Tre libri, una ministra e vecchi tabù

Era facile prevederlo. Sono bastate poche ore dal momento dell’insediamento e la neo-ministra agli Affari esteri, la radicale Emma Bonino, ha subito riaffermato la già più volte asserita necessità di procedere velocemente verso gli Stati Uniti d’Europa, sulla strada tracciata da Altiero Spinelli e altri. Anche se Bonino e il suo partito sono particolarmente determinati sulla questione, l’idea di sciogliere i vari Paesi europei in un’unica entità sovranazionale è condivisa da quasi tutto lo schieramento politico italiano. Solo pochissime voci non stanno nel coro e, quasi sempre, si oppongono a tale processo di centralizzazione per ragioni sbagliate: sulla base di argomentazioni […]

  

Le Falkland si autodeterminano. Una bella lezione

Gli ultimi a votare – nelle scorse ore – sono stati gli abitanti delle isole Falkland. È stato un plebiscito e difficilmente sarebbe potuta andare diversamente. Ben 1.154 abitanti delle isolette sotto il controllo del Regno Unito, ma rivendicate dall’Argentina, hanno scelto Londra e solo 3 (tre) hanno optato per Buenos Aires. Ci si sarebbe sorpresi del contrario: date l’origine e la cultura degli isolani, ma anche la condizione miserevole in cui si trova l’economia argentina. La mossa del governo britannico è stata politicamente abile, ma è pure espressione di una logica e di una cultura che meritano grande rispetto.

  

Resistere e costruire nel tempo della barbarie

La vittoria del duo Grillo-Casaleggio porta con sé varie conseguenze: per il sistema politico e, più in generale, per le prospettive stesse della società italiana. In primo luogo, è chiaro che stanno venendo al pettine le conseguenze nefaste di decenni di predicazione avversa al mercato, al mondo industriale, alla finanza, al capitalismo. Nel cuore e nella mente dei “grillini” c’è la volontà di costruire un’Italia affrancata dal profitto e volta a indirizzare i comportamenti individuali verso stili di vita frugali: anche usando la forza coercitiva della regolazione pubblica. I militanti cinquestelle sono cresciuti, in questi anni di oscura militanza, leggendo […]

  

Sempre più vicino il voto sull’indipendenza del Veneto

Ieri molti cittadini veneti hanno lasciato la propria città e sono confluiti a Venezia. Hanno marciato con le loro bandiere, attraversato Dorsoduro e, infine, hanno formulato una richiesta molto semplice: quella di poter votare sull’indipendenza della loro comunità. Lungo le calli e nei campielli, dinanzi ai palazzi e alle chiese che si affacciano sul mare li ha uniti una convinzione: quella che le istituzioni pubbliche sono legittime solo se nascono dal consenso e se costantemente interpellano i cittadini.

  

La “meglio gioventù” stavolta è davvero migliore. E se ne va

Insegnando da alcuni anni, ho già visto parecchi studenti dell’università di Siena (e tra i migliori) andarsene. Chi in Svizzera, chi in Inghilterra, chi in America. Dopo vent’anni di una disastrosa alternanza tra un disastroso centro-destra e un disastroso centro-sinistra (e con la prospettiva, ora, di finire preda di qualcosa a metà strada tra Monti e Vendola…), l’Italia unita dalla retorica e dall’assistenzialismo è al collasso: e non è realistico immaginare che qualcuno o qualcosa possano riformarla.

  

E se nascesse un’Europa elvetico-britannica? Un’Europa delle libertà?

Uno dei padri dell’Europa contemporanea, Jacques Delors, l’ha detto senza mezzi termini nelle scorse ore in un’intervista rilasciata al quotidiano economico tedesco Handelsblatt: è meglio che il Regno Unito lasci l’Unione, sviluppi un legame di tipo diverso (analogo – aggiungo io – a quello che collega l’Europa e la Svizzera, grazie ai cosiddetti “bilaterali”) e permetta quindi ai 26 Paesi rimanenti di consolidare sempre più le proprie istituzioni, costruendo un vero e proprio super-Stato.

  

Con la fine dell’unità spagnola, la speranza di un’Europa libertaria

“Si spegne nelle urne in Catalogna il piano secessionista”: era stato questo, lunedì 26 novembre 2012, il titolo piazzato in prima pagina del Corriere della Sera. Probabilmente in via Solferino  – nel corso della tarda serata che aveva fatto emergere i risultati elettorali catalani – non erano riusciti a comprendere il responso delle urne, la vera posta in gioco, le intenzioni di chi aveva trionfato e di chi aveva perso. Eppure non era certo difficile capire, come scrissi io stesso su questo blog in quella notte tra il 25 e il 26, che dopo il voto il cammino verso il […]

  

Cosa cambia in Veneto dopo il voto sull’autodeterminazione?

L’approvazione della Risoluzione 44 da parte del Consiglio regionale del Veneto (il testo definitivo è stato messo a disposizione dal giornale on-line “L’Indipendenza”) ha aperto una stagione nuova che potrebbe rivoluzionare le istituzioni e la scena politica. In sostanza, lo scorso 28 novembre a larga maggioranza è stato dato mandato al presidente della Regione, Luca Zaia, e al presidente del Consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato, di avviare contatti con l’Europa e con l’Onu al fine d’indire un referendum che permetta alla popolazione veneta di autodeterminarsi. Questo significa che ai veneti dovrà essere offerta la possibilità – grazie allo strumento democratico del voto – di […]

  

Elezioni catalane: un caos che però potrebbe avvicinare il referendum

Qualche considerazione a caldo (ore 23.30 di domenica 25 novembre), mentre si vanno definendo i risultati elettorali catalani. La richiesta di Artur Mas, che aveva domandato agli elettori una maggioranza assoluta, non è stata soddisfatta. Al contrario, il partito tradizionalmente moderato e di centro-destra del governatore uscente, CiU, ha perso 12 seggi, ma in realtà questi seggi sono stati sostanzialmente incamerati da un partito indipendentista tradizionalmente di sinistra come ERC.

  

Gianfranco Fini tra indipendenza veneta, fascismo e “diritto di voto”

Intervenendo nelle scorse ore a Vicenza, in occasione dell’assemblea regionale di Fli, il presidente della Camera italiana Gianfranco Fini una volta di più ha dato davvero una cattiva prova di sé, e se è vero che non si dovrebbe mai infierire su chi sta affrontando tante e tali difficoltà (crollo dei consensi, marginalizzazione politica, logoramento dell’immagine a seguito dell’affare Montecarlo e, più in generale, quel crescente discredito che riguarda l’intero ceto politico che ha dominato gli ultimi decenni) va detto che nella città del Palladio egli ha  usato parole che interpretano l’atteggiamento tipico di chi, per professione, è uomo di […]

  

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