Né partitismo, né leaderismo. Quando la politica riparte dai fatti

Nel corso degli ultimi anni il nostro sistema politico ha visto il definitivo declino di un modello, quello del partito organizzato, che ormai fatica a sopravvivere anche a sinistra. I militanti del Pd si trovano infatti alle prese con un’organizzazione che sul piano strutturale assomiglia sempre più alla vecchia Dc, che era una coalizione di correnti a guida personale (andreottiani, fanfaniani, dorotei ecc.) assai più che una struttura di singoli militanti determinati a operare verso un comune obiettivo. Il partito moderno – delineato un po’ ovunque copiando il modello della Spd tedesca – declina perché la politica italiana si definisce sempre più […]

  

Tre libri, una ministra e vecchi tabù

Era facile prevederlo. Sono bastate poche ore dal momento dell’insediamento e la neo-ministra agli Affari esteri, la radicale Emma Bonino, ha subito riaffermato la già più volte asserita necessità di procedere velocemente verso gli Stati Uniti d’Europa, sulla strada tracciata da Altiero Spinelli e altri. Anche se Bonino e il suo partito sono particolarmente determinati sulla questione, l’idea di sciogliere i vari Paesi europei in un’unica entità sovranazionale è condivisa da quasi tutto lo schieramento politico italiano. Solo pochissime voci non stanno nel coro e, quasi sempre, si oppongono a tale processo di centralizzazione per ragioni sbagliate: sulla base di argomentazioni […]

  

Le libertà locali e il diritto di rigettare il sovrano

Nelle ultime settimane ho ricevuto quattro libri, che ora sto leggendo un poco in parallelo. L’unico che già conoscevo, poiché l’avevo studiato molti anni fa e in lingua francese, è Pensare con le mani di Denis de Rougemont (Massa, Transeuropa, 2012), che ora è disponibile anche in traduzione italiana grazie all’impegno di Damiano Bondi, autore di un’interessante introduzione. Il libro – scritto nel 1936 entro un mondo dominato dalla ferocia di regimi disumani – riflette sulla persona umana quale nucleo di una resistenza essenziale di fronte al Potere, che per sua natura è intimamente totalitario.

  

Sempre più vicino il voto sull’indipendenza del Veneto

Ieri molti cittadini veneti hanno lasciato la propria città e sono confluiti a Venezia. Hanno marciato con le loro bandiere, attraversato Dorsoduro e, infine, hanno formulato una richiesta molto semplice: quella di poter votare sull’indipendenza della loro comunità. Lungo le calli e nei campielli, dinanzi ai palazzi e alle chiese che si affacciano sul mare li ha uniti una convinzione: quella che le istituzioni pubbliche sono legittime solo se nascono dal consenso e se costantemente interpellano i cittadini.

  

Niente elezioni per “Forza Evasori”. Perché lo Stato è anti-giuridico

La lista “Forza Evasori – Stato Ladro” promossa da Leonardo Facco e dal Movimento Libertario non sarà sulle liste elettorali. Perché? Non per la difficoltà a raccogliere le firme, che pure ci sarebbe stata, e nemmeno per l’avversione di molti libertari al’idea stessa di presentarsi alle competizioni elettorali. Non ci sarà per una decisione del Ministero, che ha ravvisato che i termini contenuti nel simbolo potrebbero integrare vilipendio dello Stato e istigazione a delinquere. Non c’è da sorprendersi. La struttura dello Stato moderno, in Italia come altrove, è intimamente autoritaria poiché poggia su quella nozione di sovranità che non soltanto […]

  

E se nascesse un’Europa elvetico-britannica? Un’Europa delle libertà?

Uno dei padri dell’Europa contemporanea, Jacques Delors, l’ha detto senza mezzi termini nelle scorse ore in un’intervista rilasciata al quotidiano economico tedesco Handelsblatt: è meglio che il Regno Unito lasci l’Unione, sviluppi un legame di tipo diverso (analogo – aggiungo io – a quello che collega l’Europa e la Svizzera, grazie ai cosiddetti “bilaterali”) e permetta quindi ai 26 Paesi rimanenti di consolidare sempre più le proprie istituzioni, costruendo un vero e proprio super-Stato.

  

Con la fine dell’unità spagnola, la speranza di un’Europa libertaria

“Si spegne nelle urne in Catalogna il piano secessionista”: era stato questo, lunedì 26 novembre 2012, il titolo piazzato in prima pagina del Corriere della Sera. Probabilmente in via Solferino  – nel corso della tarda serata che aveva fatto emergere i risultati elettorali catalani – non erano riusciti a comprendere il responso delle urne, la vera posta in gioco, le intenzioni di chi aveva trionfato e di chi aveva perso. Eppure non era certo difficile capire, come scrissi io stesso su questo blog in quella notte tra il 25 e il 26, che dopo il voto il cammino verso il […]

  

A colloquio con Novello (IX)

“Tu spieghi che attualmente la più grave minaccia di una visione liberale, non è più il vecchio Stato nazionale, ormai in bancarotta e screditato, ma è la prospettiva di governi sovranazionali se non addirittura di un unico mondiale. Nella storia del pensiero politico tu hai individuato in Dante, che nel de Monarchia spiega come più ci si allontana dall’uno più ci si allontana dal bene, e poi soprattutto in Kant, un temibile propugnatore di questo ideale di globalismo giuridico, dal quale discendono istituzioni come l’Onu, l’Unione Europea, ecc… L’ingenuità che tu contesti è quella secondo cui in presenza di un […]

  

Una discussione su Stato, religione, storia e diritto…

Il 6 aprile scorso, grazie a Giuseppe Di Leo e sotto la sua attenta cura, si è tenuta su Radio Radicale una conversazione riguardante il mio ultimo volume: quel “Credere nello Stato?” che dà il nome al blog stesso. Oltre a Di Leo e a me, la trasmissione ha visto la partecipazione del professor Francesco Di Donato, professore di Storia del Diritto e delle Istituzioni Politiche presso l’Università “Parthenope” di Napoli.

  

Elezioni catalane: un caos che però potrebbe avvicinare il referendum

Qualche considerazione a caldo (ore 23.30 di domenica 25 novembre), mentre si vanno definendo i risultati elettorali catalani. La richiesta di Artur Mas, che aveva domandato agli elettori una maggioranza assoluta, non è stata soddisfatta. Al contrario, il partito tradizionalmente moderato e di centro-destra del governatore uscente, CiU, ha perso 12 seggi, ma in realtà questi seggi sono stati sostanzialmente incamerati da un partito indipendentista tradizionalmente di sinistra come ERC.

  

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