Nel 1974 un giovane filosofo newyorkese dava alle stampe un volume (Anarchy, State, and Utopia) destinato a giocare un ruolo assai significativo nel dibattito culturale: in America e non solo. Docente a Harvard, dove negli stessi anni insegnava il ben più affermato John Rawls, con quel testo Robert Nozick contribuì in maniera rilevante a definire le categorie di fondo del dibattito politico, molto segnato – in seguito – proprio dall’opposizione tra liberal e libertarian.

Se A Theory of Justice di Rawls aveva offerto una difesa intellettuale dei regimi di welfare e aveva legittimato l’espandersi di un potere statale volto a ridurre le diseguaglianze, Nozick riafferma alcune tesi fondamentali del liberalismo classico e di quello che ormai viene detto libertarismo. Riallacciandosi a John Locke, egli pone l’accento sul fatto che gli uomini hanno diritti naturali inviolabili che l’ampliarsi del potere pubblico finisce per calpestare, svuotare di significato, sopprimere.

Pochi oggi ritengono che Nozick sia stato l’interprete più originale e più fecondo del libertarismo di secondo Novecento, ma senza dubbio nessuno come lui ha contribuito a legittimare le tesi antistataliste all’interno della filosofia politica accademica.

È per questo motivo che a partire da lunedì 17 febbraio l’Istituto Bruno Leoni organizza a Milano, in piazza Castello 23 (con inizio alle ore 18) una serie di incontri che intendono focalizzare l’attenzione su quel libro, a quarant’anni di distanza dalla sua pubblicazione. Il primo incontro vedrà intervenire Alessandro Vitale, dell’università di Milano, e a seguire parleranno Nicola Iannello, Alberto Mingardi, l’autore di questa nota e Stefano Moroni. Il tutto sarà chiuso da una tavola rotonda a cui prenderanno parte Marco Bassani, Ian Carter e Raimondo Cubeddu .

In quel volume Nozick avanzava l’ipotesi di uno Stato minimo, che in fondo si limitasse a tutelare i diritti di proprietà e a far garantire il rispetto dei contratti, assicurando protezione e giustizia. Quella lezione non è stata ascoltata e ora è l’intero universo occidentale che sta declinando sotto il peso di uno Stato massimo che, dopo aver svuotato le libertà individuali, sta progressivamente moltiplicando sprechi e parassitismi.

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