A colloquio con Novello (VIII)

“Sappiamo che proprietà e libertà di mercato possono portare a disuguaglianze economiche e sociali anche molto accentuate; come si concilia secondo te il messaggio cristiano di uguaglianza davanti a Dio con le gerarchie sociali che si creano nelle economie di libero mercato?” incorporato da Embedded VideoYouTube Direkt

  

Libertari in cerca di una strategia, a Lugano (24-25 novembre). Per ampliare gli spazi di libertà

Si terrà nuovamente a Lugano, il 24 e il 25 novembre, la riunione dei movimenti politici e dei gruppi di iniziativa culturale d’ispirazione libertaria provenienti da vari Paesi che ovunque cercano di promuovere le ragioni della proprietà privata, del mercato e della concorrenza, contro un potere statale sempre più invadente e oppressivo. E così tra qualche settimana, in quel piccolo pezzo di Lombardia che – grazie agli accidenti della storia e alla stessa saggezza della popolazione – è riuscito a evitare i peggiori disastri della vicenda italiana (dalle guerre mondiali fino allo sfascio economico e sociale dei nostri giorni), militanti libertari […]

  

A colloquio con Novello (VII)

“Parliamo ancora di Kant, questa volta in rapporto alla sua visione del diritto di proprietà. Siccome per Kant ogni diritto ha una derivazione politica, anche quello di proprietà non potrebbe esistere senza un “patto sociale”.

  

Veneto: la nostra Catalogna?

Ne ha parlato perfino la televisione cinese, in un suo programma informativo. Ma la questione è stata ampiamente trattata pure dai media britannici, iraniani, spagnoli, americani, russi, sloveni, ungheresi, turchi, polacchi e via dicendo. L’elenco sarebbe davvero lungo (è comunque disponibile qui), anche se per ora l’informazione italiana ha preso sotto gamba la mobilitazione popolare che nelle ultime settimane ha fatto crescere un movimento veneto per l’indipendenza sempre più forte, determinato, collegato a pezzi di istituzioni, capace di dialogare e ormai sempre più lontano da vecchie antipatie.

  

Cedere pezzi di sovranità: per uscire dalla crisi

Non sappiamo come ci ritroveremo, tra qualche anno, quando la crisi finanziaria globale partita dagli Stati Uniti (figlia della politica monetaria keynesiana) e l’indebitamento degli Paesi occidentali avranno progressivamente eroso le basi dell’economia reale. La speranza è che il dinamismo dei mercati sappia compensare lo sfascio del dirigismo politico, ma un certo scetticismo è più che giustificato. Quando le cose vanno male, in una famiglia o in un’impresa, solitamente si accetta l’idea di vendere quello che prima si considerava assolutamente incedibile.

  

Poste, monopoli e indipendentisti (in raduno a Jesolo)

Ha debuttato solo da pochi giorni, in viale Monte Nero 37 a Milano, ma già è un piccolo caso. La presenza nel capoluogo lombardo del primo ufficio della “Nuova posta” (impresa privata sarda attiva nel settore dei recapiti che ha scelta la strategia di offrire servizi low cost) non poteva che suscitare curiosità e interesse. Il monopolio postale è uno dei monopoli più classici: un’attività che nacque privata, ovviamente (e per iniziativa della famiglia Thurn-und-Taxis), ma che fu poi statizzata al fine di avere un costante controllo – almeno potenziale – sulle arterie della comunicazioni di dati e informazioni.

  

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