabile, spazzando via quello che si cerca di dimenticare, ma che, inevitabilmente, affiora nella corrente, traghettando verso la riva ricordi sgualciti, ma perfettamente intatti, pronti a irrompere violentemente nella quotidianità, nei momenti più impensati, sottolineandoti il dolore passato, ma talmente presente che si potrebbe quasi toccare con le mani.</em></p>
<p><em>Anch&#8217;io, come le Sue innumerevoli lettrici, vorrei ringraziarLa per il Suo blog che permette alle donne malate, ma non solo, anche a chi vive avendo la fortuna di non aver mai incontrato il cancro, di sapere che:</em><br />
<em> ESISTE uno <strong>stile di vita sano,</strong> garanzia di benessere fisico e psichico, basta informarsi e decidere di cambiare le proprie abitudini considerate scorrette;</em></p>
<p><em></em><em>è NECESSARIO lottare contro il cancro con<strong> armi efficaci</strong> che non si limitino ad arretrare l&#8217;avanzata di questo terribile nemico, bensì armi che riescano a debellarlo, in quanto nella battaglia successiva, esso potrebbe ritornare più forte di come si presentava inizialmente.</em></p>
<p><em>GRAZIE</em><br />
<em> Cordiali saluti e buon lavoro</em></p>
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