Tra meno di quattro mesi, a Roma, si terrà un appuntamento che potrebbe assumere un significato speciale. Presso la Corte costituzionale avrà luogo un’udienza pubblica per discutere la questione di legittimità della legge regionale 16/2014 del Veneto, che ha indetto un referendum consultivo sull’indipendenza.

L’udienza è conseguente alla decisione del governo Renzi d’impugnare le legge veneta, sulla base della tesi – davvero discutibile – che gli articoli della costituzione che fanno riferimento all’indissolubilità del Paese impedirebbero perfino un voto di carattere consultivo. È possibile, però, che la scelta dell’esecutivo si riveli alla fine del tutto controproducente per quanti sono schierati a difesa dello status quo.

Decidendo di provare a impedire il voto, infatti, il governo ha sposato una posizione difensiva e sostanzialmente censoria, che però ora consegna ai fautori del “diritto di voto” un’importante tribuna e l’occasione di far conoscere i propri solidi argomenti. Così il prossimo 28 aprile – a partire dalle ore 9.30 – l’udienza pubblica vedrà presenti, oltre all’avvocato del governo (Gian Paolo Polizzi) e a quelli della Regione Veneto (Ezio Zanon, Mario Bertolissi e Luigi Manzi), lo stesso legale del movimento Indipendenza Veneta (Alessio Morosin), nettamente schierato a favore del diritto di voto. È facile prevedere che, in tale contesto, non sarà facile contrastare le tesi di quanti vogliono che la popolazione veneta possa esprimersi e votare.

Molto però dipende da quanto avverrà nei mesi che ci separano dall’udienza: che sono certamente mesi importanti. È infatti opportuno che l’opinione pubblica, in Veneto e non solo, sia accuratamente informata in merito al tentativo governativo di impedire la libera espressione del pensiero. Ed è necessario che gli artifici retorici di quanti vogliono impedire la consultazione popolare siano esposti a un pubblico dibattito, in modo tale che se ne veda l’assoluta inconsistenza.

Bisogna insomma che chi crede nel diritto di ogni comunità a vivere in libertà s’impegni al massimo affinché gli argomenti a favore dell’indipendenza di Venezia e del Veneto siano conosciuti sempre meglio.

È esattamente in questa prospettiva che, il primo di gennaio, ho pubblicato un piccolo pamphlet – disponibile solo in formato ebook – proprio sul tema e intitolato Perché Venezia deve rinascere. Liberalismo e indipendenza veneta. È solo un piccolo e semplice compendio delle tesi liberali in materia d’indipendenza, ma vuole rappresentare il mio modesto contributo alla mobilitazione in favore della libertà dei veneti. La speranza, a questo punto, è che nei giorni a venire si assista a un fiorire di iniziative di ogni tipo a favore della libertà e del diritto di voto: all’insegna di un entusiasmo capace di contagiare i più diversi settori della società e coinvolgere il maggior numero di persone.

Bisogna poi ricordare che il 25 aprile, come ogni anno, a Venezia si celebrerà San Marco. Sarà importante che questo appuntamento, che cade nell’imminenza dell’udienza alla Consulta, sia vissuto nel migliore dei modi e con la massima partecipazione. Se ognuno farà la sua parte, Venezia potrà iniziare a rinascere nonostante un ceto politico nutrito di logiche autoritarie e schierato a difesa dell’ordine politico presente, e nonostante il persistere di mitologie illiberali e di potenti interessi parassitari.

Tag: , , , ,