Nokia-6Appena si sente parlare di Nokia, scatta la nostalgia. Si ripensa al mondo dei telefonini divisi tra l’azienda finlandese e Mototola, ma soprattutto alla riconoscibilità di un brand che voleva dire affidabilità. La storia poi si conosce: l’azienda che bollò la nascita dell’iPhone come un fenomeno passeggero, restò imprigionata nel suo sistema operativo obsoleto per poi finire svenduta a Microsoft che ha fatto sopravvivere il marchio per un po’, finendo per cancellarlo definitivamente. Nokia insomma, neanche rivitalizzata da Windows, è stata smembrata e di lei è rimasto comunque un nome indimenticabile per gli amanti della telefonia.

La notizia è che ora Nokia ritorna sottoforma di smartphone, esattamente come Nokia 6. E in salsa cinese, dopo la vendita fatta da Microsoft a  FIH Mobile, una sussidiaria di Foxconn (per intenderci l’azienda famosa per assemblare iPhone, Xbox e altri device) che poi ha girato i diritti di progettazione sui feature phone targati Android alla finlandese HDM Global. Su Weibo, l’internet cinese, sono uscite le prime notizie: Nokia 6 ha un display da 5,5 pollici 2.5D Edge (curvo ai lati) con risoluzione Full HD e un corpo in alluminio. Il processore è Snapdragon 430 con 4 Gb di Ram e 64 Gb di memoria interna espandibile con microSD, il sistema operativo Android 7.0 Nougat. Inoltre: batteria di lunga durata, alte prestazioni grafiche, dual-sim, doppio altoparlante stereo, fotocamera posteriore da 16 megapixel e anteriore da 8 mpx. In più, si legge, la possibilità di funzionare a temperature comprese tra il -40 e i +85 gradi con una umidità compresa tra il 95 e il 97%.

L’uscita sul mercato è prevista, non a caso, per il capodanno cinese, cioè il 27 gennaio. E il prezzo al cambio di oggi è di circa 230 euro, ovvero 1699 yuan, ma non considera tasse e tassette che in Europa – e soprattutto in Italia – fanno aumentare la cifra. Detto questo, è bello che Nokia sia tornata. Ma guardando lo smartphone la nostalgia resta: Nokia 6 potrebbe confondersi con uno della concorrenza. Mentre Nokia era davvero inconfondibile.