q3d1Volete costruirvi da soli qualcosa per Natale e anche dopo? Sappiate che da oggi c’è una stampante 3D alla portata di tutti e la notizia curiosa è che la troverete nei negozi Flying Tiger. Insomma: la catena danese famosa per trovare di tutto e di più a prezzi bassissimi, mette in vendita la prima lampada da tavolo che funge anche, appunto, da stampante 3D. Primo oggetto completamente prodotto da una fabbrica 4.0. La stampante Q3d nasce da una partnership tra Flying Tiger Copenhagen e Politronica, azienda spin off del Politecnico di Torino che nel 2016 ha dato vita al progetto Qubit3D finalizzato alla realizzazione di una fabbrica per la manifattura digitale in rete. L’estetica si ispira al lavoro dell’artista statunitense Alexander Calder, in particolare ad un alfabeto di forme a cui ci si è riferiti per “tradurre” le sagome delle componenti plastiche (xyz). Il design ha preso a sua volta ispirazione dall’iconica lampada LUXO L-1, realizzata nel 1937 dal designer norvegese Jac Jacobsen, e destinata a diventare uno degli oggetti più riprodotti nella storia del design, fino a trasformarsi nella mascotte degli studi Pixar Animation.

La vera innovazione di q3d risiede tuttavia nella tecnica di stampa: come una qualsiasi stampante 3D FDM estrude materiale, ma in questo caso non si tratta di plastica fusa, bensì di una resina polimerica che, a differenza delle resine foto reticolanti finora utilizzate nell’ambito della stampa 3D, indurisce con la luce bianca emessa da una normale lampadina a LED. Ecco svelato il “trucco” per cui q3d può essere utilizzata anche come lampada da tavolo. Il suo piatto di stampa consente la realizzazione di oggetti di dimensioni 80x80x120 mm, creati in esclusiva con Flying Tiger Copenaghen mediante tecniche di modellazione in realtà virtuale.  Per restituire all’utente un’esperienza coinvolgente sin dall’acquisto, la q3d viene fornita smontata sotto forma di Kit, ma è stata pensata per essere accessibile fin da un pubblico di giovanissimi e quindi assemblabile con la facilità del Meccano.

La presenza della q3d negli store di Flying Tiger Copenhagen ha due importanti valenze. Da un lato rappresenta il primo caso reale di un oggetto destinato al canale retail realizzato secondo un modello produttivo teso all’azzeramento dei costi marginali in linea con quanto previsto e auspicato dall’economista statunitense Jeremy Rifkin, secondo cui questo “è la chiave per assicurare all’uomo un futuro sostenibile sul pianeta”. Q3d è stata quindi ideata all’interno di una vera e propria fabbrica 4.0 diffusa che produce secondo criteri di sostenibilità ambientale ed efficienza produttiva in a km 0: ciascun centro di stampa digitale aderente al network Qubit3D ha contribuito alla produzione delle sue componenti plastiche che sono realizzate in PLA (acido polilattico), un materiale ecologico ed eco compatibile ottenuto da coltivazioni di mais anch’esse a km 0.

Su un altro versante, Q3d rappresenta il primo passo di sperimentazione e accompagnamento, in ambito retail del consumatore verso la fase in cui si troverà ad essere al contempo produttore (il cosiddetto prosumer). L’intento è quello di portare un pubblico di giovani utenti alla sperimentazione sin dall’assemblaggio di una robotica funzionale alla produzione digitale di oggetti, prestando attenzione a coprire il gap esistente tra la facilità di stampa e l’attuale complessità nella realizzazione dei modelli 3D da stampare, attraverso la proposta di una libreria di oggetti pronti da testare. Insomma da consumatori a creatori il passo è breve: la stampante è in vendita a 110 euro in una confezione che comprende un ricambio di resina. Un prezzo che, come detto, mette alla portata di tutti il futuro.

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