I risultati delle recenti elezioni europei hanno offerto un’indicazione interessante, dato che un po’ ovunque e soprattutto in alcuni dei maggiori Paesi del Vecchio Continente è emersa una crescente insoddisfazione verso lo status quo e, in particolare, verso il processo di unificazione.

In primo luogo, si è avuta una bassa e talora bassissima partecipazione al voto. In Slovacchia è andato alle urne meno del 10% della popolazione, ma una crescente indifferenza verso Bruxelles è registrabile un po’ ovunque.

In secondo luogo, in varie realtà hanno avuto risultati significativi forze politiche apertamente avverse all’idea dell’Europa unita: è questo è il caso della Francia (Front National), dell’Italia (M5S e Lega) e soprattutto del Regno Unito (Ukip). Anche in Germania è interessante rilevare il crollo del partito liberale e la crescita di una forza nuova ed euroscettica come l’AfD.

Il fenomeno è interessante perché per lungo tempo si è pensato che l’europeismo fosse una sorta di ideale obbligatorio: l’unica speranza nel vacuum post-ideologico. La direzione necessaria che l’Europa doveva assumere per garantire la pace, favorire l’integrazione, superare le tensioni. Per giunta, questo ideale era perfettamente allineato con gli interessi delle burocrazie, con quelli delle lobby in grado di catturare il regolatore, con politici desiderosi di “cartellizzarsi” e in tal modo rafforzare il dominio sulla società europea.

La locomotiva europeista lanciata verso il sole dell’avvenire non si è fermata, ma certo ora sbuffa e mostra qualche difficoltà.

Un problema rimane: l’assenza di seri progetti alternativi. Anche perché in vari casi chi si oppone all’unificazione europea lo fa in nome di vecchi nazionalismi screditati. È allora urgente che le forze libertarie e indipendentiste sappiano rendere percepibile la possibilità di un’Europa concorrenziale, “sbriciolata” (fatta di città e regioni), aperta, variegata, tollerante, determinata a limitare lo strapotere dei poteri pubblici.

Ora che la retorica costruita dai Monnet, dagli Spinelli e dai Delors sta perdendo il proprio fascino, è giunto il momento di iniziare a elaborare una vera alternativa: l’unica strada che possa scongiurare un declino che, diversamente, non appare in alcun modo evitabile.

Tag: , ,