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Pietro Mennea è morto di un male incurabile. Il capo della polizia, Antonio Manganelli, è morto per un’emorragia cerebrale ma si è detto: “Erano due anni che lottava contro un male incurabile”. L’ infarto, la polmonite, la meningite, si nominano. Il cancro, no. È tabù. Perchè mai i giornalisti – che dovrebbero saper usare le parole giuste al posto giusto – non specificano mai se una persona muore di tumore? Perchè omettono un dettaglio così importante? Non penso sia una forma di riguardo. Non è certo una vergogna ammalarsi di cancro. Eppure, se andate a spulciare le cronache, troverete centinaia ...