A73BCC5A-2379-4E4D-B169-FA4960722B5EEsiste la possibilità che in tecnologia e non solo, invece di voler fare tutto, ci si concentri su quello che si sa fare meglio. Non c’è dubbio allora che sui software e sulla loro applicazione concreta e quotidiana Google sia una delle aziende più attive, per non dire la più attiva. Ed è per questo che la presentazione avvenuta a Londra di Pixel 3 e 3XL si è molto incentrata sulle caratteristiche della fotocamera, quasi da tralasciare il resto dello smartphone. Intendiamoci: si tratta di un modello di fascia alta in due versioni – 6.3 e 5.5 pollici (ed è incredibile come di questi tempi il più piccolo sembri così piccolo, ancorché molto gradito a una fascia di persone che noi vogliono avere mattoni in tasca o in borsa) – con rifiniture davvero premium. Tipo una scocca in vetro avanti e dietro, che nella parte posteriore ha un effetto 3D che lo rende quasi soffice al tocco e più maneggevole. Però è delle fotocamere (12 mpx quella dietro che è clamorosamente di questi tempi singola, 8 quelle davanti)  che appunto si parla, soprattutto per quello che fanno.

E dunque, intanto: Pixel 3 e Pixel 3XL cambiano solo nel formato e quindi hanno le stesse caratteristiche tecniche. Entrambi i modelli montano il sistema Hdr+ anche sulla camera anteriore e hanno alcune feature davvero interessanti. Eccone alcune: Night sight (in arrivo entro l’anno, ci è stato promesso)  combina una serie di foto in notturna e con il machine learning produce lo scatto perfetto con un risultato visto nella versione Beta già davvero notevole; Photo booth cattura il momento esatto in cui una persona sorride per avere il ritratto migliore e funziona anche con un gruppo; Top shot conserva in memoria fino a 15 immagini fatte in serie con un solo clic, dalle quali poi scegliere quella migliore: interessante il fatto che il software suggerisca le foto secondo lui più belle e che gli scatti non vengono poi eliminati ma archiviati nella propria libreria di Google Foto da dove si possono recuperare quando si vuole; Super res Zoom è un fenomenale correttore di zoom digitale che tiene conto anche del movimento della mano che impugna lo smartphone per mettere più a fuoco e definito possibile il soggetto;  Motion autofocus segue il soggetto inquadrato in movimento e lo tiene sempre a fuoco; Group selfie allarga il campo della ripresa frontale grazie all’utilizzo di entrambe le camere presenti nel notch; Softer flash rende i selfie migliori grazie a un sistema che non “spara” la luce del flash tradizionale; Playground produce selfie divertenti con l’aggiunta di sticker animati o di personaggi della Marvel; Google Lens permette di scannerizzare gli oggetti per avere informazioni su di lui o di accedere automaticamente a siti internet o indirizzi mail scritti su carta, per poi accedere direttamente alla posta per inviare il messaggio agganciando l’indirizzo (è più facile farlo che descriverlo).

D009147E-6A81-44D9-8EE0-291C3F08B61CInsomma: non tutto magari sembrerà nuovissimo, ma di sicuro c’è comunque del nuovo e c’è anche molta qualità nel lavoro fatto da Google per migliorare il Pixel. Che nel suo interno ha quel che serve per uno smartphone di fascia alta, compreso il Digital weelbeing per prendersi cura del telefono monitorando consumi eccessivi di applicazioni e quindi di batteria (che sono le stesse del Pixel 2 e 2XL, ovvero 2700 e 3520 mAh con ricarica rapida, ma con un sistema ottimizzato che garantisce lunga durata) o il Bedtime schedule che mette blocchi nelle ore desiderate e abbassa colori dello schermo (che la mattina, se si vuole, si riaccendono progressivamente grazie al programma Sunrise). Carina anche l’integrazione con accessori come il Nest Door Bell, lo “spioncino” digitale: quando qualcuno suona alla porta, automaticamente compare sul telefono il suo volto. Senza dimenticare che stiamo parlando di un display Oled 4K (la ratio dello schermo è, rispettivamente, di 18:9 e 18,5:9) e di uno smartphone bello anche da vedere perchè in tre colori chiamati Just Black, Clearly White, Not Pink. Vabbè: nero, bianco e rosa.

Così alla fine la prima impressione è che si tratta di un device che può fare scuola alla concorrenza su alcune caratteristiche, anche se la lotta sul mercato sarà dura, vista la fascia in cui si pone. Google Pixel 3, che è da oggi in preordine e verrà messo sul Gstore a partire da 2 novembre, ha un prezzo da fuoriserie: 899 euro per la versione a 64 Gb, 999 per quella da 128 e per l’XL da 64, 1099  per l’XL da 128 Gb. Presenti anche accessori come lo Stand per la ricarica wireless (79 euro), le cover (45 euro o 50 quelle personalizzate, colori antracite, indaco, grigio e rosa) e gli auricolari (di serie nella confezione ma anche acquistabili a 35 euro). Di sicuro ha molto per piacere. E, probabilmente, piacerà.

 

 

 

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