L’uomo ragno e la sindrome di Lazzaro

Solo i cattivi sono immortali, gli eroi invece risorgono. Chiama un amico in ansia: “Hai saputo?”. “Che?”. “Hanno ucciso l’uomo ragno”. Canticchi d’istinto: “Chi sia stato non si sa…”. Lui insiste: “Guarda che non sto scherzando”. Tu a quel punto non sai se informarlo che quel signore vestito di rosso che ha visto il 25 dicembre  non è Babbo Natale ma il vicino di casa che da gennaio a novembre si veste da postino oppure spiegargli come stanno le cose. Primo. Non è morto Spider-Man, visto che ora il suo costume lo porta a spasso il signor Octopus che si è inventato […]

  

Tom waits è una voce che qualcuno ha messo in giro

Questa è la storia dell’uomo che voleva essere Tom Waits, uno con lo sguardo accartocciato sul pianoforte e quell’aria da commesso viaggiatore che ha appena perso il lavoro e se ne va in giro di notte con una sigaretta a fargli luce e l’orecchio allenato a captare pezzi di vita, di conversazioni, segreti, dolori, speranze buttate all’alba in qualche cassonetto e amori sfasciati. Tutte quelle storie che la gente comune dimentica in fretta e lui raccoglie e racconta con una manciata di note e la sua voce. Quest’uomo hanno cercato di classificarlo in ogni modo, con l’idea di portarlo negli […]

  

La geopolitica del football

Il football? È la prosecuzione della guerra con altri mezzi. È il 26 giugno 1996 e il Times, parafrasando von Clausewitz, fa capire ai suoi lettori che la semifinale dei campionati europei non è solo una partita. Si gioca a Wembley e l’Inghilterra di Gascoigne e Shearer sfida la Germania di Sammer e Strunz. Come diceva la signora Thatcher lo sport nazionale dei tedeschi è la guerra, e la perdono sempre, quello inglese è il football e non vincono (quasi mai). Southgate sbaglia l’ultimo rigore e la Germania conquista Londra. Quel giorno il football non tornò a casa. È solo […]

  

Moresco prigioniero del caos

Non è un uomo da disincanto. Antonio Moresco ha la faccia sghemba, come i matti di paese, con il naso lungo e storto, gli occhi come acqua di pozzanghera. È il volto di uno che potrebbe ammazzarti o stupirti. Mantova in passato è stata la sua città. Qui è stato bambino. Conosce le strade dei Gonzaga e in fretta ha capito che sanno di sale. Ora ci cammina quasi come uno straniero, senza salutare nessuno, senza ricordare nessuno. Questa passeggiata di fine autunno è il suo ultimo sprazzo di libertà. Tra qualche giorno si chiuderà in casa per pagare un […]

  

Il comunismo è morto, la burocrazia no

Non si sa mai da che parte stare quando scoppiano le rivoluzioni. Quello che capita a Gyula Fàtray, ungherese, ebreo, sopravvissuto alle persecuzioni naziste, 46 anni, ingegnere piuttosto frustrato con un posto in fabbrica come responsabile della pianificazione, onestamente non proprio un eroe, è di trovarsi quel martedì di settembre del 1956 sdraiato su un letto d’ospedale, appena operato di emorroidi. In quei giorni a Budapest c’era un bel po’ di casino. Gli studenti e gli operai avevano appena conquistato Pest e dalla collina Gellert si bombardava che era una meraviglia. La storia comunque la conoscete. Molti di voi avranno […]

  

Il boia e la carne elettrica

Il boia si chiama Howard Hordinary e da quando è andato in pensione per colpa dell’iniezione letale si muove nel mondo come un vedovo in adorazione della sua amata compagna di vita (o di morte). Quello che lui rimpiange infatti è la sedia elettrica, strumento di lavoro, ossessione, simbolo divino, rappresentante della vendetta in terra. Howard è convinto di essere nato dalla relazione tra Houdini e Charmain London, moglie di jack e sogna di tornare ai gloriosi momenti in cui dispensava giustizia. Gli basta sedersi sulla sedia, nella sua cantina, originare la scossa e lasciare che la sedia stessa racconti […]

  

Monsieur Arouet non abita più qui

Questa volta vi voglio parlare di un signore francese che si chiama François-Marie Arouet. E’ un filosofo, ma non di quelli specializzati che vanno tanto di moda. E’ anche drammaturgo, storico e perfino poeta.  E’ figlio di un ricco notaio giansenista. “Piuttosto fanatico”, sostiene lui. Arouet è un rompiscatole. Le sue idee sulla necessità di farla finita con tutte le superstizioni e credenze del vecchio secolo, quel suo insistere sulla ragione, sulla luce della modernità, gli hanno creato molti problemi con i sacerdoti delle vecchie ideologie e con i poteri forti. Arouet cerca di far capire a intellettuali e politici […]

  

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