Manuela Lavezzari_LenovoEMEA (1)In questi giorni a Milano si sta tenendo «Stem in the City», che parafrasa il titolo di un celebre telefilm e parla di donne, ma per il resto non c’entra nulla con i tacchi a spillo. Anzi (o almeno non solo). Manuela Lavezzari, marketing director di Lenovo a livello Emea, è una che nello Stem (ovvero l’acronico di Science, Technology, Engineering and Mathematics) ci lavora e riguardo alla città spera di vederla sempre più popolata di donne. Perché questo è il punto: «Stem in the City» ha voluto raccontare che quelle ragazze non dicono – ovvero che l’hitech può fare per loro – è assolutamente giusto. E che la diversità è vero progresso.
Cominciamo così: cosa può dire da donna manager alle donne?
«Che la tecnologia serve ad abbattere le barriere. E per le donne l’unica barriera sono loro stesse».
A questo serve «Stem in the City».
Per Lenovo è il secondo anno di partecipazione e l’obbiettivo è parlare alle nuove generazioni per superare gli stereotipi costruiti dalla scuola e dalla famiglia. Basta vedere i numeri…».
Per esempio?
«I dati dicono che a livello mondiale solo il 24% delle posizioni di vertice sono ricoperti da donne e in Italia la resistenza è ancora maggiore. Per fortuna la situazione migliora: nella mia azienda per esempio siamo al 33».
Eppure nell’hitech ci sono molte manager di genere femminile.
«Sì, però se guardiamo bene sono quasi tutte nei settori risorse umane, legale, comunicazione e marketing. Quando si tratta di fare selezioni per campi come la vendita o il service, su 10 candidati gli uomini sono almeno 8».
Perché?
«Ci sono resistenze socioculturali. Ed è anche colpa delle donne: non si sentono adeguate».
Come cambiare la situazione?
«Cominciando dalla scuola: lo sa che le ragazze che scelgono materie Stem sono il 35%, percentuale che si abbassa al 15 se parliamo di informatica e affini? Non parliamo poi delle laureate…».
E quindi?
«E quindi bisogna spiegare che il genere non fa la differenza, e neppure il percorso. Per esempio: abbiamo invitato degli universitari in design dello Ied per far capire loro il futuro tra tecnologia e arte. Riassumento tutto nella sigla Stem-A».
Perché l’arte?
«Perché la creatività è innovazione ed è l’ora di insegnare agli studenti non solo la storia ma anche il futuro. Nel quale i robot faranno i lavori pesanti o quelli di calcolo, noi invece dovremmo pensare a costruirlo».
E qui entrano in campo le donne.
«Non solo: anche il mondo maschile deve capire che è il momento di cambiare. Per fortuna qui in Lenovo la politica è in atto già da tempo, in altre aziende pensano ancora che se una donna arriva in alto sia per fortuna. O, peggio, raccomandazione».
E quindi da donna (manager) a donne?
«Dico di avere tanta passione, cuore e mai paura di chiedere aiuto agli altri. E dico che bisogna credere in noi stesse, perché la tecnologia è per tutti. E soprattutto per tutte».

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