IBMCome già scritto in questo blog la rivoluzione è iniziata e non a caso oggi Ibm ha lanciato a Milano quello che potremmo considerare un manifesto per il prossimo futuro. Parla di “Industria 4.0″, cioè quello che dovrebbe cambiare le piccole e medie imprese apporfittando del momento, definito, epocale: “Si è sentito spesso che il momento è ora – ha detto l’amministratore delegato di Ibm Italia Enrico Cereda -, ma in questo caso la situazione è praticamente irripetibile. Il piano Calenda voluto dal precedente governo è in atto, di parla di un investimento di 13 miliardi, di crediti di imposta e di ammortamenti per l’investimento in tecnologia del 250%. Per le piccole e medie imprese si tratta di un’opportunità incredibile e il momento è ora perché questi fondi esisto per il 2017: il futuro insomma è questione di settimane, cambiare si può. Ibm si mette al servizio di questo cambiamento, direi culturale, delle nostre aziende. L’appello è che tutti facciano squadra per approfittarne”.

In pratica la rivoluzione tecnologica è l’occasione per migliorare i conti di una nazione, la nostra, rimasta indietro negli investimenti. I numeri sono impietosi (nelle statistiche siamo tra gli ultimi in Europa), le opportunità incredibili, visto che il piano Industria 4.0 potrebbe portare al raddoppio del Pil e far segnare un +12% al settore manifatturiero. Le idee di Ibm Italia sono appunto nel manifesto, in pratica una rivista di 32 pagine, nel quale si spiega cosa è già stato fatto e cosa si potrà fare per cambiare il mondo del lavoro grazie a cose come il cloud, la tecnologia indossabile, lo sviluppo e la protezione dei dati. E per far capire a tutti che non si può più aspettare si parla di piccole aziende che producono frigoriferi che dialogano con internet per essere sempre pronti ad ordinare alimenti mancanti, della filiera del tonno che utilizza la tracciabilità per avere la certificazione da Greenpeace, di macchinari che rilevano malfunzionamenti ancor prima che accadano e fanno intervenire il tecnico con il ricambio giusto prima che la produzione si fermi. Ed anche di mini robot utilizzati per le fiere che si spostano tra gli stand grazie un comando remoto gestito da disabili. Perché la rivoluzione tecnologica può essere anche sociale.

Questo insomma è quanto chiede Ibm all’Italia e quanto l’Italia può chiedere a Ibm (e non solo), visto che l’azienda ci tiene a far sapere che una piattaforma del genere dev’essere più aperta possibile: “Lavoriamo con decine di partner per rendere le cose facili alle aziende che vogliono investire nel futuro. Ci attendiamo di avere centinaia di possibilità di collaborazione per riuscire a far crescere questo Paese. Il futuro non è solo nell’intelligenza artificiale, ma nell’intelligenza cognitiva. Le macchine impareranno a lavorare da sole, ma dovranno lavorare per noi. Il momento è ora: tra 24-36 mesi sarà già cambiato tutto”.

Tag: , , , ,