“Uno dei temi centrali del tuo libro è la distinzione romana e medievale tra auctoritas e potestas, e oltre a ciò anche tra un’autorità naturale che esprime consigli e linee di condotta morale e un potere sovrano che invece poggia sul monopolio della forza fisica. Sono concetti antagonisti: un tempo la potestas politica doveva fare i conti con una forte auctoritas religiosa o del diritto naturale e la loro forza di disapprovazione. Gregorio VII nel Dictatus Papae affermava che “il pontefice può sciogliere i sudditi dal vincolo di lealtà verso gli iniqui”. Ma perché invece nella storia così spesso il ruolo giocato dagli intellettuali (da Marsilio da Padova a Machiavelli, da Rousseau fino a Hegel, per citarne solo alcuni) è stato quello di offrire formule di giustificazione del potere coercitivo e ad attaccare invece le autorità spontanee? Come spieghi questo antico e sempre presente tendenza dei filosofi di “dar ragione alla forza” o di “correre in soccorso dei vincitori”. Come tu ti domandi, tali filosofi hanno semplicemente errato, ingannato volontariamente oppure ingannato loro stessi?”

incorporato da Embedded Video

Tag: , , ,