Un credente non può amare il potere dello Stato e la sua violenza

Come sottolinea Nicolás Gómez Dávila con la sua consueta precisione d’analisi, «il dialogo tra comunisti e cattolici è diventato possibile da quando i comunisti falsificano Marx e i cattolici Cristo». In questa prospettiva, il cattocomunismo è un marxismo dimentico di Marx e un cristianesimo svuotato, in cui la salvezza è immanente, l’individuo è annullato nella massa collettiva, la carità inutile, lo Stato onnipotente. La riflessione cristiana più autentica in tema di società, economia e politica è stata deformata solo a sinistra, ma pure a destra. E ne è una prova il distributivismo di autori del passato come Gilbert K. Chesterton […]

  

A colloquio con Novello (VIII)

“Sappiamo che proprietà e libertà di mercato possono portare a disuguaglianze economiche e sociali anche molto accentuate; come si concilia secondo te il messaggio cristiano di uguaglianza davanti a Dio con le gerarchie sociali che si creano nelle economie di libero mercato?” incorporato da Embedded VideoYouTube Direkt

  

Oltre i socialismi di destra e di sinistra

Un mio amico francese, qualche giorno prima del secondo turno, è stato lapidario: “non si può chiedere a una persona di scegliere tra la morte a causa della peste e quella a causa del colera…”. Ed è rimasto a casa, consapevole che probabilmente avrebbe vinto il peggiore, ma non più disposto a sostenere chi come – come Nicolas Sarkozy – aveva del tutto deluso ogni attesa di ampliamento delle libertà individuali e ogni promessa di riduzione della presenza dello Stato, rinunciando a difendere la proprietà e a ridurre la redistribuzione.

  

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