Le ultime elezioni hanno visto il successo di Michelle Bachelet, interprete di quella cultura politica cilena che non ha mai smesso di sognare Allende e i miti simil-marxisti degli anni Settanta. A dispetto di tutto ciò, però, è ragionevole pensare che il Cile continui a essere, negli anni a venire, uno dei Paesi più aperti al mercato e alla sperimentazione della libertà. Bastano due notizie a dare un po’ il tono della situazione.

Uno dei blog del sito dell’Economist (Schumpeter), in un pezzo intitolato Bitcoin Paradise, ha dato ampio spazio a un’iniziativa imprenditoriale – Gult’s Gulch Cine – che, a circa un’ora di distanza da Santiago, intende intrecciare business e progettualità sociale. In particolare, questa iniziativa agricola e immobiliare – ma che già guarda in altre direzioni – ha dato ampio spazio al bitcoin, la nuova moneta non statuale e autovincolata, destinata quindi a evitare quel processo di espansione monetaria e inflazione che flagella ogni valuta.

L’area è di quasi 7 mila ettari e non ambisce a staccarsi dal Cile, né intende violarne le leggi. Punta però a far crescere una cultura alternativa rispetto alle logiche della statualità, del potere sovrano, della coercizione pubblica. Non a caso questa iniziativa si rivolge primariamente a libertari e uomini liberi, che qui vogliano costruire un futuro diverso.

Sempre in Cile è partita un’iniziativa, Exosphere, che si propone di offrire ai giovani della crisi, e cioè a quanti si stanno affacciando ora sulla scena della vita, la possibilità di cercare assieme nuove vie che permettano di produrre produzione, di immaginare immaginazione, di intraprendere intraprese. Ne parla qui – nel suo blog – Antonio Manno, un libertario pugliese che da anni è in Cile e che ora è parte significativa di questo progetto in cui già sono inseriti ragazzi italiani.

L’Europa è chiusa in se stessa: prigioniera dei miti feroci e sanguinari su cui si reggono quegli Stati nazionali giù resi responsabili del massacro di milioni di persone. Questi stessi Stati che hanno sterminato popolazioni nelle trincee e sotto le bombe ora pretendono di garantirsi l’eternità in nome del rispetto di quelle vittime innocenti. Lo stesso progetto di unificazione continentale è folle e destinato a moltiplicare il potere dell’uomo sull’uomo. Il prossimo anno potrebbe forse essere l’anno dell’avvio di processi disgregativi solo salutari, in grado di avvicinare il potere ai cittadini, indebolendolo. È probabilmente l’ultima chance degli europei.

Se così non sarà, ricordiamoci che c’è sempre il Cile.