Dopo il cancro, un libro

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Tu chiedi e l’universo ti risponde, però devi crederci (Barbara Mariani) “Pronto? Buongiorno, sto cercando una sala per presentare un libro”. “Pronto? Buongiorno sto organizzando un evento, avrei bisogno di un catering”. “Pronto? Lei è l’attrice T.M.? Mi presento, avrei bisogno di lei per promuovere borse di studio. È per la ricerca sul cancro”. “Pronto? Lo stilista Cruciani? Vorrei comprare un centinaio di braccialetti (quelli di uncinetto originali), il ricavato finanzierà le borse di studio, le chiedo un prezzo di favore”. A parte i braccialetti, Barbara Mariani ha ottenuto tutto gratis, pure i patrocini di enti, giornali e associazioni. Perchè […]

  

Il farmaco molecolare che frena le metastasi

Una sperimentazione milanese ha dimostrato che un farmaco molecolare, il pazopanib, già impiegato per contrastare il tumore al rene, è efficace nel cancro alla vescica. È stato usato con successo su pazienti chemioresistenti e con metastasi. Il principio attivo agisce impedendo la formazione dei vasi sanguigni attorno alle cellule maligne, ovvero togliendo energia al cancro. Lo studio clinico di fase II, condotto dall’istituto dei tumori di Milano, è stato presentato ieri a Chicago all’incontro annuale dell’American Association for Cancer Research (AACR). Ha spiegato Andrea Necchi, l’ oncologo responsabile del trial “che la prognosi dei pazienti con tumore della vescica colpiti […]

  

Protesi Pip, ecco cosa fare

Poco prima di Natale è scoppiato il caso delle protesi per il seno al silicone industriale (non a norma) prodotte dall’azienda francese Pip, Poly Implants Prothèses. Si è visto che, una volta impiantate, queste protesi –  che sono più economiche di quelle realizzate con il silicone medicale (a norma)  – si rompevano più facilmente delle altre: si è pensato che fossero anche cancerogene. L’allarme è partito dalla Francia, dove 30mila donne portatrici di protesi Pip sono state invitate a presentarsi negli ospedali per sostituirle. Si calcola che i casi di tumore al seno nelle portatrici di protesi Pip in Francia […]

  

Toh, rispolverato un farmaco “antico”…

Qualche giorno fa è uscita un’agenzia dal titolo “Scoperto il tallone d’Achille del cancro al seno: sono i mitocondri, svolta per possibili terapie”. I ricercatori del Kimmel Cancer Center di Jefferson (Usa) avrebbero identificato la debolezza della crescita tumorale nei mitocondri (minuscoli organuli di forma cilindrica che rappresentano le centrali energetiche delle cellule). La ricerca afferma che le cellule maligne si possono fermare con un inibitore mitocondriale, rappresentato ad esempio da un farmaco che si usa da anni per trattare il diabete, la metformina.  Questo potrebbe dar vita a nuove strategie per la prevenzione e terapia dei tumori per via […]

  

Dormire è un po’ guarire…

Mi sono imbattuta in alcune pubblicazioni sui ritmi circadiani (sonno-veglia, produzione di enzimi e ormoni nel corpo) e su quello che succede quando interviene “qualcosa” a interrompere questo ritmo. Chi dorme male rischia di più di ammalarsi di tumore al seno (ma anche al colon, alla prostata e all’endometrio) . La notizia non è nuovissima, in compenso vanta uno stuolo di pubblicazioni, soprattutto negli ultimi dieci anni. Il sito inglese wikipedia inserisce tra i fattori predisponenti il tumore al seno la voce “La luce di notte e i disturbi del ritmo circadiano”: si cita un lavoro del 2005 del National […]

  

Il vino, la prevenzione e il (mio) decalogo

 Ancora sotto accusa il consumo di alcool.  Uno studio condotto dal Brigham and Women’s Hospital e dalla Harvard Medical School di Boston, pubblicato sul Journal of the American Medical Association mette in guardia le donne:  anche quelle che bevono poco  (tra 3 e 6 bicchieri di vino alla settimana) hanno un 15% in più di possibilità di ammalarsi di cancro al seno rispetto alle astemie. Secondo i ricercatori la percentuale sale al 51% nelle donne che bevono in media due bicchieri di vino al giorno.  Sono state studiate le risposte di 105.986 donne date a un questionario sulla loro salute e […]

  

“Dottore, ho paura del lipofilling”

Vorrei rispondere a Patrizia che si chiede quanto è sicuro il lipofilling. La sua preoccupazione, essendo stata operata di tumore al seno, è che le iniezioni di grasso nella mammella (che si fanno per restituire morbidezza al seno operato, per riempire i vuoti e contrastare gli effetti della radioterapia) possano aprire la strada al proliferare delle cellule maligne. Il pensiero non è campato per aria, poiché il lipofilling di per sé stimola la ricrescita cellulare: si preleva poco grasso dalle gambe o dall’addome con piccole cannule e lo innesta nel seno ferito. I risultati non sono immediati, il grasso è […]

  

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