LA MACCHINA DEL COSMOUn consiglio (tecnologico) per gli aquisti. E’ il libro “La Macchina del Cosmo” di Alexander Jones (ed Hoepli, prezzo 24,90 euro) e guida alla scoperta del meccanismo di Anticitera. Uno degli strumenti più affascinanti creati dall’Uomo. Si tratta in pratica un strumento dell’Antica Grecia che fu ritrovato casualmente da pescatori di spugne nel 1901 al largo dell’isola di cui porta il nome. Al momento si presentava come un insieme di resti corrosi e malconci di un dispositivo a ingranaggi. Ma gli esperti hanno poi scoperto che è ben di più di questo.

Uno dei più importanti è appunto Alexander Jones, professore di storia della scienza nel mondo antico all’Institute for the Study of the Ancient World della New York University. I suoi principali interessi sono la storia e la trasmissione delle scienze matematiche, in particolare dell’astronomia, nel mondo grecoromano e nel Medio Oriente antico. Membro dell’American Philosophical Association e dell’Académie Internationale d’Histoire des Sciences, ha ricevuto il Francis Bacon Award in storia della scienza.

Dal giorno della scoperta a oggi, gli esperti sono riusciti a ricostruirne la struttura e il funzionamento. Combinando osservazione diretta, strumenti radiografici sempre più potenti e surface imaging. Il meccanismo riproduceva di fatto l’universo così come lo concepivano i Greci: era una macchina dotata di una mezza dozzina di quadranti per illustrare le orbite nello spazio di Sole, Luna e pianeti, e i conseguenti cicli del tempo.

Nel libro si racconta come  il meccanismo di Anticitera diventa la chiave per capire l’astronomia e la tecnologia dei tempi e il ruolo nel contesto socioculturale grecoromano. Considerato a lungo un congegno eccentrico per l’epoca, le ricerche più recenti hanno mostrato che si tratta in realtà di una macchina del cosmo concepita in tarda età ellenistica sulla base di raffinate, consolidate e diffuse conoscenze meccaniche e astronomiche. Creata per imitare la natura senza rivelare il proprio funzionamento allo spettatore, il meccanismo era anche una sorta di manuale animato di divulgazione scientifica. Insomma: qualcosa di incredibile che ci stupirebbe ancora oggi. E che ci dà l’occasione di leggere un buon libro.

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