Conferenza Google I/O, presentate le novitàDi tutte le cose sentite ieri a Google I/O 2015 ce ne sono un paio che mi hanno colpito di più. Per carità: Big G ha messo molte cose sul piatto dell’hitech, a partire dal nuovo sistema operativo Android M in arrivo verso fine anno. Però se si deve dare uno sguardo verso il futuro ci sono appunto due cose che cambieranno davvero le nostre abitudini. Il concetto di partenza di Sundar Pichai, Senior Vice President of Product, è stata questa: “Oltre 600 milioni di persone nel mondo lo scorso anno hanno acquistato uno smartphone, e il numero è destinato a crescere”. E per questo l’azienda fondata da Sergey Brin e Larry Page è ormai mobile oriented, anche perché oggi ha un miliardo di utenti che navigano su telefonini Android e 900 milioni di account Gmail. Dunque le novità si rivolgono a questo mondo e andando con ordine veniamo a quello che è stato presentato.
1)  Mappe offline. Applicazione utile per quando non si è connessi alla rete. Non capita spesso nel mondo occidentale, ma là dove ancora internet non è radicato, trovare un posto con lo smartphone risulta impossibile. Insomma: una volta scaricate le mappe, si potrà girare senza problemi anche utilizzando la guida vocale. Comodo.
2) Cardboard 2.0. E’ un’interfaccia che permette di accedere alla realtà virtuale in pochi passaggi, compatibile anche su iPhone e schermi fino a 6 pollici. Divertente (però…).
3) Now on tap.  Consente di accedere via Google Now a maggiori  informazioni insieme, prima ancora di averle chieste. Raccolte le informazioni, Now on Tap aiuta a scegliere quella più corretta. Essenziale.
4) Google Foto. Big G ha deciso di dividere la piattaforma foto da Google+. la novità è che dà la possibilità di avere un archivio di immagini e video illimitata e gratuita. Ed è pure disponibile per iOS di Apple e per il web e – evviva, evviva! – anche in Italia. Super.
5) Android Wear. Ovvero smartwatch. Sono in arrivo 7 nuovi modelli e 400 applicazioni ottimizzate per il device da polso. La concorrenza ad Apple Watch sarà spietata. Intrigante.
6) Usb-C.  E’ la nuova porta che permette ricariche e trasmissioni dati più veloci. Talmente più veloci che perfino Apple ha rinunciato alla sua Thunderbolt per adottarla sul McBook. Doverosa.
7) Google Play. Buone notizia per i genitori: l’app per i giochi adesso un accesso alla «family star», funzione che indirizza i bambini sulle pagine internet giuste. Sicura.
8) Project Brillo. E’ il nome in codice del sistema che farà parlare tra di loro gli apparecchi di casa: arriverà entro la fine dell’anno e verrà integrata dalla piattaforma «Weave» che consente a elettrodomestici e device di parlarsi con un linguaggio simile a quello umano. Robotico.

Fin qui tutto bene, ma la rivoluzione è un’altra cosa. La verità è il nostro futuro cambierà quando la tecnologia ci toglierà due cose dalle mani: il portafogli e il volante. Ci arriveremo presto ed è qui, appunto, che ieri Google ha lanciato la sua sfida. Al mondo e alla concorrenza di Apple Pay e dell’iCar che sognava Steve Jobs. Android M infatti supporterà Android Pay, un sistema per pagare con smartphone grazie all’NFC, semplice da usare e per il quale ha già stretto accordi con diverse catene di negozi in America e (presto) nel mondo: basterà avvicinare il telefonino a un lettore e mettere la propria impronta digitale sul sensore (grazie a Digital Fingerprint) e i soldi passano di mano. E poi c’è Android Auto, il progetto strategico di cui si è  parlato ieri dicendo che “35 produttori sono già al lavoro”. In pratica si tratta di auto connesse a autonome e qui sta davvero il futuro. Che da ieri è pochi anni davanti a noi.

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