Lavoratori precari o clienti fidelizzati?

Poiché è detestato in maniera  pregiudiziale e sulle base di una serie di superstizioni, il libero mercato è spesso oggetto – e talvolta perfino all’interno del medesimo discorso – di critiche del tutto contraddittorie. Il caso più classico è quello di chi rigetta la libertà economica accusandola di causare povertà e, al tempo stesso, di indurre a comportamenti consumistici. C’è anche un’altra coppia di accuse incompatibili ed è su questa che qui mi preme richiamare l’attenzione. Quanti attaccano l’ordine economico basato su imprese private in concorrenza sottolineano come esso sia strutturalmente instabile e, di conseguenza, possa essere accompagnato da precarietà. […]

  

A colloquio con Novello (IV)

“Uno dei temi centrali del tuo libro è la distinzione romana e medievale tra auctoritas e potestas, e oltre a ciò anche tra un’autorità naturale che esprime consigli e linee di condotta morale e un potere sovrano che invece poggia sul monopolio della forza fisica.

  

A colloquio con Novello (III)

“In quale modo il potere politico pre-moderno, fatto di persone e famiglie e quindi visibile (frammentato sul territorio e con una gran varietà di concorrenti e autorità morali a fargli da argine), ha lasciato il posto a un potere moderno impersonale, esercitato da funzionari intercambiabili, che esprime leggi generali ed astratte, che è ovunque ma in nessun luogo preciso, perché trae legittimazione dalla società stessa, raccontandoci che “lo Stato siamo noi”?

  

il Blog di Carlo Lottieri © 2019