Il 9 e il 16 giugno, la Roma di Zero+ e la Venezia dei Tea Party. Nella speranza di un big bang delle libertà

All’interno dell’universo variamente liberale e antistatalista si annunciano, per i prossimi sabato 9 giugno e sabato 16 giugno, due diversi appuntamenti “ai confini della politica”. Incontri in parte lontani negli intenti e nello spirito, nello stile e anche nei contenuti, ma non necessariamente in contrapposizione tra loro.

  

A colloquio con Novello (III)

“In quale modo il potere politico pre-moderno, fatto di persone e famiglie e quindi visibile (frammentato sul territorio e con una gran varietà di concorrenti e autorità morali a fargli da argine), ha lasciato il posto a un potere moderno impersonale, esercitato da funzionari intercambiabili, che esprime leggi generali ed astratte, che è ovunque ma in nessun luogo preciso, perché trae legittimazione dalla società stessa, raccontandoci che “lo Stato siamo noi”?

  

Terremoto: una caccia al colpevole?

Quando un sisma uccide e distrugge ci sono sempre (anche) responsabilità: stavolta, ad esempio, a carico di chi ha costruito capannoni che non sarebbero dovuti crollare. Ma questa volontà tutta italiana di trovare sempre e comunque i capri espiatori, i malvagi, i colpevoli… è terribile. E’ come se l’italiano, sommerso dalla propria storia e da un passato di cultura e artifici di ogni tipo (pare che le colline toscane siano l’area agricola più antropizzata del mondo: una specie di “scultura” rurale), sia ormai incapace di affrontare il presente e di riconoscere l’esistenza della natura: di una terra che può agitarsi a […]

  

Cedere pezzi di sovranità: per uscire dalla crisi

Non sappiamo come ci ritroveremo, tra qualche anno, quando la crisi finanziaria globale partita dagli Stati Uniti (figlia della politica monetaria keynesiana) e l’indebitamento degli Paesi occidentali avranno progressivamente eroso le basi dell’economia reale. La speranza è che il dinamismo dei mercati sappia compensare lo sfascio del dirigismo politico, ma un certo scetticismo è più che giustificato. Quando le cose vanno male, in una famiglia o in un’impresa, solitamente si accetta l’idea di vendere quello che prima si considerava assolutamente incedibile.

  

Poste, monopoli e indipendentisti (in raduno a Jesolo)

Ha debuttato solo da pochi giorni, in viale Monte Nero 37 a Milano, ma già è un piccolo caso. La presenza nel capoluogo lombardo del primo ufficio della “Nuova posta” (impresa privata sarda attiva nel settore dei recapiti che ha scelta la strategia di offrire servizi low cost) non poteva che suscitare curiosità e interesse. Il monopolio postale è uno dei monopoli più classici: un’attività che nacque privata, ovviamente (e per iniziativa della famiglia Thurn-und-Taxis), ma che fu poi statizzata al fine di avere un costante controllo – almeno potenziale – sulle arterie della comunicazioni di dati e informazioni.

  

Una “Libertarian Nation” per affrontare l’inverno

Forse il titolo è pessimista, nel momento in cui parla di un inverno prossimo venturo. Ma non credo. Anche se l’anno che ci separa dalle elezioni potrà suscitare entusiasmi politici e perfino offrirci la possibilità di iniziare a uscire dagli equivoci dell’ultimo ventennio (durante il quale le forze liberali sono state tradite da politiche variamente tremontiane e le spinte sanamente centrifughe del Nord sono state “normalizzate” dai giochetti romani, a causa dell’inaffidabilità di chi ha creato e poi distrutto ogni ipotesi davvero federale), attrezziamoci ad affrontare tempi duri. La crisi è solo all’inizio, lo Stato è da anni impegnato a […]

  

A colloquio con Novello (II)

Lo Stato moderno, in quanto tale, non implica già esiti assolutistici e alla fine totalitari? E’ possibile un ordine sociale di tipo statale, basato sulla monopolizzazione e istituzionalizzazione della violenza, che riesca durevolmente a sfuggire agli esiti tragici che hanno caratterizzato il Novecento?

  

A Milano, con John O’Sullivan, per ripensare la Lady di Ferro

Su una figura storica come quella di Margaret Thatcher – sulla vera natura della “rivoluzione conservatrice” degli anni Ottanta, sul modo in cui la sua azione ha impattato sulla società britannica, sulla svolta che ha impresso non solo nel suo Paese ma nell’intero Occidente – il dibattito resta aperto.

  

vonmises.it: per allargare gli spazi di libertà

Nella blogosfera del liberalismo italiano da qualche tempo sta segnalandosi un’iniziativa che in qualche modo colma una lacuna, dando il giusto riconoscimento a un riferimento fondamentale di tutti i cultori della scuola austriaca dell’economia: Ludwig von Mises.

  

E se l’unificazione europea non fosse una buona idea?

In parte è comprensibile che, travolti da un’attualità economica assai cupa (che vede precipitare la Grecia in un baratro entro il quale potremmo presto trovarci in tanti), non vi sia una vera discussione pubblica sul tema dell’unificazione europea. Nell’emergenza che stiamo vivendo, ogni controversia teorica può apparire un po’ futile e, soprattutto, fuori luogo. È però sempre il caso di tenere sempre a mente che la moneta unica è, essenzialmente, un progetto politico. L’euro è figlio della volontà di realizzare un’unione monetaria del continente, nella convinzione che questo passo possa creare uno stato di cose e un insieme di problemi destinati in qualche […]

  

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