La “meglio gioventù” stavolta è davvero migliore. E se ne va

Insegnando da alcuni anni, ho già visto parecchi studenti dell’università di Siena (e tra i migliori) andarsene. Chi in Svizzera, chi in Inghilterra, chi in America. Dopo vent’anni di una disastrosa alternanza tra un disastroso centro-destra e un disastroso centro-sinistra (e con la prospettiva, ora, di finire preda di qualcosa a metà strada tra Monti e Vendola…), l’Italia unita dalla retorica e dall’assistenzialismo è al collasso: e non è realistico immaginare che qualcuno o qualcosa possano riformarla.

  

E se nascesse un’Europa elvetico-britannica? Un’Europa delle libertà?

Uno dei padri dell’Europa contemporanea, Jacques Delors, l’ha detto senza mezzi termini nelle scorse ore in un’intervista rilasciata al quotidiano economico tedesco Handelsblatt: è meglio che il Regno Unito lasci l’Unione, sviluppi un legame di tipo diverso (analogo – aggiungo io – a quello che collega l’Europa e la Svizzera, grazie ai cosiddetti “bilaterali”) e permetta quindi ai 26 Paesi rimanenti di consolidare sempre più le proprie istituzioni, costruendo un vero e proprio super-Stato.

  

I paradossi del “politicamente corretto” (e le opinioni di alcuni amici)

Si può pensare, e in parte è così, che il “politicamente corretto” affondi le proprie radici nella buona educazione: nel fatto (assai ragionevole) che bisogna controllare il proprio eloquio e il proprio comportamento in modo tale da non offendere l’interlocutore. La parte “sana” è tutta qui e non è senza rilievo. Ma certo è vero che dietro la tirannia della correttezza c’è molto di più e non tutto, anzi, è meritevole di rispetto. La letteratura sul tema è ormai immensa e muoversi all’interno di questa massa di scritti non è facile. I due soli inviti alla lettura che questo post […]

  

Con la fine dell’unità spagnola, la speranza di un’Europa libertaria

“Si spegne nelle urne in Catalogna il piano secessionista”: era stato questo, lunedì 26 novembre 2012, il titolo piazzato in prima pagina del Corriere della Sera. Probabilmente in via Solferino  – nel corso della tarda serata che aveva fatto emergere i risultati elettorali catalani – non erano riusciti a comprendere il responso delle urne, la vera posta in gioco, le intenzioni di chi aveva trionfato e di chi aveva perso. Eppure non era certo difficile capire, come scrissi io stesso su questo blog in quella notte tra il 25 e il 26, che dopo il voto il cammino verso il […]

  

A colloquio con Novello (IX)

“Tu spieghi che attualmente la più grave minaccia di una visione liberale, non è più il vecchio Stato nazionale, ormai in bancarotta e screditato, ma è la prospettiva di governi sovranazionali se non addirittura di un unico mondiale. Nella storia del pensiero politico tu hai individuato in Dante, che nel de Monarchia spiega come più ci si allontana dall’uno più ci si allontana dal bene, e poi soprattutto in Kant, un temibile propugnatore di questo ideale di globalismo giuridico, dal quale discendono istituzioni come l’Onu, l’Unione Europea, ecc… L’ingenuità che tu contesti è quella secondo cui in presenza di un […]

  

Una discussione su Stato, religione, storia e diritto…

Il 6 aprile scorso, grazie a Giuseppe Di Leo e sotto la sua attenta cura, si è tenuta su Radio Radicale una conversazione riguardante il mio ultimo volume: quel “Credere nello Stato?” che dà il nome al blog stesso. Oltre a Di Leo e a me, la trasmissione ha visto la partecipazione del professor Francesco Di Donato, professore di Storia del Diritto e delle Istituzioni Politiche presso l’Università “Parthenope” di Napoli.

  

Cosa cambia in Veneto dopo il voto sull’autodeterminazione?

L’approvazione della Risoluzione 44 da parte del Consiglio regionale del Veneto (il testo definitivo è stato messo a disposizione dal giornale on-line “L’Indipendenza”) ha aperto una stagione nuova che potrebbe rivoluzionare le istituzioni e la scena politica. In sostanza, lo scorso 28 novembre a larga maggioranza è stato dato mandato al presidente della Regione, Luca Zaia, e al presidente del Consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato, di avviare contatti con l’Europa e con l’Onu al fine d’indire un referendum che permetta alla popolazione veneta di autodeterminarsi. Questo significa che ai veneti dovrà essere offerta la possibilità – grazie allo strumento democratico del voto – di […]

  

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