Se il diavolo lo si riconosce dai dettagli, appare chiaro che questa fase « renziana » della vita politica nazionale può essere letta a partire da quanto sta avvenendo in materia di apertura/chiusura dei negozi, dove stiamo per avviarci verso la cancellazione di una delle poche liberalizzazioni a cui si era assistito nel corso degli ultimi anni. Invece che lasciare piena autonomia al commerciante, libero di stare aperto quando vuole, si vanno introducendo limiti e obblighi.

E chiaro che siamo in una società, quella italiana, dove il ceto politico-burocratico non si pone alcuno scrupolo ed è pronto ad aggredire i diritti senza alcun problema. Un commerciante che ha un’attività diventa un criminale (ma dove è il crimine ? dove è la vittima ?) se rimane aperto in 7 festività su 12, e non soltanto in 6. L’arbitrio di poche persone governa l’esistenza di centinaia di migliaia di imprenditori, che sono spogliati della possibilità di lavorare come vogliono.

Gli argomenti addotti per giustificare tale aggressione sono i più diversi, ma tutti rinviano a un fatto assai semplice : alla piena disponibilità delle nostre esistenza da parte del legislatore-sovrano. E di fronte al re i sudditi devono solo abbassare la testa.

In questo senso ha mille ragioni dalla sua parte Serena Sileoni, che per conto dell’Istituto Bruno Leoni si è opposta a questa norma :

La libertà di scegliere se, prima ancora che quando, essere aperti al pubblico è un aspetto intrinseco alla libertà degli esercenti e dei clienti di provare a venirsi incontro, di fronte alla quale tentativi come il ripristino degli obblighi di chiusura in alcuni giorni svelano una battaglia di retroguardia rispetto all’innovazione – si pensi al commercio elettronico, aperto 24 ore su 24 – e alla continua ricerca della soddisfazione del cliente.

Ma parlare di principi ai politici è un po’ come parlare di pudore a quanti praticano il mestiere più antico del mondo.

Nella migliore delle ipotesi, questa fase renziana della nostra storia è quindi segnata da un pragmatismo che tende a tenersi alla larga dai massimalismi e che, al tempo stesso, è però assai determinato a difendere le tipiche logiche prevaricatorie del potere di sempre.

Se – come si usa dire… – il diavolo lo riconosce appunto dai dettagli, questo ceto politico di Terza Repubblica che ci dice quando dobbiamo fare shopping può solo gestire il declino di questa Italia, una delle società più statizzate che si siano mai viste sulla faccia della terra.

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