Il referendum veneto di questi giorni attesta la nascita di un forte indipendentismo fuori della Lega. E non è un caso che questo avvenga in Veneto, dal momento che qui c’è una storia di separatismo precedente a Bossi, dato che la Liga Veneta nasce nel 1980 e porta propri parlamentari a Roma quando Umberto Bossi era ancora uno sconosciuto. Anche dopo l’annessione della Liga da parte di quella che diventerà la Lega Nord, tra Treviso e Padova si continua ad assistere a un pullulare di iniziative, movimenti, battaglie culturali.

Per questa ragione, in Veneto il fallimento epocale della Lega di Belsito e dei figli di Bossi non spegne le ansie di indipendenza, dal momento che restano comunque molti ardimentosi e sognatori che giorno dopo giorno costruiscono consenso, idee, progetti. Quanti da tempo seguono la realtà veneta sono ormai abituati a vedere centinaia di persone ammassate in palestre di piccoli centri.

Qualcosa sta cambiando nel profondo, anche perché questo nuovo indipendentismo è fuori dalla Lega senza necessariamente essere ossessionato da un furore avverso alla Lega. Tra i fautori del nuovo separatismo vi sono anche persone disposte a dialogare con chi nella Lega crede nel diritto dei veneti a votare, a decidere sul loro futuro, a darsi istituzioni nuove.

C’è insomma – ora in Veneto ma presto anche altrove – l’emergere di uno spazio politico nuovo, che si è fondato sul “diritto di voto”, per usare la formula utilizzata dal blog più attivo su questi temi. Ed è facile immaginare che presto (nel centro-destra, nel centro-sinistra, nell’area del grillismo e insomma un po’ ovunque) si vedrà emergere un’attenzione nuova al diritto di ogni comunità a gestire da sé il proprio futuro.

È chiaro che in questo scenario la Lega resta cruciale, anche in Veneto. Quello che  che farà o non farà Luca Zaia nelle prossime settimane è importante. Se egli saprà interpretare il ruolo dell’Artur Mas del Veneto, il processo che conduce verso la libertà dei veneti conoscerà un’accelerazione, poiché dopo il referendum regionale (la legge 342 proposta da Valdegamberi) si potrebbe avere l’elezione, nel 2015, di una maggioranza di chiaramente indipendentista: eletta proprio al fine di rendere effettiva la volontà del popolare e avviare la trattativa con Roma.

Ma se Zaia e la Lega non faranno nulla altri si inseriranno nella partita. Ormai è chiaro, come attesta la stessa sparata di Grillo, che la soluzione dell’indipendenza è parte del dibattito politico veneto, oltre che nel cuore della maggioranza della popolazione. Quanto decisero i fasulli plebisciti del 1866 potrebbe essere presto superato da una storia che ha le proprie logiche.

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